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Progresso di Lettura:
La Torre di Guardia: canale della verità di Dio?
E. B. Price
Sebbene questo libro sia pubblicato in Italia, il racconto in questione è ambientato in Australia.
I nomi dei protagonisti sono stati per ovvie ragioni cambiati, e i dialoghi adattati, ma le esperienze riferite sono realmente accadute. Tutto ciò che è descritto è stato vissuto da persone, molte delle quali sono tuttora viventi e la cui vita, come è raccontato negli ultimi capitoli di questo libro, è stata completamente trasformata.
Le citazioni bibliche sono tratte dalla «Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture» edite nel 1967.
Suggeriamo al lettore che volesse maggiormente approfondire gli argomenti biblici qui discussi, di volersi rifare anche ad altre traduzioni.
Il libro dell’Apocalisse è indicato col termine Rivelazione.
Le ragioni della pubblicazione di questo libro, pur prendendo le loro mosse iniziali dalle enunciazioni di ordine biblico e religioso della Organizzazione dei Testimoni di Geova, devono però essere ricercate solo nel desiderio di offrire un contributo sereno e obiettivo alla riflessione teologica e non già, alla sterile polemica.
Si è ritenuto di aggiungere poche citazioni in inglese – che pur sono già tradotte nel libro – per permettere al lettore di avere il testo originale di pubblicazioni edite dalla Organizzazione, ma che da tempo sono fuori commercio.
GLI EDITORI
Mia madre mi ha veramente incoraggiato a scrivere questo libro; molte delle persone di cui si parla in questa storia erano fra i suoi migliori amici. Mia madre amava Dio ed era felice di essere fra coloro che «osservano i comandamenti di Dio e la fede di Gesù».
Purtroppo non ha vissuto abbastanza per vedere questa pubblicazione, ma «le sue opere la seguono».
Sin da quando ero bambino mi inculcò l’amore per la verità biblica e un particolare desiderio di aiutare coloro che oggi sono chiamati a rispondere a questa domanda: «La Torre di guardia è il canale di cui Dio si serve per trasmettere la verità?». Mia madre ha ricercato con entusiasmo la verità e ha trovato la risposta a tale domanda.
Dedico con affetto questo libretto alla sua memoria.
E. B. Price
Lisa Stevens sistemò con cura sullo scaffale i libri e le riviste della Torre di guardia e tolse alla svelta la polvere dal mobilio. Desiderava finir presto il suo lavoro perché, come fedele testimone di Geova, aveva programmato di dedicare il pomeriggio alla testimonianza di porta in porta.
Tale pensiero la trasportava lontano dalle preoccupazioni dell’azienda agricola Acacie azzurre, con vacche, porci e galline. Perfino la vista di quel caldo sole d’estate, che diffondeva i raggi tra le verdi acacie, non attutiva il suo ardore; neanche la pioggia o la grandine impedivano a Lisa di testimoniare per Geova.
Ad un tratto essa si fermò, rimase immobile per ascoltare.
Era il rumore di un’auto, l’auto di Clara sua figlia sposata, che veniva dalla strada carrozzabile. Clara non l’aveva avvertita della visita. Cosa le era capitato? La mamma lo avrebbe saputo presto, Clara era esuberante, onesta e sincera come un libro aperto, le avrebbe fatto conoscere qualsiasi suo problema.
Madre e figlia erano rimaste molto unite durante i sette anni di matrimonio di Clara, e da quando la figlia studiava per divenire testimone di Geova, circa un anno, la loro unione era divenuta sempre più salda, particolarmente ora che la figlia aveva deciso di battezzarsi presto, nonostante l’opposizione decisa di suo marito Paolo.
Clara e Gregorio, il figlio di quattro anni, scesero dall’auto.
«Vai a salutare il nonno»; gli disse la mamma, «è vicino a quegli alberi».
Mentre Lisa e Clara salivano i gradini per entrare in casa, la madre presagi che qualcosa non andava.
«Che ti succede, Clara?», chiese «mi sembra che qualcosa ti turbi!».
«No, mamma» iniziò Clara, «non mi succede niente di male, ma temo di darti una terribile delusione: sto diventando avventista!».
«Non è possibile, stai scherzando!», replicò Lisa confusa e leggermente eccitata. La condusse allora nella stanza di soggiorno dove Nena, la vecchia madre, sedeva sulla poltrona.
«Siediti Clara», la invitò Lisa; «dobbiamo parlare di questa faccenda, tu non devi decidere così, su due piedi. Ricordati che una decisione sbagliata non solo avrà conseguenze per te, ma anche per i tuoi figli; ed io sono sicura che tu vorrai sopravvivere ad Armaghedon».
Nena, che era rimasta fedele testimone di Geova per tanti anni, spostò la sua poltrona per non perdere neanche una parola di quella conversazione. Clara raccontava la storia di un certo Bob Watson, un giovane pastore Avventista del Settimo Giorno che aveva bussato alla sua porta. La visita era durata tutto il pomeriggio, disse Clara, e prima che egli se ne andasse essa si era convinta che gli Avventisti predicano una verità assai migliore di quella dei testimoni di Geova.
«Ma Clara», protestò sua madre, «anche se gli Avventisti del Settimo Giorno sono persone simpatiche, come gli Anderson, non sono molto diversi dal resto degli altri cristiani e, dopo tutto, cosa hai appreso da loro in così poche ore?».
«Tutto, mamma».
Lisa scosse la testa e guardò Nena che per lo stupore non riusciva a dire neanche una parola. Le due donne avevano impiegato un anno intero, con l’aiuto della moglie del sorvegliante, a insegnare a Clara le dottrine dei testimoni di Geova, e lei ora pensava di aver appreso tutto sugli avventisti del 7° giorno in un solo pomeriggio!
«Ma mamma, nonna», continuò, «Voi non capite! Gli insegnamenti degli Avventisti sono semplici e chiari, e tutti tratti direttamente dalla Bibbia. Nella mia vita, prima d’ora non ho mai visto una cosa simile. Ad ogni domanda che gli rivolgevo, il signor Watson trovava la risposta nella Bibbia, e le ho tutte potute verificare».
«Clara», affermò Lisa con decisione, «quella gente crede alla Trinità, crede che Dio sia una persona con una specie di tre capi. Ciò vorrebbe dire che Geova morì sul palo di tortura con Gesù Cristo… fanno una grande confusione».
«Oh no, mamma», ribatté Clara, «non lo credono! Questa è stata la prima cosa che ho chiesto, ed egli rispose che gli Avventisti del Settimo Giorno hanno sempre creduto e insegnato che il Padre e il Figlio sono due persone distinte».
«Questo lo so, però ho parlato con alcuni di loro e ho visto che hanno confuso molte cose».
«No, mamma», insistette Clara; «essi hanno molte verità su Gesù Cristo e l’opera dello Spirito Santo rispetto alla nostra vita. Ho preso molti appunti su ciò che quell’Avventista mi ha detto sulla Bibbia, e ho constatato che siamo noi che sbagliamo, non loro».
«Dove sono i tuoi appunti?».
«A casa», rispose Clara, «ma te li voglio far vedere, mamma».
«Comunque, che cosa ti preoccupa tanto da farti lasciare la verità?», chiese Nena.
«Non credere che mi sia arresa facilmente. Ho discusso con animosità con lui e gli ho presentato molti passi biblici, non mi ero ancora resa conto di quanto gli studi della Torre di guardia mi avevano insegnato. Gli ho detto che credevo che la Torre di guardia costituisce il canale di Dio per trasmettere le verità negli ultimi giorni; ho citato Matteo 24: 45 dove si parla del fedele e saggio servitore chiamato dal suo maestro a dare il cibo spirituale alle nazioni proprio prima di Armaghedon.
Egli mi disse di comprendere i miei sentimenti perché si era precedentemente interessato agli insegnamenti della Torre di guardia; ma dopo averne considerato la storia e aver studiato profondamente, perse tutta la fiducia nella Società.
Disse anche che nel corso degli anni la Torre di guardia aveva modificato le sue dottrine sconfessando ciò che precedentemente aveva insegnato come verità. Disse inoltre che, avendo predetto molte date dimostratesi false profezie, la Torre di guardia non poteva essere considerata il canale di Geova della verità. Come affermò Gesù in Matteo 24, occorre dire: “Non lo credete”».
«Clara, è proprio un cumulo di esagerazioni», replicò Lisa. «È tipico della cristianità calunniare così i testimoni di Geova! Non ricordo che la Torre di guardia abbia pubblicato date considerate poi false. Si, alcuni insegnamenti sono stati alterati durante gli anni, ma non sono molti! Cos’altro ti ha detto?».
«Mi ha spiegato che tutti i Comandamenti di Dio devono essere osservati. Geova ha dato due tipi di leggi e non una sola annullata al palo di tortura. Una, i Dieci Comandamenti, il codice morale valido per tutta l’umanità, fu scritta su due tavole di pietra e posta al sicuro nell’Arca. L’altra legge, posta a fianco dell’Arca, conteneva indicazioni per sacrifici cruenti e cerimonie che prefiguravano Cristo. Tutto ciò fu sostituito dal ministero e dalla morte dello stesso Cristo. In ogni modo tutti questi insegnamenti li ho visti nella Bibbia limpidi come cristallo».
Lisa, sebbene non avesse sentito niente di più ridicolo nella sua vita, mantenne la calma e incoraggiò Clara a riferirle tutti gli errori che aveva imparato. In tal modo, ragionava la madre, avrebbe potuto correggerla avvalendosi del valido aiuto di Nena.
Quando, mezz’ora più tardi, l’orologio batté mezzogiorno, le tre donne si resero conto immediatamente che era tempo di preparare il pranzo. Se vi era una cosa che Paolo non poteva sopportare, era proprio quella di tornare a casa e scoprire che Clara era ancora fuori sicuramente intenta a parlare di religione. Clara riprese per mano Gregorio, ancora con il nonno, e scomparve più nervosa di come era venuta.
Lisa non aveva avuto mai così poca voglia di preparare il pranzo e quando fu terminato, andò a trovar Nena nella stanza di soggiorno. Le due donne rimasero in silenzio finché Lisa, asciugandosi una lacrima, guardò Nena dicendole:
«Mamma, da quando mi hai presentato la verità, alcuni anni fa, ho sempre desiderato vedere i miei figli salvati da Armaghedon. Clara è stata la mia pecora nera, e proprio ora che stavo cantando vittoria, il diavolo manda quel tizio a rovinare tutto!».
«Non è ancora tutto perduto, Lisa. La verità di Geova può sopportare qualsiasi prova e queste religioni non hanno molto da offrire. Inoltre non ho mai sentito niente di più ridicolo nella mia vita di questo racconto delle due tavole della legge messe nell’arca. La Bibbia ci dice che entrarono nell’arca la famiglia di Noè, uccelli, animali, ma non menziona nessun libro o tavole di pietra che contenevano leggi, e non dice proprio nulla dei Dieci comandamenti. Ho sempre sentito dire che questi Avventisti sono gente strana, ma proprio non pensavo che insegnassero questo!».
«Oh mamma», esclamò la figlia. «Non penso neppure per un istante che Clara sia divenuta Avventista. Sono sicura che potremo toglierle questa follia dalla testa, ma temo anche che essa perda la fiducia nella Torre di guardia».
«Tu credi, Lisa, che sarà a causa delle date sbagliate e degli insegnamenti alterati?».
«Sì, mamma, tu sai quanto Clara sia pignola su questo punto! Non ammette che la Torre di guardia possa cambiare una verità e restare nello stesso tempo verità. Temo che se trovasse un solo errore, sarebbe decisa a rifiutare gli insegnamenti della Torre di guardia».
«Ebbene, mia cara, di errori ce ne sono ben più di uno, e se Clara ci presenterà questo problema, dobbiamo prepararci ad affrontarlo!».
«Oh, mamma, non mi dire che le cose si sono messe così male», chiese la figlia.
«No, ma la Torre di guardia ha dovuto fare delle correzioni. La stessa cosa è accaduta anche al popolo di Dio, quando fu liberato dall’Egitto, e perfino prima!».
Lisa guardò l’orologio. Era tempo di muoversi, si vestì alla svelta, mise i libri e i giornali nella borsa, e con puntualità iniziò il suo primo appuntamento di testimonianza.
Nena la aiutava, prendendosi cura dei figli minori quando tornavano a casa con lo scuolabus. Essendo stati ben preparati, nei giorni in cui Lisa era fuori a testimoniare, essi preparavano la cena. In questa maniera anche loro si rendevano utili nel collaborare.
Giovanni, il marito di Lisa, non era ancora stato battezzato dai testimoni di Geova, ma non si era mai opposto alla fede della moglie, anzi, aveva assistito a qualche riunione e congresso assieme alla famiglia, e sapendo che Lisa era molto attaccata alla sua religione, l’incoraggiava a praticarla.
Sebbene Nena avesse la villetta nella valle, da quando era rimasta vedova, trascorreva molto tempo nella felice casa di Lisa. Malgrado gli acciacchi dell’età avanzata, Nena faceva dei lavoretti in casa, ed era di grande aiuto alla famiglia.
Lisa, quel pomeriggio aveva pensato di fermarsi sulla via del ritorno da Clara, ma avendo trovato una cara famiglia, passò con quella varie ore e tornò a casa solo per la cena.
L’interesse mostrato da questa famiglia rincuorò Lisa che, almeno per alcune ore, dimenticò l’incidente del mattino; ma quando si diresse verso casa in auto, rimuginando lo strano comportamento di Clara, pensò a ciò che avrebbe dovuto fare.
Finiti i lavoretti della sera, decise di mettersi a studiare la storia della Torre di guardia. Prese dallo scaffale il volume: Jehovah’s Witnesses in Divine Purpose (I testimoni di Geova nel proposito divino), che aveva già letto, ma che ora voleva studiare meticolosamente e criticamente per meglio difendere la Torre di guardia.
Quando Giovanni la chiamò dalla camera da letto, chiedendole quando pensasse di andare a letto, Lisa si meravigliò che fosse quasi mezzanotte. Ma anche a letto, rimase sveglia per alcune ore, assorta nei suoi pensieri.
Il lavoro, la preoccupazione e la stanchezza per la notte passata in bianco resero difficile l’inizio della nuova giornata. Ma Lisa, come d’abitudine, si alzò presto e con energia si mise a fare i suoi lavori nella fattoria. Dopo aver aiutato a mungere le vacche e a dare il cibo ai maiali e alle galline, preparò la colazione per la famiglia mentre i figli si preparavano ad andare a scuola. Iniziò allora i suoi lavori di casa col pensiero di fare nuovi studi.
All’improvviso squillò il telefono. Era Clara che domandava alla mamma se sarebbe rimasta a casa il pomeriggio, perché qualcuno voleva farle visita.
«Chi è?», chiese allora la madre.
«Oh, lo saprai, mamma; sta visitando tutte le case del suo distretto!».
«Basta che non sia quel giovane Avventista, eh?».
«Sì mamma, è proprio lui. Ma spero che tu gli dia l’opportunità di esprimersi. Va bene?».
«Credo di sì», sospirò Lisa. «Spero soltanto che non pensi di confondermi le idee così facilmente come ha fatto con te, Clara!».
«Bene mamma, se tu sei in grado di rispondere, potrai metterlo in difficoltà. E un ottimo giovane e tu potresti convincerlo, potrebbe divenire uno straordinario testimone di Geova».
Quel pomeriggio, quando Lisa guardò alla finestra, vide un giovane che stava arrivando con la sua automobile. Abitualmente essa usciva per salutare gli ospiti, ma quella volta rimase indifferente. Le avevano detto di guardarsi dai lupi in vesti di agnello che entravano senza risparmiare il gregge. Se Bob Watson era uno di quelli, essa pensava, il tollerarlo nella sua propria casa era il massimo che poteva fare.
Bob Watson era più giovane di quanto Lisa avesse pensato; le sembrava che avesse appena l’età del figlio maggiore.
Aveva un semplice vestito grigio e una valigetta piena di libri; non aveva il colletto di religioso e neppure la voce di predicatore. Il suo sorriso simpatico e lo sguardo che rispecchiava la sua onestà, impressionarono tanto Lisa che lo ritenne un giovane a cui occorreva presentare la verità, forse era diverso dagli altri cristiani. Lo condusse in salotto e lo presentò a Nena la quale chiese: «Siete un reverendo?».
«Oh, no! Nella nostra Chiesa non ci chiamano così! Siamo chiamati semplicemente pastori, ma io sono figlio di un contadino e quando visito le case coloniche, mi piace essere chiamato semplicemente Bob».
«Bene», disse allora Nena; «tutto il vicinato in campagna chiama mia figlia Lisa, e io sono Nena». Lisa non aveva pensato di essere così gentile con quel giovane, ma riconobbe che Nena era una buona psicologa e sapeva come riconoscere i caratteri.
«Bob, cosa sta facendo in questa zona?».
«Ecco», iniziò Bob, «sto andando di porta in porta per dire alle persone che la fine del mondo è vicina e indicando loro come prepararsi».
«Non sapevo che voi come popolo andaste di porta in porta», osservò Lisa. «Mi pare che tu potresti essere un buon testimone di Geova».
«Lisa, se potessi aver fede nella Torre di guardia e accettare i suoi insegnamenti anch’io lo vorrei», rispose Bob.
«A dire la verità, la storia iniziò prima della mia nascita. Mia madre, dopo aver studiato con gli studenti della Bibbia, come allora si chiamavano, pensò di unirsi a quella organizzazione».
«Che peccato che non lo fece», osservò Lisa.
«L’avrebbe fatto se avesse constatato che quella era la verità», continuò Bob; «solo che a quel tempo il giudice Rutherford aveva cambiato quasi tutti gli insegnamenti del “pastore” Russell e in quella confusione, erano gli anni venti, mia madre si accorse che quella Società non poteva essere il canale di Dio per diffondere la verità e l’ultimo messaggio divino di avvertimento per il mondo. Infatti in meno di 10 anni si calcola che siano stati cambiati 148 punti dottrinali, incluse molte date prima predette e poi risultate false».
«Tutto ciò portò mia mamma a concludere, anche sulla base di Matteo 24: 24 dove si annunciano per gli ultimi giorni false profezie, che avrebbe dovuto cercare altrove la verità. Alla fine la trovò nei semplici insegnamenti biblici della Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno».
«Bob, so che la Torre di guardia ha alterato certi insegnamenti per giungere a verità maggiori, ma non credi che stai un po’ esagerando?».
«No, affatto. Consideriamo il libro The Finished Mystery (Il mistero compiuto). Era il settimo volume degli Studies in the Scriptures (Studi sulla Scrittura), appartenenti alla serie Millenian Dawn (Aurora millenaria), e fu l’opera postuma del “pastore” Russell. Negli anni venti il giudice Rutherford permise la vendita di centinaia di migliaia di copie di questi studi. Suppongo che l’abbia già visto, non è vero, signora?».
«In realtà», confessò Lisa, «sebbene ne abbia sentito parlare abbastanza, non l’ho mai visto né letto, ma proprio ieri sera ho visto alcuni riferimenti a tale libro in uno dei nostri recenti volumi: Jehova’s Witnesses in the Divine Purpose (I testimoni di Geova nel piano divino). Ho constatato che la sua pubblicazione è stata considerata un duro colpo per la cristianità e che nei capitoli da 11 a 14 del libro da me letto viene presentata la magnifica opera che la pubblicazione The Finished Mystery ha compiuto per la società durante il risveglio del 1919».
«Credo di possederlo in fondo a uno dei miei bauli, a casa», disse Nena. «Non lo leggo da molti anni, ma penso che sia stato uno dei migliori libri pubblicati dalla Torre di guardia durante i primi 50 anni della sua storia».
«Bene, è proprio cosi», disse Bob. «Questo libro chiave, che la Società ha considerato verità per molti anni, è oggi quasi del tutto respinto dalla Società. Eppure la Torre di guardia ha sempre preteso di essere il canale della verità di Dio per gli ultimi tempi».
«Beh, veramente, Bob», rispose Lisa, «non credo che ciò sia giusto. Desidero vedere queste date; e per cominciare, diamo uno sguardo ad alcuni di questi insegnamenti. So che sono state dette molte cose false circa la Società e insisto che si verifichi ogni sua dichiarazione. Temo, Bob, che ciò si debba applicare proprio a te!».
«Sono contento se questa regola sarà applicata a me!».
«Bene, caro Bob, andiamo avanti».
Bob prese la sua copia del The Finished Mystery e iniziò a sfogliarne le pagine. «La data più antica di questo libro», spiegò, è il 1874, in tale anno fu stabilito che si sarebbe verificato il secondo avvento di Cristo. Troverete numerosi riferimenti in questo libro alle pagine 54, 60, 68, 71, 167, 368, 377, 386, 395 [nel libro in lingua originale]. Ciò che è stato insegnato come verità per più di 50 anni è ora rifiutato!
«La stessa cosa avvenne con l’anno 1878, del quale si affermò per 50 anni, che era l’anno della risurrezione dei santi. La Torre di guardia poi sostenne che era stato compiuto uno sbaglio ed escogitò per tale evento un’altra data. Ma la data 1878 ricorre in tutto il libro e lei troverà riferimenti a questa data a pagina 64, 182, 453 e 539».
«Ce n’è abbastanza per questa data, Bob», interruppe Lisa mentre annotava con cura ogni pagina. «E secondo te, la Torre di guardia quando avrebbe cambiato il 1878 come data della risurrezione?».
«Lo troverà qua», replicò il giovane prendendo dalla borsa il libro Dal paradiso perduto al paradiso riconquistato. Lisa ascoltava attentamente ogni parola; Bob lesse a pagina 192 il paragrafo 30: «Una delle molte illuminanti verità che Dio diede quindi ai suoi testimoni fu quella intorno ai membri della nazione spirituale di Dio che erano morti fisicamente. Questo avvenne nel 1927. Quell’anno i testimoni capirono che gli israeliti spirituali morti erano stati risuscitati nel 1918 alla vita in cielo con Cristo Gesù. Fu naturalmente una risurrezione invisibile».
Lisa annotò questo riferimento e chiese: «Hai qualche altra data tratta dal Finished Mystery?».
«Sì, guardiamo ciò che dice dell’anno 1918, anno predetto come tempo in cui Dio avrebbe distrutto in blocco Chiese e milioni di membri delle Chiese con una terribile rivoluzione».
«Non ho mai sentito nulla a questo proposito», commentò Lisa. «Vorrei anche questo riferimento».
«Bene, ve ne sono a sufficienza», disse Bob con sicurezza. «Annoti le pagine 398, 402-405, 513 e 515; le leggo inoltre alcune frasi:
“Nell’anno 1918 Dio distruggerà in blocco le Chiese e i membri di Chiesa a milioni, quando la cristianità cadrà come sistema nell’oblio (Shedl) per essere sostituita da repubbliche rivoluzionarie”.
“La cristianità sarà distrutta in breve tempo, ma il periodo terribile avrà inizio nel 1918 d. C.”.
«Poi vi è la data del 1920», continuò Bob, «che secondo la Società avrebbe seguito la distruzione delle repubbliche e l’avvento di un’anarchia universale, come descritto nelle pagine 179, 258 e 542».
«Hai fatto certamente degli studi a questo proposito, Bob», osservò Lisa dopo aver annotato l’ultimo riferimento.
«Signora Lisa, seguire la verità e accettare Cristo è questione di vita o di morte per me. Il testo dice che “il mio popolo perisce per mancanza di conoscenza”, e potrebbe applicarsi a ciascuno di noi; tuttavia guardiamo altre date considerate importanti dai testimoni di Geova».
«Ne hai ancora altre?», chiese Lisa molto affaticata.
«Oh sì», replicò Bob con evidente entusiasmo; «queste sono le più interessanti: il 1915 in seguito spostato al 1925 in cui si sarebbe ristabilito il regno in Palestina, come è scritto alla pagina 128 di questo libro: “Vi sono delle prove per affermare che lo stabilimento del regno in Palestina avverrà probabilmente nel 1925, dieci anni più tardi della data che avevamo calcolato!”
«Questa profezia più tardi fu ampliata nel libro scritto dal giudice Rutherford, intitolato Millions now living will never die (Milioni di persone ora viventi non morranno mai), che io posseggo».
Bob prese dalla borsa la pubblicazione con la copertina verde, mentre Nena osservava: «Sono vari anni che non vedo quel libro».
«Mamma, non ne hai uno a casa?», chiese Lisa.
«No», rispose l’anziana signora. «Molti anni fa bruciammo tutti i libri che potemmo raccogliere; è un peccato che quel libro sia stato stampato».
«Perché?», chiese Lisa confusa.
Nena scosse la testa. «Bob, metti via quel libro», pregò, «non ci interessa udire ciò che dici. Si tratta di qualcosa che avvenne vari anni fa».
«Ma mamma», proruppe Lisa, «io lo desidero sapere!
Bob, andiamo avanti. Propongo di andare sino in fondo alla questione».
