Progresso di Lettura:
Matteo 24
A. T. Jones
14 marzo 1890 Lezioni da Matteo 24 Segni dei Tempi 3 ottobre – 21 novembre 1900
Una Esposizione di Matteo 24 sulla Seconda Venuta di Cristo
Discepoli: «Quale sarà il segno della tua venuta, e della fine del mondo?» Gesù: «Quando vedrete tutte queste cose, sappiate che è vicino, anche alle porte.» Introduzione O VERITÀ dell’Ispirazione è più chiaramente espressa di quanto Dio riveli i Suoi disegni ai Suoi profeti, affinché uomini e nazioni possano essere avvertiti degli eventi futuri prima che avvengano. Amos 3:7 Certo il Signore Dio non fa nulla senza prima rivelare il suo segreto ai suoi servi, i profeti. Prima di visitare il mondo con giudizi, Dio ha uniformemente inviato avvertimenti sufficienti a permettere ai credenti di sfuggire alla Sua ira, e a condannare coloro che non hanno ascoltato l’avvertimento. Questo fu il caso prima del diluvio. Ebrei 11:7 Per fede Noè, avvertito da Dio di cose ancora non viste, mosso da timore, preparò un’arca per la salvezza della sua casa; con ciò condannò il mondo. Nei giorni di Lot, quando gli abitanti di Sodoma e Gomorra erano così sprofondati nell’idolatria e nel crimine che la distruzione di queste città era decisa, il Signore rivelò ad Abramo, Suo servo giusto, ciò che stava per fare. Anche Lot fu avvertito, affinché potesse fuggire. E attraverso Lot gli empi abitanti di Sodoma furono avvertiti, ma disprezzarono l’avvertimento. Genesi 19:14 E Lot uscì e parlò ai suoi generi, che avevano preso in moglie le sue figlie, dicendo: «Alzatevi, uscite da questo luogo; perché il Signore distruggerà questa città». Ma parve loro come uno che scherzava. Così anche quando il Signore decise di rovesciare Ninive, mandò Giona con un messaggio di avvertimento. Gli abitanti di questa grande città agirono in modo opposto agli uomini di Sodoma. Si umiliarono davanti a Dio e si pentirono della loro malvagità; perciò il Signore li risparmiò, e la loro città non fu distrutta fino a un tempo successivo, quando il popolo tornò ai suoi modi malvagi. Giovanni Battista fu suscitato da una speciale provvidenza, al primo avvento di Cristo, per annunciare la Sua imminente venuta e così preparare la via davanti al Signore. I giusti di quella generazione non solo aspettavano che Egli venisse presto, ma sapevano che la loro generazione non sarebbe passata prima che Egli venisse. Luca 2:25-26 Ed ecco, vi era a Gerusalemme un uomo chiamato Simeone; quest’uomo era giusto e devoto, aspettando la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. E gli era stato rivelato dallo Spirito Santo che non avrebbe visto la morte prima di aver visto il Cristo del Signore. Luca 2:36-38 Vi era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuele, della tribù di Aser; era molto anziana, e aveva vissuto con un marito sette anni dal suo verginale stato; era vedova da circa ottantaquattro anni, e non si allontanava dal tempio, servendo Dio con digiuni e preghiere notte e giorno. Ed essa, giunta in quel momento, rendeva grazie anch’essa al Signore, e parlava di Lui a tutti quelli che aspettavano la redenzione a Gerusalemme.
Prima della distruzione di Gerusalemme da parte di Tito, i suoi abitanti furono avvertiti e fu indicata loro la via di fuga. Gesù aveva detto: Luca 21:20 Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, sappiate che la sua desolazione è vicina. Matteo 24:15-16
Quando dunque vedrete l’abominio della desolazione predetta dal profeta Daniele, posta nel luogo santo (chi legge, intenda), allora quelli che sono in Giudea fuggano sui monti. Tutti coloro che accettarono l’avvertimento e prestarono attenzione al segno dato loro da Cristo, approfittarono dell’opportunità concessa per fuggire dalla provvidenziale ritirata dell’esercito romano, che dopo aver circondato la città per un certo tempo, si ritirò, e fuggirono in fretta in un luogo sicuro.
Questo è stato il modo di agire di Dio nelle epoche passate, riguardo a tutti gli eventi importanti; e così ha promesso di agire con il Suo popolo. Allora possiamo chiederci, «Si può apprendere qualcosa dalla Bibbia riguardo al tempo della seconda venuta?» Questa è una questione grave e, per la natura stessa dell’argomento, merita un’indagine attenta e sincera. Accettiamo la Bibbia come una rivelazione dal Cielo. Ciò che Dio ha fatto conoscere in quel libro non è più un mistero.
Deuteronomio 29:29
Le cose segrete appartengono al Signore nostro Dio; ma le cose rivelate appartengono a noi e ai nostri figli per sempre. Se le Sacre Scritture non avessero rivelato nulla riguardo al tempo della venuta del nostro Signore, allora non potremmo sapere nulla a riguardo. Ma se ci hanno definitivamente informati che possiamo sapere quando…
Matteo 24:33
…è vicino, anzi alle porte, allora queste cose appartengono a noi e ai nostri figli. Credendo che Egli ha dato tutte le Sacre Scritture per uno scopo saggio — per il nostro apprendimento e beneficio — consideriamo non solo un privilegio, ma un dovere, cercare nelle Scritture con sincero desiderio di conoscere tutta la volontà rivelata di Dio. Attraverso uno studio attento e sincero del discorso profetico pronunciato dal Figlio di Dio in risposta alla domanda dei discepoli, il lettore potrà, si spera, ricevere luce su questa questione di grande importanza. E mentre prosegue nella lettura delle pagine seguenti, lo Spirito Santo possa aprirgli la mente per cogliere la meravigliosa coerenza e armonia del tema, così come si è realizzato nell’esperienza della chiesa, dal primo avvento di Cristo fino alla conclusione del tempo di grazia per l’umanità.
Matteo 24:3 Quale sarà il segno della tua venuta e della fine del mondo? 33 Quando vedrete tutte queste cose, sappiate che egli è vicino, proprio alle porte. PROBABILMENTE non c’è capitolo nella Bibbia che parli in modo più completo e più preciso della seconda venuta di Cristo quanto Matteo 24; e non c’è capitolo in tutta la Bibbia che sia stato oggetto di maggiore controversia. Ma la natura della controversia è quasi totalmente cambiata negli ultimi quarant’anni. Quarant’anni fa, la controversia era tra gli Universalisti e i Cristiani ortodossi. Gli Universalisti negavano che ci sarebbe stato un giudizio e una punizione futura. Naturalmente, riferivano il capitolo 24 di Matteo interamente alla distruzione di Gerusalemme — al passato. I Cristiani evangelici allora negavano che si riferisse esclusivamente alla distruzione di Gerusalemme; affermavano che insegnava una venuta personale di Cristo, per ricompensare i suoi santi e punire giustamente i suoi nemici. Quei commentatori che lo riferivano in generale alla distruzione di Gerusalemme nelle loro esposizioni, ammettevano comunque che avesse un ulteriore riferimento alla seconda venuta e alla fine del mondo. Applicavano uniformemente una parte del discorso del Salvatore nei capitoli 24 e 25 a quest’ultimo evento. Gli Universalisti ora assumono una posizione diversa; sono diventati in gran parte restaurazionisti, ammettendo che ci sarà una qualche punizione, anche nel futuro. Ma sostengono che sarà disciplinare o riformatrice. Mantengono comunque la loro precedente posizione secondo cui Matteo 24 non ha relazione con quella punizione futura, ma si riferisce alla distruzione di Gerusalemme. Anche gli oppositori del Universalismo, nelle chiese, hanno in parte cambiato la loro base. Pur sostenendo ancora che ci sarà un giudizio futuro e una punizione eterna, ora negano che Matteo 24 provi qualcosa riguardo a quel giorno o evento, e affermano che tutto si è adempiuto con la distruzione di Gerusalemme. Stanno anche cambiando ampiamente la loro posizione riguardo alla natura della seconda venuta, molti di loro concordando con gli Universalisti, dicendo che la venuta è figurativa o spirituale e che si è già verificata. Dalle indicazioni attuali pensiamo che presto questa diventerà l’opinione prevalente in tutte le chiese popolari. Molti dei loro uomini più capaci e influenti sostengono ora questa visione. Un piccolo ulteriore cambiamento nella stessa direzione li unirà completamente agli Universalisti nel negare la venuta futura di Cristo, una venuta personale, letterale, e qualsiasi punizione reale e tangibile dei malvagi. Non trovano più difficile interpretare in modo simbolico il giudizio e la punizione di quanto lo sia fare lo stesso con la venuta del Signore. Un numero sempre maggiore di essi sostiene infatti che i passaggi biblici relativi alla sorte finale dei malvagi — come quelli in 2 Tessalonicesi 1, 2 Pietro 3 e Apocalisse 20 — vadano compresi in senso figurato, e non letterale. Siamo molto sicuri che Matteo 24 si estende oltre la distruzione di Gerusalemme, fino al tempo ancora futuro; e che si riferisce a una venuta letterale, personale, visibile del nostro Salvatore glorificato. Ma l’istruzione che contiene non fu data per provare questa verità — che la sua venuta sarà personale o letterale. Questo, ora, è diventato il punto principale della controversia su questo capitolo, mentre in realtà non è affatto presentato come punto nel capitolo stesso. A ciò richiameremo ulteriormente l’attenzione più avanti. Matteo 24:1 E Gesù, uscito dal tempio, se ne andava; e i suoi discepoli si avvicinarono per mostrargli gli edifici del tempio.
Gesù aveva parlato alla moltitudine, in presenza dei suoi discepoli. Aveva rimproverato gli scribi e i farisei per i loro peccati, e aveva dichiarato la condanna degli ebrei, della loro città e del loro tempio.2 I discepoli supponevano che il tempio sarebbe rimasto in eterno. 2 Matteo 23. E richiamarono l’attenzione di Cristo sulla sua magnificenza e solidità, come per convincerlo che si stava sbagliando. Matteo 24:2 E Gesù disse loro: Non vedete tutte queste cose? In verità vi dico: non sarà lasciata qui pietra su pietra che non sia diroccata. Questa affermazione del Maestro non poteva che interessare profondamente i discepoli. E che essi supponessero o meno che la distruzione del tempio, la venuta di Cristo e la fine del secolo sarebbero avvenute tutte contemporaneamente o in periodi differenti, non importa, poiché Cristo, nella sua risposta in questo capitolo, ha parlato distintamente di ciascuna separatamente, e ha dato a ciascuna il suo posto nella storia profetica degli eventi. 3 E mentre egli sedeva sul monte degli Ulivi, i discepoli gli si avvicinarono in disparte, dicendo: Dicci, quando avverranno queste cose? E quale sarà il segno della tua venuta e della fine del mondo? Queste domande riguardano, prima, la distruzione di Gerusalemme; e, in secondo luogo, la seconda venuta di Cristo alla fine dell’età cristiana. Entrambe furono chiaramente risposte dal nostro Signore. Gesù non censurò i discepoli per il loro desiderio di scrutare il futuro, ma rispose pienamente alle loro domande. Poiché Cristo parlava qui ai suoi discepoli, e non alla moltitudine indifferenziata, le sue parole in questo discorso profetico sono rivolte alla chiesa. Due domande furono poste dai discepoli:
1 Tessalonicesi 5:1 Ma quanto ai tempi e ai momenti, fratelli, non avete bisogno che vi si scriva; 2 poiché voi stessi sapete molto bene che il giorno del Signore verrà come un ladro nella notte. I “tempi e i momenti” dell’avvento e della risurrezione di cui aveva appena parlato, sono identici a quelli del giorno del Signore. Questa espressione, “il giorno del Signore,” copre un periodo immediatamente successivo al “giorno della salvezza,”3
quest’ultimo essendo applicato a questa presente dispensazione. 3 2 Corinzi 6:2. Diversi punti di interrogativo devono essere considerati:
La Fine del Mondo Matteo 24:3 “…la fine del mondo.”
Si afferma che questa sia una traduzione errata; che dovrebbe essere resa come “la fine dell’età” e che si riferisca “all’età giudaica.” Ma, ammettendo che dovrebbe essere tradotta “fine dell’età,” non ne consegue affatto che si riferisca all’età giudaica, o alla dispensazione passata. Sicuramente non è così in:
Matteo 28:20 “Insegnando loro ad osservare tutte quante le cose che vi ho comandato; ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo.” La promessa che Egli sarà con i suoi ministri “fino alla fine dell’età” si riferisce certamente a quell’età in cui essi devono predicare il Vangelo, poiché queste parole fanno parte del mandato evangelico. È la fine di questa stessa età cui fa riferimento Matteo 24:14. La domanda riguardava la fine del mondo (o “dell’età,” se si preferisce). Egli disse: Matteo 24:14 “E questo evangelo del regno sarà predicato in tutto il mondo, in testimonianza a tutte le genti; e allora verrà la fine.” Questo punto è decisivo perché:
Si è tentato di far coincidere la fine dell’età giudaica con la distruzione di Gerusalemme. Ma è un tentativo estremamente debole. Per dimostrarlo, sarebbe necessario provare che la dispensazione cristiana non fu pienamente aperta fino alla distruzione di Gerusalemme! Ma ciò è smentito dall’intero corpus degli insegnamenti del Nuovo Testamento. Paolo risolve la questione affermando che le peculiarità di quell’età furono rimosse: Colossesi 2:14 “…inchiodandole alla croce.” Se la dispensazione evangelica non fu inaugurata con la predicazione degli apostoli nel giorno della Pentecoste, e successivamente con la svolta verso i Gentili per predicare loro il Vangelo, allora non è ancora stata inaugurata. Questa è una questione risolta. La “fine dell’età presente,” o “fine del mondo,” in Matteo 24, rappresenta il limite estremo della dispensazione evangelica. E offriremo prove del tutto positive che la seconda venuta di Cristo avverrà alla fine di questa dispensazione.
La Comprensione dei Discepoli
In relazione all’affermazione avanzata riguardo alla “fine del mondo,” se ne presenta un’altra, come segue: 1. Esposizione di Matteo 24:9 I discepoli associarono tra loro tutto ciò che conteneva la domanda, e collocarono “queste cose,” cioè la distruzione della città, con la venuta di Cristo e la fine del mondo, o dell’età presente.
Ma questa è solo una congettura. Nessuno ha motivo di affermare che tale fosse l’idea degli apostoli. Su questo punto potremmo tranquillamente lasciare l’affermazione, poiché nessuno è tenuto a confutare una congettura. Ma vogliamo comunque esaminarla ulteriormente.
Anche se fosse qualcosa di più di una congettura — se fosse persino possibile provare che tale fosse la loro idea circa l’ordine degli eventi futuri — questo fatto non costituirebbe una prova che essi debbano o dovranno essere adempiuti contemporaneamente. Sappiamo infatti che in quel tempo i discepoli avevano idee errate riguardo al tempo e all’ordine dell’adempimento degli eventi futuri. A prova di ciò, prendiamo la parabola che il Signore raccontò mentre stava andando a Gerusalemme.(4) Essi pensavano che il regno di Dio stesse per apparire immediatamente. Per correggere questa impressione, fu pronunciata la parabola del nobile. Se essi compresero la parabola nel momento in cui fu raccontata, essa non eliminò del tutto l’impressione presente nelle loro menti, come è provato da ciò che fecero al loro ingresso in Gerusalemme. Non possiamo credere che lo avrebbero acclamato come Figlio di Davide e gioito davanti a Lui come a un Re trionfante, se avessero compreso che stava per entrare nella città per essere condannato e crocifisso come un malfattore. Rami di palma e grida di trionfo non accompagnavano i passi del condannato e dell’umiliato. Ancora, dopo la sua risurrezione, Egli rimproverò due dei Suoi discepoli, i quali, pur avendo sperato che Egli avrebbe redento Israele, erano allora tristi e scoraggiati. Essi non avevano ancora compreso che: Luca 24:26 “Non doveva il Cristo soffrire queste cose ed entrare nella sua gloria?” La parte della sofferenza era ancora un mistero per loro. E alcuni degli apostoli furono così lenti a comprendere ciò che Egli aveva loro detto, che a stento si lasciarono persuadere che Egli fosse davvero risorto dai morti. E dopo che Egli fu stato con loro per quaranta giorni pieni, parlando loro delle cose riguardanti il regno, non comprendevano ancora “i tempi e le stagioni,”5 e perciò Gli chiesero, Atti 1:6 “Signore, è questo il tempo in cui ricostituirai il regno a Israele?” Sarebbe dunque sorprendente se si fossero sbagliati nell’ordine degli eventi di cui il Salvatore parlò, al tempo in cui parlava, come registrato in Matteo 24? Sarebbe del tutto naturale che supponessero che la città santa e il tempio dell’Altissimo sarebbero rimasti fino al giudizio e alla consumazione finale. Come vediamo ora, se questa fosse stata la loro opinione, ciò non proverebbe che tale fosse la relazione cronologica di questi eventi. Ma, ribadiamo, ciò non può essere provato; è solo congettura. L’Ordine degli Eventi
È necessario osservare che la profezia non si adempie sempre nell’ordine in cui viene data. Ciò si vede spesso nell’Antico Testamento, dove i due avventi sono talvolta presentati con tale vicinanza che il lettore potrebbe supporre che avverranno quasi contemporaneamente. Lo si vede anche nel libro dell’Apocalisse, che contiene diverse linee di profezia, ciascuna delle quali arriva fino alla fine della presente dispensazione.
Così in Matteo 24 e nei capitoli paralleli; possiamo apprendere la corretta applicazione di alcune affermazioni contenute solo confrontandole con altre scritture. Non si contesta che si riferiscano alla distruzione del tempio e alla rovina della città, così come alla seconda venuta del Signore. Matteo 24:4-5 “E Gesù rispose e disse loro: Guardate che nessuno vi inganni. Perché molti verranno nel mio nome, dicendo: ‘Io sono il Cristo’; e ne inganneranno molti.” Notate la cautela data dal nostro Signore all’inizio della risposta a queste domande. Gesù conosceva i cuori degli uomini e sapeva che molti impostori sarebbero sorti e avrebbero ingannato moltitudini. Qui avverte i Suoi discepoli e li mette in guardia contro gli inganni di uomini corrotti e ambiziosi.
Matteo 24:6-8 “E sentirete di guerre e di rumori di guerre; fate attenzione a non turbarvi, poiché tutte queste cose devono avvenire, ma la fine non è ancora venuta. Poiché si leverà nazione contro nazione, e regno contro regno, e ci saranno carestie, pestilenze e terremoti in diversi luoghi. Tutte queste cose saranno l’inizio dei dolori.” Nessun punto è stato sostenuto a favore dell’adempimento completo passato di Matteo 24 con maggior plausibilità di questo. Eppure rimane decisamente contrario a tale visione. Il dottor Adam Clarke, la cui onestà e competenza rispettiamo moltissimo, dice: “Questo preannunciava le dissensioni, le insurrezioni e i reciproci massacri degli ebrei e di altre nazioni che abitavano insieme nelle stesse città.” Diciamo che rispettiamo il dottor Clarke, e non è un’offesa credere che oggi, con un’indagine più approfondita e un adempimento profetico più recente, vi sia più luce che non ne vedesse ai suoi tempi. Insistiamo che tutto ciò che egli ha riportato riguardo le dissensioni tra gli ebrei, le loro insurrezioni ecc., non soddisfa le esigenze di questo testo. Sulla parte finale del versetto egli dice: “Questo preannunciava le guerre aperte tra le diverse tetrarchie e province.” In questo capitolo il Salvatore ci rimanda al profeta Daniele, da cui apprendiamo, come possiamo apprendere da qualunque storia, che il regno di Roma era universale nel potere al tempo di cui stiamo parlando. Le dissensioni e le insurrezioni di tribù e province non bastano a soddisfare la profezia. Ma il Salvatore dice inoltre: Matteo 24:6 “E sentirete di guerre e di rumori di guerre; fate attenzione a non turbarvi, poiché tutte queste cose devono avvenire, ma la fine non è ancora venuta.” La rovina di Gerusalemme fu causata da un’insurrezione di una delle province del
regno romano. Ma queste non sono nemmeno connesse con l’evento finale menzionato dal nostro Salvatore. Queste cose — guerre e rumori di guerre — devono venire,6 …ma la fine non è ancora venuta. E “nazione contro nazione” — che, insistiamo, non fu adempiuto dalle insurrezioni provinciali —8 …sono solo l’inizio dei dolori,6 …la fine non è ancora venuta. Questo punto sarà chiarito ulteriormente quando si considereranno altri aspetti.
Guerre, Carestie, non Segni Definitivi
Guerre, carestie, pestilenze e terremoti sono avvenuti in vari periodi da quando queste parole furono pronunciate. Perciò, tali eventi, così come si sono verificati, non possono essere considerati come segni speciali della fine.
Si può però obiettare, con un buon grado di coerenza, che le Scritture insegnano che queste calamità esisteranno negli ultimi giorni in misura tale da costituire un segno dell’imminente giudizio. Vogliamo mantenere ben chiaro nella mente un fatto importante: le Sacre Scritture insegnano con chiarezza quando gli uomini non possono e quando possono attendersi la seconda venuta di Cristo.
I profeti avevano così uniformemente associato tale giudizio a guerre, carestie, pestilenze e terremoti con il giudizio finale, che i discepoli rischiavano di concludere che la fine sarebbe seguita immediatamente alla prima comparsa di queste calamità; da qui la cautela data: Matteo 24:6 “…tutte queste cose devono avvenire, ma la fine non è ancora venuta.” Qui i discepoli furono chiaramente istruiti a non aspettarsi la fine nel loro tempo. Questo fatto merita l’attenzione sincera di coloro che si oppongono alla proclamazione della seconda venuta di Cristo come messaggio speciale. Questi a volte sostengono che era giusto che i discepoli attendessero Cristo nel loro tempo, e che è stato scritturale e giusto per tutti i cristiani di ogni generazione successiva attendere la Sua seconda venuta nel loro tempo. Affermano che non si possa imparare o credere di più su questo soggetto oggi rispetto ai cristiani delle generazioni passate, e che la mente pubblica non debba essere agitata su questa grande questione, più di quanto lo sia stata fin dal primo avvento di Cristo. Abbiamo visto che questa posizione è errata per quanto riguarda i primi discepoli. Essi sono rivolti al lontano futuro come tempo in cui il loro Signore verrà. Sono assicurati che non devono turbarsi al sentir parlare di guerre e di rumori di guerre: Matteo 24:6 “Poiché tutte queste cose devono avvenire, ma la fine non è ancora venuta.” Il nostro Signore quindi guida le menti dei Suoi discepoli, come vedremo nell’esame di questo capitolo, attraverso il tempo della grande apostasia e il lungo periodo del dominio della Roma papale, prima di menzionare un segno della Sua seconda venuta. Non lascia intendere che il Suo popolo, durante questi lunghi periodi, possa aspettarsi la fine. No, nemmeno una volta.
Segni Definitivi nel Sole, nella Luna e nelle Stelle
Ma quando Egli si avvicina al nostro tempo, il Signore dà segni nel sole, nella luna e
nelle stelle, e aggiunge: Matteo 24:33 “…quando vedrete tutte queste cose, sappiate che è vicino, alle porte.”
persone. A Mitilene e nell’Arcipelago, fece crollare 2.000 case. Scosse tutta la
costa spagnola. Seguì la peste, che distrusse 150.000 persone a Costantinopoli.
Persecuzioni
Matteo 24:9-10 “Allora vi consegneranno per essere afflitti e vi uccideranno, e sarete odiati da tutte le nazioni a causa del mio nome. E allora molti saranno scandalizzati, si tradiranno gli uni gli altri e si odieranno gli uni gli altri.”
Ecco una breve descrizione delle afflizioni e dei martiri della chiesa di Cristo. Migliaia di fedeli seguaci di Gesù furono uccisi in modo crudele da Roma pagana. Tuttavia la profezia si applica senza dubbio in modo più particolare al lungo periodo delle persecuzioni papali, durante il quale molti milioni di cristiani furono messi a morte con i metodi più crudeli che uomini malvagi e demoni potessero inventare. In questi versetti veniamo condotti attraverso il lungo periodo del martirio della chiesa di Gesù Cristo, fino quasi alla generazione presente.
Matteo 24:11 “Molti falsi profeti sorgeranno e inganneranno molti.” Nell’uso comune della parola, un “profeta” è colui che predice; ma a volte il termine significa semplicemente “insegnante.” I profeti veri e falsi possono essere riconosciuti. I profeti di Dio sono insegnanti di purezza, rimproveratori del peccato e fedeli nell’avvertire il popolo dei pericoli imminenti. I doveri di coloro che Dio chiama a parlare nel Suo grande nome sono espressi chiaramente dagli scrittori sacri. Citiamo qui tre esempi: Isaia 58:1 “Grida forte, non risparmiare la voce, alza come una tromba la tua voce e mostra al mio popolo le sue trasgressioni, alla casa di Giacobbe i loro peccati.” Gioele 2:1 “Soffia la tromba in Sion, dà l’allarme sul mio monte santo; tremino tutti gli abitanti della terra, perché viene il giorno del Signore, è vicino.” 2 Timoteo 4:1-2 “Io ti esorto davanti a Dio e a Cristo Gesù, che giudicherà i vivi e i morti alla sua manifestazione e al suo regno: predica la parola, sta’ pronto a tempo e fuori tempo, riprendi, rimprovera, esorta con ogni pazienza e dottrina.” I falsi profeti non rimproverano il popolo per i loro peccati e non li avvertono del pericolo imminente; proclamano invece pace al peccatore. I loro insegnamenti allontanano da Dio e dalla Sua parola e piacciono alla mente non convertita. Gli scrittori ispirati hanno anche parlato con certezza della testimonianza e dell’opera dei falsi profeti. Offriamo qui alcuni esempi: Ezechiele 13:9-10 “La mia mano sarà contro i profeti che hanno visioni vane e predicono menzogne; essi non saranno nel consiglio del mio popolo, non saranno iscritti nel registro della casa d’Israele e non entreranno nel paese d’Israele. Allora saprete che io sono il Signore, DIO. 10 Questo, perché hanno sedotto il mio popolo, dicendo: “Pace”, mentre pace non c’era; e uno costruiva un muro, ed ecco che gli altri lo intonacavano
con malta non calce. ” Geremia 6:13-14 “Da chi è il più piccolo fino al più grande, ognuno è avido; e dal profeta fino al sacerdote, tutti agiscono falsamente. Hanno guarito lievemente la ferita della figlia del mio popolo, dicendo: ‘Pace, pace’, quando non c’è pace.” Geremia 14:13-14 “Allora dissi: Ah, Signore Dio! Ecco, i profeti dicono a questo popolo: ‘Non vedrete la spada, né avrete fame, ma io vi darò sicura pace in questo luogo.’ Allora il Signore mi disse: ‘I profeti profetizzano menzogne nel mio nome; non li ho mandati, non li ho comandati, né ho parlato loro.’” Dopo aver affermato il dovere del fedele servitore di Dio di predicare la parola, di riprendere, rimproverare ed esortare con ogni pazienza e dottrina, l’apostolo dice: 2 Timoteo 4:3-4 “Perché verrà il tempo in cui non sopporteranno la sana dottrina, ma, avendo prurito di ascoltare, si accalcheranno di maestri secondo i loro desideri, e distoglieranno le orecchie dalla verità e si volgeranno alle favole.” Quel tempo è ormai pienamente arrivato. La gente sceglie favole piacevoli che non li turbano nei loro peccati, piuttosto che le dichiarazioni riprovevoli e penetranti della parola di Dio. Amano essere ingannati dagli insegnamenti dei falsi profeti e… Isaia 30:10 “…dicono ai veggenti: ‘Non vedete!’ e ai profeti: ‘Non profetizzate per noi cose rette, diteci cose dolci, profetizzate inganni.’” Le orecchie della gente sono piene delle piacevoli favole della conversione del mondo, di un tempo di prosperità imminente, e che stiamo appena entrando nell’età dell’oro. Le minacce della parola di Dio contro i superbi, gli arroganti, i vanitosi, i ricchi, i peccatori in Sion e fuori di Sion, sono trattenute dai falsi insegnanti in questi tempi. Molti di loro osano persino insegnare che il codice morale dei Dieci Comandamenti è abrogato. E come risultato di tale corso e di tali insegnamenti, vediamo nella chiesa professata di Gesù Cristo che l’iniquità abbonda.
Matteo 24:12 E a causa dell’iniquità che abbonda, l’amore della maggior parte si raffredderà. È evidente che sia l’abbondanza di iniquità sia il raffreddarsi dell’amore di molti si compiono nella chiesa professata di Gesù Cristo. Gli uomini devono prima sperimentare l’amore di Dio e delle cose celesti prima che quell’amore possa raffreddarsi. Perciò, non si fa riferimento qui a peccatori comuni e non convertiti come apostati.
Inoltre, la prevalenza dell’iniquità nel mondo non convertito da sola dovrebbe stimolare la chiesa a maggiore diligenza e a una più profonda pietà, invece di essere causa di apostasia. Quindi, l’iniquità qui menzionata si trova proprio nel cuore della chiesa professata, diffondendo la sua influenza gelida in tutto il corpo. Come risultato, l’amore di molti si è raffreddato. Concordano con ciò le parole
dell’apostolo: 2 Timoteo 3:1 Sappi questo: negli ultimi giorni verranno tempi difficili. 2 Gli uomini saranno amanti di sé stessi, avari, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, disobbedienti ai genitori, ingrati, empi, 3 senza affetto naturale, implacabili, calunniatori, intemperanti, crudeli, nemici del bene, 4 traditori, orgogliosi, vanagloriosi, amanti dei piaceri più che di Dio, 5 che hanno l’apparenza della pietà ma ne hanno rinnegato la forza; da costoro allontanati. Ecco un catalogo di diciotto peccati, tutti attribuiti a coloro che hanno una forma di pietà. Questi non sono infedeli o comuni peccatori mondani, poiché non hanno una forma di pietà; ma sono uomini e donne che professano di essere seguaci di Gesù Cristo. E sebbene facciano una professione di pietà alta come il cielo, proprio questi peccati sono alla loro porta. E a causa del loro esempio e della loro influenza gelida, molti sono allontanati dal sentiero umile verso il cielo, e il loro amore si raffredda. Matteo 24:13 Ma chi avrà perseverato fino alla fine, sarà salvato. La parola “fine”, ovunque usata in questo capitolo, si riferisce alla fine dei secoli, e a nient’altro. È la fine associata nel Nuovo Testamento alla seconda venuta di Gesù Cristo. Se si sostiene che la parola “fine” abbia a che fare con la conclusione della vita mortale, rispondiamo che i discepoli non chiesero al Signore quando sarebbero morti, ma: 6 “Quale sarà il segno della tua venuta e della fine del mondo?” E sarebbe davvero strano supporre che la parola “fine”, al versetto 14, significasse morte. Se qualcuno ritiene ammissibile tale posizione, la legga così nel testo: “E questo vangelo del regno sarà predicato in tutto il mondo, come testimonianza a tutte le nazioni, e allora verrà la Fine.” Assurdo!
Matteo 24:14 E questo vangelo del regno sarà predicato in tutto il mondo, per testimonianza a tutte le nazioni; e allora verrà la fine. Questo è il primo segno della fine dato dal nostro Signore in risposta alla domanda, 3
Quale sarà il segno della tua venuta e della fine del mondo? Ma questo versetto è ritenuto da alcuni prova che tutti gli uomini saranno convertiti, e che seguiranno poi mille anni in cui… Ebrei 8 11 …tutti conosceranno [il Signore], dal più piccolo al più grande. Ma il testo non dice che ogni individuo riceverà questo vangelo, né che tutti lo udranno. Non afferma che qualcuno sarà convertito e reso santo da esso, e siamo ben lontani dal trovare un’indicazione che il mondo sarà convertito e rimarrà tale per un periodo di mille anni. Il testo afferma semplicemente:
la fine.” Se intendiamo la frase “questo vangelo del regno” come il vangelo nel senso comune della parola, il lavoro non è forse quasi compiuto? Quale continente o isola c’è dove il vangelo non sia stato predicato? Dove c’è una nazione che non l’abbia udito? La Bibbia è stata tradotta in più di trecento lingue e dialetti, ed è stata portata in ogni angolo del globo. Ovunque il marinaio abbia scoperto un’isola abitata, o l’esploratore abbia trovato una nuova tribù, i missionari sono seguiti con il vangelo. Ma se il termine “questo vangelo del regno” è inteso come la proclamazione della seconda venuta di Cristo e dell’instaurazione del Suo regno eterno, come il grande compimento del vangelo, la realizzazione è quasi altrettanto evidente. E sembra necessario comprendere così il passo, poiché fu dato in risposta alla domanda, Matteo 24:3 Quale sarà il segno della tua venuta e della fine del mondo? Vi è ampia testimonianza che la buona notizia della prossima venuta di Cristo è stata predicata in tutte le parti del mondo. Daniele 12:4 Ma tu, Daniele, chiudi queste parole e sigilla il libro fino al tempo della fine; molti correranno qua e là e la conoscenza aumenterà. Durante il presente secolo, il libro di Daniele è stato risigillato, la conoscenza delle profezie è aumentata, e molti hanno “corso qua e là” proclamando che l’avvento di Cristo è vicino. In Europa e in America, uomini di fede e preghiera sono stati condotti a studiare le profezie e, seguendo il resoconto ispirato, hanno trovato prove convincenti che la fine di tutte le cose è vicina. Lo Spirito di Dio li ha spinti a dare l’avvertimento, e lontano e vicino è stato proclamato il messaggio del “vangelo eterno,” Apocalisse 14:7 Temete Dio e dategli gloria, perché è giunta l’ora del suo giudizio. Nel 1821, Joseph Wolff, il noto missionario nel mondo, iniziò a proclamare la dottrina della seconda venuta. Wolff era un ebreo tedesco, figlio di un rabbino. Divenne presto cristiano e decise di andare come missionario presso il suo popolo. Dopo aver studiato a Roma e in altri luoghi, sotto la supervisione della Chiesa cattolica, venne in Inghilterra e si unì alla Chiesa anglicana nel 1819. Dopo due anni di studio, intraprese la sua missione e per ventiquattro anni viaggiò e predicò instancabilmente, spingendosi fino all’India. Tra ebrei, turchi, parsei, indù e molte altre nazionalità e razze, predicò la venuta e il regno del Messia. In Germania, la dottrina della seconda venuta era stata insegnata nel XVIII secolo da Bengel, ministro della Chiesa luterana, che dallo studio dell’Apocalisse arrivò alla convinzione che la venuta di Cristo fosse imminente. Attraverso gli scritti di Bengel, molti abbracciarono la dottrina della prossima venuta del Signore. Colonie di tedeschi portarono questa fede in Russia, e essa è tuttora largamente sostenuta dalle chiese tedesche in quel paese. Centinaia di uomini pii hanno proclamato la dottrina in Inghilterra e America, e pubblicazioni sull’argomento sono state inviate a ogni stazione missionaria nel
mondo. E. R. Pinney, nella sua Esposizione di Matteo 24, pubblicata nel 1848, dice: Già nel 1842, pubblicazioni sulla seconda venuta erano state inviate a tutte le stazioni missionarie in Europa, Asia, Africa e America, su entrambi i lati delle Montagne Rocciose. Troviamo questa dottrina in Tartaria, circa venticinque anni fa, e il tempo per la venuta di Cristo era previsto al 1844. Questo fatto è stato ottenuto da un missionario irlandese in Tartaria a cui un sacerdote tartaro pose la domanda su quando Cristo sarebbe venuto la seconda volta. E questi rispose di non sapere nulla in proposito. Il sacerdote tartaro rimase molto sorpreso da tale risposta da un missionario venuto per insegnare loro le dottrine della Bibbia, e osservò che chiunque avesse una Bibbia poteva saperlo. Il sacerdote tartaro quindi espresse il suo parere, affermando che Cristo, secondo lui, sarebbe venuto verso il 1844 d.C. Il missionario scrisse a casa una dichiarazione dei fatti, pubblicata nella Irish Magazine nel 1821. I comandanti delle nostre navi e i marinai dicono che non toccano alcun punto in cui questa proclamazione non li abbia preceduti, e vengono spesso interrogati al riguardo. The Advent Shield, pp. 86-87, dice: Consideriamo la proclamazione fatta come il grido dell’angelo che proclamò: “È giunta l’ora del suo giudizio.” Apocalisse 14:6, 7. È un suono che deve raggiungere tutte le nazioni; è la proclamazione del “vangelo eterno,” o “questo vangelo del regno.” In una forma o nell’altra, questo grido è stato diffuso per la terra ovunque vi siano esseri umani, e abbiamo avuto occasione di sentire parlare del fatto. Ma sarà chiesto, “È la notizia che una tale verità è predicata una proclamazione sufficiente per adempiere la profezia?” La risposta è, “Se fu sufficiente ai tempi degli apostoli, lo è anche ora.” Che lo fosse allora è chiaro da Atti 19:8-10, dove Paolo predicò o insegnò a Efeso per due anni, così che tutti quelli in Asia, sia ebrei che greci, udirono la parola del Signore Gesù. Non potevano tutti aver ascoltato un sermone, ma udirono il suono del vangelo. In questo senso, senza dubbio, il vangelo del regno è stato predicato in tutto il mondo. Attendiamo ancora la fine che si avvicina. E quando lo scopo di Dio nella proclamazione del regno imminente di Cristo sarà pienamente compiuto, allora verrà la fine.
7 Revelation 14:6-7; Matthew 24:14
IL nostro Signore, dopo aver sorvolato sugli eventi importanti dell’era cristiana fino alla fine, nei versetti 6-14, torna indietro e introduce la distruzione di Gerusalemme, al versetto 15, in risposta alla domanda: “Quando avverranno queste cose?”
Matteo 24:15 Quando dunque vedrete l’abominazione della desolazione, della quale ha parlato il profeta Daniele, posta nel luogo santo (chi legge, intenda), 16 allora quelli che sono nella Giudea fuggano sui monti; 17 chi sarà sul tetto della casa non scenda a prendere qualcosa di casa sua;
18 e chi sarà nei campi non torni indietro a prendere il suo mantello. 19 Guai alle donne incinte e a quelle che allatteranno in quei giorni! 20 Pregate che la vostra fuga non avvenga d’inverno, né di sabato. L’“abominazione della desolazione” è chiamata “eserciti” in Luca 21:20, e si riferisce all’esercito romano:
Luca 21:20 Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, allora sappiate che la sua desolazione è vicina. Questo potere desolatore è menzionato da Daniele come segue: Daniele 9:26 E il popolo del principe che verrà distruggerà la città e il santuario; la sua fine verrà come una inondazione; e fino alla fine della guerra dureranno le devastazioni.
27 …e a motivo delle abbominazioni verrà un desolatore, finché la completa distruzione, che è decretata, sarà riversata sul desolato [margine: “desolatore”]. Ecco una chiara profezia della distruzione di Gerusalemme da parte degli eserciti romani. Il nostro Signore si riferì al libro di Daniele, e insegnò ai Suoi discepoli a comprendere che, quando avessero visto avverarsi ciò che era stato predetto, avrebbero dovuto fuggire.
La fuga dei cristiani della Giudea verso i monti sarebbe stata accompagnata da difficoltà. E la loro condizione successiva sarebbe stata di privazioni e sofferenze. Il Signore lo sapeva, e diede loro le istruzioni e gli avvertimenti necessari. L’affermazione del versetto 19 fu data per risparmiarli da dolori inutili.
Matteo 24 21 Perché allora vi sarà una grande tribolazione, quale non vi fu mai dal principio del mondo fino ad ora, né mai più vi sarà.
NON È SODDISFATTA NELLA DISTRUZIONE DI GERUSALEMME Si sostiene che la maggiore tribolazione mai toccata agli ebrei sia avvenuta durante l’assedio e la distruzione di Gerusalemme da parte dei Romani. Contro ciò opporremo due obiezioni: Primo, non è affatto certo che il rovesciamento di Gerusalemme da parte dei Romani sia stata la più grande tribolazione che gli ebrei abbiano mai subito. Tutte le scene d’orrore descritte dagli storici, accadute in quel tempo, sono attribuite anche dai documenti ispirati alla conquista dei Babilonesi. Si veda le Lamentazioni di Geremia, in particolare:
Lamentazioni 4 10 Le mani delle donne pietose hanno fatto cuocere i loro propri figli; essi sono stati il loro cibo nella distruzione della figlia del mio popolo. Anche: Daniele 9:11 La maledizione è stata riversata su di noi, e il giuramento scritto nella legge di Mosè, servo di Dio, perché abbiamo peccato contro di Lui. 12 Egli ha adempiuto le parole che aveva pronunciate contro di noi e contro i nostri giudici che ci hanno governato, facendo venire su di noi una grande calamità; perché sotto tutto il cielo non è mai accaduto ciò che è stato fatto a Gerusalemme. 13 Come è scritto nella legge di Mosè, tutto questo male ci è venuto addosso. La Raccolta dei Santi Secondo, la venuta di Cristo, come indicato in Matteo 24, gli eletti di Dio, i santi di Cristo, saranno raccolti… Matteo 24:31 …dai quattro venti, da un capo all’altro dei cieli. Ciò non può riferirsi alla distruzione di Gerusalemme. Nulla accadde in quel tempo che possa applicarsi a questo evento. Paolo, parlando della venuta di Cristo, menziona lo stesso fatto, come segue: 2 Tessalonicesi 2:1 Ora, fratelli, vi preghiamo, riguardo alla venuta del Signore nostro Gesù Cristo e al nostro adunarci con Lui. Come venne il Signore a Gerusalemme al tempo del suo rovesciamento? Ci viene risposto: «Fu una venuta figurata.» Se non fu una venuta letterale e reale, quale fu la natura della figura usata? Si dice che Egli visitò gli ebrei in giudizio; che Tito, o l’esercito romano, eseguì realmente il giudizio sulla città condannata. Dunque, la venuta di Tito, o dell’esercito romano, è rappresentata come la venuta di Cristo? È un fatto, allora, che i santi di Dio, i seguaci di Cristo, dai quattro venti, furono raccolti verso Tito, in quel giorno? Così dovrebbe essere, se la venuta di Tito rappresentasse la venuta di Cristo, o se Cristo fosse venuto figuratamente nella persona di Tito. È sicuro quanto lo sono le Scritture, che i santi saranno raccolti a Cristo nel giorno della Sua venuta; cosa che non avvenne, neppure figuratamente, al tempo della distruzione di Gerusalemme; poiché i santi, invece di essere raccolti a Cristo, o a qualsiasi persona o cosa che venne a Gerusalemme come Suo rappresentante, furono dispersi dalla città, fuggendo dalla presenza di ciò che rappresentava Cristo! Tanto è assurda quella teoria. Il fatto della venuta di Cristo, e la raccolta dei santi in quel momento, essendo enunciati sia in Matteo 24 sia in 2 Tessalonicesi 2, dimostra che questi capitoli si riferiscono allo stesso tempo e allo stesso evento. Consideriamo dunque, in questo contesto, una circostanza menzionata da Paolo, come destinata a verificarsi prima della venuta del Signore. E su questo punto richiamiamo l’attenzione speciale di tutti coloro che negano l’avvento letterale del nostro Signore. La Manifestazione dell’Uomo del Peccato Paolo ammonisce i suoi fratelli a non aspettarsi la venuta di Cristo fino a che non sia rivelato l’uomo del peccato. Chi, o cosa, è questo uomo del peccato? Paolo scrisse ciò circa diciotto anni prima della distruzione di Gerusalemme. Cosa sorse entro questi
diciotto anni che potesse adempiere questa profezia? Nulla affatto. La vecchia e ben accettata opinione dei riformatori protestanti, — che quest’uomo del peccato sia il “sommo pontefice” di Roma, — è in ogni modo ragionevole, e per armonizzare le Scritture profetiche, è inevitabile. Si considerino questi punti:
8 Si veda A Debate on the Roman Catholic Religion (tra Alexander Campbell, Bethany, VA, e il Reverendo John B. Purcell, Vescovo di Cincinnati), 1837.
Tribolazione della Chiesa Matteo 24 21 Perché allora vi sarà una grande tribolazione, quale non vi fu mai dal principio del mondo fino ad ora, né mai più vi sarà. La “grande tribolazione” menzionata qui è quella della chiesa di Cristo, e non la tribolazione degli ebrei durante la distruzione di Gerusalemme. Offriamo le seguenti ragioni: 1. PIÙ GRANDE DI QUALSIASI SOFFERENZA PRECEDENTE È un fatto che la tribolazione della Chiesa cristiana, specialmente sotto il regno del Papato, fu più grande di quella che il popolo di Dio avesse mai sofferto prima “dal principio del mondo”. La tribolazione della chiesa cristiana è stata più grande di quanto lo sarà mai più. È vero, un tempo di angoscia “quale non fu mai”, di cui si parla in Daniele 12:1, sta per abbattersi sugli empi; ma troviamo nello stesso versetto questa beata promessa, Daniele 12 1 …e in quel tempo sarà salvato il tuo popolo. La tribolazione degli ebrei alla distruzione di Gerusalemme non fu più grande di quanto il mondo sarà mai testimone. Le coppe dell’ira non mista di Yhwhé devono
ancora essere versate, non sopra il popolo di una sola nazione, ma sugli abitanti colpevoli di tutte le nazioni. Geremia 25 33 In quel giorno gli uccisi dal Signore saranno da un capo all’altro della terra; non saranno compianti, né raccolti, né sepolti.
Il nostro Signore qui parla della tribolazione che il Suo popolo avrebbe sofferto a partire dal momento della loro fuga in poi. Li seguiamo nella loro fuga verso i monti, e poi proseguiamo lungo le persecuzioni note della chiesa di Dio sotto Roma pagana, e vediamo, in verità, tribolazione. E quando arriviamo al periodo della persecuzione papale, li vediamo soffrire le torture più crudeli e morire delle morti più orribili che l’uomo potesse infliggere. Questo ultimo periodo è particolarmente menzionato nella profezia.
È generalmente ammesso che “un tempo, dei tempi e la metà di un tempo” rappresenti 1260 anni. Cominciando dal 538 d.C., i 1260 anni giungono fino al 1798 d.C., quando Berthier, un generale francese, entrò trionfante a Roma. Il papa fu fatto prigioniero e morì in esilio. Da quel momento, il Papato non ha più avuto potere di affliggere i santi dell’Altissimo. Qui finirono i giorni della tribolazione di cui parlò il nostro Signore.
Matteo 24 22 “E se quei giorni non fossero stati abbreviati, nessuna carne si salverebbe; ma a motivo degli eletti, quei giorni saranno abbreviati.” T Il papato fu rivestito di potere civile per punire gli eretici per 1260 anni; e se il periodo di tribolazione degli eletti, nella provvidenza di Dio, non fosse stato abbreviato, il martirio della chiesa sarebbe continuato fino al 1798, nel qual caso, secondo le Scritture, nessuna carne degli eletti si sarebbe salvata. Ma la Riforma sotto Martin Lutero e coloro che furono associati a questo grande riformatore, modificò tale tribolazione e continuò a frenare la furia e a consumare il potere del papato fino al 1773, quando la soppressione dei Gesuiti pose fine alla tribolazione. In questo discorso profetico del nostro Signore, siamo condotti nel diciottesimo secolo, molto vicino al tempo presente. Ci si dovrebbe naturalmente aspettare, allora, che le istruzioni e gli avvertimenti dei versetti successivi siano applicabili a questa generazione.
DOPO aver parlato della grande tribolazione, il Salvatore disse:
Matteo 24:23” Allora, se qualcuno vi dice: Ecco, il Cristo è qui, oppure: È là, non lo credete. 24 Poiché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno grandi segni e prodigi, tanto da sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti.
25 Ecco, ve l’ho predetto. 26 Se dunque vi dicono: Ecco, è nel deserto, non vi andate; ecco, è nelle stanze segrete, non lo credete. 27 Infatti, come il lampo esce da oriente e si vede fino a occidente, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo”. Questa è una parte molto importante e spesso abusata di questa grande profezia. Il suo contesto e la sua ovvia intenzione sono generalmente trascurati; quando viene citata, il più delle volte è usata per insegnare l’opposto dell’idea presentata dal Salvatore. A causa dell’importanza della sua testimonianza riguardo alla questione in esame, ci sentiamo giustificati a soffermarci su di essa a lungo. Una venuta futura Quando si presenta la prova biblica che “la venuta del Signore è vicina”, spesso ci si sente rispondere: “Ci è stato comandato di non seguire gli ‘eccolo qui’ e gli ‘eccolo là’.” Che questa sia una perversione delle Scritture è facile da dimostrare. L’unico testo della Bibbia da cui apparentemente si trae questa idea è proprio quello sopra citato; e l’unico avvertimento dato nel testo è contro coloro che dicono: Matteo 24:23 …Ecco, il Cristo è qui. Ma gli Avventisti del Settimo Giorno non lo dicono mai. Argomentare a favore della sua venuta futura significa affermare che non è qui—che non è ancora venuto. Quindi l’avvertimento non è contro di noi né contro la nostra dottrina. Una venuta letterale Coloro che negano la nostra posizione e sostengono una venuta figurata o spirituale del Figlio dell’uomo, sono proprio quelli contro cui è rivolto l’avvertimento. Alcuni dicono che il Signore venne nel 70 d.C., durante la distruzione di Gerusalemme. Allora, in quel giorno, potevano davvero dire: Matteo 24:23 Ecco, il Cristo è qui… Ma il nostro Salvatore disse: 23 …non lo credete. E noi obbediamo alla sua parola—non lo crediamo. E alcuni dicono che la sua venuta avviene alla morte di un santo—che la venuta di Cristo per ognuno è nel momento della sua morte. Anche ministri istruiti lo dicono. Se così fosse, la sua venuta non sarebbe un evento pubblico, ma sarebbe letteralmente “nelle stanze segrete”. Anche a questo il Salvatore dice: 26 …non lo credete. E ancora, obbediamo alla sua parola—non lo crediamo. Speriamo che coloro che sostengono tali interpretazioni forzate e innaturali delle parole del Salvatore non intendano farne assurdità, ma è facile dimostrare che tale interpretazione è assurda. Quando il Signore disse di Giovanni: Giovanni 21:22 “Se voglio che egli rimanga finché io venga, che te ne importa?” —i discepoli pensarono che Giovanni dovesse rimanere finché Egli fosse venuto, e
quindi credettero che non sarebbe morto. Vale a dire, tanto lontano è il significato della venuta di Cristo dalla morte dei suoi servi, che coloro che rimangono fino alla sua venuta non moriranno affatto. Per ulteriore conferma, si veda: Giovanni 11:24 Marta gli disse: “So che risusciterà nella risurrezione, nell’ultimo giorno.”
25 Gesù le disse: “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; 26 e chiunque vive e crede in me, non morirà mai. Credi tu questo?” 1 Corinzi 15:51” Ecco, vi dico un mistero: Non tutti morremo, ma tutti saremo trasformati,
52 in un momento, in un batter d’occhio, al suono dell’ultima tromba; perché la tromba suonerà, e i morti risusciteranno incorruttibili, e noi saremo trasformati.” 1 Tessalonicesi 4:15 “Poiché questo vi diciamo mediante la parola del Signore: che noi viventi, i quali saremo rimasti fino alla venuta del Signore, non precederemo quelli che si sono addormentati; 16 perché il Signore stesso, con un potente comando, con voce d’arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e prima risusciteranno i morti in Cristo; 17 poi noi viventi, che saremo rimasti, saremo rapiti insieme con loro sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria; e così saremo sempre con il Signore.” Ammettiamo, per ipotesi, che fosse vero che Giovanni dovesse restare in vita fino al ritorno di Cristo, e che questo ritorno coincidesse con la sua morte. In tal caso, le parole del Signore, correttamente intese, suonerebbero così: “Gesù gli rispose: ‘Se voglio che egli rimanga finché io venga, che t’importa? Tu, seguimi!’” Ma, in realtà, quale rilevanza avrebbe una simile affermazione per chiunque, persino per lo stesso Giovanni? L’assurdità insita in questa interpretazione dovrebbe portare coloro che la insegnano a rivedere la propria teologia e a riconoscere il loro errore. Coloro che interpretano le Scritture in modo letterale, come gli Avventisti, sono tra i pochi che non possono essere ingannati dai falsi cristi. Infatti, chi prende alla lettera la Parola di Dio e crede fermamente in ciò che essa dice riguardo alla venuta di Cristo, non sarà tratto in inganno da manifestazioni che non corrispondono alla descrizione biblica. • sia una venuta letterale, personale, visibile; • sia ancora futura; • avverrà con potenza e gloria straordinarie, tali da incutere terrore ai suoi nemici; E che al suo ritorno: • “tutte le tribù della terra faranno cordoglio per lui”, quando “ogni occhio lo vedrà”; • le tombe si apriranno e i morti risusciteranno; • i santi viventi saranno trasformati in immortalità, e tutti saranno rapiti tra le nuvole per incontrare il Signore nell’aria. Essi, diciamo, che credono in queste cose, non possono essere ingannati da falsi cristi e da false venute, perché questi eventi non possono essere contraffatti; mentre coloro che spiritualizzano la sua venuta, o le attribuiscono qualsiasi altro significato diverso da quello di una persona che viene visibilmente, sono esposti agli inganni contro cui il Salvatore ci mette in guardia…
Il fatto o l’evento contro cui il Salvatore ci mette in guardia si compie in coloro che spiritualizzano la venuta di Cristo, affermando che Egli è già qui, che viene alla morte o in qualche altro evento passato o presente. Ma soprattutto si realizza in questi ultimi giorni attraverso gli spiritisti, che attribuiscono il nome o il titolo di Cristo a una classe di persone, e negano che esso appartenga in modo specifico a un individuo, cioè a Gesù di Nazaret. Abbiamo parlato con persone che affermavano di essere cristi, e che davvero… Matteo 24:24 …compiono grandi segni e prodigi. Moltitudini ne sono ingannate. Cristo disse che, se fosse possibile, ingannerebbero perfino gli eletti. Molti che si considerano eletti—che professano di amare il Signore e di credere nelle Scritture—ne sono ingannati, perché hanno assorbito vedute errate sulla natura della seconda venuta di Cristo, sulla natura dell’uomo e sulla vera fonte dell’immortalità. (Cfr. Apocalisse 1:7) Non adempiuto dall’esercito romano
Ma se fosse vero che Giovanni dovesse vivere fino alla venuta di Cristo, e se fosse anche vero che la venuta di Cristo avvenisse alla morte di Giovanni, allora le parole del Signore, correttamente interpretate, significherebbero: “Se voglio che egli viva finché muore, che te ne importa?” In effetti, che importanza avrebbe per chiunque, persino per Giovanni stesso? Ci auguriamo che la consapevolezza dell’assurdità di tale interpretazione porti coloro che la insegnano a correggere la loro teologia e a confessare il loro errore. Una protezione contro gli inganni Gli Avventisti, o coloro che interpretano le Scritture in modo letterale, sono gli unici che non possono essere ingannati dai falsi cristi. Infatti, chi prende alla lettera la Parola di Dio e crede che la venuta di Cristo:
Una riflessione sulla venuta di Cristo
Ammettiamo, per ipotesi, che fosse vero che Giovanni dovesse restare in vita fino al ritorno di Cristo, e che questo ritorno coincidesse con la sua morte. In tal caso, le parole del Signore, correttamente intese, suonerebbero così: “Se voglio che egli resti finché muore, che importa a te?” Ma, in fondo, quale rilevanza avrebbe tutto ciò per chiunque, persino per lo stesso Giovanni? Ci auguriamo che l’evidente assurdità di una tale interpretazione induca coloro che la sostengono a rivedere la propria teologia e a riconoscere l’errore.
Una protezione contro l’inganno
Gli Avventisti — o chiunque interpreti la Scrittura in modo letterale — sono gli unici realmente protetti dal pericolo di essere ingannati dai falsi cristi. Infatti, chi prende sul serio e alla lettera la Parola di Dio sa bene che la venuta di Cristo… Ammettiamo, per ipotesi, che fosse vero che Giovanni dovesse restare in vita fino al ritorno di Cristo, e che questo ritorno coincidesse con la sua morte. In tal caso, le parole del Signore, correttamente intese, suonerebbero così: “Se voglio che egli resti finché muore, che importa a te?” Ma, in realtà, quale rilevanza avrebbe una simile affermazione per chiunque, persino per lo stesso Giovanni? L’assurdità insita in questa interpretazione dovrebbe portare coloro che la insegnano a rivedere la propria teologia e a riconoscere il loro errore.
Coloro che interpretano le Scritture in modo letterale, come gli Avventisti, sono tra i pochi che non possono essere ingannati dai falsi cristi. Infatti, chi prende alla lettera la Parola di Dio e crede fermamente in ciò che essa dice riguardo alla venuta di Cristo, non sarà tratto in inganno da manifestazioni che non corrispondono alla descrizione biblica.
La frase “Se voglio che egli resti finché muore, che importa a te?” è una parafrasi, non una citazione letterale della Bibbia. La forma originale, che si trova nel Vangelo di Giovanni 21:22, è: ”Gesù gli rispose: ‘Se voglio che egli rimanga finché io venga, che t’importa? Tu, seguimi!’”
Oppure, in altre traduzioni:
Gerusalemme in quel modo. Tuttavia, è proprio in quel modo che verrà il Figlio dell’uomo:
L’avvento del Signore sarà letterale e personale. È letterale in contrapposizione a un presunto avvento figurato o rappresentativo, sia esso nella distruzione di Gerusalemme o in qualsiasi altro momento. È personale in contrapposizione a un presunto avvento spirituale, segreto o intangibile, per il quale molti oggi contendono. Un Avvento Personale L’analogia richiede un avvento letterale e personale. La sua prima venuta fu letterale. Si afferma, e con buone ragioni, che la Sua prima venuta riguardasse principalmente la condizione spirituale degli uomini. Eppure la sua venuta fu letterale e fisica. La Sua seconda venuta riguarderà principalmente la condizione fisica degli uomini. Perché, dunque, la Sua seconda venuta non dovrebbe essere anch’essa letterale— nella carne? Nessun pentimento o perdono sarà offerto alla Sua seconda venuta. Sarà per “la redenzione del nostro corpo”; (14) la resurrezione e il rapimento dei santi, e la distruzione dei suoi nemici. Diciamo inoltre: La Resurrezione dei Morti La resurrezione dei morti avverrà al Suo ritorno. Essa non è spirituale, è letterale. Molti oggi cercano di spiritualizzare la resurrezione, ma non vediamo né ragione né pertinenza in questo sforzo. 1. Gesù disse di essere la resurrezione, (15) e dimostrò la verità della Sua
affermazione e la natura della resurrezione, richiamando immediatamente
Lazzaro dal sepolcro. 2. Quando Gesù stesso fu risorto, lasciò vuoto il sepolcro dove era stato deposto,
e l’angelo che disse che Egli era risorto, invitò i discepoli ad esaminare il luogo dove giaceva, per essere così certi che Egli non era lì, ma era risorto.
14 Romani 8:23 15 Giovanni 11:25
—a esaminare le ferite nelle mani e nel fianco. Cos’altro avrebbe potuto fare per provare la Sua identità corporea e la natura fisica della resurrezione? Ma la Sua resurrezione è la garanzia—Egli è la primizia (16) della resurrezione di coloro che sono Suoi. Come fu la Sua resurrezione, così sarà la loro. In quel giorno, 1 Corinzi 15:53 …questo mortale rivestirà immortalità.
Lasciamo a coloro che interpretano tutto in senso simbolico il compito di decidere se tali parole si riferiscano allo spirito o al corpo.