«Bene, era stato predetto che nel 1925 Abramo insieme ad altri sarebbe risorto e il regno sarebbe stato stabilito. Vi leggo a pagina 88, 90 e 97:
“La restaurazione più importante consisterà nella risurrezione della razza umana e, dal momento che altre scritture stabiliscono in modo definitivo che Abramo, Isacco e Giacobbe risusciteranno per ricevere per primi la prima benedizione insieme agli altri uomini fedeli dell’antichità, possiamo supporre che nel 1925 questi uomini fedeli d’Israele saranno liberati dalla morte, risorgeranno uomini perfetti e visibili, rappresentanti legali del nuovo ordine di cose sulla terra”.
E ancora: “Dobbiamo attendere con fiducia che il 1925 assicuri il ritorno di Abramo, Isacco, Giacobbe e dei profeti fedeli dell’antichità” (pagine 88 e 90).
«Questa è la fotografia della casa che il giudice Rutherford fece costruire por accogliere Abramo e gli altri principi, quando essi sarebbero risorti. Rutherford la chiamò Sarim”, cioè “Casa dei principi”. Si trova ancora oggi, a San Diego, in California»
Bob mostrò a Lisa la foto ripubblicata su un altro libro, Salvation (Salvezza); e Lisa domandò: «È proprio vero?».
«Sì», riprese a dire l’anziana signora, «pubblicammo questo libro Salvation verso l’inizio della seconda guerra mondiale».
«Bene, proprio a pagina 312 vi è un disegno di Beth-Sarim, che, come vedete, è quasi identico a questa foto ripresa recentemente. Sotto il titolo “Beth-Sarim”, a pagina 311, è riferito tutto, sia sul posto che sull’edificio costruito perché i principi l’occupassero al loro ritorno. Ma sfortunatamente i principi non sono mai tornati!». Bob porse il libro a Lisa.
«Oh, adesso», disse Lisa, «comincio a capire. Ieri sera ho trovato nel Divine Purpose, dei riferimenti al libro Millions now living, dove ho letto, a pagina 110, una dichiarazione circa il 1925, “anno di grande tribolazione per molti seguaci di Geova”. Molti, è detto, lasceranno la Torre di guardia e torneranno nel mondo».
«Vi fu una grande delusione», ammise Nena; «ma d’altra parte fu un gran bene, perché ci permise di sbarazzarci dei membri poco fedeli alla Società».
«Fu proprio così», disse Bob, «ricordo bene, in seguito ai miei studi, che durante questi anni, qualcosa come tre quarti degli studenti della Bibbia persero la loro fiducia nella Società. Proprio in quel tempo, mia madre, considerando tutta quella confusione, comprese che la Torre di guardia non era il canale di Dio della verità, e cercò un popolo che le insegnasse tutta la pura verità biblica, libera da teorie umane. Trovò la verità nella Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno».
«Però, Bob», osservò Lisa, «Dio deve servirsi degli uomini come suoi portavoce, ma essi sono esseri umani».
«Ricordi sempre», rispose Bob, «che quando Dio si serve di uomini come Suoi portavoce, li guida mediante lo Spirito Santo. Essi infatti devono dare un messaggio chiaro di verità. Il messaggio di Noè prima del diluvio, il messaggio dato a Lot prima di lasciare Sodoma, gli avvertimenti di Elia, Geremia, Isaia, costituiscono verità cristalline».
«Ma questi uomini erano profeti», ribatté Lisa, «mentre Russell e Rutherford non lo erano!».
«Invece, Marley Cole, nel suo libro Jehovah’s Witnesses, the New World Society (Testimoni di Geova, la Società del Nuovo mondo), considera Charles Russell “il più grande profeta del millennio”».
«Il libro di Marley Cole non è una pubblicazione ufficiale della Torre di guardia. Credo che la Società non abbia sostenuto tale idea».
Bob riprese in mano il libro The Finished Mystery e, dopo aver cercato la pagina 378, lesse che la Torre di guardia riconosce il pastore Russell come l’adempimento di Ezechiele 2: 5: “E in quanto a loro, sia che odano o che se ne astengano – poiché sono una casa ribelle – per certo anche conosceranno che un profeta stesso è stato in mezzo a loro”.
«Bene, suppongo che anche voi possiate avere dei profeti in questi ultimi giorni, proprio come ai tempi della Bibbia», suggerì Nena. «Sebbene noi non usiamo tale epiteto per il “pastore” Russell e il giudice Rutherford, Geova si servi certamente di loro come suoi portavoce tramite la Torre di guardia».
«Ora comprendo bene quale sia il problema», disse Lisa sotto voce. «Se essi sono stati veramente portavoce di Dio, come mai predissero queste profezie erronee con date inesatte? È stato questo, Bob, il problema che ti ha spinto a studiare la Torre di guardia?».
«Si», disse Bob; «e mi sono occupato anche dei suoi insegnamenti».
«Fammi un esempio di insegnamenti che tu giudichi sbagliati», chiese allora Lisa.
«Non sono io a dire che sono erronei», rispose Bob, «è la Torre di guardia; se non fosse così oggi tali dottrine non sarebbero insegnate diversamente. Per esempio, prendete il libro The Finished Mystery che era considerato il libro più importante della Torre di guardia. Praticamente è un commentario delle profezie di Apocalisse ed Ezechiele le cui applicazioni sono oggi quasi tutte respinte dalle pubblicazioni della stessa Torre di guardia. Anche le profezie della piramide, e quelle applicate al ritorno letterale di Israele in Palestina, sono oggi rigettate!».
«Tu pensi che sia caduta una granata dietro di noi, Bob», chiese Lisa ridendo di buon gusto.
«Ebbene, signora Lisa», disse Bob, «lei mi ha detto che io sarei un buon testimone di Geova, ma io desidero soprattutto far parte di un’organizzazione che sia solidamente basata sulla verità. Ma il problema che costantemente mi pongo è questo: ciò che la Torre di guardia ha annunciato una volta come verità, oggi lo proclama come errore. D’altra parte, se oggi insegna la verità, per la maggior parte della sua storia ha proclamato la falsità. Non è questo il modo con cui Dio agisce».
«Non penso che la Società abbia sostenuto nei primi tempi di essere il canale di Dio della verità, Bob», suggerì Lisa. «E soprattutto dal 1919 che lo spirito di Geova ha ispirato e ha dato impulso alla Società affinché insegnasse la verità».
«E interessante notare allora», aggiunse Bob, «che quando venne questo momento di febbrile attività, il libro che essi vendettero a centinaia di migliaia di copie fu The Finished Mystery. A pagina 144 questo libro dichiara: “La Società Torre di guardia è la più grande organizzazione mondiale, perché dal tempo della sua organizzazione fino ad ora il Signore l’ha usata come suo strumento per far conoscere le buone notizie”. Ecco un’altra difficoltà da risolvere».
«Mi sembra che la cosa stia così», concluse Lisa, «se io sono in grado di trovare la soluzione a questi problemi, tu, Bob, diventerai un testimone di Geova?».
«Se lei mi può convincere che la Torre di guardia è il canale di Dio della verità, la via della salvezza, insegna solo la verità contenuta nella Bibbia, allora certamente lo diverrò! Ma d’altro canto, se io posso dimostrarle che gli Avventisti del Settimo Giorno seguono la verità, allora lei accetterà il Signore e diventerà Avventista?».
Lisa Stevens, a tal pensiero sorrise di gusto e lodò lo zelo di Bob. «Se tu mi convincerai, Bob, che gli Avventisti del Settimo Giorno hanno ragione, io non solo diventerò Avventista, ma ti regalerò anche un porcellino di latte».
Unendosi allo scherzo, Nena disse: «Tu potresti dargli subito la scrofa; ma ora, per educazione, finiamola!».
Bob sorrise, e mentre si preparava per andare via, disse:
«Lasciamo che lo Spirito di Dio ci guidi», e si congedò dalle signore.
Quando l’auto di Bob scomparve, le due donne sorridevano ancora al pensiero di cambiare religione e quindi di non esser più testimoni di Geova. In quel momento tornò a casa Giovanni, il marito di Lisa. Aveva sentito le ultime frasi pronunciate da Bob e disse: «Ma che cosa ho sentito? Stai proprio pensando di divenire Avventista del Settimo Giorno?».
«Oh!», esclamò Lisa; «non abbiamo nessuna intenzione di diventare Avventisti, stavamo soltanto scherzando con un loro pastore».
«Ma, se è così», aggiunse Giovanni.
«Egli può avere dei problemi per accettare la Torre di guardia come strumento divino per proclamare la verità», aggiunse Lisa, «però noi li risolveremo tutti, perché abbiamo la verità rivelataci proprio dalla Torre di guardia!».
«Mamma, sembri così preoccupata di terminare presto le tue faccende questa sera», disse Guido appena la famiglia si sedette per la cena.
«E vero», rispose Lisa, «stasera andrò insieme a Nena a casa sua per alcuni minuti».
«Per far che?», chiese Maria.
«Perché Nena ha alcuni libri della Torre di guardia in un baule che le ho chiesto di prestarmi»,
«Oh, bene, mamma», disse Guido. «Li porterò con me la prossima volta che ti accompagnerò per testimoniare!».
«Riguardo a ciò ho dei dubbi», disse Lisa con incertezza.
«Penso che le pubblicazioni più recenti siano migliori per la gente di oggi».
«Ma la Bibbia è vecchia e noi la portiamo», replicò il ragazzo.
Lisa non aggiunse commenti, ma le parole «la Bibbia è vecchia e noi la portiamo», risuonavano nelle sue orecchie.
Pensò a Dio che disse di sé stesso: «Io sono Geova, non ho cambiato». Eppure, quello stesso giorno, era stata sfidata a riguardo delle pubblicazioni della Torre di guardia, cambiate in pochi decenni. Due ore più tardi, Lisa e Nena ritornarono a casa. Nel frattempo i figli minori avevano fatto i loro compiti ed erano andati a letto. Valeria, che aveva già terminato gli studi e che quel giorno aveva lavorato nella fattoria vicina, uscì per andare incontro alla mamma e alla nonna, arrivate con la macchina.
«Oh, quanti libri avete!», esclamò; e aiutò la madre a portare dentro i libri, mentre Nena entrava in casa sorretta dal bastone.
«Stai attenta Valeria a quel libro in cima alla pila», le raccomandò Lisa. «E proprio per quello che son dovuta uscire».
Valeria dette un’occhiata a quel libro, si fermò alla luce della cucina e lesse il titolo: The Finished Mystery e osservò:
«Se ben ricordo, non l’ho mai visto prima d’ora». Lasciò i libri nel soggiorno e salutò ritirandosi. Nena iniziò a lavorare a maglia in silenzio. Lisa pensava che, mentre Giovanni era via a una riunione del distretto, avrebbe potuto studiare tranquillamente e a lungo esaminando bene ciò che Bob aveva sostenuto il pomeriggio. Meno di mezz’ora dopo, senti un clacson conosciuto: stava arrivando Clara in macchina. Lisa desiderava aver più tempo per studiare quei libri e convincere Clara dei suoi errori: ma voleva anche vedere la figlia e parlarle. Clara apparve subito molto soddisfatta di sé e spiegò che Paolo si era recato la sera ad aiutare un vicino nella sua fattoria, e che lei aveva preso una baby-sitter, ciò significava che poteva andar via per un paio d’ore.
«Bene, mamma; raccontami com’è andata oggi con Bob».
«Oh», disse Lisa, «è un giovane assai simpatico e molto sicuro, ma pretende che io creda a tutto ciò che egli dice».
«E tu ci hai creduto?».
«Certamente no. Ma sto ora controllando le sue asserzioni nei vecchi libri che ha Nena. Questa sera abbiamo fatto un salto alla sua villetta per prenderli».
«Che cosa hai trovato?».
«Fin qui ho trovato che ha detto giusto», ammise la madre.
«Anch’io, mamma, non l’ho ancora sorpreso in errore. Mi ha fatto visita anche questa mattina, mi ha lasciato un libro e abbiamo fatto un’altra discussione».
Lisa allora osservò: «La cosa particolare per Bob sono le date, ma ho notato che quando egli faceva la lista di tutte le profezie connesse con le date, che dimostrava essere false, ve ne era una che evitava con attenzione: il 1914. E una data che la cristianità non può attaccare e, dopo tutto, è il vero fondamento degli insegnamenti dei testimoni di Geova.
«Il 1914 indica il momento in cui finirono “i tempi dei gentili” e iniziò il “tempo della fine”. In tale anno si verificò anche la seconda venuta di Cristo nel regno, e Satana fu gettato dal cielo. Questa è la base degli insegnamenti della Torre di guardia, non le altre date, come il 1874, il 1925 che Bob ha menzionato. Per questo la mia fede è incrollabile».
«Però, mamma», obiettò Clara. «non ti ha spiegato che il 1914 non è soltanto uno sbaglio storico, ma anche del tutto privo di fondamento biblico?».
«Come?», chiese la madre, incredula.
«Tu sai bene che nel libro Dal paradiso perduto al paradiso riconquistato viene spiegato che i 2.520 anni di tempo dei gentili ebbero inizio nel 607 a. C. quando finì la teocrazia, e quando Sedekia, ultimo re di Giuda, fu accecato e deportato a Babilonia da Nabucodonosor. Quel periodo terminò nel 1914?».
«Sì», disse Lisa con esitazione.
«Ma ciò non accadde affatto nel 607 a. C., perché Sedekia non fu fatto prigioniero nel 607, come insegna la Torre di guardia, ma nel 586 a. C., più di 20 anni dopo. Cosi la data 1914, basata dalle pubblicazioni della Torre di guardia sulla profezia dei 2.520 anni, si sgretola».
«Clara, non essere troppo frettolosa», le consigliò la madre. «Assicuriamoci prima di ciò e vediamo cosa dice il libro Dal paradiso perduto…».
Lisa esaminò per alcuni minuti il volume citato finché notò le pagine 103, 172 e 173.
«Ah! Ecco quel che cercavo», annunciò mentre iniziava a esaminare le dichiarazioni. «È scritto che Nabucodonosor spodestò Sedekia dal trono di Giuda nel 607. Allora, che c’è di sbagliato?».
«Mamma, semplicemente il fatto non avvenne in quell’anno, ma nel 586. Ogni fonte storica ce lo può confermare. Io ho fatto un’apposita indagine in biblioteca per comprovarlo».
«Ma queste fonti probabilmente non sono attendibili».
«Ma mamma», aggiunse Clara, «perfino un’autorità di larga fama ne ha trovato le prove archeologiche sulle tavolette conosciute come V.A.T. 4.956, conservate nel museo di Berlino. Ciò prova al di là di ogni dubbio che la data giusta è il 586 e non il 607, come insegna la Torre di guardia». Clara presentò poi a sua madre una lista di dichiarazioni e citazioni che aveva annotato.
«Mi piacerà provare da me la validità di questa data», disse la madre mentre prendeva in mano una copia del dizionario biblico dello Smith. «Siccome lo abbiamo usato per anni nelle riunioni della Società per comprovare le date, mi interessa vedere ciò che dice».
Prese dallo scaffale il dizionario e, trovata la voce «Sedekia», disse con sicurezza: «È qui», e lesse: «”Sedekia aveva solo 21 anni quando sali al trono su di un regno ormai povero…; era l’anno 597 a. C. La sua storia è riassunta in pochi eventi del suo regno presentati in 2 Re da 24: 17 a 25: 7″»
«Ecco il punto! Non dice il 586 a. C. Sono sicura che quando facciamo i conti sommando gli anni in cui Sedekia regnò prima di esser catturato, troveremo che la data esatta è il 607 a. C.».
«Ma, mamma, siamo prima e non dopo Cristo», spiegò Clara. «Ricordati che noi dobbiamo contare all’indietro e non in avanti!».
«Oh, sì», ammise la madre; «mi sto sbagliando… in tal caso, allora, noi avremmo sbagliato. Ma permettimi di riguardare nella Bibbia, 2 Re capitolo 25 e osservare con attenzione ogni dettaglio».
Clara prese una piccola Bibbia, la versione King James con la copertina marrone, pubblicata dalla Torre di Guardia, e venne al capitolo suddetto. Lesse il primo versetto che parla dell’assedio di Gerusalemme per opera di Nabucodonosor nel 9° anno del regno di Sedekia, per il quale la Bibbia indicava in margine la data 588 a. C. Nei versetti seguenti era scritto come, due anni dopo, a cita, fu presa e Sedekia accecato.
Lisa e Nena rividero con cura e rilessero in silenzio tutte le dichiarazioni.
«Allora, mamma», disse Clara; «ora non ti mancano i dati. Il dizionario biblico dello Smith afferma che Sedekia inizio a regnare nel 597 a. C. e la Bibbia dice che egli fu catturato nell’11° anno del suo regno, che sarebbe il 586 a. C.
Questa Bibbia pubblicata dalla Torre di guardia riporta in margine il 588 a. C. come anno in cui la città fu assediata, e l’anno in cui la città fu espugnata, due anni dopo, deve necessariamente essere il 586 a. C.». Lisa allora esclamò:
«Come possono contraddirsi così due pubblicazioni della Società! Che ne pensi, tu, mamma?».
«Cosa devo pensare?».
«Ma non è tutto», continuò Clara. «Il periodo dei 2.520 anni è ricavato dalla profezia del capitolo 4 di Daniele in cui si parla di 7 tempi, o 7 anni, in cui Nabuccodonosor era divenuto pazzo. 7 anni sono 2.520 giorni, che sarebbero 2.520 anni perché ogni giorno rappresenta un anno. Ma in Daniele 4 non esiste nessuna relazione fra Nabucodonosor e un qualsiasi adempimento futuro rispetto al suo tempo, poiché in Daniele 4: 28 la Bibbia dice: “Tutto questo avvenne a Nabucodonosor il re”. Poi di nuovo al versetto 33: “In quel momento la parola stessa si adempì su Nabucodonosor…’. Se la Bibbia dichiara che questa profezia si adempì su Nabucodonosor, risulta quindi erroneo applicarla, come fanno i testimoni di Geova, a un periodo posteriore, senza nessuna relazione con Nabucodonosor. Ciò significa che la data profetica 1914 è sbagliata sia storicamente sia biblicamente».
«Oh, Clara», disse Lisa demoralizzata; «con cosa altro dobbiamo confrontarci? Sto proprio pensando che sarebbe stato meglio non avere mai incontrato Bob».
«Eppure, mamma», disse Clara, «vi sono per lo meno sei ragioni per le quali la dottrina del 1914 non può essere messa in relazione agli insegnamenti biblici della seconda venuta o parusia del Cristo nel Suo regno».
«Ora prima di tutto Clara, che cosa credono i Cristiani Avventisti circa la parusia?», chiese Lisa.
«Ecco cosa credono, mamma», disse Clara tirando fuori dalla sua borsa un libretto intitolato Our Lord’s Return (Il ritorno del nostro Signore) che aveva sulla copertina un’immagine del ritorno letterale e visibile di Cristo con gli angeli sulle nuvole del cielo. «Credono che ciò accadrà ad Armaghedon».
«Oh, non crederò mai a ciò!».
«Ma, mamma, dai uno sguardo ad alcuni di questi testi biblici. Cosa ne pensi di Rivelazione 1: 7, dove è detto: “«… Ogni occhio lo vedrà?»”.
«Sì, ma questo è solo l’occhio del discernimento spirituale.
Quando la parusia ebbe luogo nel 1914, furono gli occhi spirituali dei fedeli servitori della Società, che riconobbero che tale parusia aveva avuto luogo».
Clara, dopo aver pensato un istante, chiese: «Mamma, se fosse così, perché la Torre di guardia, dopo tre anni, nel 1917, pubblicò un libro che sosteneva ancora che il secondo avvento del Cristo era avvenuto nel 1874?».
Lisa rimase in silenzio; pensava al libro The Finished Mystery.
«Un’altra cosa, mamma; in Matteo 24: 30 la nostra Bibbia del Nuovo mondo dice: “E allora il segno del Figlio dell’uomo apparirà nel cielo, e allora tutte le tribù della terra si percuoteranno con lamenti, e vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi del cielo con potenza e gran gloria”. Ma non tutte le tribù della terra hanno discernimento spirituale, eppure tutte lo vedranno. Ciò ci fa capire che si tratta veramente di un ritorno letterale. Vi è anche un altro versetto che costituisce un problema. Si trova in 1 Tessalonicesi 4: 15-17 dove viene descritto come, alla presenza o venuta del Signore, Egli discenderà dal cielo con la voce di un arcangelo, con autorità e col suono di tromba di Dio, e i morti in Cristo allora risorgeranno. Questi saranno presi nelle nuvole con coloro che vivranno in quel tempo ed essi incontreranno così il Signore nell’aria. Mi sembra che con quell’annuncio così rumoroso Egli sarà riconosciuto da tutti. Non mi pare che ciò possa essere accaduto nel 1914!».
«Bene, Clara: prima di tutto occorre comprendere che i risorti sono soltanto 144.000, che furono assunti allora attraverso una risurrezione ovviamente invisibile, in cielo».
«Ma, mamma, se il gruppo dei 144.000 risorse allora, perché tutti i membri di quella categoria privilegiata, che allora erano viventi sulla terra, non furono rapiti insieme con loro nelle nubi per incontrare il Signore nell’aria, proprio come dice la Bibbia? Essi sarebbero scomparsi all’improvviso, ma naturalmente tutto ciò non accadde affatto all’improvviso nel 1914!».
«Oh, Clara», esclamò sua madre, «la cosa non è così semplice. Se tu leggessi di più i libri della Torre di guardia comprenderesti tutto più chiaramente».
«Ma, mamma, ho letto con cura per un anno le pubblicazioni della Torre di guardia, e nulla si accorda con la Bibbia come ciò che ho imparato in questi ultimi giorni dagli Avventisti. Vi è un’altra cosa», continuò Clara, «secondo 2 Tessalonicesi 2: 8, gli ingiusti saranno distrutti dallo splendore della parusia o venuta. Come avvenne questo nel 1914?».
«Ebbene, fu in modo spirituale. Appena le buone notizie del regno furono annunciate alle nazioni con splendore e trionfo, gli ingiusti che le rigettarono furono colpiti dalla loro sentenza di morte; in questo modo furono distrutti dalle buone notizie della sua presenza».
«Mamma, tu credi realmente che questa spiegazione della Torre di guardia sia soddisfacente? A parte il fatto che essi per un certo numero di anni, dopo il 1914 non sapevano che la presenza di Cristo si era realizzata, in altri passi della Bibbia (Luca 17: 26-30; Matteo 24: 36-39), la presenza, venuta o rivelazione, del Figlio dell’uomo, è paragonata al giorno in cui Lot fuggi da Sodoma, che stava per essere distrutta; oppure a quando Noè entrò nell’arca e venne il diluvio che spazzò via tutto. Ciò fa capire che si tratta di qualcosa di improvviso e inatteso per gli empi, spazzati, distrutti, proprio come ad Armaghedon. Più considero questi testi, più temo che gli Avventisti abbiano ragione. Sono certa che tutto ciò non accadde nel 1914, accadrà nel futuro».
«Per favore, dammi una lista di questi testi e io li studierò dopo che sarai uscita», disse Lisa, e così riprese di nuovo taccuino e matita.
«Bene, mamma; in seguito te ne darò altri. Ma ora è meglio che vada; non vorrei che Paolo tornasse a casa prima del previsto. Penso di lasciarti questo libro per annotare i testi citati. Ora, dove sono rimasta? Ho menzionato che “ogni occhio lo vedrà”, la risurrezione dei morti, la traslazione dei giusti vivi e la distruzione dei malvagi, tutto ciò avverrà al ritorno di Cristo, non si è verificato nel 1914! Ah! Ecco, c’è anche il punto che riguarda il servizio di commemorazione o servizio di comunione, com’è chiamato dalle altre chiese».
«La Bibbia dice che (1 Corinzi 11: 26) questo servizio si deve celebrare “finché egli venga”, o, come dice la nostra Bibbia: “finché egli arrivi”. Se Cristo venne o iniziò a regnare nel 1914, allora perché celebriamo ogni anno il servizio di commemorazione?».
«Bene», disse Lisa sottovoce, «qual è la referenza? La cercherò».
«Vi è ancora un altro punto che io, mamma, desidero lasciarti su questo argomento. Se Cristo iniziò a regnare nel 1914, in quel tempo Egli avrebbe terminato la sua opera come Sommo Sacerdote, descritta nell’epistola agli Ebrei: “Vivendo sempre per intercedere per noi”. La nostra Bibbia porta in Ebrei 7: 25: “Quindi egli può anche salvare completamente quelli che accedono a Dio per mezzo suo, perché è sempre vivente per intercedere a loro favore”. Se Egli iniziò a regnare e terminò la sua opera come nostro Mediatore e Soccorritore per salvarci, allora nessuno potrebbe essere salvato dopo il 1914?».
Clara riguardò l’orologio e prima che Lisa se ne rendesse conto, era già uscita. Lisa era sgomenta. Aveva pensato di convincere Clara, ma invece… quante cose le aveva mostrato Clara! Nena allora scosse la testa senza far commenti. Salutò e se ne andò a letto.