La Scrittura lo Richiede
Le affermazioni della Scrittura rendono necessario un avvento personale 1. Gesù disse che era disceso dal cielo, che stava per tornare al Padre, e che
sarebbe venuto di nuovo. Se la Sua venuta e il Suo ritorno furono letterali, così
sarà anche il Suo ritorno. 2. L’angelo disse, quando Egli ascese in alto, e una nube lo tolse alla loro vista:
16 1Corinzi 15:23
Revisione con numerazione esatta come nell’originale: Atti 1:11 Questo stesso Gesù, che è stato tolto da voi ed assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui lo avete visto andare in cielo. Non possiamo immaginare come, se non con una palese perversione del linguaggio o una sua perentoria negazione, si possa intendere questo passo diversamente da un ritorno reale, concreto e corporeo. 3. Paolo disse, parlando della Sua venuta, 1 Tessalonicesi 4:16 Poiché il Signore stesso, con un potente comando, con voce d’arcangelo e con la tromba di Dio, discenderà dal cielo. Questo non si è adempiuto con Tito, né ancora con il Signore stesso; ma si adempirà.
Glorificazione dei Santi Paolo disse, Colossesi 3:4 Quando Cristo, la vostra vita, sarà manifestato, allora anche voi sarete manifestati con Lui in gloria. I santi non furono glorificati alla distruzione di Gerusalemme. Pietro disse, 1 Pietro 5:4 E quando apparirà il Sommo Pastore, riceverete la corona della gloria che non appassisce. Nessun santo ricevette una corona di gloria alla distruzione di Gerusalemme, poiché il Sommo Pastore non apparve in quel momento. Gesù disse, parlando per mezzo del Suo servo Giovanni, quasi trent’anni dopo la distruzione di Gerusalemme: Apocalisse 22:12 Ecco, io vengo presto, e il mio premio è con me ciascuno secondo le sue opere. Questo concorda con le Sue parole in: Luca 14:14 …perché sarai ricompensato alla resurrezione dei giusti. La ricompensa sarà data alla resurrezione dei giusti, che, come è stato mostrato, avrà luogo al ritorno del Signore.
(10. The Advent Will Be Literal)
Siamo ora giunti alla risposta più diretta alla domanda: Matteo 24:3 Quale sarà il segno della tua venuta? Questa risposta è data nei versetti 29-31:
29 Subito dopo la tribolazione di quei giorni, il sole si oscurerà, la luna non darà più il suo splendore, le stelle cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno scosse; 30 Allora apparirà nel cielo il segno del Figlio dell’uomo; e allora tutte le tribù della terra faranno cordoglio, e vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nuvole del cielo con grande potenza e grande gloria.
31 Ed Egli manderà i suoi angeli con gran suono di tromba, ed essi raccoglieranno i suoi eletti dai quattro venti, da un estremo all’altro dei cieli. Questo contiene la risposta più specifica, benché una diversa classe di segni sia già stata menzionata, la quale si è adempiuta nello spiritismo moderno. La stretta connessione tra i segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e la venuta di Cristo e gli eventi a essa collegati, mostra che qui si trova la risposta alla domanda dei discepoli. Poiché riteniamo che l’avvento di Cristo sia un ritorno letterale, così consideriamo anche questi segni come letterali, secondo il primo e ovvio significato dei termini usati.
Non simbolici
Non vi è coerenza nella visione che li considera figure o simboli. Un insegnante in un seminario teologico di uno degli Stati dell’Ovest ci disse, quando gli fu chiesto cosa simboleggiassero: che il sole, rappresentava il potere civile dei Giudei; la luna, il potere ecclesiastico; e le stelle, i grandi uomini di quella nazione. Questo implicherebbe che il Salvatore, nell’anno 29 d.C., sotto il regno di Tiberio e Pilato, abbia detto che in futuro, o al momento della distruzione di Gerusalemme nel 70 d.C., il potere civile dei Giudei sarebbe stato oscurato o perduto! È difficile trovare un’assurdità pari a questa affermazione, perché tutti sanno che già in quel tempo essi non avevano nemmeno una parvenza di potere civile da perdere. Non avevano il potere di giustiziare qualcuno che il loro massimo tribunale avesse condannato a morte, e riconoscevano Cesare come loro unico re. Non adempiuto a Gerusalemme È stato sostenuto, da coloro che hanno una visione universalista, che grandi segni furono mostrati poco prima della cattura e distruzione di Gerusalemme, e che questi adempirono questa profezia. Il dott. Clarke ne menziona alcuni nelle sue note ai versetti 6 e 7. Ma, lungi dall’essere segni della Sua venuta o della fine, il Salvatore dichiara chiaramente a riguardo: Matteo 24:6 “...la fine non sarà ancora.” Versetto 8 “Queste cose saranno solo l’inizio dei dolori.” I segni del versetto 29 sono strettamente legati alla Sua venuta, e quindi qui si trova la risposta alla domanda in questione. Gli autori ci dicono che certi segni e presagi si verificarono prima della distruzione di Gerusalemme. Vedi il Commentario di Clarke. E affermano anche che “la tribolazione” di questo capitolo fu l’assedio e la distruzione di Gerusalemme. Ma ciò non può essere vero, poiché il testo afferma: Versetto 29 “Subito dopo la tribolazione…” …questi segni appariranno. Si suppone che i segni indichino la distruzione imminente, o la tribolazione. Ma non è così. I segni vengono dopo la tribolazione e indicano l’approssimarsi di un altro evento. La teoria che stiamo mettendo in discussione farebbe sembrare che i segni della venuta di Cristo vengano dati dopo la Sua venuta! Ma né la Sua venuta né quella tribolazione si riferiscono alla distruzione di Gerusalemme. Le Scritture non sono così incoerenti come quella teoria vorrebbe far credere. Segni nei cieli Se è davvero vero che i segni del versetto 29 sono letterali, ciò deve risolvere la controversia; e che siano letterali, vi è un elemento di prova che sembra piuttosto conclusivo. In Luca 21 le stesse cose sono descritte nel modo seguente: Luca 21:25 E vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle; e sulla terra angoscia delle nazioni nello sbigottimento... I segni nel sole, nella luna e nelle stelle sono distinti dalle cose sulla terra: non si adempiono tra le nazioni della terra. Ecco un fatto la cui conclusione è inevitabile. Confronta con: Atti 2:19 E farò prodigi su nel cielo e segni giù sulla terra: sangue, fuoco e vapore di fumo. 20 Il sole sarà mutato in tenebre e la luna in sangue, prima che venga il grande e glorioso giorno del Signore. Armonia della visione letterale Ora noteremo l’armonia della visione letterale:
Ancora, parlando dell’apostasia e dei suoi frutti, Paolo disse che si sarebbe levato un grande potere anticristiano, il quale sarebbe durato fino al tempo della venuta del Signore.17 Daniele parla dello stesso potere, gli attribuisce le stesse caratteristiche di esaltazione di sé e di bestemmia, dice che avrebbe logorato i santi dell’Altissimo, e avrebbe agito e prosperato fino al momento in cui i santi riceveranno il regno.18
17 2 Tessalonicesi 2:1-12 18 Daniele 7:25-27; 8:11-12; 8:24-25; 11:36; 12:7
Il Salvatore parla della stessa persecuzione, — la grande tribolazione sugli “eletti”, — e dice che i santi possederanno il regno quando Egli verrà. Confronta inoltre: Matteo 25:31 Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli santi con Lui, allora Egli si siederà sul trono della sua gloria.
34 Allora il Re dirà a quelli alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ereditate il regno che vi è stato preparato fin dalla fondazione del mondo. 1 Corinzi 15:49 E come abbiamo portato l’immagine del terrestre, porteremo anche l’immagine del celeste.
50 Or questo dico, fratelli: che carne e sangue non possono ereditare il regno di Dio; né la corruzione eredita l’incorruttibilità. 51 Ecco, vi dico un mistero: Non tutti dormiremo, ma tutti saremo trasformati, 52 in un momento, in un batter d’occhio, al suono dell’ultima tromba. Poiché la tromba suonerà, e i morti risusciteranno incorruttibili, e noi saremo trasformati.
53 Poiché bisogna che questo corruttibile rivesta incorruttibilità, e che questo mortale rivesta immortalità. I santi non furono chiamati a “ereditare il regno” alla distruzione di Gerusalemme; “tutte le nazioni” non furono radunate in quel tempo per essere giudicate.
I segni nei cieli avvennero dopo la tribolazione. La più grande tribolazione che i santi di Cristo abbiano mai sofferto fu sotto il potere romano. Fu severa sotto la Roma pagana, ma molto più terribile e distruttiva, poiché di più lunga durata, sotto la Roma papale. Sotto l’influenza della Riforma tedesca del sedicesimo secolo, questa tribolazione cominciò a diminuire. Cessò all’inizio del diciottesimo secolo.
Nella seconda parte del diciottesimo e nella prima del diciannovesimo secolo, i segni nei cieli si adempirono. Essi non sono segni della tribolazione, né la tribolazione è collegata con la venuta di Cristo. Sono segni della Sua venuta, e si collocano tra la
tribolazione e la Sua venuta. La Sua venuta è ora vicina, poiché questi segni si sono adempiuti.
La Pioggia di Meteore del Novembre 1833 (Letture Bibliche 1888)
Il Sole Oscurato Matteo 24 29 …il sole si oscurerà.
NON ABBIAMO molto da dire su questo punto — non che non ci sia molto da dire, ma che molto è già stato detto. Il giorno oscuro è un’espressione comune per indicare il 19 maggio 1780. Non molto tempo fa c’erano ancora persone vive che lo avevano visto. Lo scrivente ricorda bene che, nella sua infanzia, gli anziani facevano spesso menzione di quel giorno raccontando episodi notevoli della loro esperienza. Qui riportiamo solo quattro testimonianze, da fonti di assoluta affidabilità. Una pubblicazione della American Tract Society, intitolata Life of Edward Lee, dice:
Nel mese di maggio del 1780, ci fu un giorno oscuro molto terribile nel New England, quando “tutti i volti sembravano tingersi di nero”, e la gente era presa dalla paura. Vi fu grande angoscia nel villaggio dove viveva Edward Lee, “i cuori degli uomini si spezzarono per la paura” che fosse imminente il giorno del giudizio; e i vicini si raccolsero tutti intorno all’uomo santo, perché la sua lampada era accesa e brillava più che mai, in mezzo all’oscurità innaturale. Felice e gioioso in Dio, egli indicava a tutti il solo rifugio dall’ira a venire, e trascorse quelle ore lugubri in preghiera fervente per la folla afflitta.19 Se l’autore e gli editori di quest’opera avessero voluto dare un’illustrazione convincente dell’adempimento di questa profezia, non avrebbero potuto scegliere un linguaggio migliore a tal fine. Ma non avevano tale intenzione — non avevano affatto in mente questa profezia, il che rende la loro testimonianza ancora più significativa come prova sulla questione.
Il dottor Tenney, nel 1785, scrivendo alla Historical Society riguardo a quel giorno, dice:
19 Tract No. 379 of American Tract Society, Life of Edward Lee.
Sebbene l’oscurità insolita che attirò l’attenzione di tutte le classi sociali in questa parte del paese il 19 maggio 1780 fosse un fenomeno che diversi signori di notevoli capacità letterarie hanno cercato di spiegare, tuttavia, credo che conveniate con me che non è ancora emersa alcuna soluzione soddisfacente.
Herschel, il grande astronomo, dice: Il giorno oscuro nel Nord America fu uno di quei meravigliosi fenomeni della natura che saranno sempre letti con interesse, ma che la filosofia non riesce a spiegare. La Luna Oscurata Matteo 24:29 …e la luna non darà la sua luce. Nel New England, dove l’oscuramento del sole fu più evidente, la luna, pur essendo piena, fu completamente oscurata fino a mezzanotte, quando apparve con brillantezza. Ecco la prova che l’oscurità durò quattordici ore — dalle 10 del mattino del 19 fino alla mezzanotte successiva. Sono state date molte descrizioni dell’oscurità intensa della notte. Una persona disse che, se ogni corpo luminoso fosse stato fatto sparire, non riusciva a immaginare che l’oscurità potesse essere più intensa. Quasi, se non del tutto da sola, come il fenomeno più misterioso e ancora inspiegato del suo genere nella vasta gamma di eventi della natura durante l’ultimo secolo, si presenta la giornata oscura del 19 maggio 1780, un oscuramento del tutto incomprensibile dell’intero cielo visibile e dell’atmosfera nel New England, che portò grande allarme e angoscia a moltissime persone, oltre che smarrimento alle creature animali, con gli uccelli che fuggivano confusi verso i loro rifugi, gli uccelli verso i loro nidi e il bestiame verso le stalle. Infatti, migliaia di brave persone di quel tempo si convinsero pienamente che fosse giunta la fine di tutte le cose terrestri; molti abbandonarono per un tempo le loro occupazioni mondane e si dedicarono alla devozione religiosa.20
20 Our First Century
Fu sorprendente, travolgente e persino doloroso per i sensi, a causa della sua intensità. E gli uomini di cultura dicono che non può essere spiegato né giustificato. Noi pensiamo che ammetta una sola spiegazione: il Dio del cielo, il Sovrano della
natura, mise questi segni nei cieli per insegnare allo studioso della Sua parola che il Figlio di Dio presto avrebbe fatto il Suo secondo avvento in questo mondo. E siamo grati che l’avvertimento non sia stato vano. Il chiaro adempimento delle profezie ha spinto migliaia di persone a guardare, a sperare e a gioire nella “beata speranza” della venuta del caro Redentore.
La Caduta delle Stelle Matteo 24:29 …e le stelle cadranno dal cielo. Ci è permesso di notare questo più in dettaglio, poiché si sono fatti tentativi per dimostrare che nessun adempimento passato possa soddisfare i requisiti di questa parte della profezia. Crediamo che si sia adempiuta nella caduta del 1833. Il professor Olmstead, del Yale College, disse che coloro che ebbero la fortuna di assistere alla caduta delle stelle il 13 novembre 1833 probabilmente assistettero allo spettacolo pirotecnico celeste più grande che si sia mai avuto dalla creazione del mondo — certamente il più grande che sia mai avvenuto nel periodo coperto dagli annali della storia. Fu più di una “pioggia”, come è stata chiamata. Iniziarono a cadere già alle 11, e aumentarono fino a sembrare davvero una pioggia, ma di molte ore di durata. Noi le vedemmo in tutto il loro splendore per quasi tre ore, finché furono oscurate dal sorgere del giorno. E quando il giorno dissipò il fenomeno, cadevano ancora numerose come sempre, come dimostrato dal fatto che erano visibili a ovest mentre la luce del sole, avanzando, le rendeva invisibili a est. Durante la loro caduta, le più grandi e luminose lasciavano una scia luminosa nel cielo come una traccia di fosforo su un muro in una stanza buia. Quando diventò così chiaro che la maggior parte di esse non poteva più essere vista, qualcuna occasionalmente manifestava ancora la sua presenza con una tale pennellata nel cielo. Qui di seguito riportiamo un estratto da un articolo scritto da Henry Dana Ward riguardo alla caduta delle stelle del 13 novembre 1833: Al grido, “Guardate fuori dalla finestra,” balzai da un sonno profondo, e con meraviglia vidi l’est illuminarsi dell’alba e dei meteori. Lo zenit, il nord e l’ovest mostrarono anch’essi le stelle cadenti, in perfetta immagine di una cosa sola, e solo una, di cui io abbia mai sentito parlare. Chiamai mia moglie a vedere; e mentre si vestiva, esclamò, “Guarda come cadono le stelle!” Risposi, “Questa è la meraviglia!” e sentimmo nei nostri cuori che era un segno degli ultimi giorni. Perché, veramente, “le stelle del cielo caddero sulla terra, come il fico lascia cadere i suoi fichi immaturi, quando è scosso da un vento impetuoso.” Apocalisse 6:13. Questo linguaggio del profeta è sempre stato inteso come metaforico. Ieri, si è adempiuto letteralmente. Gli antichi intendevano con aster, in greco, e stella, in latino, le luci minori del cielo. Il perfezionamento dell’astronomia moderna ha fatto distinzione tra stelle del cielo e meteore del cielo. Pertanto, l’idea del profeta, così come espressa nel greco originale, si è adempiuta letteralmente nel fenomeno di ieri. E come caddero? Né io, né nessuno della famiglia, sentimmo alcun rumore; e se dovessi cercare in natura un paragone, non ne troverei uno più adatto per illustrare l’aspetto dei cieli di quello usato da San Giovanni nella profezia sopra citata. Le stelle caddero “come il fico lascia cadere i suoi fichi immaturi, quando è scosso da
un vento impetuoso.” Ecco l’esattezza del profeta. Le stelle cadenti non venivano come da più alberi scossi, ma da uno solo; quelle che apparivano a oriente cadevano verso oriente; quelle che apparivano a settentrione cadevano verso settentrione; quelle che apparivano a occidente cadevano verso occidente; e quelle che apparivano a mezzogiorno (poiché uscii dalla mia abitazione e andai nel parco), cadevano verso mezzogiorno. E non cadevano come la frutta matura. Lontano da questo; ma volavano, erano scagliate, come la frutta acerba che inizialmente rifiuta di staccarsi dal ramo, e quando, sotto una pressione violenta, si stacca, vola rapidamente, dritta, discendendo; e nella moltitudine che cadeva, alcune incrociavano la traiettoria di altre, essendo lanciate con più o meno forza; ma ciascuna cadeva dal proprio lato dell’albero. Tale fu l’apparenza del fenomeno descritto agli abitanti della mia casa.21 Nessuna descrizione può dare una concezione della grandiosità e della gloria della scena. Come ci ricorda la nostra memoria, sentiamo che la potenza di Dio si manifestò per far conoscere allo studioso della profezia che la venuta del Figlio dell’uomo è vicina. Confrontando la testimonianza degli evangelisti troviamo questi segni ancora più precisamente collocati. Abbiamo notato che la più grande tribolazione, o afflizione, che colpì la chiesa di Cristo fu sotto il potere papale romano. Questo potere era simboleggiato dal “piccolo corno” di Daniele 7, nelle cui mani i santi dell’Altissimo furono dati per mille duecento sessanta giorni profetici — 1260 anni. Questo periodo iniziò nel 538 d.C. e terminò quando il potere civile cadde dalle mani della Papalità con la prigionia e l’esilio di Pio VI, nel 1798.22 La persecuzione cominciò a diminuire sotto la Riforma tedesca e cessò nella prima metà del diciottesimo secolo. A questo probabilmente il Salvatore si riferiva quando parlava di abbreviare i giorni dell’afflizione per amore degli eletti. L’afflizione cessò prima della scadenza dei giorni di cui parlava il profeta. E Marco dice, Marco 13:24 In quei giorni, dopo quella tribolazione, il sole si oscurerà. Ciò fu realmente adempiuto, in quell’ordine. I giorni della profezia si chiusero alla fine del diciottesimo secolo. • Il potere era ancora nelle mani del papato, ma inutilizzato; • L’afflizione era passata;
21 Journal of Commerce, 15 novembre 1833. 22 Per maggiori prove su questo punto, vedi Thoughts on the Revelation, di Uriah Smith.
E in questo tempo di pausa, mentre il potere ancora indugiava nelle mani dell’uomo del peccato, il sole fu “oscurato” — i “segni di Dio nei cieli” iniziarono il loro adempimento. L’oscuramento del sole nel 1780 fu il più grande mai conosciuto, e
avvenne proprio nel tempo specificato nella “parola sicura della profezia.”23 23 2 Pietro 1:19.
SI SUGGERISCE che ci siano altre cose oltre ai segni nel sole, nella luna e nelle stelle, che si sono verificate, secondo questa profezia, e che dobbiamo attendere “tutte queste cose” prima di aspettarci la venuta del Signore. Se il lettore osserverà attentamente il contesto, vedrà che dopo questi segni sono menzionate cinque cose prima che venga data la parabola del fico:
Sicuramente nessuno potrà sostenere che “tutte queste cose” debbano accadere prima che possiamo considerare la venuta del Signore come un evento vicino. Non possiamo dire che la Sua venuta sia ancora nel futuro, quando Egli sarà già venuto e avrà raccolto i Suoi santi con sé nella gloria.
È dunque evidente che dobbiamo tracciare una linea di demarcazione tra le cose che sono segni della Sua venuta e quelle che si verificano al momento della Sua venuta. Dove deve essere tracciata questa linea? Noi diciamo: tra i segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e le cose che seguono. Tutto ciò che segue i tre segni è collegato con la venuta immediata del Signore. Occorre notare soltanto il primo: il scrollarsi delle potenze dei cieli.
24 Confronta 2 Tessalonicesi 1:7–10. 25 Confronta Ezechiele 13.
Geremia 25:32 …il male si propagherà di nazione in nazione, – perché il Signore è in lite con esse, e: Geremia 25:31 …darà tutti gli empi in balìa della spada. La distruzione degli empi sarà così completa e universale che…
Geremia 25:33 …non saranno compianti, né raccolti, né sepolti; saranno come letame sulla superficie del suolo. 6. GIOELE 3: LA MESSE È MATURA Anche Gioele parla del tempo in cui la voce di Dio si ode dal cielo, e dice che ciò avviene quando si combatte la battaglia delle nazioni, quando si mette mano alla falce
perché la messe è matura. 26 Gioele 3:9-16. 7. MATTEO 13: LA MESSE È LA FINE DEL MONDO Gesù disse: Matteo 13:39 La messe è la fine del mondo; e i mietitori sono gli angeli; – e disse anche che al tempo della messe il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli a separare il grano dalla zizzania. (Matteo 13:37-43). 8. APOCALISSE 14: LA MESSE È LEGATA A GESÙ SULLA NUBE BIANCA Anche Giovanni dice che la messe è mietuta quando il Figlio dell’uomo appare sulla grande nube bianca. (Apocalisse 14:14-18.) 9. APOCALISSE 14: PRECEDUTA DA UN MESSAGGIO SOLENNE Un messaggio di ammonimento solenne viene proclamato prima che il Figlio 10 LE PIAGHE DOPO IL MESSAGGIO E PRIMA DELL’AVVENTO Le piaghe vengono dopo il messaggio, poiché la prima piaga viene versata proprio su coloro che sono denunciati nel messaggio. ( Confronta Apocalisse 14:9-12 e 16:1-2.) E le piaghe precedono l’avvento, poiché sotto la sesta piaga il Signore avverte del Suo imminente venire, e la grande battaglia si combatte sotto la settima, che è proprio nel periodo della Sua venuta. 11. LA NUBE BIANCA È IL SEGNO DEL SUO VENIRE Poiché Egli viene nella gloria del Padre Suo, e con Lui vengono tutti i Suoi santi angeli, è certo che ci sarà una gloria e uno splendore mai visti da questo mondo. Crediamo che l’apparizione lontana di questa nube, di questa gloria splendente, molto, molto più luminosa del sole, sarà quel “segno del Figlio dell’uomo” che farà piangere tutte le tribù della terra. Avranno udito e respinto la prova della Sua venuta imminente. Allora, troppo tardi, si renderanno conto del loro terribile errore e della loro condizione senza speranza. Questo li spingerà a cercare un rifugio per nascondersi da quella vista abbagliante e, per loro, spaventosa. Non ci soffermiamo qui a sviluppare completamente l’argomento riguardante lo scuotimento dei poteri dei cieli. Ma da questa breve panoramica riteniamo che appaia chiaro a tutti che lo scuotimento dei poteri dei cieli non è un segno per dimostrare alla chiesa in attesa che la venuta del Signore sia vicina, ma è un evento che avviene in stretta connessione con la manifestazione del Signore. Ne consegue quindi che i segni nel sole, nella luna e nelle stelle sono gli unici segni qui indicati dai quali possiamo avere la più forte certezza che la Sua venuta è vicina. E questi segni si sono già adempiuti. Perciò ora è il momento di vegliare, perché la Sua venuta è davvero vicina. Non diciamo che non ci siano altre profezie da adempiere prima che il Signore venga. L’avvertimento dell’angelo di Apocalisse 14:9-12 deve compiere la sua opera — deve condurre il popolo di Dio a quella perfetta obbedienza a… Apocalisse 14:12 …i comandamenti di Dio e la fede di Gesù, –a quella preparazione e consacrazione che assicurerà loro di essere sigillati con il sigillo di Dio sulle loro fronti, affinché siano preservati dal male che verrà, nel giorno
dell’ira del Signore,—nel versamento delle piaghe della Sua ira. Sofonia 2:1-3:1 Riunitevi insieme, sì, riunitevi, o nazione non desiderata; 2
Prima che il decreto venga emanato, prima che il giorno passi come la pula, prima che l’ira feroce del Signore venga su di voi, prima che venga il giorno dell’ira del Signore. 3
Cercate il Signore, voi tutti umili della terra, che avete messo in atto il Suo giudizio; cercate la giustizia, cercate l’umiltà: forse sarete nascosti nel giorno dell’ira del Signore. Matteo 24:30
…venire sulle nubi del cielo con potenza e grande gloria. Osea 6:3 Allora conosceremo, se cercheremo di conoscere il Signore; la Sua uscita è preparata come il mattino; e verrà a noi come la pioggia, come la pioggia tarda e mattutina sulla terra. 2 Pietro 1:19 …come la pioggia, come la pioggia tarda e mattutina sulla terra. 2 Pietro 1:19 Abbiamo inoltre una parola di profezia più sicura; alla quale fate bene a prestare attenzione come a una luce che brilla in un luogo oscuro, finché il giorno non sorga e la stella del mattino non si levi nei vostri cuori. Matteo 24:31 Gli eletti… da un capo all’altro del cielo, –con angeli luminosi e forti che conducono la via, sono rapiti per incontrare il Signore, che attende in mezzo al cielo per ricevere il prezzo del Suo sangue. Le parole non possono descrivere ciò che segue; caro lettore, ti preghiamo di contemplarlo, e che possiamo essere pronti a partecipare a questo lieto incontro.
Matteo 24:32 Ora imparate la parabola del fico: quando il suo ramo è ancora tenero e mette le foglie, sapete che l’estate è vicina. 33 Così anche voi, quando vedrete tutte queste cose, sappiate che egli [nota marginale: “Lui”] è vicino, alle porte.
La parabola del fico è probabilmente la figura più efficace che il nostro Signore potesse usare per illustrare questo argomento. Quando gli alberi del campo cominciano a mettere le foglie, e l’erba tenera spunta, e il terreno si copre del suo tappeto verde di velluto, sappiamo che l’estate è vicina. Per noi è una certezza che l’estate sta arrivando quando vediamo questi segni in natura. Sappiamo che l’estate è vicina. “Così anche,” o con la stessa certezza, possiamo sapere che la venuta di Cristo è alle porte quando si compiono i segni nel sole, nella luna e nelle stelle.
Il nostro Signore ha indicato lo scopo di questi segni, che è affinché possiamo sapere
quando la Sua venuta è alle porte. Ma ci dicono alcuni che la chiesa non deve sapere nulla del periodo della seconda venuta di Cristo. Allora chiediamo: “Perché il nostro Signore ha dato segni di quell’evento?” “Sono dati per ingannarci, per indurre il cristiano onesto a cercare la venuta di Cristo quando, in realtà, nulla si deve sapere del tempo dell’evento?”
Certamente no. Il fatto che Cristo preveda i segni della Sua venuta, e poi dichiari lo scopo di tali segni, cioè che la chiesa possa sapere quando l’evento è vicino, addirittura alle porte, è prova sufficiente che è volontà del Cielo che la chiesa comprenda il periodo della seconda venuta. Il nostro Signore dice:
Luca 21:28 “E quando queste cose cominceranno ad accadere, allora alzatevi e levate il capo, perché la vostra redenzione è vicina.” I segni cominciarono a realizzarsi con il giorno oscuro del 1780. Allora si poteva dire che “la redenzione è vicina”, e da quel tempo il fedele umile seguace di Gesù poteva alzare il capo aspettandosi di vedere la Sua gloriosa apparizione. Luca 21:31 “Così anche voi, quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino.” I segni nel sole, nella luna e nelle stelle sono tutto ciò su cui si può fondare la fede. Tutti gli altri eventi menzionati in connessione con questi si compiono dopo che la fede del popolo di Dio è perfezionata e il destino di tutti i peccatori è fissato; perciò non possono essere inclusi nella frase, Matteo 24:33 “…tutte queste cose.” Con il compiersi dei tre segni, possiamo ora imparare la parabola del fico e sapere che la venuta di Cristo è vicina, addirittura alle porte. La frase “tutte queste cose” non include il lutto delle tribù della terra e il segno del Figlio dell’uomo. Non include neppure lo scuotimento delle potenze dei cieli, poiché questo non avviene fino a quando non saranno versate le sette ultime piaghe. Ma la fede del popolo di Dio è perfezionata e il destino di tutti i peccatori è per sempre fissato prima della fuoriuscita della prima piaga. La parabola del fico è stata data per ispirare fede nelle menti di coloro che ascoltano le ragioni della prossima venuta di Cristo. Ma è del tutto assurdo supporre che questa parabola debba essere imparata dopo che è detto: Apocalisse 22:11 “Chi è ingiusto, faccia ancora l’ingiusto; e chi è santo, faccia ancora il santo.” No! La frase “tutte queste cose” comprende i tre grandi segni nel sole, nella luna e nelle stelle, dati per rafforzare la fede del popolo di Dio mentre si lanciano misericordiosi avvertimenti al mondo. Qui, quindi, sin dalla caduta delle stelle del 1833, la parabola del fico ha validità, e possiamo sapere che la venuta di Cristo è vicina, addirittura alle porte, con tutta la certezza con cui sappiamo che l’estate è vicina quando gli alberi mettono i teneri germogli e le foglie.
Matteo 24;34 In verità vi dico: questa generazione non passerà prima che tutte queste cose siano avvenute. 35 Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. Molti suppongono che il nostro Signore qui parli della generazione allora vivente, che ascoltava i Suoi insegnamenti. Che costoro si sbaglino su questo punto, lo provano chiaramente i seguenti fatti:
Luca 11:29 Non sarà dato alcun segno a questa generazione, se non il segno del profeta Giona. Marco 8:12 Ed egli, sospirando profondamente nel suo spirito, disse: Perché questa generazione chiede un segno? In verità vi dico: nessun segno sarà dato a questa generazione.
È evidente che il nostro Signore si riferisce alla generazione che avrebbe visto i segni adempiersi e sarebbe stata istruita dalla parabola del fico. In questo discorso profetico, Egli guida la mente dei Suoi discepoli attraverso gli eventi dell’era cristiana, menziona i segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e poi dichiara che questa generazione non passerà finché tutte queste cose non siano compiute.