Lisa, profondamente turbata, rimase sola a leggere i testi che Clara aveva menzionato cercando di risolvere i problemi che la figlia aveva sollevato. Poi iniziò a leggere quel libretto sul ritorno di Cristo dei Cristiani Avventisti, che Clara le aveva lasciato, e ne confrontò il contenuto con le pubblicazioni della Torre di guardia. Per dirla in breve, si trovò confusa.
Giovanni tornò tardi dalla riunione; Lisa, sebbene si sentisse stanca, ne fu contenta. Giovanni dette uno sguardo alla tavola piena di libri e chiese: «Cara, cosa hai fatto con tutti questi libri. Hai paura di perdere la tua preziosa scrofa?».
«Darei volentieri la mia scrofa con tutti i maialini se potessi così liberarmi dalle preoccupazioni causate da quel giovane pastore Avventista», disse Lisa cercando di sorridere.
«Cara», disse Giovanni mentre la abbracciava per proteggerla. «Non permetterò mai a nessun pastore Avventista di farti del male!».
«Ah, Giovanni, è veramente un bravo giovane e se tu lo conoscessi ti piacerebbe. Con la conoscenza che si ritrova, dovrebbe essere un testimone di Geova!».
«Allora lui vorrebbe mettere i Dieci Comandamenti nell’arca di Noè», chiese Giovanni con un pizzico di ironia.
«Nena e io non abbiamo ancora affrontato con lui questo argomento, ma abbiamo le carte nella manica».
«Bene, cerca di fissare un appuntamento la sera, così ci sarò anch’io a ridere di gusto… Poveretto! Dovrò proteggerlo da voi tre». Giovanni rise del suo scherzo, ma Lisa prese la cosa con maggior serietà.
«Come andrà a finire?», si chiedeva, «e ciò servirà a rafforzare la nostra fede nella Torre di guardia?».
La famiglia Stevens era in agitazione per la sfida lanciata dal giovane pastore Bob Watson riguardo le dottrine della Torre di guardia. Davide, il figlio maggiore e la moglie Berta, che erano fedeli testimoni, vivevano in un’altra località. Sebbene Clara volesse che Bob li visitasse, rispettò i desideri della madre non insistendo.
Giovanni, il marito di Lisa, considerò il dibattito in maniera superficiale; sentiva che la cosa non lo attirava affatto.
Nel frattempo continuò a ideare scherzi che comunque non furono apprezzati. Avendo udito Nena e Lisa parlare dei Dieci Comandamenti scritti su tavole di pietra e posti nell’arca di Noè, Giovanni cominciò col parlare di tavole di pietra poste nell’arca, e poi di pietre messe nella barca e finalmente di mattoni messi nella barca. Anche i ragazzi ripetevano le stesse espressioni:
«Mamma, quando vai a prendere i mattoni nella barca per tirarli a Bob?», chiedevano. Tutta la famiglia stava al gioco, ma Lisa, prima di considerare qualsiasi altro tema, desiderava avere spiegazioni sulla parusia e il 1914. I mattoni nella barca potevano servire da ultimo per il colpo finale.
Mentre studiava il problema da entrambi i punti di vista, giunse a questa conclusione: i Cristiani Avventisti insegnano che la venuta visibile di Cristo o presenza, è vicina, mentre i testimoni di Geova insegnano che la presenza invisibile di Cristo si è già realizzata. Così chiese a Bob di venire il lunedì successivo per discutere l’argomento nei dettagli.
Quando Clara lo seppe, si organizzò in modo da essere presente, e Nena dormì il pomeriggio per poter seguire con attenzione la riunione serale. Anche Giovanni cedette alla curiosità e dovette scusarsi per la sua assenza alla riunione del distretto.
Quando arrivò Bob, nella sala da pranzo attorno alla vecchia tavola di famiglia trovò un bel gruppetto. Sistemò una piccola lavagna che aveva portato, mise i suoi libri sulla tavola, poi chinò la testa facendo una breve preghiera. Spiegò che prima di aprire la Bibbia faceva sempre così per chiedere che lo Spirito Santo gli insegnasse e lo guidasse in ogni verità. Dopo aver terminato la preghiera, disse: «Questa sera tratteremo…».
«I mattoni», interruppe Guido. Maria cercò di soffocare un sorriso mentre Giovanni gli dava una gomitata sotto il tavolo mormorando: «Un’altra sera!».
Lisa non voleva perdere tempo per spiegazioni e aggiunse:
«Parliamo della parusia, Bob, del ritorno di Cristo, come voi dite. Cristo è presente qui oppure è ancora di là da venire?».
«Credo che per comprendere la differenza delle nostre credenze riguardo a questo tema, dovremo rifarci alla nostra storia», spiegò Bob. «Ciò ci riconduce all’anno 1844, quando molti pensarono che Cristo sarebbe tornato realmente; quando videro che tale ritorno non si era verificato, rimasero sconcertati.
Questo nucleo di persone si divise in vari gruppi. Alcune dissertarono, abbandonando qualsiasi credo religioso, altre continuarono a stabilire delle date nel futuro, mentre altre ancora decisero di studiare la Bibbia per conoscere esattamente cosa essa dice su questo argomento. Vennero alla conclusione che Cristo sarebbe tornato presto, ma che nessuno conosceva né il giorno, né l’ora. Decisero che stabilire delle date era antiscritturale! In seguito a uno studio maggiore, scoprirono altre verità perdute, che erano insegnate e praticate dalla Chiesa cristiana primitiva. Nel 1863 si organizzarono formando quella che è oggi conosciuta come Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno. Questo popolo non ha mai stabilito una data per il ritorno di Cristo e ha sempre creduto che il prossimo ritorno di Cristo avverrà in modo letterale e visibile.
Un secondo gruppo di Avventisti, stabili invece delle date annunciando il ritorno di Cristo per l’Ottobre del 1874. Il pastore Russell, nel 1872 assistette a una di queste riunioni dirette da Tonas Wendell e accettò il suo insegnamento. Ma quando arrivò il 1874 e Cristo non ritornò, Russell e quel gruppo che aveva stabilito le date, rimasero veramente delusi, finché, due anni più tardi, il signor Barbour spiegò che il Cristo era realmente venuto nel 1874, ma che si era trattato di una venuta invisibile. Egli trasse la sua idea dall’Emphatic Diaglott (Versione interlineare greca) che tradusse la parola greca “parusia” (venuta) di Matteo 24: 27, 37, 39 con “presenza”.
Bob lesse la storia dal Finished Mystery alle pagine 53 e 54, e anche, sebbene con meno particolari, dal Jehovah’s Witnesses in the Divine Purpose, (I testimoni di Geova nel proposito divino) alle pagine 14 e 15. Lisa e Nena controllarono sulle loro copie di questi libri.
«Durante i 50 anni successivi il 1874», continuò Bob, «la Torre di guardia insegnò che il secondo avvento di Cristo avvenne nel 1874, e che Egli era stato presente fin da quel tempo.
Il titolo ufficiale dato al periodico della Società, durante quel tempo fu conosciuto come Zion’s Watchtower and Herald of Christ’s Presence (la Torre di guardia di Sion e l’Araldo della presenza di Cristo). Infatti, durante questo tempo, come risulta dalle pagine 68 e 71 del Finished Mystery, tutti i segni menzionati da Cristo nei Vangeli e altrove nella Bibbia, furono interpretati dalla Torre di guardia per provare la presenza di Cristo sin dal 1874».
Bob disegnò sulla lavagna una linea retta per rappresentare gli anni che dividono il 1874 dal nostro tempo, che sottolineò nella parte che dal 1874 arrivava alla metà degli anni venti. Durante questo tempo la Torre di guardia insegna che Cristo era presente sin dal 1874.
«Ora», continuò Bob completando il grafico, «durante gli ultimi 50 anni, la Torre di guardia ha insegnato che la presenza di Cristo ebbe luogo nel 1914 e ha applicato tutti i segni a quella data per dimostrare la sua presenza nel mondo. Ora, io vi chiedo qual è l’insegnamento giusto e quale quello sbagliato?».
Lisa allora intervenne:
«Bob, ciò che la Torre di guardia insegna è la verità. In questi ultimi giorni è stata accordata una luce più grande; ora noi sappiamo che dal 1914 Cristo è stato presente invisibilmente».
«Ma non pensa lei che sia un po’ strano che, se Dio sta guidando la Torre di guardia, abbia permesso di insegnare tale errore per 50 dei suoi oltre 100 anni? Comunque io non credo che questo sia l’unico problema, perché la Bibbia non dice in nessuna parte che i segni indicano che Cristo sia venuto, che quindi sia sulla terra, ma che la sua presenza o venuta è vicina».
«Bene». disse Lisa, «tutto dipende da come viene tradotta la parola ‘presenza’, e altre affermano che significa ‘arrivo’ o ‘venuta’. Lei ha imparato il greco e dice una cosa, Bob, ma i nostri libri ne dicono un’altra. Chi potrà dunque conoscere la forma esatta?».
«Io», disse Giovanni.
«Oh, non essere sciocco, Giovanni», intervenne Lisa. «Durante tutta la tua vita non hai mai imparato una parola di greco!».
«Però conosco Tony, il nostro vicino. Egli è venuto da poco dalla Grecia e ce lo dirà. Vado a cercarlo».
Giovanni si allontanò e presto tornò con Tony.
«Tony», chiese Giovanni, «che cosa significa parusia?».
Tony li riguardò con smarrimento e poi scosse la spalle. Bob allora scrisse sulla lavagna in lettere inglesi e poi in greco la parola parusia, e Tony dopo averla guardata, esclamò:
«È parusia!», dando alla parola una pronuncia leggermente differente. «Desiderate sapere cosa significa questa parola?».
«Esattamente», lo incoraggiò Giovanni.
«E qualcosa di veramente meraviglioso che tutti possono vedere benissimo», disse Tony. «Per esempio come quando la regina d’Inghilterra viene in Australia. La gente allora è felice di vederla passare per le strade, la vedono molto bella e il popolo grida e la saluta con la mano. È proprio questa la parusia! Mi comprendete ora?».
«Anche se loro non ti capiscono, io sì!», disse Giovanni, e ringraziò Tony accompagnandolo alla porta.
«La descrizione di Tony è proprio vicina all’idea Avventista del ritorno di Cristo in gloria, con clamore e suono di tromba…», osservò Clara.
«Forse», disse la madre; «però io comincio a stancarmi dell’idea di questa o quest’altra Chiesa. Tutto ciò che voglio è la pura verità tratta dalla Bibbia».
«Sarebbe una buona cosa», sottolineò Bob.
«Ora», disse Valeria; «secondo me il problema è questo: decidere se i segni indicano la parusia già presente o vicina; non è vero?».
«Mamma, quale capitolo di Matteo parla dei segni?», chiese Clara. «E il capitolo 24, vero?».
Tutti i presenti cercarono questo brano nella loro Bibbia; tutti, tranne Giovanni che si sforzava ancora di essere indifferente.
Bob suggerì di leggere Matteo 24: 30, 31 e così Maria iniziò a leggere dalla sua Bibbia del Nuovo mondo: «E allora il segno del Figlio dell’uomo apparirà nel cielo, e allora tutte le tribù della terra si percuoteranno con lamenti, e vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi del cielo con potenza e gran gloria. Ed egli manderà i suoi angeli con gran suono di tromba ed essi raduneranno i suoi eletti dai quattro venti, da un’estremità all’altra dei cieli».
«Niente potrebbe essere più chiaro di questo: quando Cristo ritorna, tutti, inclusi i malvagi che non hanno occhi di intendimento spirituale, lo vedranno letteralmente nella sua gloria con tutti gli angeli», osservò Bob. «Ma leggiamo ancora».
Questa volta lesse Valeria: «”Ora imparate dall’illustrazione del fico questo punto: Appena il suo ramoscello si fa tenero e mette le foglie, voi sapete che l’estate è vicina. Così anche voi, quando vedrete tutte queste cose, sappiate ch’egli è vicino alle porte».
Giovanni chiese: «Che cosa significa l’espressione “tutte queste cose”?».
«Sono i segni indicati in questo capitolo», replicò Lisa.
«Oh! Allora il passo è così chiaro che perfino un cieco lo potrebbe vedere. Questi segni indicano che il ritorno di Cristo è vicino». Giovanni prese la Bibbia del Nuovo mondo di Guido ed esaminò di nuovo il passo. «Perché è detto che Egli è vicino alle porte?».
«Papà, anch’io lo capisco», annuì Clara. «Una persona non è presente qui, in questa casa, finché non è passata attraverso la porta. La presenza di Cristo avrà luogo ben presto, ma non si è ancora realizzata; ciò significa che non ebbe luogo nel lontano 1874 o 1914!».
«Occorre anche considerare», aggiunse Bob, «che i segni sono mandati per avvertirci, per essere pronti per la Sua presenza o venuta, come leggiamo nei versetti da 42 a 44 di Matteo 24. Sarebbe già troppo tardi se la “parusia” fosse avvenuta.
Nei versetti da 36 a 41 ci viene detto inoltre che nessuno conoscerà quando avverrà. Sarà come al tempo del diluvio, che venne all’improvviso e spazzò via tutti gli ingiusti sterminandoli. Infatti ci viene detto che due persone staranno macinando al mulino, oppure nel campo, una sarà salvata e un’altra respinta e distrutta».
Lisa lesse e rilesse i passi, ma non fece alcun commento.
Giovanni allora disse: «Bene, è evidente per me che la venuta, o come voi la volete chiamare, è ancora futura».
«Infatti», disse Bob con un sorriso gentile, «la Bibbia in questo medesimo capitolo ci avverte riguardo al popolo degli ultimi giorni che dice:
“Cristo è qui” Guardate il versetto 23: “Allora se qualcuno vi dice: ‘Ecco, il Cristo è qui’, o ‘E là!’, non lo credete”».
«Guardate la copia di Awake (Svegliatevi) che stavo leggendo l’altro giorno», disse Valeria. Si alzò e ne prese una copia sullo scaffale. «Guardate il titolo dell’articolo principale: Cristo è presente. Cosa ve ne pare?».
Clara rispose: «Non c’è nessun problema. La risposta la dà la Bibbia: “Non lo credete”».
«Così tu pensi che noi stiamo veramente sbagliando?», chiese Nena a Bob. «Sei proprio preoccupato perché crediamo che Cristo sia già presente ora?».
Bob fece una pausa, dimostrando una profonda preoccupazione.
«Per me», iniziò, «è una tremenda tragedia non comprendere la grande verità del ritorno del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo. Dovrebbe essere la speranza e la gioia di ogni cristiano incontrarlo personalmente e vivere con lui per l’eternità. Ma la mia maggior preoccupazione consiste nel fatto che noi dobbiamo accettare la morte di Cristo, offerta per noi sul Calvario, come espiazione dei nostri peccati. Quando noi lo accettiamo come nostro Salvatore personale, allora, per la potenza dello Spirito Santo che dimora in noi, desideriamo cessare di peccare, di violare le Sue leggi, di compiacergli, osservando i Suoi Comandamenti».
«I mattoni, i mattoni», proruppe Guido. «Via, mamma, ora noi li possiamo usare».
«Non questa sera», disse Giovanni guardando l’orologio. «È già passata l’ora per andare a dormire, ma se a Bob piacerà di tornare lunedì sera, allora noi li potremo usare».
«Papà, ma di quali mattoni stai parlando?». Clara si rese conto dello scherzo della famiglia, di cui non sapeva nulla.
«Oh! La cosa può rimanere segreta fino alla sera di lunedì prossimo, Clara. Allora ti diremo tutto».
La domenica mattina, molto presto, Clara telefonò a suo padre per dirgli che aveva un problema.
«Papà, è successo qualcosa di spiacevole tra me e Paolo questa mattina. Dice che non mi permetterà di assistere domani sera allo studio. Perché non gli parli? Paolo in genere dà più ascolto a te che ad altri».
«Quanto mi dai, Clara?».
«Una tavoletta di cioccolata!».
«E io accetto per un pacchetto di sigarette!».
«No, papà, le sigarette ti procurano il cancro ai polmoni! Cioccolato o nulla!».
«Mi arrendo», sorrise Giovanni. «Siamo d’accordo, allora!».
Paolo aveva avuto preoccupazioni per le sue mucche da latte e la produzione del latte era abbastanza diminuita, così Giovanni si offrì di studiare assieme a lui il problema.
Insieme iniziarono a fare un giro nella stalla per esaminare gli abbeveratoi, il foraggio e, a una a una, le mucche.
«Paolo, domani sera avremo da divertirci», disse Giovanni mentre si dirigevano verso la stalla. «Quel giovane Avventista sta irritando le donne e tutte parlano di religione. Domani sera sarà il gran finale!».
«Povero suocero! Ti compatisco davvero. Niente mi fa andare in bestia quanto il parlare di religione, a colazione, a mezzogiorno, a cena!».
«I testimoni di Geova non sono così cattivi, Paolo», disse Giovanni. «Basta imparare a vivere con loro per essere felici».
«Invece essi non mi rendono felice, mi vengono i brividi ogni volta che ci penso».
«Che problemi hai», chiese Giovanni.
«Bene: prima di tutto c’è la trasfusione di sangue. Non posso credere che Dio, che sanò gli infermi e risuscitò i morti, permetta che fanciulli innocenti muoiano per mancanza di trasfusioni».
«Anch’io non ho mai gradito quest’affare», concordò il suocero. «Ho sempre pensato di attendere e di vedere se qualcuno dei miei figli avesse avuto bisogno di una trasfusione. Allora, anche se Lisa non mi avesse dato il permesso, io gliela avrei fatta! Non vale la pena di preoccuparsi di ciò, se mai i figli ne dovessero avere di bisogno!».
«E che dire di Clara? Se ne avesse bisogno e la rifiutasse, io rimarrei senza moglie con piccoli bambini da far crescere!
Credo che si sbaglino completamente quando dicono che sia la volontà di Dio che loro muoiano. Cosa c’entra il mangiare il sangue con una trasfusione fatta per salvare una vita?».
«Per me la cosa è tutta sbagliata», concordò Giovanni, «ma discutendo non si conclude nulla. Se la Torre di guardia interpreta quei testi in quel modo, essi li accettano senza riflettere. I membri dell’organizzazione non ne hanno colpa, fra di loro infatti vi sono persone molto simpatiche e sincere. Il male è che la Torre di guardia, come un quartier generale, ordina ciò che essi devono fare, ed essi, ripeto, lo fanno senza riflettere!».
«Suppongo che sia proprio per questo che essi si ritengono perseguitati. Si insegna loro che è giusto che siano perseguitati per le loro dottrine. Però sappiamo tutti che vi sono comunisti, nazionalisti e molti altri, che sono morti per la loro fede, e se la persecuzione religiosa fosse una riprova di verità, allora dovremmo essere tutti giudei, perché sotto Hitler di loro ne morirono a milioni».
«Bene, a me non interessa chi sia o a che cosa creda la gente. Ammiro qualunque persona che sappia morire per la sua fede. Conosco alcuni testimoni che l’hanno fatto, ma credo che essi dovrebbero prima di tutto esaminare le dottrine per le quali muoiono».
Nel frattempo Giovanni, con l’aiuto di Paolo, aveva sbrigato metà del lavoro della mungitura. C’era stato un po’ di silenzio, finché a un certo punto Paolo chiese:
«Credi che ci sia qualcosa di buono in questa religione?».
«Sì», rispose Giovanni. «Tutte le religioni hanno qualcosa di buono; forse i testimoni di Geova hanno qualcosa in più di buono rispetto ad altri; credo però che la Torre di guardia nel corso degli anni li abbia un po’ troppo trascinati avanti e indietro».
«Che vuoi dire», chiese Paolo.
«Ti faccio un esempio», disse Giovanni prendendo una chiave e svitando dei bulloni. «Consideriamo ciò che succede quando una persona muore. Tutte le chiese insegnano che colui che muore se ne va dritto in cielo o all’inferno. A giudicare dal lutto e dal dolore che provano, devo ammettere che essi non credono che il loro amato goda della beatitudine celeste! I testimoni di Geova sembra che a questo proposito credano a qualche cosa di buono, quando dicono che, secondo la Bibbia, la morte è un sonno che dura fino alla risurrezione dell’ultimo giorno. Però confondono la cosa quando aggiungono l’interpretazione della Torre di guardia».
«Cosa vuoi dire?».
«Per molti anni essi hanno insegnato che nel 1878 alcuni di loro sarebbero risuscitati e andati in cielo in forma spirituale. Ma più tardi si resero conto che avevano fatto uno sbaglio e spostarono la data al 1918. Da allora una certa categoria celeste di testimoni va dritta in cielo, appena muore. Questo insegnamento, a mio giudizio, è una vergogna bella e buona; i testimoni condividono così una dottrina della maggior parte della cristianità».
«Eppure tutto questo scambio di date è motivo di imbarazzo anche per loro. Ieri sera mi sono divertito con Lisa quando le ho letto in un vecchio libro da lei scoperto, intitolato The Finished Mystery, un brano in cui la Torre di guardia afferma che quando Russell mori, salì al cielo nel 1916 e continuò a dirigere da lassù la Società. Lisa non riusciva a credere che i testimoni avessero insegnato una simile cosa, finché non le indicai le dichiarazioni alle pagine 144 e 420 di quel libro. Allora le chiesi cosa sarebbe accaduto, quando il giudice Rutherford mori e arrivò in cielo nel 1942, per continuare la sua opera, perché, questi due (Russell e Rutherford) non andavano troppo d’accordo, tanto che alla fine, appena morì il primo, Rutherford si mise a cambiare gli insegnamenti di Russell. Non potei fare a meno di domandarle come Russell sia stato capace di entrare in cielo nel 1916, quando nel 1927 la Torre di guardia decise che la risurrezione si era verificata solo nel 1918. Russell, secondo le loro pubblicazioni, era già in cielo da due anni».
«Povera Lisa! Penso che non l’avrei dovuto fare; questa settimana ha avuto dei momenti di sconforto».
«Cosa rispose?», chiese Paolo.
«Disse soltanto: “Avvenga quel che avvenga, Giovanni, non aprir bocca su ciò che hai trovato e non dir nulla a quel giovane predicatore Avventista. D’altra parte non credo che tu possa dire molte cose a Bob sulla Torre di guardia che egli già non conosca. Sostiene di essere sicuro che la Torre di guardia non insegni tutta la verità, altrimenti sarebbe un testimone di Geova”».
«Quel giovane predicatore deve sapere il fatto suo», esclamò Paolo.
«Perché non vieni domani sera e porti Clara? Verrà Bob, e Lisa e Nena si stanno preparando per raddrizzarlo su un punto o due della dottrina. Non lo ho ancora visto in difficoltà. L’incontro di domani si annuncia molto interessante».
«Ma questa mattina le ho proprio detto che non doveva venire!».
«Paolo, dimentica questo», sorrise Giovanni. «Avrai da divertirti, e l’incontro farà del bene a tutti e due».
«D’accordo allora», affermò Paolo andando a cercare un secchio di latte che suo suocero avrebbe assaggiato con piacere.
Quando essi tornarono a casa per lo spuntino, Clara lo salutò dicendo:
«Credo che voi uomini siate affamati».
«Affamati? Non c’è niente che mi piaccia di più di una tavoletta di cioccolato», disse suo padre.
«Ma papà, te la sei guadagnata?».
«Ma certo!» rispose ammiccando.
Quando Giovanni la sera tornò a casa, disse a Lisa che Paolo sarebbe venuto allo studio del giorno dopo insieme a Clara.
«Meraviglioso», esclamò la moglie con entusiasmo. «Sono contenta che venga Paolo; Nena e io metteremo Bob a posto e concluderemo di certo che la Torre di guardia è la sorgente della verità».
«Mamma, stasera tirerai fuori i mattoni della barca?», chiese Guido a colazione.
«Certo», disse Lisa. «Ma per favore tienitelo per te, non lo dire a nessuno. Hai capito?».
«Appena torniamo da scuola, ti aiuteremo a sbrigare i lavori di casa, mamma, in modo che possiamo finire presto questa sera», si offrì volenterosa Maria.
«Li hai pronti per questa sera i guanti da boxe, Nena?», scherzò Giovanni.
«Credo di aver passato l’età per far pugilato, Giovanni; però Lisa non ha rivali quando si entusiasma», replicò la nonna.
«I miei migliori anni dedicati alla Società, sono ormai passati».
Arrivò alla fine quel gran momento che trovò tutti seduti, pronti per lo studio. Bob era a capotavola, Lisa e Nena dalla parte opposta e il resto della famiglia seduta ai lati, eccetto Giovanni e Paolo seduti su due vecchi seggioloni.
«Questa è la galleria degli spettatori», spiegò Giovanni.
Bob pregò brevemente per chiedere la saggezza necessaria, e prima che qualcuno potesse proferire parola, Lisa iniziò a parlare. Quella sera era d’importanza vitale, e Lisa non doveva rischiare di lasciarsi sfuggire l’occasione. Sebbene la sua fiducia nella Torre di guardia fosse ormai scossa, era ancora certa che i testimoni di Geova costituivano il popolo scelto di Geova, e che non era affatto possibile che un’altra organizzazione fosse dalla parte della ragione. Sapeva altresì che Cristo aveva definitivamente messo fine ai Comandamenti, e sapeva che una volta dimostrato questo punto, tutti gli altri insegnamenti Avventisti sarebbero caduti e che quindi la veridicità degli insegnamenti della Torre di guardia sarebbe stata rivendicata.
«Bob», esordì Lisa, «stasera inizieremo a studiare i vostri Dieci Comandamenti, che secondo quanto hai affermato, furono scritti su tavole di pietra e posti nell’arca. È giusto?».
«Sì», rispose Bob, «esattamente».
«E tu hai anche detto che una parte della legge è stata scritta in un libro e messa accanto all’arca. Sostieni ancora questa dichiarazione?».
«Certamente».
«Bene», disse Lisa con compassione quasi materna. «Temo che ti sbagli grossolanamente, perché in nessuna parte della Bibbia – Nena e io l’abbiamo studiata meticolosamente per 15 giorni – troverai qualcosa di simile: nell’arca vi erano la famiglia di Noè, costituita da 8 persone, più gli animali, gli uccelli e il cibo».
Clara iniziò a sorridere e Bob aprì la bocca per articolare qualche parola, ma Lisa riprese subito a parlare.
«Un istante, mio giovane amico; questa sera tocca proprio a me. Tu hai accusato la Torre di guardia di insegnare dottrine non comprovate dalla Bibbia, ma una delle vostre idee avventiste è quanto di più ridicolo abbia mai sentito!».
«Però, mamma», interruppe Clara.
«Ma che mamma! Cara mia, questo problema è di Bob, è lui che lo deve risolvere!».
«Con i mattoni!», aggiunse Guido.
Bob era ancora sul punto di parlare, quando Paolo chiese cosa c’entrassero «i mattoni».
«È proprio uno scherzo di Giovanni», spiegò Lisa. «Quando abbiamo sentito per la prima volta che le tavole della legge erano state messe nell’arca, Giovanni le chiamò “tavole nella barca” e allora si trasformarono in “mattoni nella barca”».
«Mi dispiace deludervi, questa sera», disse Bob, «ma nell’arca non ci sono mai stati “i mattoni”. Le tavole della legge invece erano in una cassa conosciuta come l’Arca del Patto. Ricordatevi che nella Bibbia si menzionano due arche».
«Uffa», sospirò Guido.
Nena disse con sdegno: «Eppure dovevamo aspettarci qualcosa di simile!».
«Il modo con cui Clara ci ha descritto le tavole di pietra, “prese e messe per sicurezza nell’arca”, mi aveva fatto venire in mente l’immagine di Noè che le legava in modo che non si spezzassero in seguito alle scosse violente che subiva l’arca nella tempesta», spiegò Lisa. «E quando tu dicesti che il libro era accanto all’arca, pensai che in tal modo sarebbe stato al sicuro dai topi e dalle capre, che avrebbero potuto divorarlo».
«Questa sì che è bella, Paolo», disse Giovanni, dandogli una manata sulle spalle, «è da raccontare ai nipotini!».
Lisa continuò: «Desidero ancora vedere sulla Bibbia dove Geova abbia mai fatto due distinzioni come questa a riguardo della sua grande legge sul patto. Inoltre, se una fu abolita alla morte di Cristo e rimane l’altra che tutti devono osservare, desidero che ciò sia provato sulla base dell’Antico e del Nuovo Testamento».
Bob prese allora un diagramma, lo appese al muro e appoggiò sulla tavola un pezzo di pietra pulita, che rappresentava i Dieci comandamenti, e una piccola pergamena su cui era scritta la legge di Mosè.
«Ma che sta facendo?», sussurrò Paolo a Giovanni.
«Attualmente i testimoni di Geova, a differenza degli Avventisti, non credono nell’osservanza dei Dieci Comandamenti».
Paolo accettò la risposta, e Bob allora iniziò:
«Dunque, quando noi apriamo la Bibbia nel Deuteronomio, capitolo 5, troviamo in questo capitolo che i Dieci Comandamenti erano una Legge separata, scritta da Geova su tavole di pietra».
«Questa sera pensi di usare la Bibbia del Nuovo mondo?», domandò Lisa. «La ritengo più moderna e superiore, come traduzione».
«Se voi la preferite», concesse Bob. «Però uno di questi giorni vi voglio mostrare alcune cose su questa traduzione, e penso che cambierete opinione. Questa sera comunque me ne servirò. Nei versetti da 7 a 21 troverete la lista dei Dieci comandamenti. Allora, per favore, qualcuno legga il versetto 22».
«Queste Parole Geova pronunciò a tutta la vostra congregazione sul monte, di mezzo al fuoco, alla nuvola e a fitta oscurità, con alta voce, e non aggiunse nulla dopo di che le scrisse su due tavole di pietra e me le diede». Lisa si fermò un momento per dare uno sguardo al testo che rilesse per conto suo: «e non aggiunse nulla».
Bob continuò: «Queste furono chiamate “le tavole della Testimonianza”. Ora leggiamo Esodo 31: 18 nella traduzione del Nuovo mondo:
“E appena ebbe finito di parlare con lui sul monte Sinai, egli dava a Mosè le due tavolette della Testimonianza, tavolette di pietra scritte col dito di Dio”. Ora leggiamo anche Esodo 40: 20, dove si dice che questa testimonianza, in altre parole i Dieci Comandamenti, furono messi nell’Arca».
Valeria lesse il testo: «Dopo ciò prese la Testimonianza e la mise dentro l’Arca e pose le stanghe sull’Arca e mise il coperchio di sopra sull’Arca».
«L’altra legge», spiegò Bob, «non è stata scritta da Dio, ma da Mosè, che la scrisse in un libro messo accanto all’arca, e quindi separato dai Comandamenti che stavano dentro l’Arca. Potete leggere ciò in Deuteronomio 31: 24-26».
«La cosa mi pare interessante», disse Lisa; «per favore fatemi leggere questo brano. “E avvenne che appena Mosè ebbe terminato di scrivere in un libro le parole di questa legge sino alla fine, Mosè comandava ai Leviti, i portatori dell’arca del patto di Geova, dicendo: ‘Prendendo questo libro della legge, lo dovete mettere a fianco dell’arca del patto di Geova vostro Dio, e lì deve servire quale testimone contro di te”».
Seguì un breve silenzio, poi Lisa disse con un sospiro: «Bene, non è mai troppo tardi per imparare. Riconosco, Bob, che il suo discorso è valido. Però nel Nuovo Testamento si menziona una sola legge, di cui Paolo cerca di sbarazzarsi con energia; Cristo l’aveva abolita».
«Nel Nuovo Testamento Paolo precisa che nessuno può guadagnarsi la salvezza osservando la legge», replicò Bob. «Egli insegnò ripetutamente che vi è un solo metodo per cui una persona può salvarsi e divenire giusta: cioè per la fede nel sangue versato da Cristo. Ma purché non si vada all’altro estremo come oggi fanno molti, concludendo che i cristiani non devono osservare più nessuna legge. Paolo afferma che la vera fede, piuttosto che demolire la legge, la stabilisce nella vita del credente. Romani 3: 31 è uno dei molti passi che illustrano questo concetto».
Quando tutti ebbero trovato quel versetto, Bob lesse: «Aboliamo dunque la legge per mezzo della nostra fede? Non sia mai! Al contrario, noi stabiliamo la legge».
«Non capisco ancora», disse Lisa scuotendo la testa, «perché in Romani 10: 4 Paolo ci dice che Cristo è il fine della legge, per me ciò significa che tutto è finito.
«Conosco bene questo testo», concordò Bob. «Nella versione inglese King James è scritto: “Cristo è il fine della legge per la giustizia per ognuno che crede”. Fine, “telos”, com’è usato in questo testo, significa scopo, obiettivo. L’espressione “per la giustizia” ci dà la chiave per comprendere questo versetto; questo è proprio ciò che ho sempre cercato di dire. L’osservanza di qualsiasi legge, non ci renderà mai giusti, e Paolo si è opposto sempre a false idee sulla salvezza. D’altra parte noi dobbiamo ricordare che egli considerava ancora la legge come rivelazione del carattere santo di Dio e della Sua volontà. Per questo dice in Romani 7 che la Legge è santa, giusta e buona, è perfino che la gente spirituale prova paura nell’osservare una Legge Spirituale; solo Cristo è la loro giustizia».
«Caro Bob, ciò non sancisce nulla di specifico circa i Comandamenti. Se amiamo Dio e il prossimo, essi sono adempiuti», suggerì Lisa.
«Sono d’accordo», disse Bob, «che la nostra ubbidienza dovrebbe essere motivata dall’amore, ma noi abbiamo bisogno anche di Comandamenti specifici per conoscere il volere divino, se no, nella nostra ignoranza possiamo sbagliare. In Romani 7 Paolo dice che egli non conobbe cosa fosse il peccato di concupiscenza fino al momento in cui egli si confrontò con il Comandamento che proibisce la concupiscenza».
«Come fai allora a sapere che ciò comprende tutti i Dieci Comandamenti ed esclude le leggi riguardanti i sacrifici e le cerimonie, che furono ugualmente date da Mosè?».
«Signora Stevens, è proprio questo il punto che dobbiamo approfondire», disse Bob. «Nel Nuovo Testamento troviamo che alcune cose sono state soppresse, mentre altre riconfermate. Studiando i cambiamenti verificatisi nel Nuovo Testamento rispetto al Vecchio, troviamo che i sacrifici cruenti e le cerimonie della legge di Mosè furono aboliti, mentre rimasero i Dieci Comandamenti. Se non fosse così, nel Nuovo Testamento troveremmo una terribile contraddizione.
In Galati 5: 2, 3 noi leggiamo che vi è una legge che non siamo più tenuti a osservare altrimenti siamo separati da Cristo.
Sentite questi versetti: “Ecco, io, Paolo, vi dico che se divenite circoncisi, Cristo non vi sarà di nessun beneficio. Inoltre, rendo di nuovo testimonianza a ogni uomo che si circoncida che ha l’obbligo di compiere tutta la legge”
Ora veniamo a Giacomo 2: 10-12: “Poiché chiunque osserva tutta la Legge, ma fa un passo falso in un punto, è divenuto violatore di tutti. Poiché colui che disse: «Non devi commettere adulterio», disse anche: «Non devi assassinare». Se, ora, tu non commetti adulterio ma assassini, sei divenuto trasgressore della legge. Così continuate a parlare e così continuate a operare come quelli che saranno giudicati dalla legge di un popolo libero”.
Vi è una legge che riguarda la circoncisione e varie cerimonie, che oggi non è più valida, e un’altra contenente i Comandamenti morali, che proibiscono l’adulterio e l’omicidio che noi desideriamo osservare in ogni punto con amore e sulla base della quale saremo giudicati. È la “legge della libertà” come dice la Bibbia. È la verità che ci rende liberi e che ci rivela i Dieci Comandamenti, espressione dell’Eterna Legge morale di Dio.
In Atti 15: 5 la legge che ordina la circoncisione è chiamata legge di Mosè. Vi leggo il versetto: “Ma, alcuni di quelli della setta dei Farisei che avevano creduto si alzarono dai loro posti e dissero: È necessario circonciderli e ordinare loro d’osservare la legge di Mose”».
«Così tu vuoi dire», disse Lisa, «che la circoncisione e altre parti della legge di Mosè non sono più necessarie, e che dobbiamo osservare i comandamenti?».
«Questa è proprio la verità espressa da Paolo in 1 Corinzi 7: 19. “La circoncisione non significa nulla e l’incirconcisione non significa nulla, ma l’osservanza dei comandamenti di Dio (è ciò che conta)”.
Quando si comprende questa verità circa la Legge nel Nuovo Testamento, le contraddizioni scompaiono. Tutto si armonizza, come dovrebbe accadere con la verità divina. Ricordiamo però che noi osserviamo questi Comandamenti non perché dobbiamo o sentiamo di farlo per guadagnare la salvezza, ma perché amiamo Dio. Quando noi accettiamo pienamente Cristo, come Colui che ci salva dal peccato, allora desideriamo non peccare più, e questo significa che la nuova vita, ottenuta in Cristo, è in armonia con i Comandamenti».
«Quando hanno scoperto questo gli Avventisti?», domandò Nena.
«Non lo scoprirono loro. Lo hanno insegnato secoli prima i riformatori. In Inghilterra, nel 1562, la Chiesa anglicana pubblicò il libro: Book of Common Prayer (Libro della preghiera comune), dove l’articolo 7 dice: “Sebbene la legge che Dio ci ha dato attraverso Mosè, che si riferisce alle cerimonie e ai riti, non vincoli i cristiani, nessun cristiano è assolutamente esente dall’ubbidienza ai Comandamenti, che sono chiamati morali” Nel 1771, John Wesley, nelle pagine 339, 340 del suo libro Fifty-Three Sermons (Cinquantatré sermoni) sottolinea gli aspetti della legge: l’aspetto cerimoniale che comprende la legge di Mosè e quello morale che noi crediamo sia contenuto nei Dieci Comandamenti. La chiesa presbiteriana, nel suo Shorter Catechism (Catechismo abbreviato) insegna ugualmente che il dovere dell’uomo è di osservare la Legge morale, sinteticamente racchiusa nei Dieci Comandamenti».
Disse allora Lisa: «Non mi preoccupa affatto che la cristianità abbia insegnato questa dottrina nel corso dei secoli».
«Il fatto che la cristianità abbia insegnato i Dieci Comandamenti, non deve assolutamente turbarla, signora», disse Bob.
«Li hanno insegnati, è vero, però pochi li hanno osservati tutti».
«Non mi importa chi li insegna o chi li osserva», protestò Nena. «A proposito di ciò che avete detto in favore dei Dieci Comandamenti, so che la Bibbia insegna che i Dieci Comandamenti ebbero termine sul palo di tortura con la morte di Cristo».
«Non troverà mai una dichiarazione in favore di tale idea nella Bibbia», insistette Bob.
«Oh, sì!», disse Lisa. «Il nostro libro Sia Dio riconosciuto verace ha un capitolo eccellente su questo punto, perché se noi osserviamo i Dieci Comandamenti, allora dovremmo osservare anche il Sabato, il settimo giorno della settimana; e poiché ogni dichiarazione in questo libro è confermata dalla Bibbia, sono sicura di ciò che dico». Essa sfogliò fino al capitolo «Il Sabato: nell’Ombra e nella Realtà».
Bob allora avvertì: «Lei troverà qui ciò che la Torre di guardia insegna, non ciò che la Bibbia dice. Troverà dichiarazioni circa la circoncisione, la legge per i sacrifici cruenti di animali, che furono soppresse al Calvario e simbolicamente inchiodate alla croce o al palo di tortura. Ma nella Bibbia non v’è alcun passo per dire che i Dieci Comandamenti ebbero termine alla croce. I cristiani, quindi, li dovrebbero osservare».
Ma niente riusciva a scoraggiare Lisa. Scorse con cura ogni paragrafo per trovare una dichiarazione esplicita che indicasse che i Comandamenti erano stati aboliti al palo di tortura. Finalmente trovò ciò che stava cercando:
«E qui!», disse eccitata e iniziò a leggere a pagina 172, verso 19 (2’ edizione italiana del 1952): «Poiché Dio ha tolto di mezzo il patto della Legge giudaica con i suoi Dieci Comandamenti, inchiodandolo al palo di tortura su cui Gesù morì, i cristiani devono osservare non le ombre del patto della Legge, ma la sua realtà».
«Ora», insistette Giovanni, «Lisa, indicami il riferimento biblico».
Clara disse: «Papà, non c’è nessun riferimento». Essa aveva appena letto la dichiarazione nel suo libro.
«Certo, manca proprio», ammise Lisa esaminando la pagina, «ma se aspettate un momento io ne troverò qualcuna da qualche parte».
Lisa cercò anche al capitolo seguente del libro. Considerò i testi in cui si affermava che la legge di Mosè era stata soppressa; ma si accorse che la Torre di guardia si era sforzata di sbarazzarsi dei Dieci Comandamenti, unendoli alla legge di Mosè, ma non riuscì a trovare alcun testo che dimostrasse che i Dieci Comandamenti erano stati soppressi.
In genere Lisa sapeva indicare un testo biblico chiaro per ogni dichiarazione che faceva, e sapeva che tutta la famiglia era orgogliosa della sua conoscenza biblica; ma ora si accorgeva di deluderli e soprattutto temeva che forse tutto ciò che le era stato insegnato era falso. Decise allora che il miglior piano era quello di cambiar argomento con il dovuto tatto, e in seguito, prendere le difensive.
«Perché i Cristiani Avventisti si preoccupano tanto dei Comandamenti? Non è forse perché voi osservate il Sabato e non vi accorgete che il settimo giorno, come gli altri giorni della creazione, è un periodo di 7.000 anni? Non sapete che noi stiamo ancora vivendo in questo periodo?».
«Io credo che anche questo sia un insegnamento della Torre di guardia senza fondamento biblico», rispose allora Bob.
«Ma io ho letto ciò proprio nel libro Sia Dio riconosciuto verace e sono sicura che esso riportava prove bibliche».
Mentre Lisa cercava nel suo libro, Clara e Bob presero le loro copie. Maria e Valeria si misero accanto a Clara per leggere nel suo libro, mentre Bob mostrava il suo a Giovanni e Paolo, che ora si interessavano alla discussione.
Lessero insieme le prime pagine del capitolo «Il Sabato, nell’ombra e nella realtà». Al secondo paragrafo era scritto:
«Misurati secondo la lunghezza del “settimo giorno”, in cui Dio cessa di lavorare e si riposa, ognuno di quei giorni fu lungo 7.000 anni» (p. 164).
Poi cercarono nella Bibbia una dichiarazione per provare tale asserzione, ma Bob aveva ancora ragione: non vi era alcun testo che la provasse.
«Cara, non penso che vi sia», disse Giovanni alla moglie.
«Ahimé! Sono caduta un’altra volta», ammise Lisa tristemente e scoppiò in lacrime! «Sono finita», gemette e, prendendo il libro che prima stava leggendo, lo scaraventò contro la parete. «Ho finito per sempre con la religione».
Nena le si avvicinò: «Non fare così, mia cara, so quanto tu soffra. Sembra che tutto ciò a cui abbiamo creduto e amato frani ai nostri piedi, però c’è una risposta da qualche parte».
«Cara», disse Giovanni con un tono di voce molto affabile, «da ciò che noi abbiamo visto è la Torre di guardia che ci ha ingannato, non Dio o la Bibbia!».
Lisa, sempre scettica, scosse la testa e si asciugò le lacrime.
Per due giorni Lisa rifiutò di essere consolata; non voleva la Bibbia né qualsiasi altro libro. Si sentiva come se ci fosse stato lutto in famiglia. Si rese conto che gli altri membri di famiglia evitavano di parlare di religione, cercando di comportarsi come se non fosse capitato nulla. Poi al terzo giorno riprese in mano la sua Bibbia insieme ad altri libri.
«Così non ti sei arresa del tutto, cara?», disse Giovanni con un sorriso, notando il cambiamento.
«Non posso stare a lungo senza quei libri», replicò la moglie.
«Mi rallegro, Lisa, che tu non possa vivere senza religione, ma perché non ti rilassi e permetti che tutto si risolva da sé?».
«Ma come posso star tranquilla, quando la nostra salvezza e quella del resto della famiglia è in pericolo? Come ben sai, io sono la guida spirituale della famiglia».
Prima di allora Lisa non aveva pregato molto. Aveva partecipato a riunioni di preghiera della Società, ma la preghiera per lei non era mai stata una questione personale; però dopo aver letto nel Vangelo di Luca che Cristo si inginocchiò e pregò il Padre nell’ora della crisi, si convinse di quanto ne avesse bisogno proprio in quel momento difficile. Trascorse alcune ore della notte di giovedì in preghiera, domandando la guida divina per fare la scelta migliore. Avrebbe osservato i Comandamenti di Dio o no? Il giorno seguente, quando i figli se ne andarono, Lisa rimase al tavolo con i suoi libri, mentre Giovanni leggeva il giornale del mattino. All’improvviso, mettendo le mani sulla Bibbia, pronunciò una preghiera breve e disperata:
«Signore, aiutami a trovare la verità».
Allora aprì la Bibbia a caso e iniziò a leggere dove aveva aperto in Romani 8: 7-9: «Perché rivolgere la mente alla carne significa inimicizia con Dio, poiché essa non è sottoposta alla legge di Dio, né, infatti, può esservi. Quindi quelli che sono in armonia con la carne non possono piacere a Dio. Comunque, voi non siete in armonia con la carne, ma con lo spirito, se lo spirito di Dio dimora veramente in voi».
Lisa all’improvviso ebbe un fremito di gioia. Le sembrò che su quella pagina brillasse una luce.
«Giovanni, ho trovato, ho trovato! Tu sai come io mi sia preoccupata per la Legge dei Dieci Comandamenti, e perché i testimoni di Geova non possano vedere questa verità. Bene, ascolta», e lesse i versetti ad alta voce.
«Questo versetto parla del cambiamento che si manifesta nella vita di una persona per mezzo dello Spirito Santo. Gesù disse:
“convien nascere di nuovo”. Per esser salvata, una persona deve sperimentare questo cambiamento dal carnale allo spirituale. Questo è il significato del passo biblico, che dice “la carne e il sangue non possono ereditare il regno di Dio”. In seguito il versetto dice che se una persona non ha fatto questo cambiamento, non desidera e non può osservare la legge di Dio. I testimoni hanno insegnato che solo i 144.000 devono nascere di nuovo. Vedo chiaramente come la mia preghiera sia stata esaudita!».
Giovanni trasse un sospiro di sollievo. «Spero che ben presto finirà questa lotta», disse.
«Nena non si è ancora alzata, però devo andare a mostrare a Clara ciò che ho scoperto», disse Lisa con impazienza, e lasciando i piatti sulla tavola, si affrettò a uscire.
Quando Lisa raggiunse la casa di Clara, trovò che se n’erano andati tutti; entrò ugualmente in casa, trovò la Bibbia di Clara e l’aperse al capitolo 8 dei Romani e scrisse un appunto per invitare la figlia a leggere quel passo.
Quando tornò a casa, Lisa incontrò Nena, che nel frattempo si era alzata e si affrettò a mostrarle la sua scoperta, ma ricevette solo una risposta deludente e alla fine della discussione si ritrovò di nuovo confusa.
Appena dopo mezzogiorno, Lisa sentì bussare alla porta. Era Bob. Subito Lisa lo informò della improvvisa risposta alla sua preghiera e chiese: «Che cosa ne pensi?».
«Io non ne sono affatto meravigliato», rispose Bob. «Queste cose non accadono troppo spesso, ma so di casi in cui Dio ha risposto a domande sincere. Dio non è morto, come lei sa!».
Chiese allora Nena: «Ma dopo tutto cosa c’è in questo capitolo?».
«C’è la risposta ai vostri problemi, come testimoni di Geova che ricercate la salvezza», ribatté Bob. «Quando Gesù disse a Nicodemo: “Tu devi nascere di nuovo” stabili una verità che si applica a tutti coloro che ricercano la salvezza. Se lo Spirito Santo compie quest’opera nella nostra vita, allora rinasceremo di nuovo. Se egli non lo fa, chiunque noi siamo, allora saremo perduti. Chi è nato di nuovo ha una speranza celeste, perché tutti i salvati hanno una speranza celeste».
«Oh, no! Non ce l’hanno!», contraddisse Nena. «Ciò significherebbe che nel cielo entrerebbe la grande moltitudine».
«Ma Nena, è proprio ciò che insegna la Bibbia. In Rivelazione 7: 9 lei troverà questa folla così numerosa che nessuno in cielo può contarla, e che sta di fronte al trono».
«Ma come possono stare davanti al trono di Dio ed essere sulla terra?», insistette Nena; «la terra è lo sgabello del trono di Dio».
«Il passo biblico non ci lascia dubbi circa il suo significato», spiegò Bob, «perché Apocalisse 19: 1, traduzione King James, dice: “E dopo queste cose udii una grande voce di una grande moltitudine nel cielo, che diceva: Alleluia, salvezza, gloria onore e potenza al Signore Nostro Dio”. La Parola “folla” ha l’etimologia della parola greca tradotta “moltitudine” in Rivelazione 7: 9».
«Ma tu leggi la versione King James? Cosa dice la versione del Nuovo mondo?».
«Temo di non aiutarla molto, Nena», rispose Bob; «infatti essa chiarifica il concetto usando l’espressione “grande folla”; nei due riferimenti identifica la grande folla di Rivelazione 7: 9, che non può esser annoverata con il grande numero che è in cielo».
«Però non dice in Rivelazione 19: 1 che si udì una grande voce nel cielo di una grande folla?», insistette Nena. «Si parla di voce in cielo e non di folla».
«No, non è così! Legga, per piacere, il testo», replicò Bob.
Nena trovò il passo e lesse: «Dopo ciò sentii come la voce possente di una grande folla in cielo».