Allo stesso modo, Paolo conduce i suoi fratelli avanti fino alla risurrezione, quando dice: 1 Corinzi 15:51 “Non tutti morremo, ma tutti saremo trasformati, 52 In un momento,
in un batter d’occhio, al suono dell’ultima tromba”.
1 Tessalonicesi 4
17 “Poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo rapiti insieme con loro sulle nuvole, per incontrare il Signore nell’aria. E così saremo sempre con il Signore” Le cose qui menzionate dall’apostolo non ebbero luogo ai suoi giorni. Non si sono ancora verificate. Tuttavia, egli ne parla come se dovessero avvenire nel suo tempo, e come se egli stesso dovesse prendervi parte.
Cristo è dato all’ultima generazione. Dio mandò Noè all’ultima generazione prima del diluvio, non a una precedente. Fu proprio quella generazione, che venne distrutta dalle acque del diluvio, a vedere Noè costruire l’arca e ad ascoltare la sua voce di ammonimento. Allo stesso modo, Dio ha suscitato uomini per dare il solenne avvertimento al mondo nel momento giusto, affinché tale messaggio avesse forza. E proprio la generazione che vive dopo l’adempimento dei tre grandi segni, e che ode e rigetta il messaggio di ammonimento celeste, berrà la coppa dell’ira di Dio non mescolata. E quelli di questa stessa generazione che accolgono il messaggio, soffrono delusioni e sopportano le prove della condizione d’attesa, assisteranno al ritorno di Cristo ed esclameranno: Isaia 25:9 “In quel giorno si dirà : <Ecco questo è il nostro Dio; in Lui abbiamo sperato ed Egli ci salverà” 9 Ecco, questo è il nostro Dio; l’abbiamo aspettato, ed Egli ci salverà. Con quanta enfasi il nostro Signore pronunciò questa affermazione! È un rimprovero alla nostra incredulità. Leggendola, Dio ci aiuti a crederla: Matteo 24 34 In verità vi dico: questa generazione non passerà prima che tutte queste cose siano avvenute. E come se ciò non bastasse a condurci a una fede incrollabile, Egli aggiunge queste parole incisive: 35 Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.
Matteo 24 36 Quanto a quel giorno e a quell’ora, nessuno li sa, neppure gli angeli del cielo, ma solo il Padre mio. 37 Come fu ai giorni di Noè, così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo.” Il giorno e l’ora, e perfino l’anno, della seconda venuta sono volutamente nascosti. Alcuni dei periodi profetici arrivano fino al “tempo della fine”, mentre altri si spingono ancora più in basso, molto vicino alla fine stessa; eppure nessuno di essi arriva fino al momento della venuta del Figlio dell’uomo. Molti sembrano supporre che questo testo provi che nulla può essere conosciuto riguardo al tempo della seconda venuta. Ma in ciò si sbagliano grandemente, come è stato abbondantemente dimostrato in questo capitolo. Il lettore ricorderà i seguenti punti
che il Suo popolo comprendesse.
Matteo 24:33 Quando vedrete tutte queste cose, sappiate che Egli è vicino, proprio alle porte. E considerò che fosse sufficientemente chiaro da costituire la base di un dovere, poiché è espresso nelle Sue parole in forma di comandamento: “sappiate che è vicino.” Nell’originale è in forma imperativa; è necessario alla nostra salvezza che noi sappiamo, ed Egli ci comanda di sapere. A questo versetto si fa spesso riferimento con la stessa sicurezza come se fosse una confutazione sufficiente a ogni argomento a favore della verità che la venuta di Cristo è vicina. Noi accettiamo l’affermazione di questo versetto; accettiamo tutte le Scritture. Possiamo chiedere all’obbiettore: “Credi a questa Scrittura?” Forse risponderà: “Sì; credo che nessun uomo possa conoscere né il giorno né l’ora della Sua venuta.” Anche noi lo crediamo; ma questo non è tutto ciò che il Salvatore ha detto. Credi alla Sua parola? Credi che tu possa sapere, attraverso i segni che Egli ha dato, quando la Sua venuta è vicina, proprio alle porte? Questo è il banco di prova della tua fiducia negli insegnamenti del nostro benedetto Signore. Noi abbiamo questa fiducia; crediamo pienamente che si possa sapere. Anzi, di più: crediamo che si debba sapere — che ci è comandato di sapere, e non di trascurare gli avvertimenti del Salvatore. E crediamo che sia altrettanto fatale per noi non sapere, quanto lo fu per gli abitanti della terra ai giorni di Noè non sapere quando stava per venire il diluvio. Matteo 24:36 “Quanto a quel giorno e a quell’ora, nessuno li sa, neppure gli angeli del cielo, ma solo il Padre. 37 Come fu ai giorni di Noè, così sarà anche alla venuta del Figlio dell’uomo. 38 Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio si mangiava e si beveva, si prendeva moglie e si andava in sposa, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, 39 e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e li portò via tutti, così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo.”
È perfettamente possibile sapere che un evento è vicino senza conoscere il giorno e l’ora in cui avverrà. Per quanto chiara sia questa distinzione, gli obiettori sembrano trascurarla completamente. Un esempio di ciò ci è offerto da un episodio accaduto alcuni anni fa. Stavamo tenendo delle riunioni nella parte settentrionale dell’Ohio; era primavera. Una sera avevamo presentato le prove bibliche che dimostrano che la venuta del Signore è vicina, e la mattina seguente fummo avvicinati da un signore che stava piantando il suo orto, il quale ci chiese a che ora pensavamo che il Signore sarebbe venuto.
Naturalmente gli dicemmo che non ne sapevamo nulla; lasciavamo la questione là dove la lasciano le Scritture: che è vicina, ma quanto vicina esattamente, non lo sappiamo. Ma lui insisteva che, poiché eravamo molto sicuri che la Sua venuta è vicina, dovevamo avere un’idea del momento preciso, e non si sarebbe ritenuto soddisfatto finché non glielo avessimo detto. Accade spesso che l’idea di un tempo preciso sia ben radicata nella mente degli oppositori, mentre non lo è affatto nella nostra. Non riuscendo a soddisfarlo con le nostre smentite, spostammo la conversazione sul suo lavoro. Stava piantando mais. Gli chiedemmo se si aspettava che il mais sarebbe “spuntato” presto. Rispose:
“Sì.” “E perché?” “Ci sono buone ragioni per aspettarselo. La stagione è ormai avanzata; il terreno è umido e caldo.” “Allora sei certo, addirittura con sicurezza, che spunterà presto?” Ancora una volta la risposta fu: “Sì.” Allora proseguimmo: “Poiché sei certo che spunterà presto, ti preghiamo di dirci l’ora esatta in cui pensi che spunterà!” Insistendo un po’ sulla questione, fu portato ad ammettere che la sua richiesta non era ragionevole, che possiamo essere certi che un evento è vicino, pur non conoscendo il momento esatto in cui avverrà. E perché non dovremmo essere altrettanto sicuri in entrambi i casi? La parabola del nostro Salvatore si basa proprio sui fatti che avevano portato quest’uomo a sentirsi sicuro che il suo mais sarebbe spuntato presto. Questa parabola si trova in Luca 21:30-31, dove si dice riguardo agli alberi: Luca 21:30 Quando già mettono i germogli, voi vedete e da voi stessi riconoscete che ormai l’estate è vicina. Cioè, l’evidenza è talmente chiara che non avete bisogno di argomenti; non chiedete ulteriori prove, quando vedete i segni che Egli ha dato, che la Sua venuta è vicina, “proprio alle porte.” 31 Così anche voi, quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il Regno di Dio è vicino. L’unico modo immaginabile per evitare questa certezza è dire che la parabola stessa si basa su fatti che sono ancora oggetto di discussione, e quindi incertezza. Ma allora sorge la domanda: “Il Salvatore costruirebbe una parabola con tale certezza, comandandoci di conoscerla come una certezza, e fonderebbe l’intera struttura su incertezze?” Impossibile! Noi insistiamo che i segni non sono incerti. Vengono resi incerti solo da un processo di confusione che lascia tutto nel dubbio e nell’oscurità su ciò cui viene applicato. Attraverso questo processo non ci rimane alcuna “parola profetica più sicura.” Ma accettando le dichiarazioni del nostro Salvatore come verità letterali, abbiamo armonia nelle affermazioni e certezza nell’adempimento.
Matteo 24:34 Questa generazione non passerà, prima che tutte queste cose siano adempiute. DIVERSE interpretazioni sono state date alle parole del Salvatore in questo versetto. Una di queste è che “generazione” significhi razza, o popolo ebraico. Riteniamo che questa sia un’interpretazione forzata. Ci sembra tanto inutile quanto innaturale. E lascia tutto nell’indefinito, laddove ogni dichiarazione del contesto tende alla chiarezza. Non aggiunge assolutamente nulla alla forza dell’affermazione generale del capitolo.
Un’altra opinione è che gli individui allora presenti, o la generazione vivente in quel momento, sarebbero rimasti fino a che tutte queste cose si fossero adempiute. Questa ipotesi ha un’apparenza di verosimiglianza molto maggiore rispetto all’altra. Potrebbe anche essere considerata vera, se non ci fossero considerazioni contrarie. Ma esistono considerazioni contrarie che non solo sono di peso, ma che riteniamo insormontabili.
Questa interpretazione non è necessaria, perché se ne può presentare un’altra, più ragionevole. I fatti e i motivi che abbiamo esposto rendono necessaria la nostra conclusione, ossia che il capitolo parli di un ritorno personale e letterale del Salvatore, che non è ancora avvenuto. Non pensiamo che questi fatti verranno mai confutati, né che questi ragionamenti saranno mai smentiti.
Un’altra interpretazione, che riteniamo quella corretta, è che il linguaggio sia profetico, e usi il presente per indicare il futuro, come spesso accade nelle profezie. Isaia 9 parla della nascita del Messia come se fosse già avvenuta, e il capitolo 53 allo stesso modo parla delle Sue sofferenze e della Sua morte come eventi passati, più di mezzo millennio prima che Egli apparisse sulla terra. Se queste profezie fossero interpretate come negli ultimi anni fanno gli Universalisti e altri con Matteo 24, si distruggerebbe completamente l’evidenza della messianicità di Gesù. Eppure Matteo 24 è certamente una profezia, tanto quanto lo sono Isaia 9:53. Confrontiamo le parole del Salvatore con quelle di Paolo, che parlando alla chiesa di Corinto disse: 1 Corinzi 15:51 Non tutti dormiremo, ma tutti saremo trasformati, –o traslati, al suono dell’ultima tromba. Il pronome “noi” si riferisce naturalmente al parlante e ai destinatari. Ma la tromba non è ancora suonata, la resurrezione non è ancora avvenuta, la traslazione dei giusti viventi all’immortalità senza passare per la morte non si è ancora verificata, e Paolo e la chiesa di Corinto sono tutti addormentati. Ma i fratelli di Paolo no. Paolo stava parlando per profezia, proprio come Isaia nel capitolo 9, quando disse:/ Isaia 9.6 “Poiché un bambino ci è nato, un figlio ci è stato dato.” Quando Isaia usa un linguaggio che si riferisce in modo così diretto e inequivocabile a quelli allora viventi, secondo l’applicazione naturale dei termini, perché tutti lo applicano così prontamente a una generazione allora ancora lontana secoli? Solo perché i fatti ci costringono a riconoscere quest’uso nel linguaggio profetico. Allo stesso modo, le parole di Paolo possono riferirsi soltanto all’ultima epoca della chiesa, a quei suoi fratelli che saranno in vita al ritorno di Cristo, che saranno salvati
dalla morte e traslati nel regno del caro Figlio di Dio. Lo stesso vale anche in 1 Tessalonicesi 4, dove dice: 1 Tessalonicesi 4:15 “Noi che vivremo e saremo rimasti fino alla venuta del Signore, non precederemo quelli che si sono addormentati.” E spiega cosa intende per “quelli che si sono addormentati”, perché dice: 16 …i morti in Cristo risusciteranni primi. Gli Universalisti riferiscono uniformemente la resurrezione a un cambiamento morale, a un passaggio dalla morte morale o spirituale. Ma parlare di coloro che sono moralmente o spiritualmente morti “in Cristo” è usare un linguaggio molto strano e inappropriato. Le Scritture insegnano chiaramente che coloro che si sono addormentati nella fede, che sono morti in Cristo, parteciperanno alla prima resurrezione, che avverrà quando Cristo ritornerà. Di Paolo e dei suoi fratelli a Tessalonica possiamo dire, come abbiamo detto di quelli di Corinto: • Non sono vivi, non sono rimasti; • Il giorno del Signore non è ancora venuto, poiché il “giorno della salvezza” continua ancora; • La voce dell’arcangelo non è stata udita; • I santi non sono risuscitati dai morti, e i santi viventi non sono stati rapiti sulle nuvole per incontrare il Signore nell’aria; e • I mondani e i professori mondani gridano ancora: “Pace e sicurezza”. Poiché anche Paolo parlò qui per lo spirito di profezia, per alcuni dei suoi fratelli tutte queste parole si adempiranno; non una parola mancherà. E lo stesso vale per le parole del Salvatore. Dopo aver portato la mente dei discepoli avanti nel tempo fino ai segni nel sole, nella luna e nelle stelle, Egli disse: Matteo 24:33 Quando vedrete tutte queste cose, sappiate che Egli è vicino, proprio alle porte. Qualcuno pretenderà forse che le cose lì menzionate fossero allora presenti? Assolutamente no. Ma queste cose non si riferiscono forse a realtà presenti per chi parlava? Non necessariamente. Tuttavia, “questa generazione” e “queste cose” sono collegate, perché “questa generazione” vedrà “queste cose” (vedi versetto 34), anche se tutte erano allora future. E quando queste cose si adempiono, quella generazione, per la quale queste cose sono fatti presenti, non passerà finché tutto sia adempiuto, fino alla venuta del Figlio dell’uomo. È solenne da contemplare, eppure crediamo fermamente che sia verità: i segni si sono adempiuti, e che la generazione che vide la meravigliosa pioggia di stelle cadenti nel
1833, l’ultimo dei segni, non passerà finché il Signore stesso discenda dal cielo. 1 Sulla frase “questa generazione”, potremmo considerare i paralleli presenti nelle Scritture, a conferma della nostra conclusione. Noteremo tuttavia un solo esempio, usando le parole di E. B. Elliott, A.M.:
Il nostro Signore potrebbe intendere con “questa generazione” la generazione del tempo di cui Egli stava allora parlando, proprio come in Luca 17:34, dove, parlando del tempo della seconda venuta, Egli dice: “In quella notte due saranno in un letto; uno sarà preso,” ecc., intendendo con ciò la notte del Suo ritorno, e così reso nella nostra versione inglese “in quella notte”.
L’Armonia nell’Apocalisse C’è la più perfetta armonia tra gli insegnamenti del libro dell’Apocalisse e la visione che abbiamo presentato di Matteo 24. Ci riferiamo in particolare ai sigilli dei capitoli da 5 a 8. Nei primi undici capitoli dell’Apocalisse ci sono tre serie di sette, che coprono l’intera dispensazione evangelica.
“L’unica domanda è: che cosa intendeva Cristo con generazione? Chiaramente non gli uomini allora viventi, poiché non si può dimostrare che un solo individuo di quella, o di qualsiasi altra generazione simile, fino ad oggi, abbia visto Cristo sulle nuvole del cielo. Di Cristo si dice in Salmo 22:30: ‘Una progenie lo servirà; sarà annoverata al Signore come una generazione.’ Questo, dunque, è il significato del testo: ‘La generazione della mia progenie spirituale non passerà dalla terra finché tutte queste cose siano adempiute.’ Generazione è usata con lo stesso significato in Salmo 24:7, Salmo 112:2, 1 Pietro 2:9.”
I capitoli 2 e 3 contengono le lettere alle chiese. Queste abbracciano una storia della chiesa di Dio dal primo secolo fino alla venuta del Figlio dell’uomo per raccogliere il Suo popolo nel Suo regno. Le sette trombe dei capitoli 8–11 coprono più o meno lo stesso periodo di tempo, ma danno una storia delle nazioni della terra nei loro conflitti tra loro.
I sette sigilli dei capitoli 5–8 sono intermedi tra le altre serie; non danno una storia della chiesa né delle nazioni separatamente, ma una storia della chiesa nelle sue esperienze e nei suoi conflitti con le nazioni malvagie della terra. Tutti questi finiscono insieme al giudizio, o all’introduzione del giorno dell’ira, a meno che non si consideri che l’ultima tromba, il terzo guaio, possa prevalere sulla terra dopo che i santi sono stati rapiti per incontrare il Signore nell’aria. Che tutti arrivino fino al giorno della ricompensa e della retribuzione non può essere messo in dubbio ragionevolmente.
In Apocalisse 6, i segni nel sole, nella luna e nelle stelle sono collocati sotto il sesto sigillo, che arriva fino alla fine dei tempi, mentre il settimo sigillo annuncia appena un singolo fatto connesso con l’inizio dell’avvento del Signore. L’armonia di questo con la nostra collocazione dei segni in Matteo 24 è immediatamente evidente. In Apocalisse 6, dopo l’oscuramento del sole e della luna e la caduta delle stelle, è scritto che i cieli si ritirarono come un rotolo che si avvolge, e le nazioni della terra cercarono invano di nascondersi dall’ira dell’Agnello, poiché il giorno della Sua ira era giunto.
In Matteo 24, esattamente gli stessi fatti e nello stesso ordine sono riportati. Il sole e
la luna si oscurano, le stelle cadono, le potenze dei cieli sono scosse, e allora tutte le tribù della terra fanno cordoglio, perché vedono non solo il segno del Figlio dell’uomo nel cielo, ma vedono il Figlio dell’uomo stesso venire sulle nuvole del cielo con potenza e grande gloria. Fanno cordoglio perché, come dice Giovanni: Apocalisse 6:17 È venuto il gran giorno della sua ira.
Anche Paolo dice che Egli verrà per infliggere… 2 Tessalonicesi 1: 8 …vendetta contro coloro che non riconoscono Dio e non ubbidiscono al vangelo. Ma l’Agnello non prende vendetta finché la Sua opera di intercessione per i peccatori non è terminata. Al tempo di cui parlano queste profezie, la Sua intercessione sarà cessata, poiché “il gran giorno della sua ira” sarà giunto. Nessuno di loro invocherà misericordia, ma saranno tutti portati a rendersi conto che il loro tempo di grazia è finito, e che il tempo per l’offerta della misericordia è passato. Allora cercheranno soltanto di essere nascosti dalla Sua terribile presenza. E in Apocalisse 14, dopo che è stato proclamato l’avvertimento del terzo angelo, il Figlio dell’uomo appare, e la messe della terra è mietuta, e gli empi sono raccolti come zizzania da bruciare,1 o come i grappoli “della vigna della terra”, da gettare nel torchio dell’ira di Dio. Può qualcuno dire che questo è già passato, e tuttavia professare di mantenere rispetto per la Bibbia come rivelazione?
La testimonianza della Cena del Signore
L’ordinanza della Cena del Signore, istituzione commemorativa del Vangelo, è una testimonianza alla dottrina della futura venuta del Signore. Nella “grande commissione”, Gesù disse ai Suoi discepoli che sarebbe stato con loro nella predicazione del Vangelo e nella pratica delle sue ordinanze, fino alla fine del mondo, o dell’età, — l’età evangelica. Ma Paolo dice che nella celebrazione della Cena del Signore, noi annunciamo la morte del Signore finché Egli venga. Quando il Signore istituì la Cena, rivolse le menti dei discepoli alla Sua venuta e al Suo regno, e disse che non avrebbe più bevuto del frutto della vigna finché non l’avrebbe bevuto di nuovo con loro nel Suo regno.
1 Matteo 13
Se Cristo fosse venuto alla distruzione di Gerusalemme, sarebbe davvero singolare che, tra tutti gli apostoli e i servi di Dio, nessuno abbia ancora scoperto che le ordinanze del vangelo sono diventate obsolete dal 70 d.C.! E se così fosse, anche il mandato evangelico, l’autorizzazione a predicare il vangelo a ogni creatura, sarebbe scaduto nel 70 d.C. E così, per conseguenza logica, avremmo benedizioni come maledizioni, promesse come minacce, tutte confinate a quella generazione vissuta ai tempi del Salvatore! Alcuni potrebbero essere disposti a rischiare questa conclusione pur di salvare le loro premesse, ma noi non vogliamo aver nulla a che fare con essa. Per noi la venuta del Signore è ancora…
Tito 2:13 …quella beata speranza; —incontrare i nostri cari nella resurrezione consola ancora i nostri cuori mentre piangiamo per coloro che dormono in Gesù. E continuiamo a pregare:
Apocalisse 22:20 Vieni, Signore Gesù. L’Operato dei Falsi Miracoli Un punto notevole di somiglianza tra Matteo 24 e quelle parti del libro dell’Apocalisse che si riferiscono alle scene finali di questa dispensazione, è quello riguardante l’operato dei miracoli ingannevoli. Queste sono le parole del Salvatore: Matteo 24:23 “Allora, se qualcuno vi dirà: “Ecco, il Cristo è qui” oppure “è là”, non lo credete. 24 Sorgeranno infatti falsi cristi e falsi profeti, e faranno grandi segni e prodigi, tanto da sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti”. In Apocalisse 13:11-17 si trova una profezia riguardo a questi prodigi, compiuti da una certa potenza chiamata la bestia, con due corna simili a quelle di un agnello, mediante la quale egli inganna il mondo e impone al popolo un sistema di falso culto. Contro questa opera di inganno e falsità, Dio fa proclamare un avvertimento, che si trova in Apocalisse 14:9-12, e questo avvertimento è dato poco prima che il Figlio dell’uomo appaia per mietere la messe della terra, evento che avviene alla fine di questa dispensazione.32 Questi miracoli sono mostrati di nuovo proprio alla conclusione della loro opera, in Apocalisse 16:12-14. Anche qui è mostrato l’obiettivo dell’inganno compiuto da… Apocalisse 16 14 …spiriti di demoni, che operano miracoli: —l’obiettivo è radunare i re e i popoli della terra per la battaglia del gran giorno di Dio Onnipotente. E in questo punto del tempo il Salvatore dice: 15 Ecco, io vengo come un ladro. Beato chi veglia. Il “gran giorno di Dio” menzionato in questo testo è quel “giorno del Signore,” “giorno della sua ira” o “giorno dell’ira del Signore,” così frequentemente menzionato nelle Scritture, e che segue immediatamente al “giorno della salvezza.” Confrontando i testi a cui si è fatto riferimento, appare chiaramente che Matteo 24 si riferisce allo stesso periodo di tempo descritto in Apocalisse 13, 14, 16; Matteo 13:38-39 e Gioele 3:9-15.
Matteo 24:37 Ma come furono i giorni di Noè, così sarà pure la venuta del Figlio dell’uomo. 38 Infatti, come nei giorni prima del diluvio si mangiava e si beveva, si prendeva moglie e si andava a marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca,
39 e la gente non si accorse di nulla finché venne il diluvio e li portò via tutti, così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. È qui tracciato un quadro della condizione attuale della massa dell’umanità. Il popolo
dell’ultima generazione sarà simile a quello precedente al diluvio, mentre l’arca veniva preparata. Questo dimostra che non possiamo essere innocentemente ignoranti riguardo al prossimo ritorno del Signore. Sarà una calamità terribile, in quel giorno, per coloro che “non sanno”, proprio come lo fu per il mondo ai giorni di Noè, perché non conobbero il tempo imminente del diluvio.
Se non avessero avuto mezzi per sapere, sarebbero stati, ovviamente, innocenti e sarebbero scampati alla distruzione. Ma avrebbero potuto sapere, perché Noè li avvertì con la sua predicazione, e in modo ancora più incisivo costruendo l’arca. In questo egli… Ebrei 11:7 “… condannò il mondo.” Egli dimostrò la sua fede con le opere. Essi dimostrarono la loro incredulità, e furono giustamente condannati. Si allontanarono dai suoi avvertimenti e dimenticarono le sue parole, e così il diluvio venne quando non se lo aspettavano, — non sapevano — e li portò via tutti. Così sarà quando il Figlio dell’uomo sarà rivelato.33 Noè predicava e avvertiva il popolo del diluvio imminente, e loro lo deridevano. Costruiva l’arca, e loro lo schernivano. Era un predicatore di giustizia. Le sue opere erano atte a dare forza e incisività al messaggio che predicava. Ogni sermone giusto, e ogni colpo dato per costruire l’arca, condannavano un mondo negligente e beffardo. Più si avvicinava il tempo, più essi diventavano negligenti, insensibili, audaci e insolenti, e la loro condanna sempre più certa. Noè e la sua famiglia erano soli. E poteva una sola famiglia sapere più di tutto il mondo? L’arca era oggetto di scherno, e Noè era considerato un fanatico ostinato. Ma il Signore chiama Noè nell’arca e gli dice: Genesi 7:4 Ancora sette giorni, e farò piovere sulla terra; — e per mano della Provvidenza gli animali vengono condotti nell’arca, e il Signore chiude Noè dentro. In un primo momento ciò viene visto con meraviglia dalla folla beffarda; ma ben presto viene spiegato dai più “sapienti”, che riescono a calmare le paure, e la gente torna a respirare tranquillamente. Ma il giorno arriva. Il sole sorge come al solito, e il cielo è sereno. «Dov’è ora il diluvio del vecchio Noè?» Questa frase si sente su mille labbra empie. Proprio in quel giorno alcuni si stanno sposando. È un giorno di festa e di svaghi insoliti. Il contadino semina e pianta, e si sente il rumore del martello del carpentiere che lavora. E mentre tutti guardano a lunghi anni di futura prosperità e felicità, all’improvviso il cielo si oscura. La paura riempie ogni cuore. Pensano a Noè, e mentre si voltano a guardare verso l’arca, le cateratte del cielo si aprono, e la pioggia scende a torrenti. Genesi 7:11 “le sorgenti del grande abisso furono rotte,” — e qua e là sgorgano fiumi d’acqua. Le valli si riempiono rapidamente, e migliaia sono travolte dalla morte. Alcuni fuggono verso i punti più alti della terra, ma le acque li inseguono in fretta. Gli uomini portano mogli e figli sulle montagne, ma sono costretti a lasciarli lì ad annegare, mentre essi stessi si arrampicano sugli alberi più alti. Ma presto anche questi vengono sommersi. Non resta nessun beffardo. Tutto è silenzioso nella morte. Morte orribile! Resa ancor più terribile perché conseguenza di una misericordia
disprezzata! Ma dov’è Noè? Ah! al sicuro nell’arca, portato sulle onde. Al sicuro dal diluvio, al sicuro, perché Dio… Genesi 7:16 “…lo chiuse dentro.”
33 Matteo 24:39
Noè avverte del Diluvio (Armageddon e il Regno della Pace, 1916)
Matteo 24:32 “Ora imparate dal fico questa parabola: quando già il suo ramo si fa tenero e mette le foglie, sapete che l’estate è vicina. 33 Così anche voi, quando vedrete tutte queste cose, sappiate che egli è vicino, proprio alle porte.
36 Ma quanto a quel giorno e a quell’ora, nessuno li sa”…
Conoscere il Tempo
Ora presentiamo una considerazione della massima importanza alla mente dei lettori. Riteniamo di aver esposto fatti e argomentazioni sufficienti a dimostrare che la venuta del Signore, menzionata in Matteo 24, è un ritorno letterale, personale e visibile. Non pensiamo che tali fatti possano essere confutati, né che tali ragionamenti possano essere smentiti. Ma se ci venisse posta la domanda: “Credete dunque che l’insegnamento di questo capitolo sia stato dato per dimostrare che la seconda venuta di Cristo sarà letterale e personale, proprio come lo fu la prima?” Rispondiamo: No, non lo crediamo. Non era questo l’obiettivo; non fu posta alcuna domanda riguardante la natura della Sua venuta. Segnate bene questo punto. I discepoli non chiesero: “Maestro, tornerai davvero in questo mondo, affinché possiamo vederti personalmente come ti vediamo ora?” No, no; questa non era ancora una questione in discussione. Il punto di vista universalista o spiritualizzato della seconda venuta non era ancora stato inventato. E neppure il Salvatore disse: “Quando vedrete queste cose, allora potete sapere che la mia venuta sarà personale e visibile.” La domanda fu: Matteo 24:3 Quale sarà il segno della tua venuta e della fine del mondo? Era una domanda riguardante un determinato evento e il tempo del suo adempimento; e la risposta fu data a questa domanda, e a nessun’altra. E fu una risposta diretta: Matteo 24:33 Quando vedrete tutte queste cose, sappiate che egli è vicino, proprio alle porte. Da ciò risulta evidente il grande errore commesso dalla maggioranza di coloro che studiano questo capitolo. Sembra che pensino che l’unico scopo del Salvatore fosse quello di mettere in guardia i Suoi seguaci dall’idea che possano sapere qualcosa riguardo al tempo della Sua venuta. Ma, al contrario, Egli guida la nostra mente attraverso una serie di eventi e segni con lo scopo preciso che possiamo conoscere il tempo — non il giorno né l’ora, certo — ma il tempo in cui è vicino, molto vicino, proprio alle porte. Il versetto 36 è spesso travisato quando viene usato per giustificare l’affermazione ripetuta: “Non possiamo sapere nulla riguardo al tempo della venuta del Signore.” Quando i nostri oppositori citano questo versetto, noi ne accettiamo pienamente e con gioia l’affermazione. Essi sembrano avere una fortissima fiducia nelle parole del nostro Salvatore, che non possiamo sapere né il giorno né l’ora. Noi abbiamo eguale fiducia in questa dichiarazione. Ma accetteranno, con la stessa fiducia, anche l’affermazione del versetto 33, che dà la certezza che possiamo sapere quando è vicino? Matteo 24:33 “Così anche voi, quando vedrete tutte queste cose, sappiate che egli è vicino, proprio alle porte.” Se accettano questo versetto come accettano il versetto 36, allora la controversia su questo capitolo è risolta. Se non lo accettano, ma insistono nel dire che non possiamo sapere, come possono coerentemente dichiararsi credenti nelle parole del Salvatore? Invitiamo tutti i lettori a considerare sinceramente questo punto, e a rispondere nel proprio cuore, davanti a Dio, a questa domanda: “A quale scopo fu data l’istruzione contenuta in questo capitolo?” Se il Signore non avesse voluto che il Suo popolo sapesse nulla riguardo al tempo,
quale sarebbe allora il significato delle parole del versetto 33? Egli dice che possiamo sapere quando la Sua venuta è vicina, e noi abbiamo troppo rispetto e timore della Sua parola per contraddirLo. E più ancora: crediamo che il versetto 33 non sia soltanto istruttivo, ma anche precettivo. Non contiene soltanto un’affermazione, ma un comandamento. Non si limita a informarci che possiamo sapere, ma ci ordina di sapere.