«E chiaro che essi sono lassù, mamma», aggiunse Lisa.
L’anziana donna rimase però silenziosa.
«Credi tu dunque che anche la gente menzionata nell’Antico Testamento potrà andare in cielo?», disse Lisa perplessa.
«La Torre di guardia insegna chiaramente che nessuno che visse prima della morte di Cristo potrà andare in cielo».
«Elia è già là. La Bibbia, in 2 Re 2: 11, ci dice che egli fu assunto in cielo in un turbine. Anche Enoc, dice sempre la Bibbia, fu traslato per non vedere la morte».
Nena disse allora: «Ma dov’è che la Bibbia dice ciò?».
«In Ebrei 11: 5».
«Leggilo ancora una volta, mamma», suggerì la figlia.
L’anziana signora dette un’occhiata al testo e rispose: «Se ti va puoi leggerlo tu stessa».
Lisa allora prese la Bibbia e lesse: «”Per fede Enoc fu portato via in modo da non vedere la morte e non fu più trovato perché Dio l’aveva portato via; infatti prima che fosse portato via ebbe la conferma di essere gradito a Dio”. Se non morì e fu portato via da questo mondo, è ovvio che egli deve essere in cielo!».
«Certamente», assentì Bob. «Mentre rimaniamo su questo capitolo, lei dia uno sguardo a questi altri versetti su Abramo, Isacco e Giacobbe, che avevano una speranza celeste. In Ebrei 11: 9, 10 leggiamo:
“Per fede [Abramo]… dimorò in tende con Isacco e Giacobbe, eredi con lui della stessa promessa. Poiché egli aspettava la città che ha reali fondamenta, il cui edificatore e creatore è Dio”».
Lisa osservò ridendo: «Se aspettavano una città da Dio stesso, desideravano qualcosa di meglio di Beth Sarim!».
L’anziana signora non accettò la battuta: «E allora dov’è questa città di Dio, in cielo o in terra?».
Bob cortesemente le rispose: «Nena, può leggere la risposta nella sua Bibbia; si trova proprio nella pagina seguente, in Ebrei 12: 22: “Ma vi siete accostati al monte Sion e alla città dell’Iddio vivente, alla Gerusalemme celeste e a miriadi di angeli”. Ecco, Nena, si tratta della Gerusalemme “celeste” dove dimorano anche gli angeli».
«E sotto quale sembianza i salvati vi andranno?», chiese Nena con incredulità.
«Questa volta leggeremo in Filippesi 3: 20, 21: “In quanto a noi, la nostra cittadinanza esiste nei cieli, dal qual luogo pure aspettiamo premurosamente il salvatore, il Signore Gesù Cristo, che rimodellerà il nostro corpo umiliato onde sia conforme al suo corpo glorioso secondo l’operazione della potenza che egli ha, di sottoporsi ogni cosa”. Quindi è chiaro: Cristo tornerà dal cielo con un corpo e cambierà o rimodellerà i nostri corpi. Si ricordi che essi non sono spiriti, sono corpi, proprio come il corpo di Cristo».
«Ma il Cristo risorto non era uno spirito, quando sali al cielo come tale?», domandò Nena.
«No, leggiamo in Luca 24: 37-39: “Ma siccome erano atterriti, e si erano spaventati, immaginavano di vedere uno spirito. Ed egli disse loro: Perché siete turbati, e perché sorgono dei dubbi nei vostri cuori? Vedete le mie mani e i miei piedi, che sono proprio io; toccatemi e vedete, perché uno spirito non ha carne ed ossa come vedete che le ho io”. Non è chiaro?».
«Ma io penso che Cristo abbia assunto un corpo, quando apparve ai suoi discepoli, per non spaventarli, e che lo abbia abbandonato prima di andare in cielo; probabilmente si disintegrò nell’aria divenendo gas, per permettergli di entrare in cielo, come Spirito, alla presenza del Padre».
«Nell’Emphatic Diaglott (versione interlineare greca), disse Bob, i traduttori affermano che Cristo vi entrò con il corpo! Ha una copia di questa versione? La dichiarazione si trova in Ebrei 10: 20».
Lisa aprì il testo e lesse: «… che egli inaugurò per noi attraverso la cortina (cioè, la sua Carne, recentemente uccisa e tuttora vivente)».
«Ma che strano», aggiunse Lisa, «la parola carne è in lettera maiuscola. Questo significherebbe che Cristo Gesù è Uomo in cielo, allora?».
«Egli è più di questo, naturalmente», spiegò Bob, «poiché conserva la sua umanità. In 1 Timoteo 2: 5 la Bibbia descrive la sua opera nel cielo con queste parole: “Poiché vi è un solo Dio, e un solo mediatore fra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù”. Esse descrivono l’opera di Cristo in cielo».
«Così lei crede che quando Egli ritornerà, verrà con lo stesso corpo con cui se ne è andato al momento dell’ascensione?», chiese Nena.
«Da questi testi», interruppe Lisa, «si desume che la Bibbia insegni che Cristo aveva un corpo. Egli risorse e giunse al cielo proprio con un corpo glorioso, e con lo stesso egli ritornerà. Allora trasformerà il nostro corpo rendendolo come il suo, e noi saremo pronti ad andare in cielo con lui».
«Mi dispiace, ma non posso crederci», obiettò Nena. «Andrà bene per voi, ma ciò che io desidero soprattutto è restare sulla terra e non dover osservare quei Comandamenti».
«Dunque Nena», disse Bob seriamente: «spero e prego che venga presto il giorno in cui lei vorrà andare in cielo, allora si rallegrerà nell’osservare tutti i Comandamenti».
Bob guardò l’orologio: si era fatto tardi; pregò brevemente e li salutò. Sarebbe tornato ancora per la riunione serale del lunedì.
Quando Bob se ne andò, Lisa provò una profonda pace, ma durò poco. Mentre preparavano la cena, Nena pensava a ogni problema e obiezione di cui era venuta a conoscenza negli anni in cui aveva frequentato la Società.
La mattina della domenica seguente, Nena aveva invitato il servitore della congregazione e la moglie a farle una visita. Lisa apprezzava molto questi coniugi. Avevano la sua stessa età e da anni erano buoni amici. Quando Ron e Gianna Roberts arrivarono, Lisa li accolse con piacere.
«Non possiamo fermarci a lungo», spiegarono. «Siamo venuti soltanto a salutarti e a domandarti come stai».
«Sono contenta che siate venuti», rispose Lisa, «perché mi ha fatto visita un giovane pastore Avventista che mi ha veramente confusa».
«Come?», disse Ron.
«È così, e ciò che mi turba più di tutto è dover decidere se dobbiamo osservare i Dieci Comandamenti».
«Oh! Non ti preoccupare!», rispose Ron. «Un paio di versetti e lo aggiusteremo. Quando viene lui?».
«Domani sera».
«Ci saremo anche noi se non ti dispiace».
«Ron ha sempre avuto la meglio nei dibattiti», assicurò Gianna; «e tu puoi attendere con fiducia la discussione di domani sera». Parlarono un po’ della fattoria, del tempo e poi si accordarono per la visita successiva. Lisa andò alla stalla e raccontò al marito la novità della visita e Giovanni le chiese: «Pensi di avvisare anche Bob?».
«No, non penso di farlo», sostenne Lisa; «se possiede la verità, non ha affatto bisogno di essere avvisato».
Quel pomeriggio Giovanni vide Norman e Betty Anderson, coniugi Avventisti e li informò dell’appuntamento stabilito per la sera successiva, e disse: «Povera Lisa, non sa più a chi credere. Un giorno Bob la convince che gli Avventisti hanno ragione; poi, il giorno seguente, Nena le presenta gli argomenti della Torre di guardia. Penso che ora creda veramente che gli Avventisti abbiano ragione, ma ha ancora fiducia nella Torre di guardia. Domani sarà la sera decisiva: Ron Roberts contro il giovane Bob!»
Quella sera di lunedì, quando Bob giunse alle Acacie azzurre, si accorse che nella stanza c’era una coppia di sedie in più e chiese con cortesia: «Avete delle visite stasera?».
Nessuno gli rispose subito, e la conversazione iniziò sull’attività della fattoria e il danno fatto dai canguri ai pascoli.
Poi il rumore di un’auto attirò la loro attenzione, Lisa spiegò allora semplicemente: «Ho invitato Ron e Gianna Roberts per venire questa sera», e uscì per andare incontro.
Bob salutò gli ospiti e chiese il permesso di andare per un istante nella sua automobile. Giovanni e Lisa pensarono che egli fosse andato a trascorrere alcuni istanti in preghiera. Quando Bob tornò al suo posto, Lisa, attirando su di sé l’attenzione di tutti, disse guardando Bob: «Ho invitato Ron e Gianna questa sera perché mi difendano».
Ron Roberts chiese: «Cosa vuole che si studi?».
Lisa allora esclamò: «La legge», con soddisfazione. «lo desidero vederci chiaro una volta per tutte».
«Poiché è proprio lo studio di Bob», suggerì Ron, «egli deve parlare per primo».
Bob allora si alzò e prese sullo scaffale dove Lisa teneva le pubblicazioni della Torre di guardia, il libro Enemies (Nemici).
«Credo che dovremmo osservare i Dieci Comandamenti e sono perfettamente d’accordo con ciò che insegna la Torre di guardia a pagina 94 di questo libro; e poiché io non sono capace di esprimervelo tanto chiaramente, vi leggo questo brano:
“Poiché Dio ha dato la legge agli israeliti tramite Mosè la quale si applica a tutti coloro che vogliono agire bene. I primi e più importanti comandamenti o leggi fondamentali, sono quelli riportati in Esodo 20: 1-6. Si tratta della prima parte della legge dei Dieci comandamenti”.
Ma sentite quanto segue: “La legge di Dio non cambia, poiché Dio non muta (Malachia 3: 6). La sua legge indica la via che conduce alla vita eterna. Nessuna creatura, che deliberatamente, ossia intenzionalmente, violi la legge, riceverà la vita di Dio. Violare la legge fondamentale di Dio significa mettersi dalla parte del demonio, che trascinerà sicuramente alla distruzione”.
«Qui è scritto così», annunciò Bob, «è una cosa troppo seria violare intenzionalmente questi Comandamenti».
Ron Roberts era un tipo grassoccio, dalla faccia rubiconda e i capelli diventati prematuramente bianchi. Ma quando Bob terminò quella lettura tratta proprio dalle pubblicazioni della Torre di guardia, la faccia di Ron divenne violacea e Gianna mostrava la sua irrequietezza muovendosi sulla sedia accanto al marito.
«Ma questo è un vecchio libro!», disse con disgusto. «Noi non insegniamo più così! Questo libro fu pubblicato nel lontano 1937».
«Se è stato presentato allora come verità», incalzò Bob, «perché sarebbe ora errato?».
«Perché ora noi abbiamo una verità maggiore e sappiamo che i Dieci Comandamenti furono aboliti sul legno di tortura».
Il giovane allora guardò il suo interlocutore negli occhi e gli chiese: «Mi dica, signor Roberts, cosa ha la Torre di guardia contro i Dieci Comandamenti? Vorreste voi avere un altro Dio prima di Geova, inchinarvi davanti alle immagini, o nominare invano il nome di Dio?».
«No!».
Bob lasciò il IV comandamento e proseguì con gli altri.
«Forse desiderate non onorare i vostri genitori, e volete uccidere, commettere adulterio, rubare, dire falsa testimonianza o concupire?».
«No! Noi siamo d’accordo su tutto questo!».
«Bene, allora dov’è il problema?», chiese Bob.
«Il Sabato», esclamò il testimone di Geova.
«E così, per sbarazzarvi del Sabato, voi volete distruggere tutta questa Legge, come Erode uccise i fanciulli con l’intento di uccidere solo il Cristo?».
«No», si oppose ancora l’uomo. «È giusto dire che il Sabato fu dato solo agli ebrei e che quando Cristo morì anche il Sabato fu abolito. Noi non siamo più sotto la legge, ma sotto la grazia. Allo stesso modo prima che Dio scrivesse i Dieci Comandamenti sulle tavole di pietra e le desse a Mosè, non vi era legge».
«Credo che noi dovremmo provare queste sue dichiarazioni con la Bibbia», suggerì Bob con semplicità.
«E ciò che desidero anch’io», aggiunse Lisa. «Vediamo gli argomenti a favore e quelli contro».
«Prima di tutto», continuò Bob, «se leggiamo in Romani 5: 12-14 troviamo che Paolo sostiene che da Adamo a Mosè esisteva la legge. Egli dice ancora che in quel tempo vi era la morte e che la morte era il risultato del peccato. Ma se vi era il peccato, allora vi doveva essere una legge da violare!».
Tutti lessero il versetto e concordarono pienamente con Bob.
«Comunque», argomentò Ron, «questa legge non era costituita dai comandamenti, e certamente non includeva il Sabato».
«Temo che lei si sbagli ancora», disse Bob. «Guardiamo il capitolo 16 di Esodo dove leggiamo che Israele, prima di arrivare al Sinai, fu nutrito con la manna. Leggiamo al versetto 4».
«Ma in che Bibbia?», chiese Nena.
«Io preferisco la King James, perché la traduzione del Nuovo mondo è stata tradotta dalla Torre di guardia sulla base di punti di vista particolari; ma se proprio preferite, usiamo la traduzione del Nuovo mondo», accondiscese Bob.
Nena prese al volo l’opportunità e iniziò a leggere: «Geova disse quindi a Mosè: “Ecco, vi farò piovere pane dai cieli; e il popolo deve uscire e raccogliere di giorno in giorno ciascuno la sua quantità, affinché io lo metta alla prova per vedere se camminerà nella mia legge o no”».
Bob affermò: «Qui si parla dell’esistenza della legge prima che i comandamenti fossero dati sul monte Sinai. Ora vedremo che uno dei comandamenti di questa legge consisteva nell’osservanza del Sabato, il settimo giorno. Ricordatevi che essi dovevano raccogliere una quantità determinata per giorno, poi al sesto giorno dovevano raccogliere doppia razione di cibo perché al Sabato non l’avrebbero ricevuto. Ma sebbene essi avessero avuto istruzioni riguardo alla manna, nel giorno di Sabato alcuni disubbidirono andando a cercarla. Tale disubbidienza dispiacque a Dio. Questo lo possiamo leggere in Esodo 16: 27, 28».
Lisa si mise allora gli occhiali e lesse: «Comunque, avvenne il settimo giorno che alcuni del popolo uscirono per raccoglierlo, ma non ne trovarono. Di conseguenza Geova disse a Mosè: “Per quanto tempo dovete rifiutar d’osservare i miei comandamenti e le mie leggi?”».
«È veramente chiaro», dichiarò Bob. «È evidente che Geova considerava il Comandamento del Sabato parte della Sua Legge. È interessante notare che questa legge doveva essere conosciuta da lungo tempo, perché Geova rivolse loro la domanda, “fino a quando?”».
«Bene, ma questo avveniva al tempo di Mosè», disse il servitore dei testimoni di Geova; «noi potremmo ammetterlo, ma se vi era una legge, nessuno la conosceva».
«E chiaro invece che la si conosceva prima!», replicò Bob; «per favore qualcuno legga Genesi 26: 5».
Clara lesse con soddisfazione: «Per il fatto che Abraamo ascoltò la mia voce e continuò ad osservare i suoi obblighi verso di me, i miei comandi, i miei statuti e le mie leggi».
«Così Dio chiese ad Abramo che le sue leggi fossero osservate. Allora, come noi leggiamo in Esodo 16: 4, Egli li provò sull’osservanza del settimo giorno, il Sabato, come parte della “mia legge”».
«Ebbene! È sufficientemente chiaro per me», approvò Lisa.
Il signor Roberts invece si oppose: «Naturalmente Abramo era il padre dei giudei, e ciò che lei ha sottolineato è quindi prevedibile. Il Sabato è stato dato per i giudei, solo per loro; Dio non ha mai preteso di darlo ai gentili!».
Bob suggerì allora il testo di Isaia 56: 2 e iniziò a leggere:
«Felice è l’uomo mortale che fa questo, e il figlio del genere umano che vi si attiene, osservando il sabato per non profanarlo, e osservando la sua mano per non fare nessun genere di malizia».
«E interessante», egli osservò, «che Geova dica: “L’uomo che osserva il sabato è felice”; e che poi dica che questo privilegio è esteso allo straniero che si unisce a Geova. Forse Nena potrà leggere ciò al versetto 6».
Malgrado gli anni, la voce di Nena risuonò energica e chiara:
«E gli stranieri che si sono uniti a Geova per servirlo e per amare il nome di Geova, per divenire suoi servitori, tutti quelli che osservano il sabato per non profanarlo e che si afferrano al mio patto».
«Tante grazie, Nena», disse Bob.
«Ma qui siamo sempre nell’Antico Testamento», protestò l’interlocutore di Bob.
«Voi dite che il Sabato non è mai stato dato ai gentili, signor Roberts, ed io invece le ho dimostrato che lo è stato; ed ora dimostro la stessa cosa anche nel Nuovo Testamento. Dapprima leggiamo in Atti 17: 2 e 4. “E secondo la sua abitudine, Paolo entrò da loro e per tre sabati ragionò con loro dalle Scritture… Quale risultato alcuni di essi divennero credenti e si associarono a Paolo e Sila, e una grande moltitudine dei Greci che adoravano (Dio) e non poche delle donne principali”. Qui si tratta di una grande moltitudine di gentili. Vi è ancora un altro riferimento in Atti 18: 4: “Comunque, ogni sabato pronunciava un discorso nella sinagoga e persuadeva Giudei e Greci”. Vediamo anche il versetto 11: “E vi stette un anno e sei mesi, insegnando fra loro la parola di Dio”. Tutto questo dimostra che il Sabato era osservato tanto dai giudei che dai gentili. Non lo crede anche lei, signor Roberts?».
«Niente affatto. Io credo che Paolo non abbia avuto nessun rispetto per il giorno di Sabato. Sapeva semplicemente che tutti i sabati nella sinagoga poteva incontrarsi con una congregazione, per questo si recava là».
«Temo che questo argomento», disse Bob, «crolli quando leggiamo Atti 16: 13: “E il giorno di sabato uscimmo fuori della porta presso il fiume, dove pensavamo che fosse un luogo di preghiera; e ci mettemmo a sedere e parlavamo alle donne che si erano riunite”.
«Dico subito che in questo posto a Filippi, colonia romana, non vi era nessuna sinagoga. Ma Luca, lo scrittore biblico, molti anni dopo la morte di Cristo, chiama questo giorno “il Sabato”. Noi troviamo che Paolo sceglie questo luogo tranquillo di preghiera lungo un fiume, lontano dal rumore della città, perché quel giorno era Sabato».
«È proprio chiaro, non è vero mamma?», osservò Guido.
Lisa non volendo opporsi a Ron e Gianna, non rispose. Seguì allora un silenzio veramente penoso, finché il servitore della congregazione decise di parlare di nuovo: «Questa idea del Sabato settimanale è stata proprio un residuo delle tradizioni ebraiche; infatti appena i cristiani riconobbero la verità del vero periodo sabatico di 7.000 anni, giunsero alla conclusione di dover osservare ogni giorno per il Signore, e non uno su sette».
Bob non era d’accordo: «La Bibbia non ci insegna che il Sabato sia stato un periodo di 7.000 anni, o un giorno qualsiasi della creazione», sottolineò.
«Ora sicuramente lei Bob sa», insistette l’uomo più maturo, «che un giorno può essere più lungo di 24 ore. Molte volte il termine “giorno” si riferisce ad un lungo periodo di tempo».
Sì lo so, ma ogni volta che la parola giorno è preceduta da un aggettivo numerale come nel caso di “primo giorno”, ciò indica sempre un periodo di 24 ore. Nella concordanza biblica vi sono decine di riferimenti alla parola “giorno”, però non si trova mai un’eccezione a questa regola.
Quando il libro della Genesi, capitolo 1, parla del primo giorno, lo identifica con i termini sera e mattina, ciò significa che si tratta di un giorno di 24 ore».
«Se i giorni avessero dovuto durare 7.000 anni, considerando l’espressione mattina e sera, avrebbero avuto 3.500 anni di luce e 3.500 anni di tenebre. In tale condizione, la vegetazione non sarebbe cresciuta. Inoltre, poiché la vegetazione fu creata nel terzo giorno, per molti secoli non sarebbe stata impollinata né da vespe né da insetti. Però la Bibbia ci dice più di questo, afferma che Dio chiamò ogni cosa all’esistenza per la parola della sua bocca, e all’Onnipotente non occorrevano migliaia di anni per far ciò!».
«Però», interruppe il sorvegliante, «tutto ciò che Geova creò con la sua parola, doveva crescere e tendere alla maturità, e esser pronto prima che l’uomo venisse sulla terra; e per questo occorrono molto più di 24 ore!».
«No! Signor Roberts», replicò Bob. «Quando Adamo fu creato, era un uomo maturo e non un bebè. Allo stesso modo tutta la natura aveva raggiunto la maturità. L’erba fu creata mentre produceva già il seme e gli alberi i frutti».
«Ron», chiese allora Lisa, «lei può trovarmi un testo nella Bibbia per dirmi che ogni giorno della creazione era proprio di 7.000 anni? L’ho cercato la scorsa settimana ma senza riuscirvi».
«Non dice esattamente 7.000 anni», disse Ron esitante, «ma dice che un giorno è mille anni e quindi i sette giorni della creazione darebbero la somma di 7.000 anni».
«Un momento», intervenne Giovanni. «Questo non è esatto! 7.000 anni deve essere la durata di un giorno, e quindi la settimana deve essere di 49.000 anni! E proprio quello che ho letto nel libro Sia Dio riconosciuto verace».
«Sì, Giovanni, lo so», disse Ron arrossendo leggermente, «ma io sto semplicemente mettendo in risalto che il giorno indica un lungo periodo di tempo».
«Ma signor Ron», disse Bob, «lei ha affermato che un giorno è mille anni, ma questo è un modo sbagliato di riferire la Bibbia. Legga 2 Pietro 3: 8 e troverà che ha trascurato la parola “come”; tale parola impedisce che il testo sia usato come criterio di misura di un tempo».
Deciso a spuntarla, il sorvegliante presentò un altro argomento: «Che il Sabato sia un periodo di 7.000 anni, è anche provato da Ebrei 4: 9, dove è detto: “Rimane dunque un riposo di sabato per il popolo di Dio”».
«Se lei esamina il testo greco nel suo contesto», replicò Bob, «vedrà che invece di provare che il Sabato è un periodo di 7.000 anni, sostiene che il popolo di Dio dovrebbe ancora osservare un Sabato».
Lisa allora suggerì: «Allora lo verificheremo nella nostra traduzione interlineare, Bob. Se possiamo ricavare questo concetto greco, non ci sarà più discussione».
Trovarono il passo e lessero con attenzione ogni parola inglese posta sotto il testo greco: «Rimane adunque un’osservanza del sabato per il popolo di Dio».
«Non vi è dubbio che noi dovremmo osservare il Sabato», disse Lisa; «ma ciò dipende da quale tipo di sabato si prende in considerazione».
«Questo non costituisce un problema», disse Bob; «fate attenzione all’espressione “osservanza del sabato”. Voi troverete che la parola “sabbatismos” significa riposo di Sabato o osservanza di Sabato; per questo si dice che le persone che osservano il Sabato “sabatizzano”».
Lisa osservò: «Per me questo è sufficientemente chiaro!».
«Mamma, guarda!», disse subito Clara. «In Ebrei 4: 4 la versione del Nuovo mondo dice: Poiché in un luogo ha detto del settimo giorno come segue: ‘e Dio si riposò nel settimo giorno da tutte le sue opere”. Qui non si dice che Egli “si sta riposando”, come sarebbe stato il caso di un riposo di 7.000 anni; si usa il tempo passato: “Dio si riposò”, e ciò indica qualcosa di definito. Dunque notate, ciò si riferisce al Sabato, settimo giorno».
«Guardiamo ancora il versetto 10 nella Bibbia di Bob», aggiunse Valeria. «”Poiché chi è entrato nel riposo (di Dio) si è riposato lui pure dalle sue opere, come Dio si riposò dalle proprie”. Anche qui viene usato il tempo passato: “Dio si riposò”. Riferendolo ora al versetto 9 si vede che questo Sabato che si deve osservare è “settimo giorno” “proprio come Dio si riposò dalle proprie” (opere), si riferisce al versetto 4 che parla del settimo giorno».
«Se voi leggete il versetto successivo», aggiunse Bob con un sorriso, «non vi rimarrà alcun dubbio che si riferisce al settimo giorno, il Sabato del Comandamento. Si parla di “disubbidienza” e il settimo giorno, il Sabato, è quello a cui dobbiamo ubbidire».
Valeria continuò a leggere: «Facciamo perciò tutto il possibile per entrare in quel riposo, affinché nessuno cada nello stesso modello di disubbidienza» (Ebrei 4: 11).
«Riassumendo questi versetti», spiegò Bob, «l’autore dell’epistola agli Ebrei ci dice che molti degli israeliti non raggiunsero Canaan a causa della loro disubbidienza e mancanza di fede. Anche i cristiani corrono lo stesso pericolo; rischiano cioè di non essere alla fine salvati nel regno di Dio a causa della loro disubbidienza e mancanza di fede. Non è curioso che l’epistola colleghi ciò all’osservanza del giorno di Sabato, il Comandamento che tutta la cristianità, compresi i testimoni di Geova, calpestano?».
«Per favore», protestò Ron; «non collegatelo alla cristianità!».
«Vi sono molte brave persone nelle Chiese di tutta la cristianità, come vi sono molte persone sincere fra i testimoni di Geova, che credono di essere gradite a Dio; eppure esse ignorano una prova della religione che Cristo riassunse con queste parole: “Se voi mi amate, osservate i miei comandamenti”.
«È solo il Sabato, come Comandamento, che noi non osserviamo», protestò Ron; «Tutti gli altri li osserviamo».
«In Marco 2: 28 Cristo dichiarò di essere Signore anche del Sabato, e ciò di cui ora noi abbiamo bisogno è accettarlo e amarlo con tutto il nostro cuore; allora noi ameremo e rispetteremo anche il Suo giorno speciale. Confido che questa sia l’esperienza di noi tutti riuniti qui questa sera», sorrise Bob.
«Bene, penso che sia meglio andarcene ora», disse il sorvegliante guardando l’orologio. «È incredibile come voli il tempo quando ci si concentra profondamente sulla Bibbia».
Lisa uscì con loro per vederli partire; essi le strinsero la mano dicendole: «Ci dispiace Lisa di non aver potuto far di più per te questa sera. Fino ad ora non abbiamo mai incontrato niente di simile in tutti gli anni che conosciamo la Società!».
Quella notte molti pensieri affollarono la mente di Lisa. Si chiedeva: «Che cosa devo fare ora?».
«Io mi chiedo che cosa sia successo ieri sera alle Acacie azzurre», disse Betty Anderson al marito appena finite le faccende del mattino. «Sono sicuro che Bob ha presentato la verità biblica con molta convinzione, però Ron Roberts ci tiene alla sua reputazione, ad essere un vero campione della Torre di guardia».
«Bene», disse Norman, «devo andare proprio da loro questa mattina. Ho promesso a Giovanni di prestargli il trattore e ho detto a Lisa che gli avrei dato dei pomodori. Forse mi diranno qualcosa sul dibattito di ieri sera».
Norman percorse con il trattore i due chilometri che lo separavano dalla fattoria degli Stevens, fermandosi davanti alla porta posteriore dell’abitazione, e Giovanni gli venne incontro offrendosi di riaccompagnarlo a casa in auto.
«Non ti preoccupare Giovanni», disse Norman; «posso tornare a piedi, così ti risparmierò del tempo e potrò dare uno sguardo al nostro recinto che i canguri hanno recentemente danneggiato».
Giovanni allora osservò: «Con un tempo così arido e pochissima erba tutto intorno, non penso che un recinto di due metri di altezza sia sufficiente per allontanare i canguri dai nostri pascoli».
«Ecco, prima che mi dimentichi, ho qualcosa che ho promesso a Lisa l’altro giorno», disse Norman sollevando un sacchetto di pomodori.
«Prendilo e portalo tu stesso», suggerì Giovanni, «e siccome ti ho detto qual era il piano per ieri sera, ti racconterò che cosa è successo».
Norman entrò in casa con Giovanni e Lisa lo salutò: «Mi rallegro di vederla Norman, si sieda».
Appena Norman si sedette, Lisa iniziò a raccontare: «Lei avrebbe dovuto essere con noi ieri sera! Sa che abbiamo invitato Ron Roberts per difenderci? Non ho mai avuto altra intenzione di quella di essere una buona testimone di Geova, ma Bob mi ha fatto pensare su molte cose».
«E allora, che cosa è successo?».
«Che cosa è successo? Non ho mai visto nulla di simile! Non ho mai creduto che una cosa simile capitasse a un sorvegliante della congregazione come Ron se io, proprio io, non fossi stata testimone. Bob ha demolito ogni argomento della Società che Ron portava, lasciandolo a volte senza parole!».
«Norman, te lo assicuro, è stato straordinario!».
«In effetti», continuò Lisa, «in tutto l’incontro Ron non ha potuto presentare un solo punto che Bob non abbia dimostrato erroneo con la Bibbia alla mano».
«Infatti il giovane Bob è molto chiaro nella sua presentazione», riconobbe Giovanni. «Ha sostenuto ogni sua affermazione con prove bibliche».
«E qual era l’argomento della discussione?», domandò Norman.
«La Legge», spiegò Lisa. «Vi sono dozzine di argomenti sui quali avrei voluto spiegazioni, ma pensavo che i Comandamenti costituissero la cosa più importante. Sapere se dobbiamo osservare i Dieci Comandamenti è troppo importante per ignorarlo. Confrontando le due posizioni volevo proprio sapere chi insegna la verità e chi il falso».
Chiese allora Norman: «Così avete visto che Bob ha presentato la sua posizione in modo convincente!».
«Convincente?», esclamò Giovanni.
«Non ho mai sentito argomenti più convincenti!».
«Oh!», aggiunse Lisa. «Tutti i suoi argomenti erano fondati sulla Bibbia. Ha usato persino la nostra Bibbia, che, naturalmente, non è stata scritta per sostenere la validità dei Dieci Comandamenti e del Sabato».
«Bene», chiese Norman. «Allora cosa intendete fare?».
Per un momento Lisa rimase in silenzio. Era proprio questo il problema su cui aveva lottato tutta la notte. Lisa sapeva di esser chiamata ad una decisione e allora rispose: «Credo che vi sia una sola cosa che io possa fare: essere coerente con le mie convinzioni; devo accettare Cristo come mio personale Salvatore che mi libera dal peccato e mi fa smettere di peccare».
Poi guardando Norman, aggiunse: «So che Gesù disse: “Se alcuno desidera seguirmi, prenda il suo palo di tortura e mi segua”… Ma è una terribile esperienza osservare il Sabato?».
«Niente affatto!», sorrise Norman. «Si ricordi che Gesù disse anche: “Il mio giogo è facile, il mio peso è leggero”. Dopo aver osservato alcuni Sabati, lei si chiederà come abbia passato tanto tempo senza aver goduto delle benedizioni concesse ogni settimana a chi osserva questo Comandamento».
«Ma allora cosa devo fare?», insistette Lisa. «Si deve stare a casa tutto il giorno, oppure seduti tutto il giorno senza fare un bel niente? In tutti gli anni trascorsi nella Società, ho sempre pensato che non può capitare niente di peggio che osservare il Sabato ogni settimana!».
«Noi invece ci rallegriamo per il Sabato; è un giorno di particolare comunione con Cristo. Lo attendiamo ogni settimana», le assicurò Norman. «Se lei accetterà Cristo in modo completo ne godrà grandemente».
Lisa allora chiese al marito: «Giovanni, vuoi decidere insieme a me?». Giovanni esitò, poi dichiarò: «Cara, sarò con te!». Gli occhi di Lisa si inumidirono allora di lacrime di gioia.
Norman insistette: «Cosa farà il resto della famiglia? E Nena?».
Lisa rispose: «A parte Nena, la famiglia è abbastanza entusiasta; però quando ieri sera Nena andò a letto non disse una parola. Non penso che sia contenta di quello che è accaduto. Ciò comunque non ostacolerà la mia decisione!».
«Norman, avete una chiesa?», chiese allora Giovanni.
«Sì, vi piacerebbe venire Sabato prossimo?».
Lisa allora ragionò così: «Bob ieri sera ci ha detto che l’apostolo Paolo era abituato ad andare in un luogo di culto per adorare, e, se noi vogliamo agire bene, credo che dovremo iniziare a seguire il suo esempio».
«Sono veramente felice», disse Norman: «Quando, quattro anni fa, Betty ed io giungemmo in questa zona, pregammo ardentemente per voi. Siamo stati noi a invitare Bob a visitare prima Clara, e così è cominciata questa esperienza».
«Norman», gli chiese Lisa, «quando Betty veniva a trovarmi di venerdì, mi diceva che doveva tornare a casa presto per prepararsi per il Sabato. Cosa voleva dire con questo?».
«Nella Bibbia il venerdì è chiamato giorno “di preparazione”. Lei può leggere ciò in Luca 23 da 54 a 56. Ecco la cosa migliore che forse possiamo fare: questa sera verrò da voi con Betty e così vi diremo tutto circa i nostri servizi religiosi. Vi daremo anche un lezionario che noi studiamo ogni settimana, e Betty vi dirà come prepara i cibi e la casa il venerdì per godere del Sabato. In casa nostra il giorno di riposo è il migliore, il più felice di tutta la settimana».
Lisa aggiunse: «Sarebbe magnifico. Stasera siamo liberi, ma ora devo andare in città per acquisti, spero che mi scuserete». Quando Lisa arrivò in città parcheggiò la macchina nel viale principale, ma non aveva ancora chiuso la porta della sua auto a chiave che vide avvicinarsi Gianna Roberts.
«Ciao Gianna», salutò. «Come va?».
«Lisa, non me lo chiedere. Tu sai bene che era mezzanotte quando ieri sera arrivammo a casa. Eravamo così turbati che decidemmo di studiare ciò che Bob aveva detto, così siamo andati a letto solo alle 5 del mattino e non abbiamo neanche dormito!».
Allora Lisa confessò: «Anche Giovanni ed io siamo rimasti svegli a lungo questa notte. Bob ci aveva dato molte cose a cui pensare».
«Quel che mi preoccupa Lisa», disse Gianna, «è che se ciò che quel giovane ha affermato è vero, noi sbagliamo veramente.
La cosa ha posto Ron davanti a un vero dilemma».
«Credi che Ron si separerà dalla Società?», chiese Lisa pensando agli anni durante i quali egli aveva difeso gli insegnamenti della Torre di guardia, alla persecuzione sofferta specialmente durante la seconda guerra mondiale.
«Ne dubito», fu la risposta. «Inoltre noi non possiamo immaginare nessuna organizzazione più giusta di quella della Torre di guardia, nonostante tutto quello che la gente ci possa dire».
«Ma», disse. Lisa, «se una cosa è sbagliata, dobbiamo lasciarla, e se è giusta dobbiamo accettarla. La fedeltà alla Torre di guardia non può salvare nessuno di noi!».
Lisa rimase in città solo il minimo indispensabile. Tornata a casa parlò a Nena della sua decisione, la quale ne rimase tutt’altro che felice.
«Anche se hai perso la fiducia nella Torre di guardia, non era necessario che ti unissi alla Chiesa Avventista!», disse alla figlia. «E, per quanto mi riguarda, io ho ancora fiducia nella Società!».
Quando la sera arrivarono gli Anderson, Nena non volendo discutere di religione con loro andò a letto. Alla fine della serata, che risultò molto gradita a tutti, Lisa decise di prepararsi per andare in chiesa, e così osservare il primo Sabato. Pensò anche che studiare la Scuola del Sabato durante la settimana, costituiva un mezzo meraviglioso per favorire lo studio quotidiano della Bibbia.
Quando Clara venne a sapere la decisione dei genitori, ne fu commossa. «Mamma», disse, «capii che si trattava della verità, appena Bob mi fece visita. Era tutto così logico e semplice, e soprattutto tratto dalla Bibbia, non dai libri, come gli studi della Torre di guardia. Però non avrei mai pensato che tu avresti cambiato idea».
Sua madre rispose con un sorriso: «Neppure io, ma ora dobbiamo lottare per Nena, poi dovrò senza dubbio parlare a Davide e a Berta. Abbiamo un’opera da compiere per loro».
«Certamente, mamma, ma non conosciamo ancora tutto sugli Avventisti, non è vero?».
«No, non mi preoccupano le piccolezze, le vedremo un po’ alla volta. Le cose più importanti sono giuste e più le studio, più le comprendo».
Quando Paolo tornò a casa, Clara non poté fare a meno di riferirgli la novità; ma, sebbene egli fosse felice che essi avessero lasciato la Torre di guardia, dichiarò che sarebbe stato più contento se si fossero uniti a una chiesa più rispettabile di quella Cristiana Avventista; e quando Clara aggiunse che stava proprio pensando di andare il Sabato alla Chiesa Avventista con i suoi genitori, egli le rispose che pur non impedendole di andare in Chiesa, non era d’accordo che lei vi portasse i figli.
Bob Watson non aveva saputo più nulla delle Acacie azzurre da lunedì mattina, non aveva infatti la minima idea di che cosa stava succedendo; e gli Anderson, pensando che, quando avrebbe appreso la novità sarebbe rimasto sorpreso e soddisfatto, decisero di non dirgli nulla.
Così, quando Bob venne alla Scuola del Sabato, vide con meraviglia Norman e Betty Anderson accompagnare Giovanni, Lisa, Valeria, Maria, Guido e Clara, e sedersi su di una panca della chiesa. Dopo il servizio, quando la comunità si riunì all’ingresso della piccola Chiesa rurale, Lisa si fece avanti per salutare Bob.
«Siamo qui», annunciò con un bel sorriso. «Tu ci hai detto che se fossimo stati onesti, saremmo diventati Cristiani Avventisti del Settimo Giorno!», e gli strinse la mano veramente commossa. «Sappi che da quando questa settimana ho preso la decisione; ho provato nel mio animo una pace così profonda che non avevo mai sperimentato prima. Tutto va per il meglio e io sono veramente felice».
Giovanni, che le era accanto, era troppo commosso per dire qualche parola, che, oltre tutto, sarebbe stata superflua.
«Dov’è Nena?», chiese Bob palesemente preoccupato.
«Ha preferito non venire. É troppo attaccata alla Torre di guardia, e tutti i suoi amici sono ancora nella Società», spiegò Lisa. «Ma in cuor suo sa da che parte è la ragione e noi crediamo che presto si unirà a noi. Mamma è sempre stata onesta con Dio».
Norman e Betty Anderson invitarono la famiglia Stevens alla loro fattoria per il pranzo. Poiché Clara doveva tornare a casa per Paolo e i figli, pensò di passare a prender Nena e portarla con sé per il pranzo. L’anziana signora voleva troppo bene a Clara per rifiutare, e fu contenta di rimanere alcune ore con i pronipoti.
In macchina Clara raccontò a Nena come erano stati bene in Chiesa la mattina e domandò: «E tu, Nena, che hai fatto?».
«Beh, se io ti racconto tutta la storia, Clara, promettimi di non dir nulla a tua madre. Tu sai come essa sia insistente ed io non mi sento di essere forzata verso alcunché!».
«Starò zitta», promise Clara.
«Allora, ho cominciato a cucire un po’, ma non sono riuscita a continuare per varie ragioni, poi ho cercato di lavorare a maglia senza però riuscirci, qualcosa mi diceva: “Questo è il sabato di Geova tuo Dio”. Mi sentivo molto contrariata finché mi tranquillizzai quando presi la Bibbia e iniziai a leggerla».
«Nena», disse Clara, «penso che ti unirai a noi. La tua esperienza ricorda un testo che suona così: “Le vostre orecchie udranno una parola dietro di voi, dicendo: Questa è la via camminate per essa!”».
«Sì, ma dice “camminate” e non “correte” e poiché a questa età io vado assai piano, non voglio che mi si faccia premura. Ho anche un certo numero di domande da fare sugli insegnamenti dei Cristiani Avventisti».
Intanto nella fattoria degli Anderson, Lisa era insieme a Betty in cucina per preparare il pranzo. Lisa si meravigliò nel vedere un cibo preparato il giorno prima e così ben cotto. A tavola la conversazione non ebbe pause, c’era troppo da dire; tante domande a cui era necessario rispondere subito.
Quando le due famiglie decisero di separarsi, era già tardi; e mentre le ombre della sera apparivano e gli ultimi raggi di sole calavano dietro le colline, essi ringraziarono Dio per aver loro concesso il primo di molti Sabati felici. Sentirono che era un’anticipazione del cielo stesso, ma allo stesso tempo esperienza estranea agli insegnamenti della Torre di guardia.
Durante l’incontro del lunedì sera successivo, Lisa chiese a Bob di precisare tutti gli eventi collegati con i mille anni del millennio.
«So che lo hai spiegato brevemente nelle tue ultime visite» disse Lisa, «ma ora che siamo tutti qua, mi piacerebbe che ce lo spiegassi di nuovo».
Bob prese dalla sua borsa un diagramma e ricordò che secondo la Bibbia la parusia di Cristo, pur essendo vicina, è futura.
Nel grafico era presentato Cristo sulle nubi del cielo, circondato da angeli. Da un lato vi era la distruzione degli empi e Armaghedon, e dall’altro la scena della risurrezione. Poiché tutti i risorti stavano per essere assunti per incontrare il Signore nell’aria, in piedi sulle tombe si trovava un angelo.
«Quando Cristo ritornerà», concluse Bob, «vi saranno due categorie di persone: coloro che saranno salvati e coloro che saranno perduti. La Bibbia li definisce agnelli e capri, grano e pula, saggi e stolti; una categoria sarà salvata e l’altra perduta.
Nella parabola del grano e delle zizzanie, il grano fu raccolto nel granaio e le zizzanie bruciate. Giovanni 14: 1-3 dice che quando Cristo tornerà, condurrà il Suo popolo nella casa del Padre; da questo sappiamo che i salvati saranno accolti in cielo».
Nena allora chiese: «Perché ciò non si potrebbe applicare proprio ai 144.000?».
«In primo luogo lo impedisce il contesto», rispose Bob. “Il versetto 15 dice che coloro che amano Dio, dovrebbero osservare i Suoi Comandamenti per ricevere da Lui il Consolatore, lo Spirito di verità, ossia lo Spirito Santo.
«Noi sappiamo che lo Spirito Santo non è limitato ai soli 144.000, come non lo è neanche l’obbligo di osservare tutti i Comandamenti. Allo stesso modo la speranza del cielo non è limitata ai 144.000, perché tutti coloro che ricevono lo Spirito Santo sono salvati.
«Ciò si accorda con quello che ho scoperto in Romani 8», disse Lisa, «chi è guidato dallo Spirito, da carnale è trasformato in spirituale, cioè nasce di nuovo. Questo popolo desidera osservare la legge di Dio, e questo capitolo mostra che essi hanno una speranza “celeste”. Vedere in questi capitoli i 144.000 è un insegnamento della Torre di guardia che non è affatto in armonia con la Bibbia».
«Ora veniamo a coloro che sono salvati», continuò Bob.
«Quando Cristo tornerà, alcuni saranno viventi e altri dormiranno il sonno della morte. 1 Tessalonicesi 4: 13-17, descrive come Cristo scenderà dal cielo con squilli di tromba e i morti in Cristo risusciteranno per primi. Questi saranno assunti in cielo sulle nuvole con coloro che sono ancora viventi, per incontrare il Signore nell’aria. Tutti, allora, saranno per sempre con il Signore».
«Suppongo che coloro che sono viventi in terra, non abbiano affatto bisogno di salire in cielo», chiese Giovanni.
«No», disse Bob; «coloro che saranno viventi quando Cristo ritornerà, saranno trasformati in un momento, in un batter d’occhio, quando la tromba suonerà. Questo si trova in 1 Corinzi 15: 51-54». Tutti allora lessero i versetti indicati.
«Vi saranno anche i perduti», continuò Bob. «Prima di tutto i morti malvagi non risorgeranno, perché la Bibbia dice che solo i morti in Cristo risusciteranno. Poi, 2 Tessalonicesi 2: 8 ci insegna che i malvagi saranno distrutti dallo splendore della sua venuta o parusia. Luca 17: 26-30 e Matteo 24: 38, 39 paragonano questa distruzione degli empi a quella del diluvio e anche alla distruzione improvvisa di Sodoma ai giorni di Lot».
«Allora chi rimarrà sulla terra, se tutti i malvagi sono morti e tutti i salvati sono in cielo?», chiese Giovanni con vivo interesse.
«Non vi dovrà essere nessuno», disse Guido.
«Giusto!», convenne Bob. «In Geremia 4: 23-27, viene descritto un mondo desolato. La città e i luoghi fertili sono stati distrutti dalla presenza del Signore e dal furore della sua ira. Tutta la terra sarà “desolata”. Comunque la Bibbia aggiunge che Dio non la lascerà così».
Usando le due versioni Nuovo mondo e King James, essi continuarono ad esaminare i vari versetti, finché qualcuno pose un’altra domanda: «Cosa accadrà a coloro che sono sulla terra?».
«Essi rimarranno come letame sulla faccia della terra, da un capo all’altro della stessa terra», continuò Bob. «Secondo Geremia 25: 33, essi non saranno né rimpianti, né ammassati, né interrati».
«Così non dovremo sotterrarli per 7 mesi», disse Clara visibilmente sollevata. «Ho sempre tremato al pensiero degli eventi successivi ad Armaghedon».
«Certamente non tremerai», concordò Bob, «la Bibbia dice che non vi sarà nessuno a piangerli e tanto meno ad ammassarli e seppellirli!».
Mentre la conversazione procedeva, Lisa esaminava il libro “Dal paradiso perduto al paradiso riconquistato”. «Bob», disse a un certo punto. «In questo libro c’è una cosa che non ho mai capito, me la puoi spiegare? A pagina 210, al paragrafo 29, si afferma proprio ciò che tu hai detto, ma il paragrafo 32 contraddice la dichiarazione di Ezechiele 39: 12-16 per provare che saranno necessari 7 mesi per seppellirne le ossa».
«Esaminiamo il capitolo 39 di Ezechiele», disse Bob. «I versetti 1 e 6 contengono giudizi contro Gog e Magog, nemici del popolo di Dio al tempo di Israele. Dio promise che quelle nazioni sarebbero state distrutte e le loro ossa sarebbero state seppellite in 7 mesi. Ma questa, come altre promesse divine, è condizionata. La sua realizzazione dipendeva dall’ubbidienza del popolo di Dio. Ciò risulta chiaro da Geremia 18: 7-10. Qualcuno vuol leggere questo testo?».
Valeria lo lesse nella Bibbia del Nuovo mondo: «In qualsiasi momento io parli contro una nazione e contro un regno per sradicarlo e abbatterlo e distruggerlo, e quella nazione effettivamente si volge dalla sua malizia contro cui io ho parlato, anch’io per certo mi rammaricherò della calamità che avevo pensato d’eseguire su di essa. Ma in qualsiasi momento io parli riguardo a una nazione e riguardo a un regno per identificarlo e piantarlo, ed esso effettivamente fa ciò che è male ai miei occhi non ubbidendo alla mia voce, anch’io per certo mi rammaricherò del bene, che (mi) ero detto di fare per il suo bene».
«Questo brano riassume tutta la situazione», continuò Bob. «Noi sappiamo come Israele non abbia ubbidito a Dio e fu condotto in cattività e come poi, dopo la liberazione, neanche allora gli rimasero fedeli crocifiggendo alla fine perfino Suo Figlio. Dio così lo dovette respingere come popolo eletto. Egli non ha mai distrutto Gog e Magog letterali per la loro disubbidienza e, per quanto ne sappiamo, non vi è niente che faccia pensare che Israele abbia vinto tali nazioni. Ma, da un punto di vista spirituale, Dio agirà contro Gog e Magog, i nemici della Sua verità e del Suo popolo spirituale. In Rivelazione 20 leggiamo la descrizione di ciò. L’unico modo sicuro per interpretare i messaggi dell’Antico Testamento è di vedere come sono stati interpretati nel Nuovo Testamento. In questo modo noi non ci sbaglieremo, non rischieremo di giungere a conclusioni fantasiose e ridicole».
«Bob, fammi un altro esempio», disse Lisa.
«Bene, allora oltre al seppellimento delle ossa di Gog e Magog per 7 mesi, leggiamo in Amos 9: 11, 12 e vedremo come, in Atti 15: 13-17, uomini ispirati da Dio applicarono questo passo».
Si procedette alla lettura dei versetti di Amos: «”In quel giorno erigerò la capanna di Davide che è caduta, e per certo riparerò le loro brecce. Ed erigerò le sue rovine, e per certo l’edificherò come ai giorni di molto tempo fa, affinché prendano possesso di ciò che sarà rimasto di Edom, e di tutte le nazioni sulle quali è stato invocato il mio nome”, è l’espressione di Geova che fa questo».
«Come interpretate voi questa profezia?», chiese Bob.
Seguirono varie risposte, ma i più convennero che si trattava della costruzione di un edificio letterale, forse un tempio.
«Vi meraviglierete nello scoprire l’adempimento di questa profezia nel Nuovo Testamento. Essa non riguarda un edificio letterale, ma la predicazione dell’Evangelo ai gentili. Leggiamo la spiegazione in Atti 15: 13-17: “Quando ebbero smesso di parlare, Giacomo rispose, dicendo: ‘Fratelli, uditemi, Simeone ha narrato completamente come Dio rivolse la prima volta l’attenzione alle nazioni per trarne un popolo per il suo nome. E con questo sono concordi le parole dei Profeti, come è scritto: Dopo queste cose tornerò e riedificherò la tenda di Davide che è caduta; e riedificherò le sue rovine e la erigerò di nuovo, affinché quelli che rimangono degli uomini cerchino premurosamente Geova, insieme a persone di tutte le nazioni, persone che son chiamate con il mio nome, dice Geova, che fa queste cose'”».