L’originale lo mostra, anche se l’inglese non lo rende chiaramente: il Salvatore parlò all’imperativo; e quindi nessuno può giustamente pretendere un’esenzione, dicendo che non fa differenza se sappiamo oppure no. Dire che non possiamo sapere significa sminuire le parole del Signore. Rifiutarsi di cercare con diligenza e preghiera per sapere, significa disobbedire al comandamento del Signore. La riverenza, l’umiltà e uno spirito di obbedienza richiedono un attento esame degli insegnamenti del nostro Salvatore e l’accoglienza delle prove della Sua prossima venuta.
Molti considerano insufficienti le prove della prossima venuta di Cristo per fondarvi la propria fede. Ma osserva: la testimonianza e gli atti di un solo uomo condannarono il popolo distrutto dal diluvio. Le prove allora erano sufficienti, altrimenti il mondo non sarebbe stato condannato.
Prove profetiche
Ma guarda le prove che da ogni lato si riversano su di noi che il giorno del Signore è vicino, e avanza rapidamente. Seguiamo le numerose catene profetiche di Daniele e dell’Apocalisse, e ci troviamo ogni volta davanti al giorno dell’ira. Vediamo i segni predetti dai profeti, da Cristo e nelle Epistole, compiersi o già compiuti. E, al momento giusto, e nel modo giusto per adempiere certe profezie, un solenne messaggio si leva in diverse parti del mondo:
Gioele 2:1 Suonate la tromba in Sion, date l’allarme sul mio monte santo! Tremino tutti gli abitanti del paese, perché viene il giorno del Signore, perché è vicino! Ovunque guardiamo, vediamo la profezia compiersi. E mentre la conoscenza di Dio e lo spirito di santità si ritirano, la malvagità spirituale, come un’inondazione, copre la terra.
Ma queste prove sono considerate insufficienti su cui fondare la fede. Bene, che tipo di prova si richiede allora? Dice lo scettico: “Quando i segni della fine si adempiranno, saranno così chiari che nessuno potrà dubitare.”
Ma se i segni sono di tale natura e si adempiono in modo da costringere tutti a credere nella venuta di Cristo, come può essere allora come ai giorni di Noè? Gli uomini non furono costretti a credere allora. Solo otto anime credenti furono salvate, mentre tutto il resto del mondo sprofondò nella sua incredulità sotto le acque del diluvio. Dio non ha mai rivelato la Sua verità in modo da costringere l’uomo a credere. Coloro che hanno voluto dubitare della Sua Parola hanno trovato un ampio campo in cui dubitare, e una larga via verso la perdizione. Solo quelli che desiderano credere trovano una roccia solida su cui poggiare la loro fede.
Luca 18:8 Quando il Figlio dell’uomo verrà, troverà la fede sulla terra? Ne troverà ben poca. Sarà come ai giorni di Noè. Alcuni crederanno, e staranno saldi in Dio in mezzo a tutti i pericoli degli ultimi giorni. Luca 12:32 Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il
regno. Appena prima della fine, il mondo sarà indurito nel peccato, indifferente ai richiami di Dio, incurante degli avvertimenti di pericolo, accecato da cure, piaceri e ricchezze; una razza incredula e infedele, che mangia, beve, si sposa, costruisce, pianta, semina.
“Dov’è la promessa della sua venuta?” Ma la scena cambierà rapidamente: 1 Tessalonicesi 5:3 Quando diranno: Pace e sicurezza, allora una rovina improvvisa verrà su di loro… e non scamperanno. Lo scherno dell’arrogante schernitore presto si muterà in lamento e ululato. Isaia 2 11 Gli sguardi superbi dell’uomo saranno abbassati, e l’arroganza degli uomini sarà umiliata, e il Signore solo sarà esaltato in quel giorno. 12 Poiché il giorno del Signore degli eserciti sarà contro chiunque è orgoglioso e altero, contro chiunque si innalza, ed egli sarà abbassato. Geremia 25:33 In quel giorno gli uccisi dal Signore saranno da un’estremità all’altra della terra; non saranno né compianti, né raccolti, né sepolti; saranno come sterco sulla superficie del suolo. Le ultime piaghe, in cui si compie l’ira di Dio, aspettano che la misericordia finisca le sue ultime suppliche; saranno versate. 34 Ira pura di Jhwhè! E neppure una goccia di misericordia? Neppure una! Gesù deporrà le vesti sacerdotali, lascerà il propiziatorio, e indosserà i panni della vendetta, per non offrire mai più il Suo sangue per purificare il peccatore dai suoi peccati. Gli angeli asciugheranno l’ultima lacrima versata per i peccatori, mentre il comando risuona per tutto il cielo: “Lasciateli stare!” La chiesa sulla terra che geme, piange, prega e predica, la quale con l’ultimo messaggio usa ogni mezzo a sua disposizione, e impiega ogni forza del proprio essere per proclamare ovunque il forte grido, affinché il sangue delle anime non si trovi sulle loro vesti, ora è ammutolita in solenne silenzio. Lo Spirito Santo ha scritto dentro di loro queste parole profetiche del loro Signore, il cui ritorno è imminente: Apocalisse 22:11 “Chi è ingiusto continui pure ad essere ingiusto; chi è contaminato continui a64 contaminarsi; e chi è giusto continui a praticare la giustizia; e chi è santo continui a santificarsi.” • Ora i ministri della verità hanno un messaggio per il popolo, e volentieri parlano parole di vita; ma allora non avranno più alcun messaggio. • Ora le loro preghiere e grida ardenti salgono al cielo in favore dei peccatori; allora non avranno più spirito di preghiera per loro. • Ora la chiesa dice al peccatore: Vieni; e Gesù è pronto a intercedere con il suo sangue in favore suo, affinché sia lavato dal peccato e viva; ma allora l’ora della salvezza sarà passata, e il peccatore sarà rinchiuso nelle tenebre e nella disperazione più nera.
34 Vedi Apocalisse 15:1, e tutto il capitolo 16.
Amos 8:10 Volgerò le vostre feste in lutto, e tutti i vostri canti in lamenti; farò venire il cilicio su ogni fianco, e calvizie su ogni capo; ne farò un lutto come per un figlio unico, e la sua fine sarà come un giorno d’amara afflizione. 11 Ecco, i giorni vengono, dice il Signore, Dio, in cui io manderò la fame nel paese: non fame di pane né sete d’acqua, ma d’udire le parole del Signore.
12 E andranno errando da un mare all’altro, e correranno qua e là, dal settentrione
all’oriente, per cercare la Parola del Signore, e non la troveranno. Giacomo 5:1 Or dunque a voi, o ricchi: piangete e urlate per le miserie che stanno per venirvi addosso. 2 Le vostre ricchezze sono marcite, e le vostre vesti sono rose dalle tignole. 3 Il vostro oro e il vostro argento sono arrugginiti, e la loro ruggine sarà una testimonianza contro di voi, e divorerà le vostre carni come un fuoco. Avete accumulato tesori negli ultimi giorni. Ora l’argento e l’oro possono essere usati per la gloria di Dio, per l’avanzamento della Sua causa, ma in quel giorno: Ezechiele 7:19 Getteranno il loro argento per le strade, e il loro oro sarà come cosa impura; né il loro argento né il loro oro potranno liberarli nel giorno dell’ira del Signore; non potranno saziare le loro anime, né riempire le loro viscere, poiché sono stati la pietra d’inciampo della loro iniquità. Ora essi possono accumulare un tesoro nei cieli, in borse che non invecchiano. Ora possono depositare nella banca del cielo e salvare le loro anime. Allora, sopraffatti dal terrore, getteranno la loro ricchezza nel fango delle strade; ma… 19 …il loro argento e il loro oro non potranno liberarli nel giorno dell’ira del Signore. Matteo 24:42 Vegliate dunque, perché non sapete a che ora il vostro Signore verrà. 43 Ma sappiate questo: se il padrone di casa sapesse a che ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe forzare la casa. 44 Perciò anche voi siate pronti, perché nell’ora che non pensate, il Figlio dell’uomo verrà. Quelli che si nascondono dietro l’affermazione che il giorno verrà come un ladro, e che dunque non si può sapere, scopriranno al Suo arrivo di aver solo assicurato la propria distruzione, ponendosi volontariamente accanto a coloro che non seppero del diluvio imminente, perché rifiutarono di ascoltare il consiglio mandato da Dio per mezzo dei Suoi profeti. Furono distrutti perché non sapevano; e non sapevano perché non vollero ascoltare l’ammonimento. E la Parola del Figlio di Dio dovrebbe essere di minor importanza rispetto a quella di Noè? Affatto. Se furono distrutti coloro che rifiutarono la testimonianza di Noè, come scamperanno quelli che chiudono occhi e orecchie contro le parole di avvertimento date dal Signore Gesù? Oh, se gli uomini fossero saggi, e ascoltassero il consiglio del Salvatore di vegliare, di osservare i segni, e di sapere quanto il giorno è vicino, affinché non siano colti dall’ira del Signore! Ebrei 9:28 …a quelli che lo aspettano Egli apparirà una seconda volta, senza peccato, per la salvezza. Ma nessuno Lo aspetterebbe—nessuno veglierebbe e attenderebbe il Suo ritorno—se non avesse alcuna conoscenza che la Sua venuta è vicina. Gioele 2:1 Suonate la tromba in Sion, date l’allarme sul mio monte santo; tremino tutti gli abitanti del paese, perché il giorno del Signore viene, perché è vicino. Ma nessuno suonerebbe l’allarme, e nessuno chiamerebbe gli abitanti della terra a tremare per la vicinanza del giorno del Signore, se non avessero prove dalle parole profetiche che esso è vicino. Siamo riconoscenti che il nostro Padre celeste, nella grandezza della Sua misericordia, ci ha dato segni, avvertimenti, e così forti assicurazioni, affinché possiamo sapere quando il giorno è vicino, e che non venga come un ladro sull’anima credente; riconoscenti che ci è offerto così il mezzo di sfuggire alla rovina imminente, e di condividere il trionfo dei redenti seguaci dell’Agnello. La posizione attuale di vigilanza e attesa richiede molta fede e pazienza. Dice Paolo: Ebrei 10:35 “Non gettate dunque via la vostra fiducia, che ha una grande ricompensa. 36 Infatti avete bisogno di pazienza, affinché, dopo aver fatto la volontà di Dio [nell’annunciare la venuta di Cristo], possiate ottenere la promessa.
37 Ancora un brevissimo tempo, e colui che deve venire verrà, e non tarderà. 38 Ma il giusto vivrà per fede; e se si tira indietro, l’anima mia non lo gradisce. 39 Ma noi non siamo di quelli che si tirano indietro a loro perdizione, bensì di quelli che credono per la salvezza dell’anima.” Dice Giacomo: Giacomo 5:7” Siate dunque pazienti, fratelli, fino alla venuta del Signore. Ecco, il contadino aspetta il prezioso frutto della terra, e ha pazienza finché abbia ricevuto la pioggia della prima e dell’ultima stagione. Giacomo 5:8 Siate anche voi pazienti; fortificate i vostri cuori, perché la venuta del Signore è vicina.” La posizione attuale e il dovere presente del popolo di Dio sono definiti: Apocalisse 14:12 “Qui è la pazienza dei santi; qui sono quelli che osservano i comandamenti di Dio e la fede di Gesù.”
Una sentinella sulle mura di Sion
(Araldi del Mattino, 1906)
Matteo 24:45 “Chi è dunque il servo fedele e saggio che il suo Signore ha costituito sopra la sua casa per dare loro il cibo a suo tempo? 46 Beato quel servo che il suo Signore, quando verrà, troverà facendo così. 47 In verità vi dico che lo costituirà sopra tutti i suoi beni.”
Caratteristiche del Servo Saggio In questa figura, Cristo è rappresentato come il Signore della casa della fede, 35 che lascia la sua casa e affida ai suoi servi l’opera di prendersi cura della Sua chiesa: • Devono pascere il gregge di Dio, sopra il quale lo Spirito Santo li ha costituiti come sorveglianti 36. • Devono predicare la Parola 37. • Devono vegliare sulle anime come coloro che dovranno renderne conto 38. • Non solo daranno cibo alla casa, ma lo daranno a suo tempo. • Predicheranno la verità presente. La loro ultima opera prima del ritorno del loro Maestro sarà proclamare la sua venuta e insegnare la preparazione necessaria. • Sacrificheranno la compagnia e le benedizioni della casa, e andranno ovunque a predicare la Parola, soffrendo fatica nel corpo e peso nello spirito. Ma tali avranno grande ricompensa nel regno di Dio. Chi è quel servo fedele e saggio? Dove lo troveremo? È colui che si occupa fedelmente e saggiamente degli interessi della casa della fede.
35 Vedi Marco 13:34; Ebrei 3:6. 36 Atti 20:28. 37 2 Timoteo 4:2. 38 Ebrei 13:17.
Matteo 24:46 Beato quel servo che il suo Signore, quando verrà, troverà facendo così. Egli è Fedele Come una sentinella fedele, egli darà l’allarme a tempo debito quando vedrà avvicinarsi la spada. La sua opera, immediatamente prima della fine, è descritta nei seguenti testi:
Gioele 2:1 Suonate la tromba in Sion, date l’allarme sul mio monte santo; tremino tutti gli abitanti del paese, perché il giorno del Signore viene, perché è vicino. Isaia 58 1 Grida a piena gola, non risparmiare; alza la tua voce come una tromba, e mostra al mio popolo le sue trasgressioni, e alla casa di Giacobbe i suoi peccati.
2 Timoteo 4:1 Ti scongiuro dunque davanti a Dio e al Signore Gesù Cristo, che giudicherà i vivi e i morti alla sua apparizione e nel suo regno: 2 predica la Parola, insisti a tempo e fuori di tempo, riprendi, rimprovera, esorta con ogni longanimità e dottrina. 3 Poiché verrà il tempo in cui non sopporteranno la sana dottrina, ma, per prurito di udire, si accumuleranno dottori secondo le proprie voglie, 4 e distoglieranno le orecchie dalla verità, e si volgeranno alle favole. 5 Ma tu sii vigilante in ogni cosa, sopporta le afflizioni, fa’ l’opera di evangelista,
compi pienamente il tuo ministero. Egli è Saggio Proverbi 11:30 …chi guadagna anime è saggio. Egli smaschererà l’errore, poi presenterà la verità nella sua armonia e bellezza, e così condurrà gli uomini alla verità. Quando sarà suo dovere riprendere e rimproverare, lo farà nel tempo e nel luogo opportuni, e allora con ogni… 2 Timoteo 4:2 …longanimità e dottrina. Egli: 2 Timoteo 2:15 Studia per presentarti approvato davanti a Dio, come un operaio che non ha di che vergognarsi, che taglia rettamente la parola della verità.
Il Servo Fedele e Saggio che Veglia (Il Nostro Giorno alla Luce della Profezia, 1918)
Matteo 24:48 “Ma se quel servo malvagio dirà nel suo cuore: Il mio signore tarda a venire; 49 e comincerà a percuotere i suoi compagni di servizio e a mangiare e bere con gli ubriachi;
50 il signore di quel servo verrà in un giorno che egli non aspetta, e in un’ora che non sa, 51 e lo taglierà in due e gli assegnerà la sua parte con gli ipocriti; lì sarà il pianto e lo stridore di denti.”
Relazione con il Messaggio
QUELLO che il servo malvagio dice e fa mostra in modo chiaro la posizione e l’opera del servo fedele e saggio. Il motivo per cui il servo malvagio dice: “Il mio signore tarda a venire,” è che il servo fedele annuncia la venuta del suo Signore. Il servo malvagio percuote il servo fedele, perché egli insegna la rapida venuta del suo Signore. Il servo fedele, fedele alla sua missione di predicare il “vangelo del regno” a una chiesa decaduta e a un mondo beffardo, lavora instancabilmente, e il servo malvagio continua a percuotere. Uno accumula tesoro in cielo39 e si prepara a tornare a casa per la sua ricompensa eterna, mentre l’altro attira su di sé l’ira dell’Altissimo e si prepara a ricevere la coppa pura della furia del Signore40. Il servo fedele converte alcuni alla giustizia, per risplendere in eterno come stelle nella sua corona di gloria41, mentre il servo malvagio prosegue la sua strada verso la morte, rendendo la cupa coppa del dolore che lo aspetta ancora più amara.
39 Matteo 6:20. 40 Apocalisse 14:10. 41 Daniele 12:3.
Ma il giorno della separazione sta per venire. Il Signore verrà e dividerà il servo malvagio, assegnandogli la sua parte tra i perduti. Nel generale pianto e stridore di denti, con gli ipocriti riceverà la parte dovuta alle sue opere. La correttezza di questa applicazione è dimostrata dalle parole del Salvatore nella parte finale di questo capitolo. Entrambe le parti sono formalmente “servi” di Dio. Il “servo malvagio” dice,
Matteo 24:48 Il mio Signore tarda a venire. Ma a causa della sua infedeltà, del rifiuto di ascoltare le istruzioni e gli avvertimenti del suo Signore e del suo cattivo trattamento verso il compagno di servizio che suona l’allarme, il Signore gli assegnerà la sua parte con gli ipocriti. Non gli servirà a nulla aver chiamato il Signore suo Signore; né essere stato considerato un capo del gregge. Essi hanno il dovere, come servi, di dare cibo a tempo debito; di suonare l’allarme; di proclamare il messaggio dell’avvento prossimo, anche alle porte. Ma sono “servi malvagi,” infedeli alla fiducia loro affidata, indifferenti alla “parola certa della profezia.” Non vogliono pensare, né far pensare al popolo, alla venuta del Signore. Comodità e Torpore Tutte le Scritture che parlano di quel giorno esigono vigilanza, diligenza e fervente zelo per essere pronti a incontrarlo. Ma questi sono servi mondani e egoisti. Amano la loro comodità; gridano: “Pace e sicurezza,” mentre una distruzione improvvisa è imminente. 1 Tessalonicesi 5 1” Fratelli, riguardo ai tempi e alle stagioni, non avete bisogno che vi scriva. 2 Voi infatti sapete perfettamente che il giorno del Signore verrà come un ladro di notte. 3 Quando diranno: Pace e sicurezza, allora una distruzione improvvisa verrà su di
loro, come le doglie a una donna incinta; e non scapperanno.”
Amano dormire; dicono, Isaia 56:12 …domani sarà come oggi, e molto più abbondante. Si uniscono alla folla oziosa cantando, “Verrà un tempo migliore.”42 Nelle parole del Salvatore, essi… Matteo 24:49 …mangiano e bevono con gli ubriachi, 2 Pietro 3:3 …camminando secondo i loro desideri. Il compagnismo, le feste, le sagre, la cena per il banchetto—queste cose hanno per loro un’attrazione alla quale il loro egoismo non può resistere. Per questo la pietà viene spodestata; lo zelo si spegne; il portare la croce e l’autodenuncia diventano grazie sgradevoli; desiderare ardentemente la giustizia è un peso; la “forma della pietà” si conserva, ma “la potenza di essa” è andata via.43 Quale condizione per un servo di Dio trovarsi in quando apparirà il suo Padrone! Eppure questa è una descrizione adatta della massa di professori dediti ai banchetti, che voltano con disprezzo lo sguardo dal fastidioso pensiero della prossima venuta del Signore. Quanto diversa è la sorte di quelli che portano la croce e danno alla famiglia della fede il cibo a tempo debito! Matteo 24:46 Beato quel servo che il suo padrone, quando verrà, troverà così operante. Matteo 13:43 Allora i giusti risplenderanno come il sole nel regno del loro Padre. 42 Una poesia popolare di Charles Mackay, messa in musica da Henry Russell, e anche da Stephen Foster (1846). 43 2 Timoteo 3:5.
Riassunto
Invitiamo l’attenzione del lettore sulla seguente lista di punti messi in chiaro nel nostro esame di questo capitolo:
◦ Si preparava all’evento. ◦ Fu fatale per tutti coloro che non (o non vollero) sapere il tempo. “Così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo.” Matteo 24:27, 37, 39.
◦ se non facesse alcuna differenza sapere o non sapere.
LA verità su questo argomento è importante; è importante per noi capirla. Il detto ripetuto spesso che “non fa differenza,” non si applica qui. Ma molti evitano la verità su questo argomento riferendosi ai giusti e pii delle generazioni passate, ai quali non fu dato il messaggio di avvertimento di Apocalisse 14:9-12. Essi furono accettati da Dio e morirono felici; noi vivremo come loro e andremo anche noi in cielo. A questo si possono dare due giuste risposte:
I professanti di oggi non vivono come vivevano i loro padri. Anche solo una generazione fa, i cristiani professavano una semplicità di pietà che oggi è ignorata dalla maggior parte dei professanti. I banchetti e le feste della chiesa, i giochi d’azzardo per ottenere denaro, le rappresentazioni teatrali della chiesa e altri divertimenti profani ora imposti al nome del cristianesimo “per usi pii” (per citare un termine della chiesa madre), non sarebbero mai stati tollerati nemmeno per un momento dai nostri padri delle generazioni passate. La pietà sincera e vitale di mezzo secolo fa è ora conosciuta da pochi,—un “piccolo gregge”(44) contando tutti. I nostri padri, nelle denominazioni, si leveranno per condannare quest’età amante del piacere. L’obiezione che stiamo osservando è un’offesa alla pietà e allo zelo dei nostri padri, come le loro vite sono un rimprovero alla fredda formalità della religione odierna. Chiediamoci a nostra volta, perché Seth, Enoch e altri prima del tempo di Noè, non furono richiesti di costruire un’arca? Enoch era così pio da ricevere la testimonianza che le sue vie piacevano a Dio, e fu traslato senza vedere la morte. Non poteva Noè vivere come Enoch e salvarsi, senza la croce e il lavoro di costruire un’arca? La risposta è chiara a quasi tutti. Non poteva, e perché? Perché Noè visse al tempo del diluvio e Enoch no.
44 Luca 12:32.
Non poteva predicare il messaggio di Noè; visse in un tempo troppo precoce per quello. Noè non poteva essere accettato da Dio facendo solo ciò che fece Enoch, perché visse in circostanze diverse. Eventi straordinari richiedono preparazioni straordinarie; e quelle preparazioni sono adatte a nessun altro tempo se non al proprio.
Così è per la predicazione della venuta del Signore. Per le generazioni passate non era “verità presente.” Esse non potevano dare il messaggio di avvertimento. Ma noi, che
abbiamo visto i segni della Sua venuta, che “conosciamo il tempo,”45 che “vediamo il giorno avvicinarsi,”46 dobbiamo proclamare questa verità e suonare l’allarme, come Noè proclamò l’avvicinarsi del diluvio. Come fu necessario, per essere salvati, ricevere il messaggio di Noè, così è necessario, per essere preparati all’avvento del nostro Signore, accettare la verità riguardo alla Sua venuta prossima.
45 Romani 13:11-12 46 Ebrei 10:25.
I nostri antenati vissero secondo tutta la verità che fu loro mostrata (L. Noel dopo P.A. Labouchère, 1847 – Wellcome Collection)
NON sarà invano che Lo aspettano, perché Egli apparirà per la loro salvezza. Ebrei 9:28 Cristo infatti una sola volta è stato offerto per portare i peccati di molti; e alla seconda volta apparirà, senza peccato, a quelli che Lo aspettano per la salvezza. Non è invano che amano la Sua apparizione, perché è riservata loro una corona di giustizia. 2 Timoteo 4:8 Ora mi è riservata la corona della giustizia, che il Signore, il giusto giudice, mi darà in quel giorno; e non solo a me, ma anche a tutti quelli che hanno amato la sua apparizione. La loro fedele attesa sarà ricompensata, perché quando Egli apparirà, essi appariranno con Lui in gloria. Colossesi 3:4 Quando Cristo, che è la nostra vita, apparirà, allora anche voi apparirete con Lui in gloria.
I loro nomi potranno essere gettati fuori come malvagi, potranno soffrire biasimo e disprezzo quaggiù, ma quando Egli verrà riceveranno una corona di gloria che non appassisce. 1 Pietro 5:4 Quando apparirà il Sommo Pastore, riceverete la corona della gloria che non appassisce.
Le parole non possono descrivere quella gloria. L’uomo finito non può comprenderne la grandezza; perché, davvero, 1 Corinzi 2:9 Occhio non ha visto, né orecchio ha udito, né mai è entrato in cuore d’uomo ciò che Dio ha preparato per quelli che Lo amano.
Non possiamo capire come chi prende la Bibbia per insegnante, e professa di amare il Signore Gesù, possa avere un pregiudizio contro la Sua seconda venuta. Egli ha promesso ai suoi seguaci che saranno ricompensati alla resurrezione dei giusti, che avviene alla Sua venuta, e che non avverrà mai se Egli non viene.
Luca 14:14 E sarete benedetti… perché sarete ricompensati alla resurrezione dei giusti. Parlando dei segni della Sua venuta disse: Luca 21:28 E quando queste cose cominceranno ad accadere, alzatevi e sollevate la testa, perché la vostra redenzione è vicina.
I santi, che hanno le primizie dello Spirito, gemono per la redenzione del corpo. Romani 8:23 …anche noi, che abbiamo le primizie dello Spirito, gemiamo in noi stessi, aspettando l’adozione, la redenzione del nostro corpo. Questa è la redenzione che sarà compiuta alla venuta di Cristo e alla resurrezione dei giusti. La gioia di quel giorno è indicibile. Dice il Salvatore:
Apocalisse 22:12 Ecco, io vengo presto, e la mia ricompensa è con me. Con fervore i nostri cuori rispondono, 20 Sì, vieni, Signore Gesù.
LEZIONE 1 – LA FINE DEL MONDO
Signs of the Times, 3 ottobre 1900
La fine del mondo! Quanto spesso se ne parla nella Bibbia! Quanto spesso se ne parla tra la gente,—così spesso che l’espressione è quasi un proverbio! E quanti pochi credono davvero in una cosa simile! Infatti, se fosse lasciato al popolo del mondo decidere se debba esserci una fine del mondo, è certo che non ce ne sarebbe mai, perché nessuna generazione di persone vorrebbe mai che il mondo finisse nel proprio tempo. Inoltre, se fosse lasciato al popolo decidere se debba esserci una fine del mondo, non ce ne sarebbe mai; perché di per sé il popolo del mondo non può mai conoscere con certezza l’inizio del mondo; e come potrebbe conoscere una fine?
La conoscenza sia dell’inizio sia della fine del mondo è interamente questione di rivelazione. Perciò solo… Ebrei 11:3 Per fede comprendiamo che i mondi sono stati formati dalla parola di Dio, sì, le cose che si vedono non sono state fatte di cose apparenti.
I mondi furono formati, fatti, creati. Fu fatto dalla parola di Dio. Salmo 33:6 Per la Parola del Signore furono fatti i cieli, e tutto l’esercito di essi per lo spirito della sua bocca. 9 Egli parlò, ed essi furono. E così interamente i mondi furono formati dalla parola di Dio, Ebrei 11:3 …le cose che si vedono non sono state fatte di cose che appaiono. Essendo il mondo stato creato, solo dal Creatore può essere conosciuto lo scopo e il corso della sua esistenza, e se ci sarà una fine. Essendo il mondo stato prodotto dalla parola di Dio, solo per la Parola di Dio potrà mai essere conosciuto che ci sarà una fine del mondo. E quando la Parola di Dio si esprime su questo argomento, come su ogni altro, tutto ciò che è detto in quella Parola è definitivo, e deve essere accettato, perché quella è l’unica fonte di conoscenza, e Egli è l’unica autorità qualificata a parlare sull’argomento. Che cosa dice dunque la Parola riguardo alla fine del mondo? Due volte nella parabola della zizzania Gesù usa decisamente l’espressione “la fine del mondo.” Matteo 13:38 Il campo è il mondo; il buon seme sono i figli del regno; ma la zizzania sono i figli del maligno; 39 Il nemico che l’ha seminata è il diavolo; la mietitura è la fine del mondo; e i mietitori sono gli angeli. 40 Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così sarà alla fine di questo mondo. 41 Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e coloro che commettono iniquità; 42 e li getteranno nel forno ardente: là sarà pianto e stridore di denti. 43 Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del loro Padre. Chi ha orecchi per intendere, intenda. Ancora, nella parabola della rete gettata in mare e che raccoglie ogni genere, Gesù dice: Matteo 13:48 Quando fu piena, la tirarono a riva, si sedettero e raccolsero i buoni nelle giare, ma i cattivi li gettarono via. 49 Così sarà alla fine del mondo: verranno gli angeli e separeranno i malvagi dai giusti, 50 e li getteranno nel forno ardente: là sarà pianto e stridore di denti. Ancora, quando Gesù incaricò i suoi discepoli di predicare il Vangelo, disse:
Matteo 28:20 Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo. Perciò, tanto certamente quanto Gesù ha parlato, ci sarà la fine del mondo. Questo è così certo perché: Giovanni 1:10 Il mondo è stato fatto per mezzo di Lui, — e poiché è al Suo venire che si avrà la fine del mondo. Dalle parole già citate è evidente che la fine del mondo avviene con il fuoco — nel giudizio e nella distruzione degli empi. Ciò è ulteriormente mostrato in un altro passo: 2 Pietro 3:5 Per questo essi volontariamente ignorano che per la Parola di Dio i cieli furono anticamente fatti, e la terra era formata dall’acqua e mediante l’acqua; 6 per mezzo della quale il mondo di allora, essendo sommerso dall’acqua, perì; 7 ma i cieli e la terra attuali sono conservati con la medesima Parola, riservati al fuoco per il giorno del giudizio e della perdizione degli uomini empi. Così, per la Parola di Dio, che ha fatto il mondo, è certo che il mondo avrà una fine; poiché, 2 Pietro 3:10 Il giorno del Signore verrà come un ladro di notte; nel quale i cieli passeranno con gran rumore, gli elementi si dissolveranno ardendo, e la terra e le opere che in essa sono saranno bruciate. 12 I cieli, infiammati, si dissolveranno e gli elementi, ardendo, si fonderanno. Apocalisse 6:14 I cieli si ritireranno come una pergamena che si arrotola, e ogni montagna e isola sarà spostata dal proprio posto. 15 E i re della terra, i grandi, i ricchi, i capi delle milizie, i potenti, ogni schiavo e ogni libero si nasconderanno nelle caverne e tra le rocce dei monti; 16 e grideranno alle montagne e alle rocce: “Cadete su di noi e nascondeteci dalla presenza di Colui che siede sul trono e dall’ira dell’Agnello; 17 perché è venuto il gran giorno della sua ira, e chi potrà sostenerlo?” Isaia 2:20 In quel giorno l’uomo getterà via gli idoli d’argento e gli idoli d’oro, che ciascuno si era fatti per adorare, ai topi e ai pipistrelli; 21 si rifugerà nelle fenditure delle rocce, per paura del Signore e per la gloria della Sua maestà, quando si alzerà a scuotere terribilmente la terra. 11 Gli sguardi superbi degli uomini saranno abbassati, l’arroganza degli uomini sarà piegata, e il Signore solo sarà esaltato in quel giorno. Quando Gesù parlava ripetutamente della “fine del mondo,” non pronunciava una novità; poiché tutti i profeti ne avevano parlato, ed Egli parlava di una cosa di cui tutti coloro che conoscevano le Scritture erano familiari. Inoltre, è il Suo stesso venire che porta la fine del mondo; e tutti i profeti da… Giuda 14 Anche Enoch, il settimo dopo Adamo, profetizzò di queste cose [due eventi simultanei]. Enoch disse: 15 “Ecco, il Signore viene con migliaia dei suoi santi, per fare giudizio su tutti”; — e tutti gli altri profeti avevano seguito con lo stesso annuncio e avvertimento, tanto che tempo e spazio non basterebbero a ricordare tutte le parole. Che la seconda venuta del Signore e la fine del mondo siano eventi simultanei era così ben compreso dai discepoli dalle Scritture, che quando chiesero a Gesù della fine del mondo, la loro domanda fu,
Matteo 24:3 “Quale sarà il segno della tua venuta e della fine del mondo?” Il segno dell’una è il segno dell’altra; lo stesso segno annuncia entrambe. Dal giorno in cui il peccato entrò nel mondo, è stato stabilito da Dio, ed è stato comunicato agli uomini nella Parola di Dio, che vi sarà una fine per questo mondo. Poiché, Atti 17:31 “[Dio] ha fissato un giorno nel quale giudicherà il mondo con giustizia per mezzo dell’uomo che Egli ha stabilito; e ne ha dato a tutti una prova certa, risuscitandolo dai morti.” La risurrezione di Cristo stessa è una certezza per tutti gli uomini che ci sarà una fine del mondo. Poiché la risurrezione di Cristo è una certezza per tutti gli uomini che tutti saranno giudicati; ed è certezza di questo, in quanto la Sua risurrezione è garanzia della risurrezione di ogni uomo, dal “primo uomo Adamo” fino all’ultimo uomo che vivrà sulla terra. E la risurrezione dei morti avviene alla seconda venuta del Signore; e la seconda venuta del Signore porta la fine del mondo. 1 Corinzi 15:22 “Infatti, come tutti muoiono in Adamo, così anche in Cristo saranno tutti vivificati. 23 Ma ciascuno nel proprio ordine: Cristo, la primizia; poi quelli che sono di Cristo, alla sua venuta. 24 Poi verrà la fine.” Poiché, dunque, vi sarà certamente “la fine del mondo,” e una fine di tale portata, 2 Pietro 3:11 “Poiché dunque tutte queste cose devono dissolversi, quali non dovete essere voi in una santa condotta e in pietà, 12 aspettando e affrettando la venuta del giorno di Dio?” Che dire, dunque, del tempo? Quando avverranno queste cose? Che cosa dice il Creatore e Conservatore del mondo riguardo al tempo in cui si deve propriamente aspettare e attendere la fine del mondo? La prossima settimana inizieremo una serie di sei studi sulla risposta del Signore alla precisa domanda circa il segno della Sua… Matteo 24:3 …venuta e della fine del mondo. Chi mai potrebbe non desiderare di studiare la risposta del Signore a tale domanda?
LEZIONE 2 – NESSUNO VI SEDUCA
Signs of the Times, 10 ottobre 1900
Matteo 24:1 E Gesù uscì dal tempio e se ne andava, quando i suoi discepoli si avvicinarono per mostrargli gli edifici del tempio. 2 Ma Gesù disse loro: “Non vedete tutte queste cose? In verità vi dico: non sarà lasciata qui pietra su pietra che non sia diroccata.” 3 Mentre sedeva sul monte degli Ulivi, i discepoli si avvicinarono a Lui in disparte, dicendo: “Dicci, quando avverranno queste cose? E quale sarà il segno della tua venuta e della fine del mondo?” 4 E Gesù rispose loro. RISPOSE pienamente. La sua risposta copre tutto il tempo da quel momento fino alla sua venuta e alla fine del mondo. Diversi aspetti importanti sono toccati, e altri vengono trattati in modo piuttosto approfondito. Ma la prima cosa in assoluto detta nella risposta del Signore alla domanda dei suoi discepoli è: 4 “Guardate che nessuno vi seduca.” Questa, dunque, è la più importante di tutte le considerazioni in relazione alla venuta
del Signore e alla fine del mondo. Questo pensiero è ripetuto e sottolineato da Paolo, quando scrive sullo stesso argomento: 2 Tessalonicesi 2:1 “Ora, fratelli, vi preghiamo, riguardo alla venuta del nostro Signore Gesù Cristo e al nostro adunamento con Lui, 2 di non lasciarvi facilmente sconvolgere nella mente, né turbare da spirito, né da parola, né da epistola come proveniente da noi, quasi che il giorno di Cristo sia già presente. 3 Nessuno vi inganni in alcun modo.” Essere ingannati riguardo alla venuta del Signore e alla fine del mondo è l’inganno peggiore possibile; poiché essere così ingannati significa essere impreparati per quell’evento meraviglioso e decisivo, e quindi essere colti di sorpresa e distrutti. 1 Tessalonicesi 5:2 “Perché… il giorno del Signore verrà come un ladro nella notte. 3 Quando diranno: “Pace e sicurezza”, allora una rovina improvvisa verrà su di loro; e non scamperanno. Luca 21:35 Poiché come un laccio verrà su tutti quelli che abitano sulla faccia di tutta la terra. Essere ingannati nel pensare che il Signore non stia per venire quando invece sta per venire, significa essere impreparati, e quindi essere colti di sorpresa e distrutti. Essere ingannati nel pensare che Egli stia per venire quando in realtà non sta per venire, porta solo a una delusione, e così, a causa dell’inganno e della delusione, si giunge a non credere più nella Sua venuta quando Egli veramente verrà, e quindi, anche in tal caso, si è impreparati, e di conseguenza colti di sorpresa e distrutti. E proprio perché essere così ingannati comporta la più fatale di tutte le conseguenze, Gesù inizia il Suo insegnamento su questa questione tanto importante con ciò che è la considerazione più importante di tutte: Matteo 24:4 Guardate che nessuno vi seduca. Inoltre, questo è l’insegnamento più importante in relazione all’argomento, perché proprio su questo punto viene fatto il maggior sforzo per ingannare. Gesù stesso dice: 5 Poiché molti verranno nel mio nome, dicendo: “Io sono il Cristo”; e ne sedurranno molti. E ancora, 11 Sorgeranno molti falsi profeti, e ne sedurranno molti. E ancora, 24 Sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno grandi segni e prodigi, tanto da sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti. 25 Ecco, ve l’ho predetto. Avendo preso una tale precauzione, ed avendo mostrato tanta cura nel mettere tutti in guardia dall’essere ingannati, è necessario che Egli renda la questione così chiara da permettere a chiunque di sfuggire all’inganno. Questo, infatti, Egli lo ha fatto. Lo ha fatto in modo così completo che chiunque crederà alla Sua Parola può sfuggire completamente a ogni inganno riguardo alla Sua venuta, sia quanto alla personalità, al tempo o al modo del Suo ritorno. Anzitutto, quanto alla personalità e al modo della Sua venuta. Nota ancora le Sue parole: Matteo 24:5 Molti verranno nel mio nome, dicendo: “Io sono il Cristo”, e ne sedurranno molti. È dunque perfettamente chiaro che chiunque venga in qualunque luogo, in qualunque momento, o in qualunque modo, dicendo: “Io sono il Cristo”, è un ingannatore; e nessuno deve mai credere a una simile affermazione. Egli dice ancora: 25 Se alcuno vi dirà: “Ecco, il Cristo è qui” o “è là”, non lo credete. Da ciò è perfettamente evidente che, ogni volta e ovunque una persona dica a un’altra: “Cristo è venuto qui, oppure è venuto là, vieni a vederlo”, –quella persona è un ingannatore e, se ci crede davvero, è essa stessa ingannata. E nessuno al mondo deve mai credere che una cosa simile rappresenti la venuta del Signore. Gesù sottolinea ulteriormente ciò: 26 Se dunque vi diranno: “Ecco, è nel deserto”, non vi andate; “Ecco, è nelle stanze segrete”, non lo credete. Sicuramente, dunque, nessuno ha bisogno di essere ingannato in alcuno di questi modi riguardo alla venuta del Signore; è estremamente facile sfuggire a qualsiasi inganno in proposito. La via è resa perfettamente chiara; i criteri sono tutti semplici e facilmente applicabili; e la parola al riguardo è breve e facile da ricordare. Tutto ciò che una persona deve fare è semplicemente credere a questa semplice parola di Gesù. Eppure Egli non si ferma nemmeno qui. Prosegue e presenta il caso con tale chiarezza da escludere ogni possibilità di inganno riguardo alla Sua venuta, da parte di chiunque presti anche solo un minimo di attenzione alla Sua Parola. Non solo Egli dice, come già citato, che chiunque venga dicendo: “Io sono il Cristo”, oppure: “Ecco, è qui, nelle stanze segrete”, oppure: “Ecco, è là, nel deserto”, –è un ingannatore, ma spiega anche perché tutte queste idee siano ingannevoli. Ed ecco il motivo: Matteo 24:27 “Perché, come il lampo esce da oriente e si vede fino a occidente, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo.” Come detto in un altro passo: Luca 17:24 Come il lampo, che balenando risplende da un’estremità all’altra del cielo, così sarà il Figlio dell’uomo nel suo giorno. Questa è una ragione tanto semplice, così facile da ricordare, eppure così conclusiva, da annientare ogni possibilità d’inganno riguardo alla Sua venuta per chiunque abbia anche solo una minima disposizione a credere alla Parola di Gesù sul Suo proprio ritorno nel mondo. Non vi è possibilità alcuna che qualcuno possa contraffare la Sua venuta, e quando essa avverrà, nella sua luminosità simile al lampo che illumina potentemente tutto il cielo e la terra, non ci sarà né possibilità né bisogno che qualcuno dica agli altri: “Ecco, è qui” o “è là”. È persino scritto: Apocalisse 1:7 “Ecco, Egli viene con le nuvole, ed ogni occhio lo vedrà”.
Come, dunque, potrebbe essere possibile contraffarla? E come potrebbe qualcuno essere ingannato al riguardo, se solo crede alla Parola? Una parola ancora riguardo allo splendore celeste e luminosissimo nel quale si manifesta la venuta del Signore: la causa non è in qualche speciale manifestazione pensata per abbellire l’occasione; è semplicemente la natura stessa della Sua venuta. Egli, infatti, viene nella Sua propria gloria; viene anche nella gloria del Padre, e con i santi angeli. Ora, di Gesù stesso nella Sua gloria è scritto:
14” Il Suo capo e i Suoi capelli erano bianchi come lana, candidi come neve; e i Suoi occhi come fiamma di fuoco; 15 E i Suoi piedi simili a bronzo incandescente, come se fossero in una fornace… 16… e il Suo volto era come il sole quando risplende nella sua forza.”
Del Padre è scritto che: 1 Timoteo 6:16 [Egli] abita una luce inaccessibile, –una luce tanto superiore allo splendore del sole che, in quel giorno, Isaia 24:23 …il sole sarà confuso, –e la città di Dio non ha bisogno del sole per risplendere in essa, perché la gloria di Dio la illumina, Apocalisse 21:23 …e l’Agnello è il suo lume. Questa è la gloria del Padre e di Cristo, nella quale Gesù apparirà alla Sua seconda venuta. Eppure, nemmeno questo è tutto; con Lui vengono i santi angeli. E di uno solo di questi è scritto: Matteo 28:3 Il suo aspetto era come di folgore, e la sua veste bianca come neve. Questo riguarda uno solo; eppure, quando Gesù viene, con Lui vengono di questi… Apocalisse 5:11 …mille miriadi di miriadi e migliaia di migliaia, Ebrei 12:22 …una moltitudine innumerevole, —una schiera così potente che i cieli ne sono così pieni, e della loro gloria, che tutto sembra come immense ondate di nuvole. Tutti i cieli sono completamente “avvolti in uno splendore di gloria sconfinata.”47 E tale è la venuta del Signore. Questo, e solo questo, è il modo della Sua venuta. Ancora: gli accompagnamenti di quella venuta: I cieli si arrotolano Anzitutto, lo squarcio dei cieli con un gran fragore, quando il cielo si ritira come una pergamena che si arrotola. 2 Pietro 3:10 Ma il giorno del Signore verrà come un ladro; in esso i cieli passeranno con fragore, gli elementi infiammati si dissolveranno, la terra e le opere che sono in essa saranno bruciate. Apocalisse 6:14” E il cielo si ritirò come una pergamena che si arrotola; e ogni monte e isola furono rimossi dal loro luogo.”
47 Alexander Pope, Traduzione dell’Iliade di Omero, Libro XI.
La Voce
In secondo luogo, pronunciata dal tempio del cielo, dal trono, quella voce che scuote sia la terra che il cielo, così che essi sono completamente scossi e rimossi.
Ebrei 12:26 La cui voce scosse allora la terra; ma ora Egli ha promesso dicendo: Ancora una volta io scuoterò non solo la terra, ma anche il cielo. Apocalisse 16:17 E il settimo angelo versò la sua coppa nell’aria; e una gran voce uscì dal tempio del cielo, dal trono, dicendo: È fatto. 18 E vi furono voci, e tuoni, e lampi; e vi fu un gran terremoto, tale che mai ve ne fu uno simile da quando gli uomini sono sulla terra: un terremoto così forte, così grande. 19 E la grande città fu divisa in tre parti, e le città delle nazioni caddero; e la grande Babilonia venne in memoria davanti a Dio, per darle il calice del vino dell’ardore della Sua ira. 20 E ogni isola fuggì, e i monti non furono trovati.
Resurrezione e Traslazione
In terzo luogo, la resurrezione dei morti e la traslazione dei giusti viventi:
1 Tessalonicesi 4:16 2Perché il Signore stesso, con potente comando, con voce d’arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e i morti in Cristo risusciteranno per primi; 17 poi noi viventi, che saremo rimasti, saremo rapiti insieme con loro sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria; e così saremo sempre con il Signore.”
La venuta del Signore è tutto questo, e non un’ombra di meno; anzi, è perfino molto di più. E in vista di tutto ciò, o anche solo di quanto abbiamo potuto qui esporre, come può essere possibile che qualcuno venga ingannato riguardo alla Sua venuta? Non è possibile, se non per coloro che si rifiutano di credere alla Sua Parola. Matteo 24:4 Badate che nessuno vi seduca.
2 Tessalonicesi 2:3 Nessuno vi inganni in alcun modo. E ciò equivale semplicemente a dire, in altre parole: • Credete alla Parola, • Ricevete la Parola,
LEZIONE 3 – QUANTO AL TEMPO DELLA SUA VENUTA
Signs of the Times, 17 ottobre 1900
Dopo aver dato il consiglio di mettere in guardia i Suoi discepoli dall’essere ingannati riguardo alla personalità e alla maniera della Sua venuta, Gesù dà successivamente il consiglio di guardarsi dall’essere ingannati riguardo al tempo della Sua venuta e della fine del mondo.
Egli non dice soltanto: Matteo 24:5 Molti verranno dicendo: Io sono il Cristo, –ma che questi stessi diranno: Luca 21:8 Il tempo è vicino [o “si avvicina” secondo la Diodati]. Ma Egli dice: Luca 17 [Luca 21:8] 23 Non andate dietro a loro. Questo non voleva dire né implicare che non sarebbe mai potuto venire un tempo in
cui sarebbe stato appropriato per qualcuno dire: “Il tempo è vicino” o “si avvicina.” Voleva soltanto dire che non ci sarebbe mai potuto essere un tempo in cui qualcuno potesse venire dicendo: “Io sono il Cristo, e il tempo è vicino,”
–perché, come è stato ampiamente mostrato, chiunque venga, in qualsiasi luogo o tempo, dicendo: “Io sono il Cristo,” è un ingannatore. E questo, essendo falso quanto alla personalità e alla maniera della Sua venuta, sarebbe, per sua natura, falso anche nell’affermare che:
“Il tempo è vicino.” In secondo luogo, voleva dire, come è ampiamente mostrato non solo nelle Sue stesse parole che seguono, ma anche in altri luoghi della Bibbia, che doveva trascorrere un lungo periodo di tempo e doveva avvenire una notevole serie di eventi prima che qualcuno potesse dire veramente: “Il tempo è vicino,” riguardo alla Sua venuta e alla fine del mondo. Pertanto, chiunque dicesse: “Il tempo è vicino,” prima che questo lungo periodo fosse passato e questi notevoli eventi si fossero verificati tutti, non farebbe altro che ingannare. In tali circostanze, chiunque dicesse così sarebbe soltanto un ingannatore, perché parlerebbe solo dall’immaginazione del proprio cuore, e non per parola del Signore. A questo proposito, infatti, è scritto in un altro luogo: 2 Tessalonicesi 2:1” Ora, fratelli, vi preghiamo riguardo alla venuta del Signore nostro Gesù Cristo e al nostro adunarci con Lui, 2 di non lasciarvi facilmente sconvolgere nella mente, né turbare, né da spirito, né da parola, né da qualche lettera come se fosse nostra, come se il giorno di Cristo fosse imminente. 3 Nessuno vi inganni in alcun modo; poiché quel giorno non verrà se prima non sia venuta l’apostasia, e non sia stato manifestato l’uomo del peccato, il figlio della perdizione, 4 l’avversario, colui che si innalza sopra tutto ciò che è chiamato Dio o oggetto di culto, fino al punto da sedersi nel tempio di Dio, mostrando se stesso come Dio. 5 Non vi ricordate che, quando ero ancora con voi, vi dicevo queste cose? 6 E ora sapete ciò che lo trattiene, affinché sia manifestato a suo tempo. 7 Infatti il mistero dell’iniquità è già all’opera; soltanto c’è chi lo trattiene al presente, finché sia tolto di mezzo. 8 E allora sarà manifestato quell’empio, che il Signore distruggerà con il soffio della Sua bocca e annienterà con l’apparizione della Sua venuta, 9 la cui venuta avverrà per l’efficacia di Satana, con ogni potenza, segni e prodigi bugiardi, 10 e con ogni inganno d’iniquità per quelli che periscono, perché non hanno ricevuto l’amore della verità per essere salvati. Così, tutte queste cose devono accadere prima che chiunque possa veramente dire della venuta del Signore e della fine del mondo che “il tempo è vicino” o “si avvicina.” E la risposta di Gesù alla domanda dei Suoi discepoli copre lo stesso periodo e contempla la stessa successione di eventi. Ricordate che la domanda dei discepoli riguardo alla Sua venuta e alla fine fu:
Matteo 24:3 Quale sarà il segno della tua venuta e della fine del mondo? E nella Sua risposta Gesù non lascia intendere in alcun modo che non ci sarebbero stati segni, né che nulla poteva essere conosciuto sull’argomento. Ma, prima di tutto, dà un pieno consiglio contro l’essere ingannati riguardo ai tempi, consiglio che proteggerà efficacemente tutti dall’inganno, se crederanno alla Sua Parola. Così Egli dice:
Matteo 24:5 Molti verranno nel mio nome, dicendo: Io sono il Cristo, Luca 21:8 …e il tempo è vicino; Matteo 24:5 …e ne sedurranno molti, Luca 17:23 …non andate dietro a loro.
Marco 13:19 Perché in quei giorni vi sarà una tribolazione tale, quale non ve n’è stata dal principio della creazione fatta da Dio fino ad ora, né mai più vi sarà. 9. ACCORCIAMENTO DEI GIORNI DI PERSECUZIONE Marco 13:20 E se il Signore non avesse abbreviato quei giorni, nessuno scamperebbe; ma, a motivo degli eletti che Egli ha scelto, ha abbreviato quei giorni.
specificamente la lieta notizia della Sua venuta, questo vangelo del Regno, che deve essere così predicato.
Questo è certo, perché questo è il grande soggetto del Suo discorso, e quel discorso fu pronunciato in risposta alla domanda diretta sulla Sua venuta e sulla fine del mondo. E, parlando di questo soggetto in risposta alla domanda diretta su questo tema, Egli ha parlato della Sua venuta, del modo della Sua venuta, e degli eventi che avrebbero dovuto precederla; e poi, giunto al punto finale della risposta alla domanda, Egli disse:
14 Questo vangelo del Regno sarà predicato… Quella parola “questo vangelo del Regno” lo riferisce alla predicazione in tutto il mondo della lieta notizia della Sua venuta sulle nuvole del cielo con potenza e gloria — la lieta notizia della Sua venuta e del Suo Regno. E quando “questo vangelo del Regno” sarà stato predicato in tutto il mondo, a tutte le nazioni, allora VERRÀ LA FINE. E nel grande messaggio triplice di Apocalisse 14:6-12 vi è il perfetto complemento di questa parola di Gesù riguardo alla predicazione di questo vangelo del Regno in tutto il mondo, a tutte le nazioni. E in Apocalisse 14:14-16 vi è il perfetto complemento di questa parola di Gesù riguardo alla Sua venuta e alla venuta della fine, che segue la predicazione di questo vangelo del Regno. Così leggiamo: Apocalisse 14:6 “E vidi un altro angelo volare in mezzo al cielo, che aveva un vangelo eterno da annunciare agli abitanti della terra, e a ogni nazione, tribù, lingua e popolo, 7 dicendo con gran voce: Temete Dio e dategli gloria, perché l’ora del Suo giudizio è venuta; e adorate Colui che ha fatto il cielo, la terra, il mare e le fonti delle acque. 8 E un altro angelo seguì, dicendo: Caduta, caduta è Babilonia, la grande città, perché ha fatto bere a tutte le nazioni il vino dell’ira della sua fornicazione. 9 E un terzo angelo li seguì, dicendo con gran voce: Se qualcuno adora la bestia e la sua immagine, e ne riceve il marchio sulla fronte o sulla mano, 10 anch’egli berrà del vino dell’ira di Dio, versato puro nel calice della Sua indignazione… 12 Qui è la pazienza dei santi: qui sono coloro che osservano i comandamenti di Dio e la fede di Gesù. 14 Poi guardai, ed ecco una nuvola bianca, e sulla nuvola stava seduto uno simile a un Figlio d’uomo, che aveva sulla testa una corona d’oro, e nella mano una falce affilata. 15 E un altro angelo uscì dal tempio, gridando a gran voce a Colui che sedeva sulla nuvola: Getta la tua falce e mieti, perché l’ora di mietere è venuta, poiché la messe della terra è matura. 16 E Colui che sedeva sulla nuvola gettò la Sua falce sulla terra, e la terra fu mietuta.” E Gesù stesso disse in un altro passo: Matteo 13:39 …la messe è la fine del mondo. Così è certo che in queste Scritture è mostrato il messaggio e il tempo della predicazione di “questo vangelo” della venuta e del Regno del Signore, che sarà
seguito dalla vera venuta del Signore e dalla fine del mondo, su cui i discepoli avevano interrogato. Così, per quanto riguarda il modo e il tempo della Sua venuta e della fine del mondo. Ma che dire, allora, del “segno” della Sua venuta e della fine del mondo? Questo sarà considerato in seguito.
LEZIONE 4 – I SEGNI DELLA VENUTA DEL SIGNORE
Signs of the Times, 24 e 31 ottobre 1900 Titolo originale: The Signs of the Lord’s Coming and of the End of the World
Matteo 24: 3 Quale sarà il segno della tua venuta e della fine del mondo? Questa domanda i discepoli rivolsero a Gesù. E Gesù rispose direttamente alla domanda, e in modo persino più completo di quanto avessero chiesto. Essi chiesero: “Quale sarà il segno?” e Gesù rispose: “Vi saranno segni” — non uno solo, ma diversi; e in luoghi differenti. Ma prima Egli indica chiaramente il tempo in cui i segni avrebbero cominciato ad apparire, affinché coloro che cercavano con intelligenza il Suo ritorno potessero sapere quando aspettarsi i segni e, di conseguenza, sapere che il Suo ritorno e la fine erano vicini. Così Egli dice: 29 “Ora, subito dopo l’afflizione di quei giorni, il sole si oscurerà e la luna non darà il suo chiarore, le stelle cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno scrollate” Immediatamente dopo la tribolazione di quei giorni Nel periodo che sarebbe intercorso tra il giorno in cui Gesù pronunciò queste parole e il giorno del Suo ritorno e della fine del mondo, Egli aveva già annunciato — come emerso nello studio precedente — che grandi prove sarebbero sopraggiunte sugli eletti…
Matteo 24:21 Perché allora vi sarà una tribolazione così grande, quale non vi fu mai dal principio del mondo fino ad ora, né mai più vi sarà. 22 E se quei giorni non fossero abbreviati, nessuna carne si salverebbe; ma a motivo degli eletti quei giorni saranno abbreviati.”
Questi sono i giorni profetici menzionati in… Apocalisse 12:6 …mille duecentosessanta giorni, — un giorno per ogni anno — durante i quali la chiesa di Dio, gli eletti, fu… Apocalisse 12:14 “Ma furono date alla donna le due ali della grande aquila, per volare nel deserto nel suo luogo, dove essa è nutrita per un tempo, dei tempi e la metà di un tempo, lontano dalla presenza del serpente. 15 Allora il serpente gettò dalla sua bocca, dietro alla donna, dell’acqua come un fiume, per farla portare via dal fiume,” Daniele 7:8 …piccolo corno… 21 …fece guerra ai santi e prevalse contro di loro, 25 …e logorò i santi dell’Altissimo. Sono i giorni in cui la Morte, sul suo “cavallo verdastro,” cavalcava vittoriosa, con l’Inferno che la seguiva, mentre uccideva…
Apocalisse 6:8 E io vidi, ed ecco un cavallo giallastro; e colui che lo cavalcava aveva nome la Morte, e dietro ad essa veniva l’Ades. E fu loro data potestà sulla quarta parte della terra, per uccidere con la spada, con la fame, con la morte e mediante le fiere della terra. 9 Quando egli aperse il quinto sigillo, io vidi sotto l’altare le anime di coloro che erano stati uccisi a motivo della parola di Dio e a motivo della testimonianza che avevano resa;
Sono i giorni in cui: Apocalisse 2:20 …quella donna Iezabel, Apocalisse 17:5 …Babilonia la grande, la madre delle meretrici e delle abominazioni della terra, — usò il suo terribile potere in modo così impressionante che era… 6 …ubriaca del sangue dei santi e del sangue dei martiri di Gesù. Sono i giorni in cui questa… Daniele 11 [margine] 31 …abominazione che stupisce, — fece sì che molti… 33 …cadessero di spada, di fiamma, di prigionia e di saccheggio, per molti giorni. Dunque, “quei giorni” sono i mille duecentosessanta anni di supremazia papale, che iniziarono nel 538 d.C., con l’estirpazione dell’ultimo dei “tre” regni menzionati in Daniele 7:8, 20, 24, e terminarono nel 1798 d.C., quando il governo papale fu abolito a Roma, quando fu di nuovo proclamata una repubblica romana e… …le antiche fondamenta del Campidoglio risuonarono ancora delle grida, se non dello spirito, della libertà; e il venerabile vessillo, S.P.Q.R., dopo quattordici secoli, tornò a sventolare al vento,48 — e il papa fu fatto prigioniero e portato in Francia, dove morì a Valence, il 29 agosto 1799. E, Matteo 24:29 …la tribolazione di quei giorni, — è la terribile persecuzione inflitta dal Papato, come mostrato dalle Scritture menzionate nel paragrafo precedente, e confermata dalla storia del Medioevo. Ma Gesù disse: 22 …quei giorni saranno abbreviati, — e 22 …per amore degli eletti. Daniele 11: 34 Saranno soccorsi con un piccolo aiuto, — disse l’angelo a Daniele.