«È proprio straordinario», esclamò Lisa. «Capisco quanto dobbiamo essere attenti nel lasciare che il Nuovo Testamento interpreti le profezie dell’Antico. Non dovremmo mai dimenticare questo consiglio esegetico».
«Questa è la ragione per cui oggi vi sono tanti insegnamenti diversi considerati tutti tratti dalle Sacre Scritture, ma così erronei. Essi si basano su brani dell’Antico Testamento che erano condizionati dall’Israele letterale e non considerano l’applicazione che ad essi fanno autori ispirati del Nuovo Testamento. La Torre di guardia è una di queste organizzazioni», spiegò Bob. «In Rivelazione 20 possiamo controllare ciò che abbiamo letto in questi passi di Geremia ed Ezechiele. I primi versetti ci parlano di un angelo proveniente dal cielo che scende sulla terra la quale si trova in una condizione di caos, un abisso o voragine senza fondo. Qua il diavolo è legato, non può cioè ingannare le nazioni per mille anni perché non vi è più alcun essere vivente da tentare. Ma alla fine di questo periodo, egli sarà sciolto per breve tempo.
Geremia descrisse la terra nel periodo in cui non vi era alcuno da ingannare e in breve, questa sera, abbiamo studiato nel Nuovo Testamento come ciò avverrà: i salvati sono in cielo e i malvagi sono morti. Così in questa prigione solitaria Satana è legato e non può tentare nessuno. Il versetto 5 ci dà un quadro dei salvati in cielo con Cristo nello stesso periodo, indicando in modo particolare coloro che furono martirizzati per la fede. Siccome furono milioni coloro che morirono durante il Medioevo, per amore della Sua pur poca verità che conoscevano allora, evidentemente il loro numero è assai maggiore di 144.000; si tratta della grande moltitudine che nessuno può contare. Il versetto 6 indica che i salvati son risorti alla prima risurrezione e che non subiranno la seconda morte. Ma il versetto 5 menziona gli empi morti che non risusciteranno sino alla fine dei mille anni».
«Fatemi leggere di nuovo questo versetto», disse Lisa. «”(Il resto dei morti non venne alla vita finché i mille anni non furono finiti)”. È sorprendente perché negli ultimi capitoli del libro Dal paradiso perduto al paradiso riconquistato la Torre di guardia insegna che queste persone risorgono durante i mille anni, mentre la Bibbia dice chiaramente che essi non risorgono finché i mille anni non saranno compiuti. La cosa è abbastanza chiara».
«Se ammettiamo che gli empi risuscitino alla fine dei mille anni», domandò Giovanni desideroso di conoscere tutti quegli eventi futuri, «cosa succederà allora?».
«Proprio ciò che vi potete immaginare. Satana ricomincerà a darsi da fare ingannando e istigando alla ribellione». Bob si fermò per un momento e poi riprese: «Leggiamo ora i versetti da 7 a 9 di Rivelazione 20: “Ora appena saranno finiti i mille anni, Satana sarà lasciato sciolto fuori della sua prigione, ed egli uscirà per sviare le nazioni che sono ai quattro angoli della terra, Gog e Magog, per radunarli alla guerra. Il numero di questi è come la sabbia del mare. E avanzarono sull’estensione della terra e circondarono il campo dei santi e la città diletta. Ma fuoco discese dal cielo e li divorò”».
«Così qui si parla di Gog e Magog proprio in riferimento alla fine», osservò Lisa. «Ora capisco come Ezechiele 39 non si applichi a Gog e Magog per indicare il seppellimento delle loro ossa durante i 7 mesi immediatamente dopo Armaghedon, e come qui siano identificati i malvagi, numerosi come la sabbia del mare, che saranno distrutti dopo i mille anni».
«Esatto», disse Bob, «Vedete come è chiara e semplice la Bibbia. Ciò ci aiuta a comprendere come, per analogia, la grande moltitudine sia ancora un “piccolo gregge”».
«Da dove viene questa città?», intervenne Nena. «Come apparirà all’improvviso in questa terra desolata, con dentro tutti i salvati?».
«Come facciamo a sapere che i salvati saranno proprio in quella città?», aggiunse Clara.
«Perché la Bibbia ci dice che questa città è il “campo dei santi”».
«Perché si chiama “campo dei santi”? È una loro dimora temporanea?».
«Sì», replicò Bob. «Ma permettetemi prima di rispondere alla domanda di Nena. I primi versetti di Rivelazione 21 ci dicono che questa città proviene da Dio, dal cielo. Per questo la troviamo sulla terra. Naturalmente, quando Satana vede questa città, pensa che con tutti i malvagi di tutti i tempi potrebbe distruggerla, e nel suo odio per Dio e per il Suo popolo, cerca di realizzare quel suo piano. Ma appena gli empi circondano la città e vedono ciò che essi hanno perso per la loro disubbidienza, è allora che per loro viene annunciato il giudizio finale. E allora che “tutte le nazioni stanno davanti al trono del giudizio” e “ogni ginocchio si piega e ogni lingua confessa che Gesù è il Signore”. E allora che “il fuoco scende da Dio, dal cielo e li divora”
«Per usare il linguaggio di Malachia 4: 1-3, la distruzione è completa, non lascia né radice né ramo. I malvagi sono consumati come stoppia e divengono cenere. Questa è la morte da cui siamo salvati mediante il sacrificio di Cristo sulla croce. Il fuoco purifica la terra e il Signore la restaura ridonandole la sua edenica bellezza. Le promesse di Isaia 65: 21-25 si adempiono, poiché i salvati costruiscono le loro case e le abitano, piantano le loro vigne e ne mangiano il frutto. Tutto ciò che è stato perduto in Eden sarà ripristinato, soltanto che questa volta la città di Dio sarà sulla terra. Il trono di Dio e dell’Agnello, Cristo, sarà qua e, come stabilisce Rivelazione 21: 3, “Dio stesso” abiterà con loro».
«Sembra incredibile che questa città venga giù proprio dal cielo e Dio abiti con l’uomo», disse Nena.
«Dio sapeva che la gente avrebbe ragionato così. Per questo motivo suggerì al profeta Giovanni di aggiungere nel versetto 5: “Scrivi, perché queste parole sono fedeli e veraci”. Non sono storielle di fate o parabole. Tutta questa è verità e si verificherà proprio come è scritto».
«Devo rileggere di nuovo questi ultimi capitoli di Rivelazione», disse Lisa; «tutto ciò che abbiamo sentito questa sera è meraviglioso, ed è così semplicemente tratto dalla Bibbia».
«Possiamo essere certi che questa città sia reale?», chiese Nena.
«Abbiamo letto la risposta nella Bibbia», replicò Bob.
«Ora, invece consideriamo la cosa basandoci sulla nostra logica. Consideri l’albero della vita nel giardino dell’Eden. Crede lei che sia stato un vero albero?».
«Certamente!».
«Crede che l’albero della vita nel paradiso restaurato, menzionato in Rivelazione, sarà un vero albero?».
«Sì, certamente!».
«Crede che crescerà sulle sponde di un vero fiume?».
«Certo, lo penso».
«Ebbene, allora noi abbiamo un vero albero della vita, che cresce su due sponde di un vero fiume, che scorre dal trono reale di Dio che è nel mezzo della città. Come potrebbe essere la città qualcosa di non reale? Gesù disse:
“Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore. Altrimenti, ve l’avrei detto”, tutto quindi è reale».
«Più studiamo questa chiara verità biblica, più diventa meravigliosa», osservò Lisa. «Mi stupisco di come non l’abbia compresa anni fa».
«Il problema è stato questo, Lisa», disse Giovanni.
«Una volta ascoltati gli insegnamenti della Torre di guardia, non ci hai più riflettuto. Ogni volta che tu volevi imparare qualcosa dalla Bibbia, la dovevi interpretare alla luce degli insegnamenti della Torre di guardia».
«Che ne pensi, papà?», chiese allora Clara.
«Clara», egli rispose. «E la giusta interpretazione della Bibbia! Per anni ho constatato che i testimoni di Geova avevano qualcosa di buono da offrire e per questa ragione vi ho seguito alle riunioni e ai congressi, ma non sono divenuto membro perché mi sono accorto che c’era qualcosa che non andava. C’era troppa interpretazione umana e troppo poco fondamento biblico».
«Se vuoi diventare Avventista, caro Giovanni», disse Nena seccamente, «devi smettere di fumare».
«Se vale la pena, io sono contento di smettere», rispose Giovanni pacatamente. «Nena, quando mi ha visto, fumare l’ultima volta?… Mi permetto di dirvi un segreto: Ho già smesso di fumare e credo che Gesù Cristo mi darà la fede per non tornare indietro».
Lisa era così commossa che i suoi occhi si riempirono di lacrime. Era meraviglioso, incredibile! Era un’altra risposta alle sue preghiere. Poi disse fra sé: «Questa è la verità e la potenza del Vangelo, una potenza che io non ho mai conosciuto negli insegnamenti della Torre di guardia!».
Lisa Stevens alzando lo sguardo vide che Clara stava arrivando con la sua auto e si alzò per andarle incontro.
«La sai l’ultima?», disse Clara con eccitazione. «I testimoni hanno detto alla loro comunità di non ricevere Bob perché è un ingannatore, un lupo travestito d’agnello!».
«No, non sarebbero capaci di farlo!».
«Io so invece che l’hanno fatto. Oggi, in città, ho incontrato Bob ed egli mi ha detto che i testimoni di Geova non lo ricevono. Più tardi ho incontrato una coppia di testimoni che mi hanno riferito che il sorvegliante aveva loro intimato di non leggere i libri di Bob e di non permettergli di leggere loro nessuna parte della Bibbia. Il sorvegliante avrebbe anche detto di aver incontrato Bob e di aver completamente confutato ogni argomento presentato dallo stesso Bob».
«Non ho mai sentito niente di simile prima d’ora», disse Nena con indignazione. «In tutti gli anni vissuti nella Società abbiamo detto che la verità di Geova può resistere a qualsiasi prova. Noi siamo stati lieti di incontrare qualsiasi persona. Dite a Bob che vada a parlare a Davide e Berta, prima che siano obbligati a respingerlo».
«Nena», disse Lisa sorpresa; «da che parte stai? Pensavo che tu stessi cercando di obbligarci a rimanere nella Società?».
«Non è così» disse Nena celando a malapena il suo dispiacere. «Ho disprezzato i pastori della cosiddetta cristianità, perché insegnavano ai loro membri di respingerci alla porta, ma non avrei mai pensato di vedere il giorno in cui la nostra Società avrebbe fatto lo stesso».
«Bob ha visitato molti testimoni di porta in porta e una buona parte di loro sta perdendo la fiducia nella Torre di guardia», disse Clara. «La sua conoscenza della storia e degli insegnamenti della Torre di guardia è sconvolgente, come noi stessi abbiamo provato. Inoltre, alcuni di loro ci hanno visti andare il Sabato alla Chiesa Avventista e ciò li ha ulteriormente preoccupati».
«Se sapessero che abbiamo iniziato a seguire il culto nella Chiesa Avventista in seguito a quel dibattito, si renderebbero conto di quanto siano stati efficaci gli argomenti di Ron Roberts contro gli insegnamenti avventisti!», disse Lisa sorridendo. «Ad ogni modo sono d’accordo con Nena. Dobbiamo avvertire subito Davide e Berta dell’accaduto. Dovrebbero rendersi conto della situazione e trarre le loro conclusioni. Se tu vai in città, Clara, potresti passare da loro?».
«Stavo proprio cercando questa occasione. Andrò questo pomeriggio e parlerò loro della nostra nuova fede».
Quando, due giorni dopo, Bob visitò Davide e Berta, trovò che Davide stava riempiendo il suo rapporto mensile per la Società. Come sua madre, egli consacrava con zelo le sue ore per distribuire una buona quantità di riviste.
I due giovani si accorsero di avere la stessa età e presto discussero animatamente sulla Trinità. Berta li ascoltava e nello stesso tempo badava al piccino.
«Credo che vi sia un solo Essere per tutta l’eternità, Geova, Dio, il Creatore e Sostenitore dell’universo e di tutte le cose», Lo Spirito Santo è una forza attiva, non certamente una persona».
«Comprendo perfettamente come tu sia giunto a queste conclusioni», aggiunse Bob, «perché anch’io ho studiato con cura i libri della Torre di guardia “Sia Dio riconosciuto verace” e altri. Ma questi insegnamenti non sono né logici né scritturali. Contraddicono quello che la Torre di guardia cerca di insegnare».
«Come fai a trarre questa conclusione?», domandò Davide con uno stupore che si leggeva chiaramente sul viso.
«Prima di tutto la Torre di guardia sottolinea che vi è un solo Dio, e io sono d’accordo con questa dichiarazione. Ma quando esaminiamo gli insegnamenti della Torre di guardia, troviamo due Dei invece di uno. C’è il Dio Geova, il Padre, il Dio onnipotente e poi, nella traduzione del Nuovo mondo di Isaia 9: 6, troviamo la profezia su cosa Gesù sarebbe stato:
“Dio possente”. Così vi è un Dio onnipotente e un Dio possente.
«Ora è proprio su questo punto che l’insegnamento della Torre di guardia si trova in disaccordo con la Bibbia, perché Isaia 43: 10 dice che nessun Dio fu formato né prima né dopo Dio. Ed Egli certamente non potrebbe essere un secondo Dio. Insomma l’insegnamento della Torre di guardia crea molta più confusione di qualsiasi altra visione cristiana circa la Trinità».
«Se potessimo negare completamente la divinità di Cristo, come cerca di fare la Torre di guardia, la questione sarebbe semplificata; ma la Scrittura insegna la divinità di Cristo: Egli è Dio. Diamo uno sguardo a Matteo 1: 23; Giovanni 20: 28; Filippesi 2: 6-11; 1 Timoteo 3: 16; Tito 3: 4 e Ebrei 1: 8. Non possiamo davanti a questi testi così evidenti smentire la divinità di Cristo».
«Allora tu credi che il Cristo e il Padre morirono insieme sul palo di tortura e insieme furono battezzati da Giovanni sulle rive del Giordano?», chiese Davide.
«Ma nient’affatto, Davide! Tu e Berta, come coniugi, formate un’unità, eppure siete persone differenti; ugualmente il Padre e il Figlio sono esseri divini, ma essi sono due persone separate, sebbene appartengano all’unica Deità».
«Tu credi allora che lo Spirito Santo sia una persona facente parte di questa Deità», insistette Davide.
«Precisamente», disse Bob. «Leggiamo Romani 8. Tua madre ti potrà dire qualcosa di molto interessante su questo capitolo».
«Lo credo anch’io, mi interessa veramente esaminare questo capitolo», acconsenti Davide; «non te la prendi se uso la traduzione del Nuovo mondo?».
«Nient’affatto!», disse Bob. «Ma devo ricordarti che la ragione più importante per cui la Torre di guardia ha stampato la Bibbia del Nuovo mondo, è stata quella di smentire la divinità di Cristo, la Trinità. Eppure anche in quella traduzione da loro prodotta, come potrai vedere in questo studio, c’è la verità. Leggiamo ora Romani 8: 34 e usiamo questa traduzione: “Chi è che condannerà? Gesù Cristo è colui che morì, si, anzi colui che fu destato dai morti, che è alla destra di Dio, il quale anche intercede per noi”
«Credi tu Davide che uno possa intercedere per noi se non è una persona?» chiese Bob.
«Naturalmente no!», concordò Davide. «Però che c’entra questo con lo Spirito Santo?».
«In questo versetto è anche detto: “il quale anche intercede per noi”. Già questo capitolo menziona un’altra persona che intercede per noi; così Gesù Cristo è ricordato come “anche” colui che intercede per noi. Il versetto 26 dice che questa persona è lo Spirito Santo:
“In maniera simile anche lo spirito viene in aiuto della nostra debolezza; poiché non conosciamo ciò che dobbiamo pregare, secondo che abbiamo bisogno, ma lo spirito stesso intercede per noi con gemiti inespressi”».
Davide rilesse il passo e osservò: «Strano! Non l’ho mai sentito prima d’ora!».
«Vi è un altro testo da notare che prova che lo Spirito è una persona: Efesini 4: 30; dice che una persona può contristare lo Spirito Santo. Tu non puoi contristare una forza, puoi solo contristare qualcuno che ha sentimenti, caratteristiche di persona. Veniamo a Giovanni 16: 13 dove Gesù dice che lo Spirito Santo avrebbe guidato in ogni verità e ci avrebbe ammaestrato.
Egli avrebbe parlato ma non di sé. Poi, Atti 13: 2 dove lo Spirito Santo chiama sé stesso “me”. Ecco, questi sono solo alcuni riferimenti».
«E un buon inizio», assenti Davide. «Comunque puoi indicarmi ancora un testo in cui la Bibbia si riferisce allo Spirito Santo come a Dio?».
«Sì. In Atti 5: 3, 4 Pietro accusa Anania di mentire contro lo Spirito Santo indicando che ciò significa ingannare Dio».
«Ora che tu hai stabilito che lo Spirito Santo è una persona», continuò Davide, «la Bibbia indica come componenti la Deità le tre persone che tu hai menzionato?».
«La Bibbia indica che lo Spirito Santo è inseparabilmente unito al Padre e al Figlio da un nome comune singolare proprio come i coniugi hanno lo stesso nome di famiglia. É in questo nome che le persone devono essere battezzate. Osserviamolo in Matteo 28: 19, dov’è detto “nome” del Padre, Figlio e Spirito Santo e non “nomi”».
«Questo è interessante», osservò Davide. «Mi sono chiesto molte volte perché si menzioni un solo nome in questo testo. Ma… non risultano tre dei? Non è peggio di averne solo due, come dite che sostenga la Torre di guardia?». Davide era veramente perplesso.
«No», sorrise Bob, «è proprio qui che si fa confusione sulla Trinità. Non è vero che ogni persona sia un Dio, ma sono le tre persone ad essere Dio, a costituire la Deità. E come un governo, la parola è singolare, ma esso è costituito da un certo numero di membri, un singolo membro non fa il governo, ma tutti i membri lo compongono in quanto singoli membri».
«Nell’Antico Testamento la parola ebraica è “Elohim” plurale; ciò significa che indica più di una persona. Testi come Matteo 28: 19 e 2 Corinzi 13: 14 (v. 13 nella versione Luzzi), ci permettono di comprendere meglio questa idea».
«Esiste allora nell’Antico Testamento», chiese Davide veramente interessato, «un esempio dove sia menzionata più di una persona in riferimento al plurale “Elohim”?».
«Si, in Genesi 1: 26: “E Dio prosegui, dicendo: Facciamo l’uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza'” Così alla creazione Dio era più di una persona. È significativo il fatto che questa verità sia stata introdotta nel primo capitolo della Bibbia».
«Ti ho seguito bene fino ad ora», confermò Davide, ma ho ancora un sacco di domande: «Quale credi che sia il nome divino? È Geova?».
«Non possiamo essere sicuri», replicò Bob. «La Torre di guardia ha dato molta importanza alla pronuncia, ma tutto ciò di cui siamo sicuri sono le quattro consonanti Y, H, W, H. Le vocali devono essere aggiunte, il che significa che il nome poteva essere pronunciato in vari modi, Ma se la pronuncia fosse stata importante, Cristo ce l’avrebbe detto, non ci avrebbe lasciato alcun dubbio!».
«Allora tu credi che il nome non sia importante?», chiese Davide.
«Il nome è importante, ma ciò che conta è ciò che significa o rappresenta, non il suo suono. Un nome di persona può essere Bianchi, Landi, Anderlini, ma questo significa poco, ciò che conta è chi quel nome rappresenta. Nel caso di Dio non è l’esatta pronuncia del nome che importa, ma la natura, l’autorità, il dominio dell’Essere a cui si riferisce. Non dobbiamo mai speculare sul nome di Dio quando la nostra vita non è in armonia con tutto ciò che comporta lo stesso nome.
«Forse è questo il motivo per cui non conosciamo il nome esatto di Dio?», suggerì Davide.
«Sì», disse Bob. «Anche se potessimo essere sicuri circa il nome divino, non credo che lo useremmo molto. Sappiamo che nei paesi di lingua inglese il nome della regina d’Inghilterra è Elisabetta, ma noi abitualmente la chiamiamo regina o sua maestà. Se non occorre specificare chi essa sia non è necessario specificare il suo nome, non è neanche di buon gusto farlo. La stessa cosa vale per la famiglia. Un figlio, per esempio, che continuamente si rivolge al padre chiamandolo per nome, è considerato irriverente. Noi, come figli e sudditi di Dio, nostro Sovrano e Padre, dovremmo usare il suo nome raramente, con ossequio e rispetto».
Davide era d’accordo: «Tu dici proprio bene! In futuro non userò frequentemente il nome di Geova. Ora, la prossima domanda verte su due testi: Rivelazione 3: 14 e Colossesi 1: 15. Questi non provano che Cristo fu creato? Egli fu “il principio della creazione di Dio” e “il primogenito della creazione” Non ti sembra che questa affermazione della Bibbia sia veramente chiara? Dimmi perché è stata scritta!».
«Nessuno dei due testi crea problemi», spiegò Bob. «Rivelazione 3: 14 dice che Cristo è “il principio della creazione di Dio”, non il primo ad essere creato, ma piuttosto l’unico responsabile dell’inizio della creazione di Dio. Tu sai come il sindaco abbia avuto all’inizio l’idea, poi abbia fatto i piani e raccolto i fondi per costruire un nuovo ospedale. Oggi Tom Marsh è considerato il principio, cioè il fondatore del nuovo ospedale, lo ha promosso lui. Ma egli non è stata la prima pietra dell’edificio, né il primo paziente dell’ospedale, è stato invece la persona responsabile di quell’ospedale. Così è con Cristo, il Creatore».
«Cristo il Creatore?», chiese Davide.
«Si, in Giovanni 1: 3 e Colossesi 1: 16, 17 la Bibbia sottolinea che ogni cosa è stata creata da Cristo. Niente è stato creato se non da lui. Ciò esclude che Egli sia stato un essere creato.
Ora esaminiamo Colossesi 1: 15 che dice che Cristo è il primogenito di tutta la creazione; questo versetto si spiega da sé. Primogenito non significa il primo essere originato e creato, ma “Colui che è primo in tutte le cose”, come è detto nel versetto 18. In altri passi biblici troviamo lo stesso significato, vediamo per esempio il Salmo 89: 27».
I due giovani cercarono assieme quel passo nella loro Bibbia.
«Questo versetto», continuò Bob, «stabilisce che Dio avrebbe fatto di Davide un “primogenito” più grande di tutti i re della terra. Ma Dio non fu il Padre letterale di Davide e Davide non fu neanche il figlio maggiore, anzi era il fratello più piccolo di una numerosa famiglia: “primogenito” allora significa che egli avrebbe avuto il predominio su tutti gli altri re.
«Così in Geremia 31: 9 Efraim è chiamato primogenito, sebbene il vero primogenito di Giacobbe fosse Ruben, com’è ricordato in Genesi 46: 8. In Esodo 4: 22 Israele è chiamato “il mio primogenito”.
Infine, che primogenito non significhi partorito o creato per primo, ma piuttosto preminente, risulta chiaro e inequivocabile da Colossesi 1: 18 dove si dice che Egli è “il primogenito dai morti affinché divenga colui che è primo in tutte le cose”. Cristo è l’Unico che abbia rotto le catene della tomba, tutti i risorti dipendono da Lui, sebbene in senso cronologico Cristo non sia stata la prima persona a risorgere».
Davide esaminò attentamente anche queste dichiarazioni, poi osservò: «Tu credi che Cristo è il Creatore! È uno degli insegnamenti degli Avventisti del Settimo Giorno questo?».
«Certamente. La Bibbia non ci lascia alcun dubbio su questo! Giovanni 1: 3; Colossesi 1: 16, 17; Ebrei 1: 2 affermano che Dio creò tutte le cose per mezzo di Gesù Cristo.
«Dal momento che sappiamo da Ebrei 11: 3; Salmo 33: 6,9 e Genesi 1 che ogni cosa fu chiamata all’esistenza per la parola di Dio, fu Cristo a compiere questa opera; Egli la fece per Suo Padre. Quando la Bibbia si riferisce a Lui, come a Dio, capiamo che essa parla del Figlio di Dio. In Genesi 1: 26 vediamo che Dio Padre e Dio Figlio considerarono assieme la creazione dell’uomo. Ma fu Dio Figlio a creare l’uomo. In futuro desidero studiare con te il settimo giorno o Sabato. Ti farò vedere che dal momento che Cristo, Dio Figlio, ha realizzato l’opera creativa in sei giorni, si è riposato dalla Sua opera e ha istituito il Sabato. E per questo che si parla di Sabato Cristiano, è per questo che Cristo affermò che quello era il Suo giorno. Egli è “il signore anche del sabato”».
«Caro Bob, dobbiamo fermarci qui per oggi», lo interruppe Davide, «ora devo andare al lavoro, comunque mi hai dato sufficiente materia di studio, ma temo che non accetterò mai ciò che oggi mi hai detto. Ci vuole qualcosa di più per convincermi».
Quando Bob la settimana seguente tornò, trovò Davide pronto a presentare nuove domande.
«Bob», iniziò Davide; «durante la scorsa settimana ho pensato a ciò che tu mi hai detto. Ritieni tu che Cristo sia chiamato anche Geova?».
«Certamente», disse Bob. «Dato che il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo hanno lo stesso nome, come ricorderai da Matteo 28: 19, è logico pensar così. Come il tuo nome è Stevens, allo stesso modo il nome di tua moglie e di tuo figlio è Stevens. Berta e il bambino hanno il diritto di ricevere il nome Stevens, come membri di una famiglia e come individui. Tu puoi dire sia il mio nome è Stevens che il nome della mia famiglia è Stevens!».
«Capisco che il mio nome sia Stevens che sia applicato a tutti e tre; però», insistette Davide, «Geova non menzionerebbe mai il Suo nome applicandolo a “noi”».
«Geova fa proprio così», disse Bob. «Cerchiamo Genesi 3: 22, possiamo leggere il versetto nella tua Bibbia. Tu ricordi che “Dio” è al plurale, “Elohim”, lo abbiamo detto la scorsa settimana: “E Geova Dio proseguì, dicendo: ‘Ecco, l’uomo è divenuto simile a uno di noi’».
«E vero», dichiarò Davide, «non lo avevo mai visto prima d’ora!».
«Ma vediamo un’altra dichiarazione: Genesi 11: 6, 7: “Dopo ciò Geova disse: Scendiamo e confondiamo”».
«Quindi», disse Davide cercando di ricordare tutto ciò che aveva imparato, «ciò significa che Cristo potrebbe rivendicare per Sé il nome di Geova come lo può fare il Padre e, suppongo, anche lo Spirito Santo».
«Certo. Nell’Antico Testamento lo Spirito Santo è chiamato Spirito di Geova ed è menzionato in relazione a uomini come Gedeone, Sansone, Elia, Saul, Zaccaria e altri. Davide pregò che lo Spirito Santo non gli fosse tolto. Cristo Gesù, inoltre, quando venne sulla terra per morire come nostro Salvatore, fu chiamato “Gesù”, che significa “Geova è il salvatore”, come il libro ‘Sia Dio riconosciuto verace’ dice all’inizio del capitolo 3: “Il nome di Gesù o Jeshua è la forma abbreviata del nome ebraico Jehdshua che significa Geova è il Salvatore” (p. 30).
«Ora confrontiamo queste dichiarazioni dell’Antico Testamento con Jehova e noteremo che nel Nuovo Testamento sono applicate a Gesù Cristo:
Paragona Isaia 44: 6 con Rivelazione 1: 8, 17 (v. 18 Versione Luzzi); 2: 8; 22: 11-13 (il primo e l’ultimo);
Confronta anche Deuteronomio 32: 3,4, 18 con 1 Corinzi 10: 4 (la roccia).
Paragona Isaia 40: 3 con Matteo 3: 3 (la via di Geova).
Vediamo anche Salmo 45: 6; 102: 24-27 e Ebrei 1: 8, 10, 12 nei quali il trono di Dio e la vita eterna sono applicati a Cristo.
Confronta Isaia 6: 1-3 con Giovanni 12: 41 (la gloria di Geova).
Nota Ecclesiaste 12: 14 (v. 16 Versione Luzzi) con 2 Corinzi 5: 10 e Giovanni 5: 22 che contengono indicazioni circa il giudizio.
Sia Esodo 20: 10 che Marco 2: 28 parlano del Sabato di Geova. Poi potremmo vedere molte altre dichiarazioni».
Davide esaminò ogni versetto nelle due versioni della Bibbia e consultò quelli del Nuovo Testamento con la versione interlineare greca.
Quando paragonò Ebrei 1: 8 nella Bibbia del Nuovo mondo con lo stesso passo nella versione interlineare greca, Davide osservò: «Tu dici che la Torre di guardia abbia oscurato il significato di molti testi, questo però è stato veramente mutilato. Me ne sono accorto la settimana scorsa quando studiammo la divinità di Cristo. La versione King James dice a questo proposito: “Ma al Figlio egli dice: Il tuo trono o Dio è per sempre”.
La versione Nuovo mondo invece traduce: “Ma riguardo al Figlio: Dio è il tuo trono per sempre”. Infine la versione interlineare greca traduce: “Ma al figlio il tuo trono o Dio è per sempre”. È ridicolo che Dio sia considerato un trono!».
«Se tu conoscessi il greco e l’ebraico, rimarresti ancora più indignato nel constatare la diversa traduzione del Nuovo mondo di questo e di altri versetti», dichiarò Bob. «Quando la Torre di guardia vuole inculcare un insegnamento particolare, è sorprendente notare la traduzione della Scrittura. Ma per fortuna vi sono due o tre versetti che sono sfuggiti alla sua attenzione; essi creano una vera contraddizione!».
«Mia madre ieri sera mi ha detto la stessa cosa», disse Davide, «Mi puoi dare degli esempi perché desidero presentarli alla prossima riunione della Società».
«Certamente», disse Bob. «Ci stiamo un po’ allontanando dal tema proposto, ma forse è bene che tu abbia maggiori informazioni sui nostri studi. Quando la tua famiglia comprese che la Torre di guardia non insegna affatto la verità, ho usato con loro soprattutto la traduzione del Nuovo mondo. La verità non dipende completamente dalla versione che si usa. Ma una cosa è certa: la traduzione del Nuovo mondo non è affatto una traduzione molto fedele.
Ora seguiamo il nostro discorso. Abbiamo studiato che ogni cosa creata, fu creata da Cristo, ma poiché la Torre di guardia insegna che Cristo stesso fu un essere creato, vedrai in Colossesi 1: 16, 17 che la stessa Torre di guardia ha inserito quattro volte la parola “altro” per sostenere che Cristo è stato creato per primo, dopo di che Egli avrebbe create tutte le altre cose. Controlla questo con la traduzione interlineare e troverai che la parola “altro” non esiste nel testo greco. Ciò pone la Bibbia in contraddizione, perché in Giovanni 1: 3 si sono dimenticati di aggiungere la parola “altro”; infatti è scritto: “Tutte le cose son venute all’esistenza per mezzo di lui, e senza di lui neppure una cosa è venuta all’esistenza…”.
Ti faccio un altro esempio. Se torni indietro ai capitoli 1 e 2 della Genesi, troverai che il tempo verbale, passato, è stato cambiato in tempo continuo. Ciò per dare l’impressione che ogni giorno non era un giorno normale, ma un lungo periodo di tempo.
Invece di dire: “Dio disse”, è tradotto: “Dio continuò a dire”. Quando si giunge al settimo giorno, in Genesi 2: 1-3, invece di tradurre: “Dio si riposò il settimo giorno”, i testimoni di Geova traducono: “E si riposava il settimo giorno da tutta l’opera che aveva fatta”. Dunque Egli “sta riposando”, cosicché se il settimo giorno è lungo settemila anni, allora Dio sta ancora riposando, e anche noi viviamo in questo sabato.
Ma se tu osservi il Nuovo Testamento in Ebrei 4: 4, 10, vedi che anche qui essi hanno dimenticato di alterare il tempo verbale che nell’originale è passato. Sebbene si tratti di una citazione di Genesi 2: 3, si legge: “Dio si riposò nel settimo giorno”. Nel versetto 10 a proposito di Dio che si riposò dalle sue opere, si dice del credente: “si è riposato lui pure dalle sue opere, come Dio si riposò dalle sue”. La contraddizione è veramente evidente: Dio sta ancora riposando o si riposò il settimo giorno?».
Davide annotò con cura queste dichiarazioni.
«Devo chiedere spiegazioni su questi punti alla prossima riunione della Società, poiché ci è stato detto che la traduzione del Nuovo mondo è molto più fedele delle altre traduzioni, specialmente della King James. Mi dispiace di non conoscere né il greco né l’ebraico e che nessuno lo conosca nella congregazione. Può darsi che questo sia il motivo per cui crediamo che la nostra traduzione sia la migliore. Io ho comunque ancora fiducia nella nostra Società, credo che i nostri anziani siano in grado di rispondere alle mie domande».
Alcune settimane dopo Bob si incontrò nuovamente con Davide.
«Come è andata?», chiese gentilmente Bob.
«Non troppo bene», ammise Davide. «Alla riunione della nostra Società ho posto parecchie domande, e alla maggior parte, gli anziani non sono stati in grado di rispondermi, limitandosi a consigliarmi di studiare di più i libri della Torre di guardia. Alcuni anziani della Società mi evitano perché non sono contenti delle mie domande. Sembra che nessuno sia capace di spiegarmi perché la Torre di guardia insegni che tutti risorgeranno prima della fine dei mille anni, mentre Rivelazione 20: 5 dice chiaramente che “il resto dei morti non venne alla vita finché i mille anni non furono finiti”.
Ho chiesto anche perché Isaia 66: 22, 23 indichi che nella nuova terra si osserverà il Sabato settimanale, quando loro non vogliono che sia osservato adesso. Anche Enoc ha rappresentato per loro un problema poiché Ebrei 11: 5 dice che egli fu assunto da Dio e non conobbe la morte, e oggi Enoc non è sulla terra, mentre la Torre di guardia insegna che prima di Cristo nessuno era potuto andare in cielo. Quando pongo queste e altre domande basate sulla Bibbia in riferimento alla storia e agli insegnamenti della Torre di guardia, mi sento sempre di più indesiderato. Mi chiamano “fautore di divisioni”, ma questa non è affatto la mia intenzione.
Ora, caro Bob, mi trovo di fronte a un vero problema. Non voglio diventare Avventista del Settimo Giorno, e anche se lo volessi per me sarebbe difficile, il mio lavoro qualche volta mi costringe a dei turni proprio in giorno di Sabato. Ho sudato per diventare capo-operaio e ora guadagno il doppio di un operaio.
Ma c’è dell’altro! Quando divenni testimone di Geova, la televisione riprese il mio battesimo. Credo che molti operai della fabbrica abbiano seguito la cerimonia battesimale e… come la commentarono! Ora, se ammettessi di aver sbagliato, c’è da immaginare quanto riderebbero e si burlerebbero di me!».
Bob andava a trovare Davide e Berta ogni volta che gli era possibile, e durante un loro incontro, Davide affermò: «Ho deciso! Se trovo la verità nella Chiesa Cristiana Avventista la seguo; ma avendo perso la fiducia in un’organizzazione, mi domando se ne avrò abbastanza per un’altra».
Berta si convinse prima di Davide che i Cristiani Avventisti hanno ragione, cosicché, quando egli decise di partecipare ad una riunione Avventista, la moglie l’accompagnò con gioia.
All’inizio seguivano le riunioni in maniera discontinua, Davide infatti aveva deciso di andarci piano prima di abbracciare una nuova fede, e poi doveva lavorare di Sabato. La Chiesa da loro scelta e nella quale si riuniva il resto della famiglia di Davide, non era in città, era una chiesetta di campagna. Anche Nena vi andava insieme a Clara con i suoi bambini. Paolo, il marito di Clara, riteneva ora che i Cristiani Avventisti non fossero poi così strani, e apprezzava il miglioramento che Clara stava sperimentando nella sua vita.
Un lunedì sera, quando Davide e Berta giunsero alle Acacie azzurre per unirsi al consueto studio, Lisa osservò: «A volte vorrei non essere mai stata testimone di Geova, perché ho troppo da disimparare».
Bob disse allora: «Io non direi questo, signora. La Torre di guardia insegna molte verità, altrimenti non avrebbe convinto molte persone oneste come voi. Molti, quando scoprono alcune verità, come quella del sonno inconsapevole dei morti, le riconoscono sorprendenti tanto da ritenere che tutti gli altri insegnamenti della Torre di guardia debbano essere ugualmente veri».
«Però ora so che non insegnano in modo corretto neanche questa dottrina, perché dicono che alcuni sono andati in cielo in forma spirituale già nel 1918», replicò Lisa.
«Dicendo che la morte è un sonno, vi aiutano a conoscere la verità», la consolò Bob.
Poi Lisa aggiunse: «Vi sono comunque cose che la Torre di guardia non ha mai pensato di insegnare!».
«Puoi indicarmene qualcuna?» chiese Davide alla madre.
«L’uso delle perle e di altri ornamenti esteriori», aggiunse essa.
«Ma dove si trovano nella Bibbia questi insegnamenti?».
«In 1 Timoteo 2: 9,10 e 1 Pietro 3: 1-4», rispose Lisa.
Poi Davide chiese: «I Cristiani Avventisti come considerano il Natale, Bob?».
«Proprio come la Torre di guardia considera la domenica. Sappiamo che entrambi i giorni furono dedicati al sole che gli antichi pagani adoravano, ma le Torre di guardia non considera l’aspetto pagano della domenica perché in quel giorno tiene le sue riunioni; infatti dato che la gente lo considera un giorno di incontri religiosi, è conveniente annunciare in esso i loro insegnamenti. Perché non si dovrebbe avere lo stesso atteggiamento verso il Natale?».
«Da questo punto di vista», osservò Berta, «i testimoni di Geova non sono molto coerenti poiché mentre insegnano di non aver nulla a che fare con il Natale per la sua origine pagana, la domenica è il giorno della loro attività religiosa, e tengono riunioni di domenica!».
«E per quanto riguarda il compleanno?».
«Cosa vorresti dire», rispose Bob.
Davide allora aggiunse: «Ma la Bibbia non condanna questa ricorrenza?».
«La Bibbia non dice nulla a questo proposito. Menziona solo alcuni pagani che lo festeggiavano, ma ciò non significa che sia sbagliato farlo. Anche i pagani si sposavano, ma noi eviteremo di sposarci solo perché i pagani lo facevano? Naturalmente un cristiano celebrerà le nozze o il compleanno in modo diverso!».
«Come si deve comportare il cristiano quando gli viene chiesto di salutare una bandiera e di stare in piedi per un inno nazionale o davanti a un governante?».
«Sono atteggiamenti che indicano lealtà e onore. La Bibbia ci obbliga ad essere leali e rispettosi. Romani 13: 1-7 e anche 1 Pietro 2: 13-18 contengono dichiarazioni sufficientemente chiare. Questi versetti precisano che Dio vuole che ci comportiamo così».
«Non è un atto d’adorazione?».
«Nient’affatto», disse Bob. «E solo un rendere il giusto a chi è dovuto, onorare chi deve essere onorato; un atto di adorazione è completamente diverso. Se un re o un alto ufficiale Visitasse una comunità Avventista, la comunità si alzerebbe e saluterebbe in segno di rispetto. Però se Gesù stesso venisse tra loro, la congregazione si inginocchierebbe per adorarlo».
Paolo a questo punto notò: «Tutto l’insegnamento Avventista mi torna perfettamente. È ciò che avevo capito quando lessi la Bibbia da giovane».
«Anche per me l’insegnamento della Chiesa Cristiana Avventista è molto logico», aggiunse Giovanni. «Più ascolto più sono convinto che alla fine ho trovato ciò che ho atteso da anni. Ora mi sto preparando per essere battezzato nella Chiesa Avventista».
Davide allora chiese: «C’è qualche altro che pensa di fare la stessa cosa?».
«C’è tuo padre, io, Valeria e Maria», rispose Lisa. «Guido, pur volendo essere battezzato con noi, è troppo giovane. Non so cosa pensi Nena; ma Clara, se Paolo è d’accordo, vorrebbe essere battezzata con noi».
«Non penso di oppormi», sorrise Paolo, «basta che per ora non mi si chieda di esser battezzato».
«Riconosco che sia giusto», disse Nena, «ma alla mia età è difficile prendere una decisione affrettata. Ho amato la Società, ma ora devo rompere con essa in modo definitivo. Penso di farmi battezzare la prossima volta».
«E voi, Davide e Berta», chiese Lisa, «cosa pensate di fare?».
«Mamma», rispose Davide, «anche noi pensiamo che questa sia la verità, ma non voglio correre rischi questa volta.
Desidero studiare con attenzione la storia e gli insegnamenti Avventisti. Quando sarò assolutamente sicuro farò in modo da essere libero dal lavoro in giorno di Sabato. Ciò significa che dovrò iniziare come semplice operaio di turno e ricevere solo quasi la metà della paga di ora; sono sicuro di potermi preparare per questo».
Lisa ebbe un brivido di gioia. Il migliore dei suoi sogni: avere madre, marito e figli uniti in una fede, che ogni giorno stava diventando più meravigliosa e preziosa, si stava concretizzando. Bob alla fine di ogni studio aveva pregato affinché quella famiglia rimanesse unita nel regno; ora Lisa poteva vedere come quella preghiera stava ricevendo risposta.
L’inverno passò. Gli alberi d’acacia, con il loro manto dorato, annunciavano la primavera d’Australia. Quando la famiglia Stevens si dirigeva verso la piccola Chiesa Avventista, lungo la strada ben conosciuta e piena di arbusti, tra gli alti rami degli eucalipti si poteva sentire il cinguettio degli uccelli.
Il giorno in cui essi accettarono pubblicamente Gesù Cristo come loro Salvatore non l’avrebbero mai dimenticato. Lisa ripensò alla calda mattina d’estate quando Clara giunse alle Acacie azzurre annunciando che voleva diventare Avventista del Settimo Giorno. Da allora erano accadute molte cose; vedeva come la mano del Signore li aveva guidati passo dopo passo nella Sua verità. Durante quei mesi essi avevano imparato tanto, avevano fatto una nuova esperienza, e soprattutto guadagnato un Salvatore personale che li liberava dal peccato.
Quel giorno Lisa pensava che nella piccola Chiesa di campagna fosse scesa la benedizione e l’atmosfera del cielo. I cinque catecumeni, vestiti con abiti battesimali, erano seduti a lato del battistero che aveva decorazioni murali raffiguranti la scena di un fiume. Berta, Davide, Paolo e Nena tra Guido e i bambini, erano seduti su una panca.
Il sermone di Bob fu ispirato al passo di Galati 3: 27: «Poiché tutti voi che foste battezzati in Cristo avete rivestito Cristo». Egli spiegò il significato del battesimo per immersione e della nuova nascita. Betty Anderson cantò un inno speciale di consacrazione e, mentre l’organo suonava soavemente, Giovanni e Lisa, prendendosi per mano, scesero nelle acque battesimali.
Per un momento Lisa ricordò un caldo e polveroso pomeriggio di alcuni anni prima quando, durante un congresso tenuto dai testimoni di Geova, alcuni anni prima, fu battezzata.
Ma ora si rendeva conto di cosa volesse dire essere battezzata in Cristo e «rivestire Cristo».
Dopo il battesimo Lisa visitò gli amici di tutta la sua zona e parlò loro della sua esperienza. Dopo aver insegnato per diciotto anni le dottrine della Torre di guardia, e aver convertito alcuni alla Società, non trovava facile ammettere di essersi sbagliata; ma Lisa volle fare con coraggio ciò che le sembrava suo preciso dovere. Pregò non solo che il Signore le desse la forza di compierlo, ma anche l’aiuto per trovare persone e diffondere le benedizioni della Sua verità.
Quando, alla fine dell’anno successivo, Bob battezzò 23 persone, tra di loro ve ne erano alcune alla cui conversione aveva contribuito Lisa.
Per mesi, dopo il battesimo, Bob continuò ancora i suoi studi con Davide e Berta. Davide studiò la storia della Chiesa Cristiana Avventista e la loro interpretazione delle profezie. In seguito a vari mesi di studio, comprese che si trattava di un’organizzazione guidata da Dio che progrediva costantemente e le cui verità divengono sempre più chiare e più belle con il passare degli anni. Dall’altra parte vide nella Torre di guardia una organizzazione in rovina, con varie dottrine continuamente cambiate, profezie erronee e lotte intestine.
Fra i libri che lesse con profitto vi furono quelli di Ellen White, in modo particolare “La Grande Controversia”. Mentre leggeva questi libri di ottanta anni prima che contenevano una dettagliata descrizione degli eventi futuri, li paragonava alle pubblicazioni della Torre di guardia dello stesso periodo. Non ebbe più alcun dubbio: l’avventismo doveva essere il canale della verità di Dio per questi ultimi giorni.
Venne finalmente il giorno in cui Davide decise di far ciò che riteneva giusto. Parlò a Berta della sua decisione e quest’ultima gli assicurò che sarebbe rimasta al suo fianco anche se ciò voleva dire un salario più basso o qualsiasi altra prova.
Quando Davide annunciò al suo direttore che intendeva diventare un Cristiano Avventista del Settimo Giorno e che desiderava esser libero dal lavoro il venerdì sera e il Sabato, fu deriso. Pastori e predicatori laici di varie Chiese furono invitati a dissuaderlo dal credere a quelle «sciocchezze», ma Davide con la sua Bibbia fu capace di farli tacere.
Davide aveva una buona posizione nella fabbrica, era un operaio capace e il suo superiore cercò di risolvere il suo problema tentando di concedergli il Sabato libero. Ma ciò era contrario agli statuti della fabbrica. Alla fine gli fu affidato un turno di giorno come semplice operaio e dovette lavorare con un salario più basso con giovani operai incapaci, da poco usciti dalla scuola.
Più tardi, ripensando al passato, si rese conto del motivo per cui il Signore permetteva che egli avesse queste difficoltà.
Aveva sempre pensato che i testimoni di Geova fossero gli unici a soffrire per la loro fede, ma ora si accorgeva che non era così.
Un giorno mentre lavorava in casa tre anziani, confratelli della Società dei testimoni, fra cui colui che gli aveva dato studi biblici e lo aveva battezzato, vennero a discutere con lui.
Gli fecero molte domande e infine gli dissero che lui stava andando verso la distruzione insieme alla sua piccola famiglia.
Davide prese la Bibbia che aveva ben sottolineato durante gli studi con Bob e iniziò a far domande ai visitatori. «Se avete ragione», disse con fermezza, «rispondete alle mie domande!».
Ma essi non ne furono capaci e, dopo averlo avvertito che se si fosse unito alla Chiesa Cristiana Avventista mediante il battesimo, lo avrebbero radiato, Davide era indignato.
Quindici giorni dopo ricevette un’altra visita inaspettata.
Questa volta c’era il servitore della congregazione accompagnato dal capo dei sorveglianti del distretto per lo stato dell’Australia. Malgrado la loro posizione e gli anni di studio, Davide aprì con fiducia la Bibbia ben sottolineata e dette prova scritturale e concreta della sua nuova fede.
«Ritorni nella Società», lo avvertirono, «altrimenti sarà definitivamente radiato da noi! Nessun membro le potrà parlare e entrare in contatto con lei!».
Davide coraggiosamente rispose: «Mi dispiace, ma io so che la Torre di guardia non possiede la verità. Non potrò mai tornare! Anzi, lavorerò cercando ogni testimone di Geova e gli indicherò la verità che tanto significa per me!».
Erano trascorsi ormai quindici mesi dal giorno in cui Bob aveva visitato per la prima volta Davide e Berta al momento del loro battesimo. Nena nel frattempo era stata battezzata.
Un giorno, mentre Bob visitava le Acacie azzurre, Giovanni disse: «Stiamo nella Chiesa Avventista da un po’ di tempo. Ripensando al passato, quando ci siamo uniti alla Chiesa abbiamo avuto un solo dispiacere!».
«Quale?», chiese Bob.
«Che non la abbiamo conosciuta prima!», disse allora Giovanni sorridendo. «Ora Valeria è alla scuola Avventista, Maria vi andrà presto, e alla fine sarà la volta di Guido. Ci rattrista non essere divenuti prima Avventisti. Anche Davide e Clara avrebbero potuto ricevere i benefici che la Chiesa offre ai giovani.
«Guarda!», Lisa prese una busta e la dette a Bob. «Abbiamo aspettato per più di un anno questi fogli».
«Ma cosa sono?», chiese Bob con curiosità.
«Sono le nostre lettere di radiazione spediteci dalla Società, firmate dal sorvegliante della congregazione, dal suo assistente e dal servitore che ci ha istruito. La ragione addotta è che noi abbiamo rotto i nostri voti di consacrazione al servizio di Geova come fedeli testimoni.
«Quando divenni testimone, promisi che avrei servito Geova e ubbidito alla sua verità. Tu sai che è una buona promessa e io intendo mantenerla. Questa è proprio la ragione per cui io ho lasciato i testimoni di Geova: ho voluto osservare i Comandamenti di Geova e servire il mio Signore e Salvatore Gesù Cristo! Io, come Giovanni, ho solo un dispiacere: non aver conosciuto la verità prima. Ringrazio il Signore di avermi condotto nella famiglia Avventista e confido che l’esperienza da me fatta aiuterà altri nella ricerca del canale della verità, affinché trovino la giusta risposta alla domanda: La Torre di guardia è il canale della verità di Dio?».
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