48 Alison’s History of Europe, vol. 1.
Apocalisse 12:16 Ma la terra aiutò la donna… nel deserto, scrisse Giovanni. La tribolazione fu abbreviata; gli eletti furono sollevati prima che i giorni finissero, altrimenti non sarebbe rimasto nessuno. La tribolazione terminò con la soppressione dei Gesuiti nel 1773. I giorni finirono nel 1798 d.C. E, Matteo 24:29 Subito dopo la tribolazione [terminata], – ma prima che i giorni fossero compiuti, i segni della Sua venuta cominciarono ad apparire; poiché Gesù disse:
Marco 13:24 In quei giorni, dopo quella tribolazione, – i segni sarebbero iniziati. E dove sarebbero apparsi i segni? Leggi: Matteo 24:29 Subito dopo la tribolazione di quei giorni [nei giorni], Luca 21:25 E vi saranno segni: • Nel sole, • Nella luna, • Nelle stelle, • Sulla terra angoscia delle nazioni, con perplessità; • Il mare e le onde che ruggiscono; 26 Gli uomini verranno meno per la paura e per l’attesa delle cose che sopraggiungeranno sulla terra. Così, i segni della venuta del Signore e della fine del mondo saranno abbondanti, e in così tanti luoghi che sarà impossibile per chiunque non vederne almeno alcuni. I segni saranno nei cieli e sulla terra, tra le nazioni, sul mare, e tra gli uomini singolarmente. I segni nei cieli saranno nel sole, nella luna e nelle stelle. E questi sono i primi segni menzionati. Non solo sono i primi menzionati, ma sono anche specificati come quelli che avrebbero avuto inizio nei giorni, e dopo la tribolazione: Matteo 24 [Marco 13:24] 29 Subito dopo la tribolazione di quei giorni [nei giorni] il sole si oscurerà e la luna non darà il suo splendore. Apocalisse 6:12 …il sole diventò nero come un sacco di crine, e la luna diventò come sangue. Gioele 2:31 Il sole sarà cambiato in tenebre e la luna in sangue, prima che venga il grande e terribile giorno del Signore. Il Giorno Oscuro, 1780 Come già detto, la tribolazione finì nel 1773. I giorni terminarono nel 1798. E il 19 maggio 1780, solo sette anni dopo la fine della tribolazione e diciotto anni prima della fine dei giorni, il sole fu oscurato dalle circa 10 del mattino per tutto il resto della giornata, e fino a dopo mezzanotte. E in quella notte di oscurità come… …probabilmente non si era mai vista da quando l’Onnipotente diede origine alla luce, – la luna, che aveva raggiunto il plenilunio il giorno precedente, apparve rossa come il sangue. Riguardo all’oscuramento del sole e, di conseguenza, della luna, uno dei migliori resoconti è il seguente: Quasi del tutto solo, come il fenomeno più misterioso e ancora inspiegato del suo genere nella variegata gamma degli eventi naturali dell’ultimo secolo, si erge il giorno oscuro del 19 maggio 1780 — un oscuramento assolutamente inspiegabile di tutto il cielo visibile e dell’atmosfera del New England — che portò intenso allarme e angoscia a moltitudini di animi, nonché sgomento tra gli animali, con uccelli che volavano confusi verso i loro posatoi, uccellini che correvano ai nidi, e il bestiame che tornava alle stalle. Infatti, migliaia di persone pie dell’epoca si convinsero pienamente che la fine di tutte le cose terrene fosse arrivata, e abbandonarono per un momento le loro attività secolari per dedicarsi alle devozioni religiose; mentre molti altri considerarono l’oscurità non solo come un segno dell’indignazione di Dio contro le varie iniquità e abominazioni del tempo, ma anche come un presagio di qualche futura distruzione che avrebbe potuto travolgere il paese — come accadde per le nazioni menzionate nella storia biblica — a meno che non vi fosse un immediato pentimento e una riforma.
Gli ignoranti si abbandonarono a fantasie e ipotesi stravaganti sull’origine del fenomeno; e persino le menti più brillanti, capaci di scrutare i cieli e tracciare il corso delle stelle, si trovarono per lo più incapaci di offrire una spiegazione razionale dell’accaduto. Si racconta che, proprio in quel momento, il Parlamento del Connecticut fosse riunito in seduta. L’oscurità divenne così profonda da spaventare i legislatori, che pensarono fosse arrivato il giorno del giudizio. Fu proposta quindi una mozione per sospendere i lavori. Ma il signor Davenport si alzò e disse: “Signor Presidente, o è il giorno del giudizio, o non lo è. Se non lo è, non c’è motivo di sospendere. Se lo è, desidero essere trovato intento a svolgere il mio dovere. Propongo di accendere le candele e continuare con la sessione.” L’inizio di quella straordinaria oscurità avvenne tra le 10 e le 11 del mattino di quel venerdì già citato, e perdurò fino a oltre la mezzanotte, assumendo caratteristiche diverse a seconda dei luoghi.
Quanto al modo in cui apparve, sembrò manifestarsi, prima di tutto, nel sud-ovest. Il vento proveniva da quella direzione, e l’oscurità sembrò sopraggiungere con le nuvole che arrivavano da quel lato. Il grado di oscurità variò da luogo a luogo. In molte località divenne così buio che la gente non era in grado di leggere chiaramente una stampa comune, né di determinare con precisione l’ora del giorno tramite orologi o pendole, né di compiere le faccende domestiche senza l’uso della luce delle candele.
In alcuni luoghi, il livello di oscurità era tale da impedire alle persone di leggere la stampa ordinaria all’aperto per diverse ore consecutive. L’estensione di questa oscurità fu anche molto notevole. Fu osservata nelle regioni più orientali del New England; a ovest fino alle estremità del Connecticut e ad Albany; a sud fu avvertita lungo tutta la costa; e a nord fin dove si estendevano gli insediamenti americani. Probabilmente andò ben oltre questi confini, ma i limiti esatti non furono mai determinati con certezza.
Quanto alla sua durata, essa proseguì nella zona di Boston per almeno quattordici o quindici ore; ma, senza dubbio, fu più breve o più lunga in altri luoghi. L’aspetto e gli effetti furono tali da rendere il paesaggio estremamente cupo, tetro e innaturale. Nelle case si accendevano le candele; gli uccelli, nel pieno delle loro gioiose attività mattutine, si fermarono improvvisamente e, cantando i loro canti serali, scomparvero e divennero silenziosi; i polli si ritirarono ai loro posatoi, i galli cantavano come al solito all’alba; gli oggetti non potevano essere distinti anche a breve distanza; e ogni cosa assumeva l’aspetto e l’oscurità della notte, – per non parlare dell’effetto sulle menti delle persone, che fu davvero indescrivibile.
I fatti generali sopra descritti, riguardo questo strano fenomeno, furono accertati dopo un’attenta indagine poco dopo il suo verificarsi, da Roger Williams del Harvard
College, che raccolse anche alcune osservazioni più specifiche fatte in diverse parti del paese, relative a questo evento straordinario. Alle 8 di sera, l’oscurità era così fitta da rendere impossibile viaggiare; e, sebbene la luna fosse sorta quasi… verso le 9, non forniva abbastanza luce da permettere di distinguere tra il cielo e la terra.
Che questa oscurità non fosse causata da un’eclissi risulta evidente dalle varie posizioni dei corpi celesti in quel momento; infatti, per tutto il giorno la luna si trovava a più di centocinquanta gradi dal sole, e secondo calcoli precisi effettuati dai più celebri astronomi, non poteva verificarsi, per ordine naturale, alcun transito del pianeta Venere o Mercurio sul disco solare in quell’anno; né poteva trattarsi di una stella cometa—per quanto vasta come una montagna—che oscurava l’atmosfera; perché ciò non spiegherebbe l’oscurità profonda della notte successiva.
E neppure un’eclissi solare produrrebbe una simile oscurità notturna; e quanto alla luna, essa si trovava allora a più di quaranta ore di distanza dal suo punto di opposizione.49 La Caduta delle Stelle, 1833
Il segno “nelle stelle” è che: Matteo 24 [Marco 13:25] 29 …le stelle cadranno dal cielo. E che cadranno… Apocalisse 6:13 …come il fico che lascia cadere i suoi fichi immaturi quando è scosso da un vento possente. E così avvenne, nel 1833.
Estese e magnifiche piogge di stelle cadenti sono state osservate in vari luoghi in tempi moderni, ma la più universale e meravigliosa mai registrata è quella del tredici novembre 1833, quando l’intero firmamento, sopra tutti gli Stati Uniti, fu per ore in tumulto infuocato! Nessun fenomeno celeste si è mai verificato in questo paese, dalla sua prima colonizzazione, che sia stato osservato con tanta intensa ammirazione da una parte della comunità, o con tanto timore e allarme da un’altra. Fu l’argomento dominante di conversazione e di discussione scientifica per settimane e mesi. In effetti, non poteva essere altrimenti, poiché un fenomeno così raro—secondo solo, per grandiosità e sublimità, a una eclissi totale di sole, o a una grande cometa distesa attraverso i cieli stellati sotto lo sguardo stupito dell’universo—doveva necessariamente risvegliare il più profondo interesse tra tutti coloro che vi assistevano. E la memoria di questa scena meravigliosa non è ancora svanita: la sua sublimità e la sua terribile bellezza sono ancora vive nella mente di molti, che ricordano bene anche il terrore con cui la manifestazione fu accolta, e il timore mortale suscitato tra gli ignoranti che credevano che la fine del mondo fosse arrivata. Durante le tre ore della sua durata, si credeva che il giorno del giudizio stesse solo aspettando l’alba, e anche molto tempo dopo…
49 R. M. Devens, Our First Century, pp. 89, 90, 93, 95, “Great and Memorable Events.”
“La vittoria non si ottiene senza molte preghiere sincere, senza l’umiliazione di sé ad ogni passo. La nostra volontà non deve essere costretta a collaborare con le agenzie divine, ma deve sottomettersi volontariamente. Se fosse possibile imporvi con un’intensità cento volte maggiore l’influenza dello Spirito di Dio, ciò non vi renderebbe cristiani, né soggetti idonei per il cielo. La roccaforte di Satana non verrebbe abbattuta. La volontà deve schierarsi dalla parte della volontà di Dio. Voi non siete capaci, da soli, di sottomettere i vostri propositi, desideri e inclinazioni alla volontà di Dio; ma se siete ‘disposti a diventare disposti’, Dio compirà l’opera per voi, ‘abbattendo i ragionamenti e ogni altezza che si eleva contro la conoscenza di Dio, e portando in schiavitù ogni pensiero all’obbedienza di Cristo.’ 2 Corinzi 10:5. Allora ‘opererete la vostra salvezza con timore e tremore; perché è Dio che opera in voi il volere e l’operare, secondo la sua benevolenza.’ Filippesi 2:12, 13.” Thoughts from the Mount of Blessing, p. 142
Durante le tre ore della sua durata, si credeva che il giorno del giudizio fosse imminente e attendesse solo il sorgere del sole, e molto tempo dopo la fine della pioggia di stelle cadenti, i superstiziosi e i paurosi erano ancora convinti che il giorno finale fosse almeno a una settimana di distanza. In molti luoghi si tennero riunioni improvvisate di preghiera, e molte altre scene di devozione religiosa, terrore o abbandono degli affari mondani si verificarono sotto l’influsso della paura suscitata da una manifestazione così improvvisa e terribile.
Tuttavia, se in molte zone la maggior parte della popolazione era così presa dal panico, sia per la paura sia per la scarsa familiarità con la storia di tali eventi, i più illuminati furono profondamente impressionati contemplando un’immagine vivida dell’apocalisse — quella di:
Apocalisse 6:13 “E le stelle del cielo caddero sulla terra, come quando un fico lascia cadere i suoi fichi immaturi, scossi da un forte vento.” Nel descrivere l’effetto di questo fenomeno sulla popolazione nera, un piantatore del Sud racconta: “Fui improvvisamente svegliato dalle grida più angoscianti mai udite dalle mie orecchie. Urla di terrore e invocazioni di pietà provenivano dalla maggior parte degli schiavi di tre piantagioni, in tutto circa seicento o ottocento. Mentre ascoltavo ansiosamente e senza fiato la causa di quei suoni, udii una voce debole vicino alla porta che chiamava il mio nome. Mi alzai, presi la spada e mi posi alla porta. In quel momento sentii ancora quella voce che mi implorava di alzarmi e diceva: ‘Oh Dio mio, il mondo è in fiamme!’ “Allora aprii la porta, e fu difficile dire cosa mi turbasse di più — l’orrendo spettacolo o le grida disperate degli schiavi. Più di cento erano distesi a terra, alcuni senza parola, altri emettevano i più amari lamenti, con le mani alzate, implorando Dio di salvare il mondo e loro stessi. La scena era davvero terribile, perché mai la pioggia era caduta così fitta come le meteore cadendo verso la terra; a est, ovest, nord e sud era uguale.” In una parola, tutto il cielo sembrava in movimento.
Lo spettacolo, come descritto nel diario del Professor Silliman, fu visto in tutta l’America del Nord. L’area principale dell’evento si estendeva tra la longitudine 61° nell’Oceano Atlantico e la longitudine 100° nel Messico centrale, e dai laghi del Nord America fino al lato sud dell’isola di Giamaica.
Su questa vasta area, si presentò uno spettacolo che superava in grandezza e magnificenza la più alta fantasia umana. Dalle due del mattino fino al chiarore del giorno, con il cielo perfettamente sereno e senza nuvole, si mantenne un incessante gioco di luminosità abbaglianti in tutto il firmamento. Alcune di queste erano di grande dimensione e forma particolarissima.
Una di enorme grandezza rimase per un certo tempo quasi ferma allo zenit, sopra le cascate del Niagara, emettendo raggi di luce che si irradiavano in tutte le direzioni. Il tumulto selvaggio delle acque, in contrasto con la fiammeggiante agitazione sopra di esse, formava uno scenario di sublime e incredibile maestosità.
Arago calcola che non meno di duecentoquaranta mila meteore fossero visibili contemporaneamente sopra l’orizzonte di Boston! Per farsi un’idea di uno spettacolo simile, bisogna immaginare una successione continua di palle di fuoco, simili a razzi di cielo, che si irradiano in tutte le direzioni da un punto nel cielo vicino allo zenit, seguendo l’arco del cielo verso l’orizzonte. Procedevano a varie distanze dal punto di origine, lasciando dietro di sé una scia luminosa vivida, e solitamente esplodendo prima di scomparire. Le palle avevano varie dimensioni e gradi di splendore; alcune erano solo puntini, ma altre erano più grandi e luminose di Giove o Venere; e una, in particolare, appariva quasi della dimensione della luna. Ma a Niagara nessun altro spettacolo così terribilmente grandioso e sublime era mai stato visto dall’uomo come quello del firmamento che scendeva in torrenti di fuoco sopra la scura e ruggente cascata.
Il punto dal quale le meteore sembravano uscire fu osservato, da coloro che fissarono la posizione dello spettacolo tra le stelle, essere nella costellazione del Leone. A New Haven appariva nella curva della “falce” — un gruppo di stelle nel petto del Leone — un po’ a ovest della stella Gamma Leonis. Da osservatori in altri luoghi lontani tra loro, fu vista nella stessa costellazione, anche se in parti diverse. Un fatto interessante e importante in questo contesto è che questo punto di irradiazione rimase fisso tra le stelle fisse, cioè non si muoveva insieme alla terra nella sua rivoluzione diurna verso est, ma accompagnava le stelle nel loro apparente moto verso ovest.
In tutti questi estratti, il corsivo è quello del libro stesso.
Angoscia delle genti
Luca 21:25 “…e sulla terra angoscia delle genti con perplessità.” Questo è vero oggi in tutte le nazioni; da anni è così, e peggiora solo. Nota che non è semplicemente “angoscia delle genti”; questo potrebbe esserci e potrebbe essere sopportato con relativa calma, perché si potrebbe vedere una via di fuga. Ma non è così in questa parola, né nel tempo del suo adempimento; poiché è “angoscia delle genti con perplessità.” Non sanno da che parte voltarsi per trovare sicuro sollievo dall’angoscia, e le vie che prendono aggravano piuttosto che alleviare l’angoscia e la perplessità.
E oggi, ovunque, il cuore degli uomini viene meno per paura e per l’ansia di ciò che sta per accadere sulla terra. Tra tutte le classi di persone c’è questa paura per ciò che già è davanti a loro, e si chiedono quale possa essere il peggio, che certamente temono stia per arrivare.
Allora disse Gesù, Luca 21:28 “Quando cominceranno queste cose a verificarsi, allora rialzatevi e alzate la testa, perché la vostra redenzione è vicina.” Queste cose iniziarono a verificarsi nel 1780, e allora questa redenzione si stava avvicinando. E poi disse ancora, Matteo 24:33 “Quando vedrete tutte queste cose, sappiate che [la sua venuta] è vicina, è alle porte.” Tutte le persone possono ora vedere tutte queste cose. Tutti i segni menzionati come venienti “sulla terra,” e fra le genti e fra gli uomini, possono essere osservati negli eventi dei tempi in cui viviamo oggi. E i segni che dovevano essere nei cieli, e che erano quelli iniziali, tutti possono vederli nei resoconti autentici degli eventi. E oggi, essendo il tempo in cui tutti possono “vedere tutte queste cose,” è stabilito dalla Parola del Signore che ora è il tempo in cui Egli vuole che tutti “sappiano che è vicino, è alle porte.” 36 “Ma di quel giorno e di quell’ora nessuno sa, neppure gli angeli del cielo, ma solo il Padre mio.” Il tempo definito, il giorno e l’ora, i tempi e le stagioni della Sua venuta, Atti 1:7 “…il Padre ha posto nel proprio potere.” E nessuno, né uomo né angelo, potrà mai renderlo noto. E chiunque abbia mai cercato di conoscerlo è stato ingannato; e chiunque abbia mai cercato di farlo conoscere è stato sia ingannato che ingannatore. Ma, sebbene nessuno possa mai rivelare il giorno e l’ora della venuta del Signore, ciò in nessun modo intacca la verità che tutti possano sapere quando la Sua venuta “è vicina, è alle porte”; perché Egli ha detto, Matteo 24:33 “Quando vedrete tutte queste cose, sappiate che è vicino, è alle porte.” E ora è il tempo. Paolo aveva personalmente sperimentato l’impossibilità di obbedire alla legge di Dio con i propri sforzi. Fu costretto a gridare: “O misero uomo che sono! chi mi libererà da questo corpo di morte?” Romani 7:24 Poi dà la risposta al suo grido: “Ringrazio Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore…” Romani 7:25. L’apostolo Paolo aveva imparato che la fede in Cristo era l’unica via per vivere vittoriosamente la vita cristiana di obbedienza. “Infatti ciò che la legge non poteva fare, perché era debole per la carne, Dio, mandando il suo Figlio nella somiglianza della carne del peccato e per il peccato, condannò il peccato nella carne: affinché la giustizia della legge fosse adempiuta in noi, che non camminiamo secondo la carne, ma secondo lo Spirito.”
Romani 8:3-4 (corsivo aggiunto) Per camminare nello Spirito bisogna ogni giorno sperimentare il battesimo dello Spirito Santo e scegliere di cedere alle sue sollecitazioni. Una volta fatta la scelta di cedere agli impulsi dello Spirito, dobbiamo allora volgere lo sguardo a Cristo per vivere in Lui la vittoria sulle tentazioni nella nostra vita. Per questo Paolo scrisse che “la giustizia della legge possa essere adempiuta in noi, che non camminiamo secondo la carne, ma secondo lo Spirito.” Cristo, che vive nel credente pieno di Spirito, adempirà in lui i requisiti di giustizia della legge mentre egli cede o “cammina” secondo lo Spirito. È Gesù che compie l’adempimento dei giusti requisiti della legge nel credente. Qualsiasi giustizia che cerchiamo di ottenere con i nostri sforzi è in realtà ingiustizia, poiché è impossibile raggiungere alcuna giustizia senza la fede nella giustizia di Cristo. Il profeta Isaia scrisse: “Ma noi tutti siamo come un uomo impuro, e tutte le nostre giustizie come un abito sporco; e tutti noi siamo appassiti come una foglia, e le nostre iniquità, come il vento, ci hanno portati via.” Isaia 64:6 Non esiste giustizia separata dalla fede. Perciò Paolo scrisse: “…poiché tutto ciò che non è da fede è peccato.” Romani 14:23 L’UNICA via per vivere una vita cristiana vittoriosa è guardare con fede a Cristo quando si è tentati di peccare (Ebrei 12:1-2). L’UNICO modo in cui si può diventare giusti è per fede nella giustizia di Cristo. L’UNICO modo in cui l’obbedienza di una persona può essere santa è per fede in Cristo che vive la Sua vita santa, giusta e obbediente dentro di lui. Quando è tentato, si rivolge subito a Cristo chiedendoGli di manifestare la Sua vittoria su quella tentazione. Allora l’obbedienza giusta di Cristo si manifesterà nella sua vita. Egli sperimenterà la giustizia per fede nel suo cammino con il Signore. Avrà acquistato “il vestito bianco.” Per questo Paolo scrisse: “Infatti non mi vergogno del vangelo di Cristo, perché è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede, del Giudeo prima e del Greco. Infatti in esso è rivelata la giustizia di Dio da
LEZIONE 5 – PREPARATI, PREPARATI, PREPARATI!
Segni dei Tempi, 7 novembre 1900
Il mondo è ora nel tempo in cui “tutte queste cose” che Gesù ha menzionato come segni della Sua venuta e della fine del mondo possono essere viste, e quando tutti possono… Matteo 24:33 …sapere che è vicino, addirittura alle porte.
Di conseguenza si dovrebbe aspettare che tutti osservino con grande interesse tutte queste cose, e si preparino ad incontrarLo… 2 Pietro 3:14 …in pace, senza macchia e irreprensibili, –e con la gioiosa accoglienza,
Isaia 25:9 “In quel giorno si dirà: «Ecco, questo è il nostro DIO: in lui abbiamo sperato ed egli ci salverà. Questo è l’Eterno in cui abbiamo sperato; esultiamo e rallegriamoci nella sua salvezza!».” È affinché tutti possano essere così pronti e in attesa di incontrarLo e accoglierLo, che il Signore ha dato tutta questa istruzione riguardo alla Sua venuta. Egli non vuole che alcuna anima venga colta di sorpresa. Per imprimere con maggior forza questo a tutti, parlò con una parabola, dicendo,
Luca 21:29 Guardate il fico e tutti gli alberi; 30 Quando il loro ramo ora diventa tenero e mette le foglie, voi lo vedete e da voi stessi sapete che l’estate è ormai vicina. 31 Così anche voi, quando vedrete tutte queste cose avvenire, sappiate che il regno di Dio è vicino, addirittura alle porte. 32 In verità vi dico, questa generazione non passerà finché tutte queste cose non saranno avvenute. 33 Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.
Con altrettanta certezza e facilità con cui le genti del mondo sanno che l’estate è vicina quando gli alberi mettono le foglie, così certamente e facilmente le genti di questo mondo possono sapere che la venuta del Signore e la fine del mondo sono ormai prossime, e che questa generazione non passerà prima che questi eventi congiunti siano compiuti e il regno di Dio venga nella sua piena gloria. Perciò Gesù esorta tutte le persone di questo tempo:
Matteo 24:42 Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il vostro Signore verrà. 44 Perciò siate anche voi pronti, perché nell’ora che non pensate, il Figlio dell’uomo verrà.
Luca 21:34 “«Or fate attenzione che talora i vostri cuori non siano aggravati da gozzoviglie, da ubriachezza e dalle preoccupazioni di questa vita, e che quel giorno vi piombi addosso all’improvviso.” 36 Vegliate dunque in ogni tempo pregando, per riuscire a scampare a tutto ciò che dovrà accadere e a presentarsi davanti al Figlio dell’uomo. Marco 13:33 Badate, vegliate e pregate, perché non sapete quando sarà il tempo. 34 Poiché il Figlio dell’uomo è come un uomo che, partito per un viaggio lontano, ha
lasciato la sua casa, ha dato autorità ai suoi servi e a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portinaio di vegliare. 35 Vegliate dunque, perché non sapete quando verrà il padrone di casa: la sera, a mezzanotte, al canto del gallo, o al mattino;
36 perché, venendo all’improvviso, non vi trovi addormentati. 37 E quello che dico a voi, lo dico a tutti: Vegliate. Eppure, nonostante tutte queste istruzioni, questi avvertimenti e queste esortazioni a sapere, essere pronti e vegliare, pochi lo faranno. La grande massa del popolo mondiale rifiuterà l’insegnamento, disprezzerà l’avvertimento, resisterà all’esortazione e seguirà la via del mondo, fino alla rovina. È così vero che solo i giorni di Noè e i giorni di Lot possono offrire un parallelo adatto. Così dice il Signore: Matteo 24:37 Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. 38 Poiché come nei giorni prima del diluvio mangiavano e bevevano, si sposavano e davano in moglie, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, 39 e non si accorsero di nulla fino a quando venne il diluvio e li portò tutti via, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Luca 17:28 Allo stesso modo come avvenne ai giorni di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano; 29 ma lo stesso giorno in cui Lot uscì da Sodoma, piovve fuoco e zolfo dal cielo e li distrusse tutti. 30 Così sarà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si manifesterà. Sia ai giorni di Noè che a quelli di Lot, tutte le persone avrebbero potuto sapere realmente ciò che stava per accadere, come Noè e Lot sapevano, e così tutti avrebbero potuto salvarsi invece di essere distrutti. Non lo seppero solo perché non vollero sapere. Furono istruiti, avvertiti ed esortati riguardo al diluvio imminente e alla distruzione di Sodoma, ma non vollero credere alla parola. Avrebbero potuto sapere tutto semplicemente credendo alla parola; ma non vollero credere, e perciò non seppero e non poterono sapere. Così è anche adesso. La parola è abbondante; il messaggio è chiaro; l’insegnamento è preciso; l’avvertimento è fedele; l’esortazione è sufficiente; ma la grande massa del popolo non crederà, e quindi non potrà sapere. Ogni anima può sapere tutto, e così essere liberata dalla distruzione che verrà, e salvata con la piena salvezza del Signore, se solo vorrà semplicemente credere alla Parola. Ma non crederanno. Anzi, diventeranno… 2 Pietro 3:3 …deridenti, che camminano secondo i loro desideri; 4 e dicono: «Dov’è la promessa della sua venuta? Da quando i padri sono morti, tutto rimane come fin dall’inizio della creazione.» 5 Essi volutamente ignorano che per la parola di Dio i cieli di un tempo esistevano, e la terra si formava dall’acqua e mediante l’acqua; 6 e per mezzo di essa il mondo di allora fu sommerso dall’acqua e perì; 7 ma i cieli e la terra di adesso, per quella stessa parola, sono conservati per il fuoco, riservati per il giorno del giudizio e della perdizione degli uomini empi. Questi deridenti si trovano anche tra i professati servi del vero Maestro. Ma sono servi cattivi, come disse il Maestro stesso:
Matteo 24:48 Se quel servo malvagio dirà in cuor suo: Il mio padrone tarda a venire; 49 e comincerà a percuotere i suoi compagni servi e a mangiare e bere con gli ubriachi, 50 verrà il padrone di quel servo in un giorno che egli non si aspetta, e in un’ora che non conosce,51 e lo taglierà a pezzi e gli assegnerà la sua parte con gli ipocriti.
Da questo risulta evidente che in questi tempi si troveranno tra i professati servi del Signore infedeltà alla verità cristiana, e solo pretese di pietà. Così è scritto: 2 Timoteo 3:1 “1 Or sappi questo: negli ultimi giorni verranno tempi difficili; 2 perché gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, ribelli ai genitori, ingrati, irreligiosi, 3 insensibili, sleali, calunniatori, intemperanti, spietati, senza amore per il bene, 4 traditori, sconsiderati, orgogliosi, amanti del piacere anziché di Dio, 5 aventi l’apparenza della pietà, mentre ne hanno rinnegato la potenza. Anche da costoro allontànati!”
Così tanto che Gesù fu costretto a esclamare: Luca 18:8 Quando il Figlio dell’uomo verrà, troverà la fede sulla terra? Tuttavia, ci sono alcuni che crederanno, che, come Noè, nonostante la cattiva corrente che allontana da Dio, si adopereranno per camminare con Dio. Anche questi, come Noè, non cesseranno di proclamare la verità di Dio per il tempo presente, e avvertiranno il mondo che il Signore sta per venire, che la fine è vicina, che la distruzione si avvicina e che gli uomini devono salvarsi la vita. Perciò, di questi il Signore dice: Matteo 24:45 “Chi dunque è il servo fedele e saggio, che il padrone ha costituito sopra la sua casa, per dare loro il cibo a tempo debito? 46 Beato quel servo, che il padrone, venendo, troverà così operante. 47 In verità vi dico che lo porrà su tutti i suoi beni”. Tutti costoro gioiranno di vedere il Signore venire. E Lo vedranno venire sulle nubi del cielo con potenza e grande gloria. Perché presto… 29 …i poteri dei cieli saranno scossi, 30 e apparirà il segno del Figlio dell’uomo nel cielo; e allora tutte le tribù della terra si batteranno il petto, e vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi del cielo con potenza e grande gloria. 31 E manderà i suoi angeli con una gran tromba, e raduneranno i suoi eletti dai quattro venti, da un capo all’altro dei cieli. 1 Tessalonicesi 4:16 “Poiché il Signore stesso, a un comando, a voce d’arcangelo e al suono della tromba di Dio, scenderà dal cielo; e i morti in Cristo risorgeranno per primi; 17 poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo rapiti insieme con loro sulle nuvole, per incontrare il Signore nell’aria; e così saremo sempre con il Signore.
18 Perciò confortatevi a vicenda con queste parole.”
Mattina della Resurrezione
Ritornello Ci leveremo, ci leveremo, Quando la potente tromba squarcerà il cielo azzurro. Ci leveremo, ci leveremo, Alla mattina della resurrezione ci leveremo.
LEZIONE 6 – LA DISTRUZIONE DI GERUSALEMME: IL SUO SIGNIFICATO OGGI
Signs of the Times, 14 e 21 novembre 1900
C’È ancora una parte importante del discorso del Signore riguardante il segno della Sua venuta e la fine del mondo, che deve essere osservata — cioè, la parte relativa alla distruzione di Gerusalemme. Si deve ricordare che furono i discepoli a mostrare a Gesù la meravigliosa struttura del tempio, occasione che dette origine a tutto questo grandioso discorso sul tema dei segni della Sua venuta e della fine del mondo. L’intera narrazione è la seguente:
Matteo 24:1 E Gesù uscì dal tempio, e se ne andava. Marco 13:1 E mentre usciva, Matteo 24 :1 …i suoi discepoli gli si avvicinarono per mostrargli le costruzioni del tempio; Marco 13:1 …e uno dei suoi discepoli gli disse: Maestro, guarda che pietre e che costruzioni! Luca 21:5 E alcuni parlavano del tempio, come fosse ornato di pietre e offerte splendide. Matteo 24:4 E Gesù rispose e disse loro,
51 Nota PP: le citazioni seguenti erano originariamente scritte come paragrafi. Ho separato le frasi nei rispettivi libri biblici. È possibile che Jones stesse citando da un libro che combinava i vangeli in un’unica narrazione continua. Ho esaminato alcuni di questi tipi di libri, risalenti al 1800, ma non ne ho trovato uno che citi i versetti nello stesso modo.
Marco 13:2 Vedete questi grandi edifici? Luca 21:6 Per quanto riguarda queste cose che vedete, Matteo 24:2 In verità vi dico, Luca 21:6 Verranno giorni in cui non sarà lasciata pietra sopra pietra che non venga distrutta. Marco 13:3 E mentre sedeva sul Monte degli Ulivi, di fronte al tempio, Matteo 24:3 …i discepoli, Marco 13:3 …Pietro, Giacomo, Giovanni e Andrea, Matteo 24:3 …gli si avvicinarono, Marco 13:3
…e gli chiesero in privato, [dicendo,]52 Luca 21:7 Maestro, [dicci,]53 quando dunque accadranno queste cose? Marco 13:4 …e quale sarà il segno quando tutte queste cose stanno per compiersi? Matteo 24:3 …e qual è il segno della tua venuta e della fine del mondo? Ora, in tutto questo discorso, in risposta a queste domande, l’unico riferimento che Gesù fece alla distruzione di Gerusalemme è
52 Matteo 24:3 [RV]. 53 Matteo 24:3 [RV].
meno di due dozzine di righe, nel mezzo del suo discorso, dopo aver tracciato gli eventi da quel tempo fino alla fine del mondo, e proprio all’inizio di quella parte del suo discorso in cui procede a dare i segni della sua venuta e il tempo in cui i segni avrebbero cominciato a manifestarsi. Da questo fatto, così come dalle cause e dal carattere della distruzione di Gerusalemme, è evidente che la distruzione di Gerusalemme è essa stessa un segno mediante il quale si possono conoscere i tempi della venuta del Signore e della fine del mondo, proprio come la caduta della antica Babilonia è anch’essa un segno simile. È alla luce di questa suggestione che qui studieremo quella parte del discorso del Signore relativa alla distruzione di Gerusalemme.
Quella parte del discorso del Signore è la seguente: Marco 13:14 Quando dunque vedrete l’abominazione della desolazione, di cui parlò il profeta Daniele, stare nel luogo santo, dove non deve stare (chi legge intenda); Luca 21:20 E quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, allora sappiate che la sua desolazione è vicina. 21 Allora quelli che saranno in Giudea fuggano sui monti; e quelli che saranno in mezzo a lei se ne allontanino; e quelli che saranno nelle campagne non vi entrino. Matteo 24:17 Chi sarà sul tetto non scenda a prendere ciò che è nella sua casa; 18 e chi sarà nei campi non torni indietro a prendere il suo mantello. Luca 21:22 Perché questi sono giorni di vendetta, affinché si compiano tutte le cose che sono scritte. 23 Guai a quelle che avranno un bambino in grembo e a quelle che allatteranno in quei giorni! Matteo 24:20 Pregate che la vostra fuga non avvenga d’inverno né di sabato. Luca 21:23 Vi sarà grande angoscia sulla terra e ira contro questo popolo. Il Centro della Controversia Perché tutto questo accadde a quel popolo? Perché Gerusalemme fu distrutta? Perché rifiutarono il Signore, naturalmente. Ma perché lo rifiutarono? Qual era la questione particolare su cui si concentrava e culminava la loro opposizione al Signore e il loro rifiuto verso di Lui? La risposta a queste domande è che quella questione era il Sabato — la differenza tra i Suoi principi su ciò che è vero osservare il Sabato e le loro opinioni sullo stesso punto. In nulla l’egoismo dei farisei e dei dottori della legge aveva preso una piega più perversa che nella questione del Sabato e del suo vero significato e scopo. Per quanto riguarda il significato e lo scopo del Sabato secondo il Signore, essi ne avevano totalmente perso la vista, e con le loro tradizioni e pretese lo avevano completamente nascosto nelle menti e nei cuori del popolo. Questo fu il risultato culminante del loro comportamento perverso. E poiché Gesù è il Signore del Sabato, e poiché richiamare alla mente ciò che Egli è per l’umanità è il vero intento del Sabato — in altre parole, Egli stesso, vivendo tra loro, è la manifestazione del vero intento del Sabato — è evidente che in nulla la Sua condotta poté suscitare più o più amaro antagonismo da parte di questi uomini che nelle Sue parole e azioni riguardanti il Sabato. Fu proprio in relazione a questo che iniziarono a perseguitarLo; fu per questo che pensarono di ucciderLo; e fu su questa questione che la loro opposizione culminò nella Sua crocifissione. Questa questione divenne chiaramente definita al Suo secondo Passaggio della Pasqua, presso la piscina di Bethesda, quando Gesù guarì un uomo infermo. Così leggiamo: Giovanni 5:5 C’era là un uomo infermo da trentotto anni. 6 Gesù, vedendolo disteso, e sapendo che stava così da molto tempo, gli disse: Vuoi guarire? 7 L’infermo gli rispose: Signore, non ho nessuno che mi metta nella piscina quando l’acqua si agita; mentre sto per andarci, un altro scende prima di me. 8 Gesù gli disse: Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina. 9 E subito quell’uomo guarì, prese il suo lettuccio e camminò; e quello stesso giorno era sabato. 10 Perciò i Giudei dissero a colui che era stato guarito: È sabato; non ti è lecito portare il lettuccio. 11 Egli rispose loro: Colui che mi ha guarito, mi ha detto: Prendi il lettuccio e cammina. 12 Allora gli domandarono: Chi è quell’uomo che ti ha detto: Prendi il lettuccio e cammina? 13 Ma colui che era stato guarito non sapeva chi fosse, perché Gesù si era allontanato, poiché c’era molta gente in quel luogo. 14 Dopo Gesù lo trovò nel tempio e gli disse: Ecco, sei guarito; non peccare più, perché non ti venga di peggio. 15 L’uomo se ne andò e riferì ai Giudei che era Gesù colui che lo aveva guarito.
Naturalmente allora essi sapevano chi era colui che gli aveva detto di fare questa cosa “illecita” — prendere il lettuccio e camminare di sabato.
16 E perciò i Giudei perseguitarono Gesù e cercarono di ucciderLo, perché faceva queste cose di sabato.
Rifletti bene su questo: Gesù è il Signore del Sabato. Il Sabato rappresenta ciò che Egli significa per l’umanità. Pertanto, nella Sua vita Egli fu l’espressione vivente del
Sabato. Di conseguenza, non poteva compiere nulla durante il Sabato che non fosse vero osservare il Sabato, poiché ogni Sua azione in quel giorno era, in sé stessa, la manifestazione del vero significato del Sabato. Ma la Sua osservanza del Sabato non era conforme alle idee che i farisei, i dottori della legge e gli scribi avevano del Sabato. Perciò essi la definirono violazione del Sabato. Ora, le idee di Cristo sul Sabato sono le idee di Dio sul Sabato. Le idee che i farisei avevano riguardo al Sabato e alla sua osservanza, essendo esattamente l’opposto di quelle del Signore Gesù, erano errate. Quindi la controversia di quel tempo tra Cristo e i farisei e i dottori della legge era semplicemente questa: dovevano prevalere le idee di Dio sul Sabato, oppure quelle dell’uomo?
Giovanni 5:16 Perciò i Giudei perseguitavano Gesù e cercavano di ucciderlo, perché faceva tali cose nel giorno di sabato. 17 Ma Gesù rispose loro: «Il Padre mio opera ancora, e anch’io opero». 18 Per questo i Giudei cercavano ancora più di ucciderlo, perché non solo violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendo così di sé stesso pari a Dio.
Da ciò si vede ulteriormente che i primissimi atti pubblici che i farisei e i dottori della legge compirono contro Gesù per fargli del male furono presi perché Egli non osservava il Sabato secondo i loro dettami. Questa fu la controversia tra Cristo e loro, e intorno a questo punto ruotò tutto il resto.
Poco dopo abbiamo il racconto nel capitolo 2 di Marco, versetto 23, fino al capitolo 3, versetto 6; è riportato anche nel capitolo 12 di Matteo e nel capitolo 6 di Luca, versetti 1-12; ma il racconto di Marco aggiunge un particolare che non si trova negli altri, e che è di fondamentale importanza:
Marco 2:23 Avvenne che Egli passava per i campi di grano in giorno di sabato; e i suoi discepoli, camminando, cominciarono a cogliere le spighe. 24 I farisei gli dissero: «Guarda, perché fanno nel sabato ciò che non è lecito?» 25 Ed Egli disse loro: «Non avete mai letto ciò che fece Davide, quando ebbe bisogno e aveva fame, lui e quelli che erano con lui?
26 Come entrò nella casa di Dio, ai tempi di Abiatar sommo sacerdote, e mangiò i pani dell’offerta, che non è lecito mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche a quelli che erano con lui?» 27 E disse loro: «Il sabato è stato fatto per l’uomo, e non l’uomo per il sabato;
28 perciò il Figlio dell’uomo è anche Signore del sabato.» Marco 3:1 Di nuovo entrò nella sinagoga; ed ecco c’era un uomo che aveva una mano secca. 2 Lo osservavano se lo avrebbe guarito di sabato, per accusarlo. Sapendo che erano tutti intenti a osservarlo, chiamò l’uomo dalla mano secca e gli disse, Luca 6:8 «Alzati in mezzo.» L’uomo si fece avanti in mezzo alla sinagoga. Questo attirò l’attenzione di tutti su Gesù e sull’uomo in attesa. Poi Egli chiese ai farisei e a quelli che lo accusavano, Marco 3 4 «È lecito fare del bene di sabato, o fare del male? Salvare una vita, o uccidere?» Non potevano dire che fosse lecito fare del male, perché ciò sarebbe stato contrario a tutta la loro dottrina, e non osavano dire che fosse lecito fare del bene, perché
avrebbero così approvato la guarigione di quell’uomo di sabato. «È lecito… salvare una vita o uccidere?» Non osavano dire che fosse lecito uccidere, né che fosse lecito salvare la vita; perché Egli disse loro, e loro sapevano che era così, che se uno di loro avesse avuto una pecora caduta in un fosso di sabato, l’avrebbe tirata fuori per salvarla. Che lo facesse per misericordia verso la pecora, o per paura di perdere il suo valore, non importa; sapevano che era così. Perciò 4 …rimasero in silenzio. 5 Allora, guardandoli intorno con rabbia, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse all’uomo: «Stendi la mano.» Ed egli la stese, e la sua mano tornò sana come l’altra. 6 I farisei uscirono subito e tennero consiglio con gli erodiani contro di lui, per veder come poterlo distruggere. Confederazione contro Cristo Gli erodiani erano una setta degli Ebrei, che rappresentava l’esatto opposto dei farisei. Il loro nome deriva dall’essere amici, sostenitori e feroci partigiani di Erode e della sua casa nel governo della nazione di Israele. I farisei si consideravano i “pietosi” della nazione, specialmente a loro stessa stima. Si ritenevano i giusti della nazione, i più vicini a Dio; perciò stavano lontani da Erode e da Roma. Disprezzavano Erode e odiavano Roma. Gli erodiani, erano i sostenitori politici di Erode, e dunque amici di Roma e del potere romano. Pertanto, come denominazioni e come sette, farisei ed erodiani erano agli estremi opposti. Quando i farisei videro che Cristo non si piegava alle loro idee sull’osservanza del Sabato, per realizzare il loro scopo di ucciderlo — un piano di grande portata — si allearono non solo con i loro nemici settari, ma anche con questi nemici religiosi- politici, per ottenere l’appoggio di Erode, avere il governo dalla loro parte, controllare il potere civile, e così rendere efficace il loro intento di distruggere Gesù. In tal modo entrarono in politica. Dopo questo leggiamo: Giovanni 7:1 Dopo queste cose Gesù camminava in Galilea, perché non voleva camminare in Giudea, poiché i Giudei cercavano di ucciderlo. 14 Verso la metà della festa Gesù salì nel tempio e insegnava. Mentre insegnava, disse loro: 19 «Mose non vi ha dato la legge? Eppure nessuno di voi osserva la legge. Perché cercate di uccidermi?» 20 Il popolo rispose: «Hai un demonio; chi cerca di ucciderti?» 21 Gesù rispose: «Ho fatto un solo miracolo e voi tutti vi meravigliate. 22 Mosè vi ha dato la circoncisione (non perché venga da Mosè, ma dai padri); e voi il sabato praticate la circoncisione su un uomo. 23 Se un uomo il sabato riceve la circoncisione, affinché la legge di Mosè non sia violata, siete dunque adirati con me perché ho reso un uomo interamente sano di sabato? 24 Non giudicate secondo l’apparenza, ma giudicate secondo giustizia.» Anche in quel tempo, i suoi nemici
30 cercarono di prenderlo, ma nessuno gli mise le mani addosso. Più tardi, nello stesso giorno, 32 i farisei e i sommi sacerdoti mandarono dei servi per prenderlo. Eppure neppure i servi gli misero le mani addosso. Quando tornarono senza averlo preso, i sommi sacerdoti e i farisei si adirarono molto e furono sul punto di condannarlo ufficialmente, ma furono fermati solo dalla parola di Nicodemo,
51 «La nostra legge giudica forse qualcuno prima di averlo ascoltato e di aver saputo ciò che fa?» Il caso successivo in questa controversia è riportato nel capitolo 9 di Giovanni — la guarigione dell’uomo nato cieco.
Giovanni 9:14 Era il giorno di sabato quando Gesù fece l’argilla e gli aprì gli occhi. 16 Perciò alcuni farisei dissero: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato.» Il caso seguente è in Luca 13:10-16: Luca 13:10 Gesù insegnava in una delle sinagoghe di sabato. 11 Ecco, c’era una donna che aveva uno spirito di infermità da diciotto anni, piegata e incapace di raddrizzarsi. 12 Quando Gesù la vide, la chiamò a sé e le disse: «Donna, sei liberata dalla tua infermità.» 13 Le pose le mani sopra; subito si raddrizzò e lodò Dio. 14 Il capo della sinagoga, indignato perché Gesù aveva guarito di sabato, disse al popolo: «Ci sono sei giorni in cui si deve lavorare; venite quindi a guarirvi in quei giorni, e non di sabato.» 15 Il Signore gli rispose: «Ipocrita, ciascuno di voi di sabato scioglie il proprio bue o il proprio asino dalla mangiatoia e lo conduce ad abbeverare? 16 E questa donna, figlia di Abramo, che Satana aveva legata per diciotto anni, non doveva essere liberata da questo legame di sabato?» Aumento dell’Antagonismo Mentre continuavano a osservarlo per vedere se avrebbe guarito persone e fatto del bene di sabato, Egli continuava a guarire nel giorno di sabato. Un altro esempio si trova in Luca 14:1-6: Luca 14:1 Avvenne che Gesù entrò nella casa di uno dei capi farisei per mangiare pane di sabato, e lo osservavano attentamente. 2 Ed ecco, davanti a Lui c’era un uomo che aveva idropisia. 3 Gesù allora parlò ai dottori della legge e ai farisei, dicendo: «È lecito guarire di sabato?» 4 Essi rimasero in silenzio. Allora Egli prese quell’uomo, lo guarì e lo lasciò andare. 5 E rispose loro: «Chi di voi, se un asino o un bue cade in una cisterna, non lo tirerà subito fuori di sabato?» 6 E non poterono rispondergli nulla a queste parole. Così Egli continuò a guadagnare favore presso il popolo, e tanto più suscitava l’antagonismo dei sommi sacerdoti, dei farisei e degli erodiani. Quando infine arrivò a risuscitare un uomo morto da quattro giorni, e quando, di conseguenza, Giovanni 11:45 Molti dei Giudei… credettero in Lui, — questo suscitò tanto i Suoi nemici che:
46 Alcuni di loro andarono dai farisei e riferirono loro ciò che Gesù aveva fatto. E allora, in quella stessa riunione, i sommi sacerdoti e i farisei in consiglio dissero: 47 «Che facciamo? Quest’uomo compie molti miracoli. 48 Se lo lasciamo così fare, tutti crederanno in Lui, e i Romani verranno e toglieranno il nostro posto e la nostra nazione.» Nota l’argomento che avevano nel cuore e nelle parole. Accusavano Gesù continuamente di violare il sabato; e ora dicono: 48 «Se lo lasciamo così fare, tutti crederanno in Lui» — e questo farà diventare tutti violatori del sabato. La nazione diventerà una nazione di trasgressori del sabato. E quando tutta la nazione sarà diventata una nazione di trasgressori del sabato, i giudizi di Dio saranno visitati su di noi; e il Signore porterà i Romani e spazzarà via tutta la nazione. Poi, in quella stessa riunione, Giovanni 11:49 Uno di loro, chiamato Caifa, sommo sacerdote quell’anno, disse loro: «Voi non sapete nulla, 50 e non considerate che conviene che un uomo muoia per il popolo, e che non perisca tutta la nazione.» 53 Da quel giorno in poi presero consiglio per metterlo a morte. E pochi giorni dopo realizzarono pienamente il loro scopo e lo misero a morte. Quando ciò fu fatto, il destino della nazione fu segnato; era solo questione di tempo prima che venisse la distruzione del tempio, della città e del popolo. Dissero: 48 «Se lasciamo quest’uomo così fare, tutti crederanno in Lui, e i Romani verranno e toglieranno il nostro posto e la nostra nazione.» Non lo lasciarono così, e i Romani vennero e tolsero per sempre sia il loro posto che la loro nazione. I loro sforzi per salvare la nazione la distrussero. E non si dimentichi mai che la grande questione, al di sopra di tutte le altre, per cui lo rifiutarono, lo perseguitarono e cercarono di ucciderlo, fu il Sabato del Signore contrapposto a un sabato degli uomini, il vero Sabato contro uno falso, l’idea del Signore riguardo al Sabato contro l’idea dell’uomo sul Sabato. E in tutto il tempo della distruzione imminente, e perfino nella crisi stessa della loro esperienza a riguardo — quando avrebbero dovuto vedere il segno dato, Gerusalemme circondata dagli eserciti — il Sabato era ancora un problema, e di vitale importanza. Perché in tutti i loro pensieri sulla fuga dalla distruzione certa, questa parola di Gesù deve sempre essere ricordata: Matteo 24:20 Pregate dunque che la vostra fuga non avvenga d’inverno né di sabato”. Per quanto riguarda la distruzione di Gerusalemme, abbiamo visto che furono le idee false del Sabato, opposte a quelle vere, a far sì che la nazione degli Ebrei rifiutasse, perseguitasse e cercasse di uccidere Gesù, e che fu proprio questo rifiuto di Lui a causare quella distruzione. Lo rifiutarono e lo uccisero per paura che i Romani venissero a togliere loro il luogo e la nazione; e il loro rifiuto e omicidio di Lui portò al fatto che i Romani vennero e tolsero per sempre sia il loro posto che la loro nazione. Il loro rifiuto del Sabato del Signore, e in quel rifiuto il rifiuto di Colui che era e che è il Signore del Sabato, causò la rovina di quella nazione.
Non è necessario qui entrare nei dettagli della distruzione di Gerusalemme e di quella nazione; ciò è ben noto; inoltre, il nostro studio qui mira a scoprire quale rilevanza ciò abbia sul grande tema della seconda venuta del Signore e della fine del mondo. Seguiamo questo argomento fino alla sua conclusione.
Uno Strumento di Distruzione Lo strumento della distruzione di Gerusalemme e della nazione degli Ebrei furono gli eserciti romani: Luca 21:20 Quando dunque vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, sappiate che la sua desolazione è vicina”. Gli unici eserciti presenti a quel tempo erano gli eserciti romani; poiché “l’impero dei Romani riempiva il mondo.”54 E gli eserciti romani che circondarono Gerusalemme, adempimento delle parole di Gesù riportate da Luca,55 erano… Matteo 24:15 …l’abominio della desolazione, di cui parlò il profeta Daniele, posto nel luogo santo.
54 Gibbon, The Decline and Fall of the Roman Empire, Capitolo III. 55 Luca 21:20.
– in adempimento delle parole di Gesù riportate da Matteo.56 Ora, l’abominio della desolazione — il potere romano — di cui parlò il profeta Daniele, una volta che entra sulla scena della storia e della profezia, continua fino alla venuta del Signore e alla fine del mondo. Notate che in Daniele 7 egli vide in visione una quarta bestia, un quarto regno, che è Roma: Daniele 7:7 …terribile e spaventosa… 6 …la bestia aveva anche… 7 …dieci corna. Mentre Daniele considerava le corna, ne sorse un’altra, un piccolo corno, prima del quale tre delle prime corna furono sradicate; e, ecco, in questo corno c’erano occhi come occhi d’uomo e una bocca che diceva grandi cose. Daniele vide questo “piccolo corno” nelle sue azioni e nel suo parlare, 22 Fino a che venne l’Antico dei giorni,… 10 …il giudizio fu stabilito e i libri furono aperti. E al tempo del giudizio dice: 11 Guardavo a causa delle grandi parole che il CORNO diceva; guardavo fino a che la BESTIA fu uccisa, e il suo corpo distrutto e dato al fuoco ardente. Notate che stava osservando il “piccolo corno”. Stava considerando il “piccolo corno”. Al tempo del giudizio lo vide soprattutto a causa delle grandi parole che il “corno” pronunciava. E guardò fino a che — il corno fu distrutto? — No, ma fino a… 11 …la bestia fu uccisa, e il suo corpo distrutto e dato al fuoco ardente. Questo rende perfettamente chiaro che il “piccolo corno” è solo la continuazione della bestia, in un’altra forma; così pienamente il “piccolo corno” è una continuazione dello spirito, delle caratteristiche e del potere della “bestia”, che quando arriva il momento della distruzione del corno, invece di dire che il corno fu distrutto, si dice CHE LA BESTIA fu uccisa e distrutta. E questo chiarisce
perfettamente che quando la bestia entra in scena, continua, solo in un’altra fase, fino alla venuta del Signore e alla fine del mondo. Ancora: in Daniele 8:9-12, 23-25, questo stesso potere è nuovamente simboleggiato da… Daniele 8:9 …un piccolo corno che cresceva molto.
E continua chiaro fino alla fine del mondo, quando sarà… 25 …spezzato senza mano, – con l’instaurazione del regno di Dio, quando la pietra tagliata senza mano spezzerà in pezzi e consumerà tutti i regni della terra, e rimarrà per sempre.57 E in questa profezia di Daniele 8 questo potere è direttamente chiamato… 13 …l’iniquità della desolazione; – mentre in Daniele 11:31 e 12:11 lo stesso potere è decisamente chiamato… Daniele 11 31 …l’abominio che causa desolazione. E in tutti questi passi il collegamento mostra che esso continua fino a… 56 Matteo 24:15.
57 [Nota a piè di pagina: contestuale alla profezia di Daniele 2 e 8.]
Daniele 12:9 …il tempo della fine, – e fino alla fine. E ancora: in Daniele 11:4 è segnata la coincidenza degli eventi che chiamano in campo nella profezia e nella storia il potere romano. E quando il potere romano entra in campo, la Parola dice che ciò avviene “per stabilire la visione”: Daniele 11:14 I figli dei ladri si esalteranno per stabilire la visione. Questo mostra che il potere romano era il grande oggetto della visione; che qualunque cosa fosse stata data prima della sua ascesa, era data solo come certi gradini verso il tempo in cui quel potere sarebbe sorto; e che quando questo potere fu incontrato nella sua ascesa, l’oggetto della visione fu raggiunto — la visione fu stabilita. E quando quel potere una volta entrato in scena, continua, se non in una fase, certamente in un’altra, fino al tempo della venuta del Signore e alla fine del mondo. Pertanto, quando Gesù citò “l’abominio della desolazione di cui parlò il profeta Daniele”, con ciò portò alla mente ciò che sarebbe continuato fino alla venuta del Signore e alla fine del mondo. E quando Gesù citò questo potere nel Suo discorso sul segno della Sua venuta e della fine del mondo, ciò conferma che nella storia di quel potere vi è qualcosa di istruttivo riguardo alla Sua venuta e alla fine del mondo. E quando lo citò come colui che avrebbe tradito Gerusalemme, allora ciò conferma che nella distruzione di Gerusalemme vi è qualcosa di istruttivo riguardo alla Sua venuta e alla fine del mondo. Ora fu il loro rifiuto del Signore Gesù che portò su quel popolo la distruzione della loro città e nazione per mano del potere romano — l’abominio della desolazione. E dalla chiara esposizione dei Vangeli abbiamo visto che fu rifiutando l’idea divina del Sabato del Signore che essi rifiutarono il Signore del Sabato, lo perseguitarono e cercarono di ucciderlo, fino a ucciderlo, per salvare la nazione dai Romani, ma ciò
causò solo…. che la nazione fosse distrutta dai Romani. E poi, in una data successiva della sua storia, questo potere romano, questo abominio della desolazione, al tempo dello sviluppo del “piccolo corno” di Daniele 7:8 — questo stesso potere rifiutò l’idea di Dio del Sabato, e stabilì interamente l’idea dell’uomo su di esso; rifiutò il vero Sabato e ne mise uno totalmente falso, arrivando a sostituire un altro giorno — la domenica — per il giorno del Signore, il giorno di Sabato che Dio aveva stabilito e designato. Fu detto da coloro che lo fecero: “Tutte le cose che si dovevano fare nel giorno di Sabato, noi LE ABBIAMO TRASFERITE alla domenica.”
Furono emanate leggi dal potere romano per costringere tutti ad accettare la falsa idea del Sabato invece della vera. Tutti coloro che osservavano il Sabato del Signore erano “maledetti da Cristo,” e chiunque non accettava il falso era ritenuto colpevole di sacrilegio e soggetto a pene da parte del potere romano — l’abominio della desolazione.
E quale fu la conseguenza di questo secondo rifiuto del Sabato del Signore, e in ciò del Signore del Sabato? Cosa accadde a questa seconda nazione che fece tale cosa? Fu anch’essa distrutta, e spazzata via dalla terra con la stessa completezza della nazione ebraica che per prima fece quella terribile colpa. L’Impero Romano fu rovinato del tutto come la nazione giudaica.
Una lezione per gli Stati Uniti Ed ora, in questi ultimi giorni, in questi giorni in cui sappiamo che la venuta del Signore… Matteo 24:33 …è vicina, anche alle porte, –in questi giorni “l’abominio della desolazione,” il potere romano, esiste in una fase diversa da quella dei giorni della distruzione di Gerusalemme, e anche in una fase alquanto diversa da quella dei giorni della distruzione dell’Impero Romano. E in questi giorni questo abominio della desolazione insiste ancora nel rifiuto dell’idea di Dio sul Sabato, e nella sostituzione con l’idea dell’uomo; il rifiuto del vero, e l’accettazione, anche con la forza, del falso. E in questa cosa che osa il cielo, in questa cosa che due volte ha provocato, come esempio mondiale, la rovina di nazioni, l’abominio della desolazione ha ottenuto il sostegno DEGLI STATI UNITI. Gli Stati Uniti, con altrettanta certezza di quanto fecero Gerusalemme o Roma, hanno rifiutato l’idea di Dio sul Sabato, e hanno accettato quella dell’uomo — “l’uomo del peccato”; hanno rifiutato il vero, e hanno stabilito il falso, da imporre a tutto il popolo con il potere dello Stato. Nella sua legislazione del 1893, l’idea di Dio sul Sabato fu letta con le Sue stesse parole dalla Sua Parola, e poi fu deliberatamente messa da parte e rifiutata, e qui fu accettata e stabilita una idea del tutto falsa sotto ogni aspetto, con il riconoscimento del governo. Questa nazione, tanto quanto Gerusalemme o Roma, rifiutando così il Sabato del Signore, ha in ciò rifiutato il Signore del Sabato.
E quale deve essere la conseguenza? Quale altra può essere la conseguenza? Può questa nazione andare meglio di Gerusalemme e Roma che fecero la stessa cosa? Può sperare giustamente di cavarsela meglio di loro, dato che ha fatto questa cosa nonostante i due avvertimenti mondiali di distruzione? Ma come verrà la distruzione per questa offesa che osa il cielo? Venne a Gerusalemme per mano del potere romano. Venne all’Impero Romano per mano dei barbari del Nord. Da dove potrà venire la prossima punizione per questa offesa al Re? Verrà nella gloria consumante e luminosa della venuta del Signore, e degli eserciti del cielo che lo seguiranno su cavalli bianchi, quando dalla Sua bocca uscirà la spada affilata con cui colpirà le nazioni.58 Ed è per questo che la distruzione di Gerusalemme è un segno per il popolo degli Stati Uniti oggi, e perché è un segno della venuta del Signore e della fine del mondo.
E quando “l’abominio della desolazione,” com’è oggi, Roma, com’è nella sua ultima fase, avrà raccolto sotto i suoi principi e sotto la sua influenza tutte le nazioni; e quando, per mezzo dell’esempio, 58 Apocalisse 19:11-21; Gioele 2:1-11.
del potere e dell’influenza degli Stati Uniti, l’abominio della desolazione avrà fatto questo in modo ancora più efficace; e quando, col potere così riconquistato, l’abominio della desolazione avrà nuovamente e definitivamente per sé disperso il potere del popolo santo, e avrà reso il più efficace possibile il rifiuto del Sabato del Signore, e in ciò del Signore del Sabato; allora è scritto,
Daniele 12:7 Tutte queste cose saranno compiute. E poiché quel potere sarà universale, così la distruzione sarà universale — e questo alla venuta del Signore; perché questo… Matteo 24:15 …abominio della desolazione, 2 Tessalonicesi 2:3 …[questo] uomo del peccato, 7 …[questo] mistero d’iniquità, 8 …[deve essere] consumato dallo spirito della Sua bocca, [e deve essere] distrutto dallo splendore della Sua venuta. Ed è per questo che la distruzione di Gerusalemme è istruttiva come avvertimento per tutto il popolo del mondo oggi. Ed è per questo che la distruzione di Gerusalemme è un segno, tra gli altri “segni,” della venuta del Signore e della fine del mondo.
E ora è il momento. “Preparatevi! preparatevi! preparatevi!”
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